Un estratto “Lo scisma d’Occidente”, il nuovo numero di Limes, da oggi nelle edicole

(di Lucio Caracciolo – repubblica.it) – Nella sintesi del più acuto esponente della destra reazionaria americana, il politologo di nascita italiana naturalizzato statunitense Angelo Maria Codevilla (1943-2021), teorico dell’America First: «Il governo degli Stati Uniti è insieme sovra-armato e impotente, sovra-alleato e in contrasto con la maggior parte dell’umanità – persino con il suo stesso popolo». I corsivi sono nostri a marcare la catena logica e fattuale che attribuisce la catastrofe strategica degli Usa all’eccesso di armi e alleanze. Tradotto: la Nato è la malattia dell’America.
Le invettive trumpiane contro gli europei scrocconi che al momento del bisogno – soccorrere gli americani nell’insana avventura di Hormuz – si tirano indietro sono la punta di un iceberg colossale, per decenni celato dal geopoliticamente corretto: la diffidenza degli americani verso gli europei e l’idea stessa di Europa – bene o male, il continente da cui i loro avi sono fuggiti. Lo scisma geopolitico in corso ha radici troppo robuste per immaginarlo reversibile.
L’Europa è lo scudo dell’America. Nella contrapposizione fra Usa e Urss (poi Russia) i rispettivi imperi europei servivano a Washington e a Mosca come ring del loro eventuale scontro. Carta assorbente. I soci europei restano avvertiti che in caso di olocausto nucleare saranno le vittime sacrificali del primo scambio di colpi, affinché sia l’ultimo. Come già esposto da Eisenhower nel 1951, gli americani non sono qui per morire al posto nostro: «Non possiamo essere una moderna Roma che protegge le frontiere lontane con le nostre legioni, perché queste non sono le nostre frontiere».
Un punto decisivo resta sospeso da sempre, giacché se chiarito smantellerebbe l’alleanza: l’articolo 5 del Trattato nord-atlantico. Scritto con l’inchiostro simpatico del miglior gergo diplomatico, si è convenuto di volgarizzarlo garanzia che l’aggressione contro uno Stato membro provocherà la reazione di tutti. Se così fosse, l’America sarebbe lo scudo degli europei, rovesciando la sua idea di Nato. È il segretario di Stato Acheson, con l’inchiostro del codicillo non ancora asciugato, a offrire l’interpretazione autentica che gli Stati Uniti hanno sempre dato e continuano a dare di quel famigerato articolo. Di fronte alla commissione Esteri del Senato, assicura: «L’articolo 5 non significa che gli Stati Uniti sarebbero automaticamente in guerra se una delle altre nazioni firmatarie fosse vittima di attacco armato. Per la nostra costituzione solo il Congresso può dichiarare guerra». Lezione appresa nel 1919, quando il Senato rifiuta l’adesione alla Società delle Nazioni per evitare il rischio di scivolare in guerre altrui. Confermata nel 1945 a San Francisco, quando gli Stati Uniti – non l’Unione Sovietica – sulla base di tale imperativo impongono il diritto di veto per i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. L’entità sovraordinata protetta da Dio non può scadere al rango di potenza mortale.
Questione chiarita con stile da Trump il 10 febbraio 2024 in un raduno elettorale a Conway, Carolina del Sud. L’ex/futuro presidente racconta della baruffa con un «importante alleato Nato» (Ian), che si rifiuta di pagare la tassa atlantica da lui fissata nel 5% del rapporto fra spese per la difesa e pil.
Ian: «Bene, signore, se noi non paghiamo e siamo attaccati dalla Russia, voi ci proteggerete?».
Trump: «Non pagate? Siete morosi?».
Ian: «Sì. Diciamo che faremo così».
Trump: «No. Non vi proteggeremo. Anzi incoraggerò i russi a fare tutto quel diavolo che vorranno. Tu devi pagare. Devi pagare i tuoi conti… E i soldi sono volati in cassa».
Se questa è un’alleanza.
Quando Berlinguer proclamò la sua accettazione dell’ ombrello della Nato sarebbe stato meglio che lo avesse chiamato col suo vero nome cioè un parafulmini per gli Usa dove l’Europa era il parafulmini . Comunque fa piacere che anche se con decenni di ritardo anche un analista geopolitico come Caracciolo non si limiti a dare tutte le colpe a Trump assolvendo tutti i suoi predecessori Gli Usa sono un paese imperialista che con Trump ha smesso di nasconderlo .
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