Egopolitica estera

(Tommaso Merlo) – Egoismo cronico chiamato interesse nazionale. S’interagisce con gli altri paesi solo se conviene. Egopolitica estera. I propri interessi strategici prima di tutto e cioè essenzialmente vendergli la nostra roba. Non altri paesi ma clienti. Non mondo ma mercato. Dove comanda il più ricco perché con tutti quei soldi può permettersi un sacco di armi. E per chi sgarra piovono bombe anche se agli egocittadini viene raccontata la favola delle missioni di pace per non destabilizzare i loro fragili equilibri. Egopolitica estera. Ogni paese pensa agli affari propri, come se vivesse su un pianeta a parte. Il mondo è dilaniato dall’ingiustizia. Gran parte dei cittadini del mondo vive in misera mentre una minoranza nel lusso e nello spreco. Con singole persone che possiedono più risorse di nazioni intere. Follia egoistica all’ennesima potenza. Che tutti ignorano. Come se non vi fossero alternative. Come se fossero troppo impegnati ad ingozzare il proprio ego. L’egopolitica estera investe briciole nella cooperazione allo sviluppo. Toppe per mettersi a posto la coscienza o per secondi fini diplomatici o commerciali. Si coopera davvero solo se serve. Come in campo monetario o militare. Il mondo è sempre più ingiusto e quindi pericoloso. Ma l’egopolitica estera se ne frega e per dormire sonno tranquilli si arma fino ai denti. Il pianeta come una giungla ostile. Coi veri problemi nascosti sotto al tappeto. Perché scomodi, perché vorrebbe dire porsi certe domande, vorrebbe dire ammettere i propri errori e cambiare. Ma l’egoismo lo impedisce. Gran parte del mondo è alla fame mentre in quello ricco si sgomita nei centri commerciali per soddisfare bisogni superflui. Pance piene, anime dormienti. Ma che fanno salire le curve della domanda e dell’offerta. Tutti a far finta di niente a meno che i problemi non arrivino nel proprio giardinetto. Come successo con l’immigrazione clandestina di massa. Conseguenza logica di un mondo che i paesi ricchi hanno creato, ma di cui non se ne vogliono assumere le responsabilità. Egoismo che diventa indifferenza o addirittura astio verso i perdenti del mercato globale per la sopravvivenza. Il pianeta è malato. Ci stiamo autodistruggendo. Non stiamo avvelenando solo le nostre vite, ma pure il mondo intero. Serve cambiare modello economico e sociale ma anche mentale. Serve smetterla di essere consumatori e tornare esseri umani. Al più presto. Eppure tutto si perde in un mare di chiacchiere ed ipocrisie politiche. Nessuno vuole perderci. I propri interessi strategici prima di tutto. Egoismo autolesionista che non vede oltre il proprio tornaconto, i propri confini, le prossime elezioni. Non pensiero storico, ma egopolitica. Come in Europea. Son decenni che gli egopolitici continentali ci girono attorno a chiacchiere ma è tutto bloccato. Non vogliono perdere il loro posto al sole. I loro ruoli, le loro carriere. Secoli di dolorosa storia comune è ancora domina la diffidenza reciproca tra gli europei. Paraocchi, pregiudizi. Con gli egopolitici nazionali che ci lucrano sopra e si siedono ai tavoli per prendere il più possibile e mai per dare, mai per costruire. Da quando è stato lanciato il progetto continentale i popoli europei stanno vivendo una fase di pace e sviluppo senza precedenti, eppure l’egopolitica impedisce una ormai scontata unificazione. In un mondo già “continentale”, l’Europa è l’unico mezzo per riportare i popoli europei al centro della storia e ridargli l’opportunità d’incidere davvero sui problemi tutti globali che li affliggono. Economia e lavoro, immigrazione di massa, crisi ambientale, sicurezza, nuove tecnologie, pandemie. Tutti problemi globali che i singoli paesi possono solo subire. L’egopolitica ci isola e ci illude di essere gli unici artefici del nostro destino. Ma siamo parte di una realtà sempre più interdipendente. Ma non siamo altro che esseri umani che condividono per qualche limitato tempo lo stesso pianeta. Unione e integrazione è sinonimo di crescita e sviluppo. Ci si evolve e ci si migliora quando ci si abbraccia, non quando ci si combatte, quando si condivide non quando si compete per qualche futile miraggio. L’umanità è una. Il mondo è uno. Come è unico il vero male che ci affligge. L’egoismo.

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