Siamo messi così male da rimpiangere (da sinistra!) uno come Fini

(di Andrea Scanzi) – Qualche giorno fa è circolata sui social una foto di Gianfranco Fini. Era in compagnia di Francesco Storace, quindi il povero Fini non doveva passare un gran momento. Era da un po’ che non si vedeva una foto dell’ex leader di Alleanza Nazionale. In tivù non ci va quasi più e in Rete è diversamente attivo.

Nello scatto, veicolato sui social proprio dall’orgogliosamente (e comicamente) fascistissimo Storace, Fini appariva sorridente ma in qualche modo affaticato. Il viso un po’ smunto, i capelli brizzolati. La Rete, bravissima nello scatenarsi in maniera belluina contro chi è – o anche solo sembra – in difficoltà, si è esibita in una serie di commenti feroci su Fini, quasi che invecchiare fosse un reato. Come ebbe genialmente a dire una volta Jean-Paul Belmondo, e a dire il vero non solo lui: “Invecchiare è brutto, ma l’alternativa è parecchio peggio”. Sacrosanto. E sarebbe peraltro assai divertente, nonché illuminante, scoprire come stiano invecchiando quei carciofi che hanno insultato Fini.

Perché ne sto scrivendo? Perché quella foto mi ha messo una grande malinconia. Di più: mi ha addirittura generato una strana forma di nostalgia. Non ho mai votato Fini, né mai potrei farlo. Incarna una storia lontanissima da me. Vent’anni fa, durante il G8 di Genova, disse e sostenne cose per me irricevibili. Per troppo tempo si è ridotto a vassallo di Silvio Berlusconi (Nanni Moretti glielo rinfacciò spesso). E ha sdoganato una classe dirigente non di rado imbarazzante, che ancora oggi vediamo in tivù e in Parlamento, e che ovviamente non ha poi avuto alcuna forma di riconoscenza nei confronti di Fini quando lo ha visto cadere.

Il suo tramonto politico è stato certo figlio di alcuni suoi errori, puntualmente ingigantiti da una stampa scorretta e incarognita. Se tutti pagassero le loro colpe come le ha pagate Fini, il Parlamento sarebbe pressoché vuoto e i talk-show risulterebbero sostanzialmente deserti. La “casa di Montecarlo” è un fatto mille volte meno grave dei 49 milioni della Lega, di Matteo Renzi da Bin Salman, di quasi tutto ciò che ha fatto Berlusconi e di non poche tresche di certi gaglioffi in quota Fratelli d’Italia, ma nel suo caso l’errore ha coinciso con “l’ergastolo”. Non pochi suoi amici ritengono che Fini si sia suicidato politicamente da solo, lasciandosi irretire – semplifico – dal gentil sesso e comportandosi come un ingenuo adolescente. Se anche così fosse, non meritava comunque neanche un decimo della rumenta che gli hanno vomitato addosso.

E adesso? Adesso il contesto post-atomico della politica italiana contemporanea rende Fini quasi un Churchill. Paragonatelo a Salvini, a Meloni, a Borghi, a Santanchè, a Nobili e a Marcucci: in confronto pare un gigante. Ecco perché quella foto mi ha messo nostalgia (e sono di sinistra!). Magari sbaglio, ma forse Fini – come scrisse secoli fa anche Fiorella Mannoia – avrebbe potuto rendere “normale” la destra italiana. Una destra finalmente liberale, conservatrice, mai populista e men che meno becera e xenofoba.

Qualcuno dirà che siamo messi così male da rimpiangere (da sinistra!) uno come Fini. È possibile. Resta il fatto che, dopo di lui, la destra italiana ha definitivamente sdoganato il peggio di sé. E adesso tira un’aria bruttissima, che può solo peggiorare.

29 replies

  1. Scanzino e allora combatti questa destra, che è figlia di Fini e di Berlusconi e molto più ambigua di quella di adesso.
    Un Alemanno, uno Storace, un Gasparri, La Russa e, l’allora, piccola coattaMeloni erano e sono tanto diversi?
    No, solo più ambigui.
    La fine politica di FINI è stata dichiarata da Berlusconi col “predellino” e dal suo tentativo di “fronda” interna, cosa pensava di fargli opposizione interna?
    Si è dimostrato un politico poco accorto.

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    • @Adriano58

      Si è dimostrato un politico poco accorto?
      Si era opposto alla riforma della giustizia berlusconiana e ne ha pagato le conseguenze.
      A B. ha concesso alcune cose ma ne ha impedite altre ben più gravi in tema di Giustizia.
      Ha avuto le palle per sfidare Berlusconi quando era potentissimo.
      Ha perso? Certo che sì ma gli si sarebbe dovuto concedere l’onore delle armi.
      Ma questo è un Paese di leccaculo, forte coi deboli e debole coi forti.

      Ti interessa ciò che è giusto fare o ciò che conviene al partitico di cui si è leader o semplici militanti?

      Non ti affrettare a rispondermi, la domanda era retorica, già la conosco la tua risposta.

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  2. Hai ragione Scanzi!
    Fini è stato massacrato per errori non così gravi se visti alla luce degli scandali che emergono tuttii santissimi giorni.
    Lui personalmente non ha rubato mai nulla, non è stato mai coinvolto in scandali riconducibili a mazzette, ha rappresentato una eccezione da questo punto di vista.
    Non è uno statista ma rispetto alle pippe che stanno in Parlamento, lo appare.

    La prosa di Scanzi è un po’ migliorata, si è astenuto dal fare quelle numerose battutine inutili e anche banali.

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    • o sei un fanatico della destraccia
      o sei un ingenuo
      Fini non ha rubato nulla?
      iscritto nel 1969 alla Giovane Italia, Deputato dal 1983 al 2013,
      Dov’è finito il patrimonio del MSI di Almirante?
      Dov’è finito il patrimonio du Akkenza Nazionale dopo essere confuito nel PDL?
      forza ciccio fai un altra capriola
      oramai sei da circo

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      • Non ho mai votato a destra, anche se guardando lo schifo a sinistra la tentazione m’è venuta più di una volta e se fino ad ora non l’ho mai fatto non è per i meriti della sinistra ma per i demeriti della destra.
        Mi sono sempre opposto al PDL, criticato da forzaitalioti poi confluiti nel M5S.

        Se vuoi individuare persone con idee fascistoidi cercale nel tuo cazzo di movimento, ne troverai diverse.
        Del patrimonio del fu MSI non so assolutamente nulla, ci stai dicendo che se lo è imbertato Fini?

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  3. Sarà, ma il fatto che frequenti ancora un brutto ceffo come Storace non è che deponga molto a suo favore…

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  4. Fini era meglio di Berlusconi, in tutti i sensi. Era un buon battutista ed era perfetto per i talk show, oltre a essere un ottimo comiziante (come a suo tempo Almirante, se non di più): empatico senza essere sbrodoloso. Aveva indubbiamente più stoffa e più senso delle istituzioni di chi gli è succeduto. Ma si sa che in orbe caecorum…Mi pare però si ecceda con la pietà per il vinto e si dimentichino trent’anni di comportamenti non emendabili. Prima di tentare di gabbare il criminale di Arcore, l’uomo aveva sparso a piene mani i semi di quel populismo becero e revanscista, che Scanzi lamenta, e di cui altri oggi godono i frutti: dalle azioni dimostrative antislave nei dintorni di Trieste, agli sproloqui su Mussolini migliore statista del secolo, alla legge Bossi-Fini, un’aberrazione giuridica varata solo per poter speculare su immigrati e drogati. Poi c’è stata la conversione al moderatismo. Ma solo quando l’ex cavaliere sembrava avere le gonadi al ceppo, e Fini mirava ad accreditarsi come leader ragionevole presso le cancellerie occidentali (più che presso gli elettori, sfortunatamente). Il giochino non gli è riuscito, ma può consolarsi con un generoso vitalizio.

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  5. Ho ancora un poco di memoria e per me Fini è solo un dinosauro estinto, issato sul carro dei vincitori da Silvio B. e mettendosi il paraocchi per non vedere le porcate del suo mentore, difendendolo e votando solo nella pia illusione di prenderne un giorno il posto ed il potere. Solo che il successore Silvio B. può essere solo Silvio B., il quale lo ha infinocchiato e tenuto per le palle fino a quando ha voluto. Poi quando Fini ha tentato il colpaccio di buttarlo giù, Silvietto gli ha dato un calcio nel culo (usando contro di lui il metodo sempiterno del ricatto e la compravendita di giuda prezzolati). Non ho nostalgia di Fini e dei suoi pagliacci leccaculo mercenari che ancora ci infestano la vita. Penso solo che sia uno dei tanti papponi che si gode una pensione (uno che non ha mai lavorato un giorno nella sua vita) che noi onesti lavoratori comuni mortali potremmo solo sognarci. Una prece.

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    • Fini non ha tentato il colpaccio di buttarlo giù, ricordi male secondo me.
      Fini si è semplicemente opposto a certe pretese del Banana ed è stato fatto fuori.
      Ma tu credi veramente che Fini avrebbe potuto buttare giù il Banana all’apice del suo potere?
      Non lo ha pensato mai nessuno, nemmeno lo stesso Fini.

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      • Che fai, mi cacci? Giusto per ricordarti la sfida di Fini al banana debole in quel momento per via dei processi (mai abbastanza) e guai giudiziari.

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      • @Davide

        Non ricordi bene.
        “Che fai, mi cacci?” Fini lo disse a B quando quest’ultimo lo attaccò dal palco mentre Fini era seduto in prima fila ad ascoltarlo.

        E Fini ha reagito dimostrando di avere, almeno un po’, la schiena dritta.

        Per un certo periodo di tempo, prima che il Banana iniziò a bombardarlo mediaticamente e non solo, il gesto di Fini fu apprezzato nel suo partito.

        Quello che hai ricordato dimostra quello che tento di dire: FINI ERA IL MIGLIORE DEI PEGGIORI.

        La vostra ostilità verso Fini ha il sapore della propaganda berlusconiana di allora, quando si cercò di far passare una mossa politica (siamo tuoi alleati, non tuoi dipendenti; io sono un leader di partito non Emilio Fede; i cazzi tuoi – anche giudiziari – te li facciamo fare ma cerca di darti una regolata) per un desiderio di protagonismo personale.

        Io la ricordo così.

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    • Rimpiangerlo forse sì ma non per la sua grandezza, piuttosto per la piccolezza di un Salvini o di una Meloni o di un Berlusconi.
      Se la destra fosse capeggiata da Fini credo farebbe comunque schifo ma sarebbe migliore di quella che c’è.

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    • @Carolina
      Brava Carolina. Da brividi.
      La cartina di tornasole del politico Fini è poi la sua grottesca caduta a opera dei rampolli Gaucci. Ancora mi chiedo: ma come ha fatto? Poi mi sono dato la risposta: quello è Fini. Altro che statista della nuova destra italiana.

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      • Federico C.

        La questione casa di Montecarlo è indice di debolezza verso la propria donna.
        Fini non era un Formigoni che intascava mazzette.
        Hanno trattato Formigoni meglio di Fini, ti pare normale?

        Non voglio riabilitare Fini, ha fatto bene a ritirarsi a vita privata, penso solo che su di lui il giudizio dovrebbe essere più equilibrato.

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    • Sottolineo quanto scritto da Carolina, che basta e avanza.
      Caro Scanzi credo ci siano delle pasticche a base di fosforo.

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    • Sottolineo quanto scritto da Carolina, che basta e avanza.
      Caro Scanzi credo ci siano delle pasticche a base di fosforo.

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  6. La prossima volta ci dirà che ha nostalgia di Berlusconi, ma sempre DA SINISTRA, ci mancherebbe! È una posa del Narciso per fare vedere quanto è umano e generoso col nemico.
    Di Fini Craxi diceva che era un “fine dicitore” e credo che lo abbia rappresentato bene, perché al di là delle parole c’era il vuoto.

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  7. Fini, la dimostrazione vivente del perché, per essere ammessi a far parte di una certa cricca, l’essere ricattabili è condizione necessaria: per essere scaricati alla bisogna (un po’ come le vecchie dimissioni in bianco, da firmare all’atto dell’assunzione).
    Povero Azzurro, era talmente contento di come gli giravano bene le cose, da essersi dimenticato di avere il guinzaglio al collo, e soprattutto chi c’era all’altro capo. Mal gliene incolse.

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  8. Forse non mi sono spiegato bene.
    Io Fini non lo avrei mai votato proprio per le uscire che avete ricordato e anche per molto altro (era il leader presentabile di un partito di impresentabili fascisti).
    Ma ritengo che la storia lo abbia punito molto più di altri che ancora pontificano dai palchi nei comizi elettorali.
    In un periodo in cui tutti, presunti oppositori pure, si appecorinavano al Banana, Fini cercò di contenere il suo potere.
    Almeno questo gli andrebbe riconosciuto.

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  9. Non voglio perdere tempo a spiegare perché, pur essendo come lui stesso si definì “un coglione”, Gianfranco Fini era un Gigante rispetto ai Nani della destra italiana. E, a differenza di Scanzi, lo dico da destra, perché quel mondo lo conosco bene. Pur essendomi “affrancato” quasi 15 anni fa. Volevo solo precisare che Fini cercò, consapevole della deriva berlusconiana del suo stesso Partito, di indirizzare la destra italiana diversamente molto prima che Berlusconi fosse debole. Già alla fine degli anni ’90 con l’esperienza dell’Elefantino con Mario Segni ( fallita elettoralmente) provò a dare una sterzata, marcando un percorso differente. Ma esempi ce ne sono a iosa. La comunità destrorsa aveva mille contraddizioni. Fini cercò di delinearne un profilo europeo rispettabile. Ma nell’Italia delle cialtronerie e del rutto libero di quello spazio politico, cavalcato da quel giornalismo funzionale al Padrone ( Berlusconi) e ai piccoli padroni nordisti/leghisti, Fini non poteva che essere abbattuto. E così fu.

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    • Concordo Paolo, io quel mondo di destra l’ho visto da sinistra, da oppositore, ma ho il tuo stesso punto di vista.
      Un Fini non valeva un Gasparri.

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  10. No caro @Paolo, io torno sul personale. Uno che “vuole indirizzare la destra italiana diversamente”, che quindi si propone e si muove da potenziale grande statista europeo, non può inciampare in Elisabetta Tulliani & family.
    Per dare una generosissima giustificazione a tutto ciò ci si può solo affidare alle parole che usò Michele Santoro nei confronti di Berlusconi e delle sue cene eleganti: “ha perso la testa per la fica”.

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    • Verissimo, ma come saprà sicuramente meglio di me che sono un misogino, la fica è un moto irrazionale dell’animo, mentre le critiche su Fini che ho visto qui, hanno usato il grimaldello del PILU per riverberare tale incapacità di controllo alla valutazione del valore delle qualità intellettuali dello stesso soggetto quando stava in modalità OFF!

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    • @Federico C.

      Non puoi mettere nello stesso calderone un uomo che ha dimostrato delle debolezze verso la propria donna, la donna che ha sposato e di cui era innamorato, con le orge del Banana sostenitore del Family Day.

      Il Banana tradiva la moglie sistematicamente mentre in TV difendeva i sacri valori della famiglia.
      Le fiche di B. le abbiano pagate anche noi perché le portava in Parlamento, alla RAI, nei consigli regionali e comunali.
      B. ci ammorba la vita ancora oggi.
      Fini dopo quel clamoroso passo falso si è ritirato a vita privata.

      Eticamente parlando non sono nemmeno confrontabili.
      Non notare certe differenze restituisce un ricordo distorto di quel periodo.

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