Un essere speciale

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non so proprio da dove cominciare. Ma sì, forse dalla vigilia della nascita del Fatto. Estate 2009. Francuzzo mi chiama per sapere come vanno i preparativi: “Caromarco (lo diceva tutto attaccato con quella voce di seta, nda), ti devo fare un regalo. Una canzone che ho scritto con Sgalambro e anche con te, ma a tua insaputa. Dammi una mail”. Gliela do. Poco dopo, dalla sua – col nome storpiato di Joe Patti, un suo zio emigrato in America – mi arriva la traccia ancora provvisoria di Inneres Auge (l’occhio interiore o il terzo occhio, in tedesco). La ascolto e capisco: “Uno dice: che male c’è / a organizzare feste private / con delle belle ragazze / per allietare primari e servitori dello Stato? / Non ci siamo capiti./ E perché mai dovremmo pagare / anche gli extra a dei rincoglioniti? / Che cosa possono le leggi / dove regna soltanto il denaro? / La giustizia non è altro che una pubblica merce…”. Parlava di B., anzi di quelli che con argomenti fallaci giustificavano i suoi scandali. Poi dal basso più infimo – come sempre faceva lui, dissimulando la sua sterminata cultura e la sua sconfinata spiritualità – si elevava improvvisamente verso l’alto: “La linea orizzontale ci spinge verso la materia, / quella verticale verso lo spirito /… Inneres auge, das innere auge. / Ma quando ritorno in me, / sulla mia via, a leggere e studiare, / ascoltando i grandi del passato, / mi basta una sonata di Corelli, / perché mi meravigli del creato”.

Francuzzo era così: leggero, soave, delicato, spiritoso, sorprendente, puro, naïf. Come il bambino che urla “il re è nudo!”. Ricordo il suo sincero, candido stupore per la ridicola canea che si era levata quando, al Parlamento europeo, s’era permesso un giudizio sugli abitanti di quello italiano: “Queste troie che stanno in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile. Aprissero un casino”. Apriti cielo. Le solite voci del padrone lo accusarono – pensate un po’ – di sessismo e di antipolitica. Salvini gli diede del “piccolo uomo”. La Boldrini del “disdicevole”. E lui: “Ma io parlavo dei politici, più uomini che donne, che si vendono al miglior offerente. Come li chiami tu, se non troie? Cazzo c’entra il sessismo?”. Per quello, dopo soli cinque mesi, fu cacciato da assessore alla Cultura della sua Sicilia, per ordini superiori dai palazzi e dai colli di Roma: “Ecco, vedi? Sono proprio delle troie, ahah!”.

Nel 2012 gli proponemmo di tenere un blog sul nostro sito. Gli scrisse la nostra Paola Porciello. Lui rispose così: “Cara Paola ecco la mia proposta: 4 brevi pensieri di mistici, splittati in 4 settimane e sempre lo stesso giorno (della settimana). È una scelta ‘contro’, e so bene che vi potrà creare un qualche problema. Mi faccia sapere. f.”.

Ne scrisse sette in tutto, dedicati ai grandi del misticismo e dell’eresia di ogni religione. E nello spazio autobiografico si descrisse così: “Nato parecchi anni fa a Jonia (CT), compositore-cantante e regista. Negli anni 70 con la sua musica di ricerca ha attraversato le avanguardie europee. Alla fine degli anni Settanta passa alla musica di larga comunicazione alternandola a opere classiche”.

Solo lui poteva vendere milioni di dischi con le canzonette (Un’estate al mare per Giuni Russo) e con le “correnti gravitazionali”, le gurdjieffiane “èra del cinghiale bianco” e “alba dentro l’imbrunire”, con “lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco e“il senso del possesso che fu prealessandrino”.

A proposito. Nei concerti non voleva mai cantare Il sentimiento nuevo: “È una cosetta da nulla, lo riempitivo della Voce del padrone, non mi va”. Ma una volta, sapendo che ero tra il pubblico, la infilò nei bis: “Questa è per un mio amico che s’è fissato. Giudicate voi!”.

E solo lui, captando visioni da mondi lontanissimi, poteva predire con un anno d’anticipo (Povera Patria, ’91) l’Italia delle stragi e di Tangentopoli, “schiacciata dagli abusi del potere / di gente infame che non sa cos’è il pudore… / Tra i governanti / quanti perfetti e inutili buffoni… / Ma non vi danno un po’ di dispiacere / quei corpi in terra senza più calore? / Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? / Nel fango affonda lo stivale dei maiali”.

Da qualche anno, dopo la caduta al Petruzzelli di Bari causata dalla stretta di mano troppo prolungata di un fan sotto il palco, la frattura del femore e l’operazione in anestesia totale, era andato via via svanendo. Il destino l’aveva colpito proprio alla testa. Malattia mai diagnosticata, perché non voleva medici fra i piedi. Nei concerti aveva iniziato a scordarsi i testi e a sbagliare gli attacchi. Un po’ ne rideva e un po’ ne soffriva. Nel 2015 eravamo insieme a Ottoemezzo: rispondeva a Lilli Gruber a monosillabi, beffardo e tranchant nella sua strepitosa essenzialità.

“Berlusconi? Non è il mio tipo”, “Salvini? Cambio canale”. L’ultima volta che salì su un palco era quello di Renato Zero, ad Acireale, nel 2017: attaccò La cura in ritardo e ne uscì una versione rara tutta speciale, una specie di Gronchi rosa in musica.

Due anni fa, per il suo 74° compleanno, il fratello Michele e l’agente Franz Cattini riunirono parenti e amici nella sua casa di Milo, alle pendici dell’Etna. Carlo Guaitoli si mise al piano e cantammo un po’ di repertorio. Lui ci guardava felice. E ogni tanto usciva con una battuta, l’aria del bambino che ha fatto una marachella. Ma il suo spirito se n’era già andato da qualche altra parte, nomade in cerca degli angoli della tranquillità. L’altra notte li ha trovati tutti. Ora è finalmente libero.

47 replies

  1. IL TITOLO È PERFETTO. BATTIATO ERA UN ESSERE VERAMENTE SPECIALE. SE NE È ANDATO, MA LA SUA MUSICA RIMANE, TAGLIENTE E BRILLANTE COME UN DIAMANTE

    "Mi piace"

  2. Che altro dire di questo raro essere speciale! Che la terra etc.. non è per lui. Come per tutti gli esseri speciali e a noi cari l unico augurio è la pace in tutti i sensi possibili ! Tra cui il suo . Buon viaggio!!

    "Mi piace"

  3. Certo che per M.T. ci mancava solo, dopo il casino della politica di quest anno, il tradimento ai danni di Conte, il tradimento dei 5S, pure che se ne andasse Battiato.

    Francuzzo, per inciso, era straordinario nel cantare canzoni che spesso erano talmente sue, da risultare incomprensibili ai piu. Il suo stile era quello di cantare spesso il nulla, ma farlo con una grazia immensa. Anche lui ammetteva che molte delle sue prime canzoni erano brutte e di poco senso, ma chi canta le sue canzoni piu note che ha capito davvero di Paloma o del cinghiale bianco?

    Misteri.

    E la cosa che fa piu arrabbiare intrinsecamente e che all estero conoscono la musica italiana piu scarsa. Voglio dire, mi nomini la Pausini, il cui successo e per me ben piu misterioso, il Volo fa i tour mondiali, Bocelli il nuovo Pavarotti.

    E all estero molti manco sanno che esistono Battiato e Celentano, a parte gli immigrati italiani magari.

    Piace a 1 persona

    • Sono d’accordo col giudizio complessivo, e vorrei contribuire a squarciare il velo di mistero che ti affligge. Il Volo e Bocelli fanno un tipo di musica che attualmente è apprezzata a livello internazionale (sui primi ha pesato anche il fatto di essere giovani e fichetti, oltreché indubbiamente dotati; il secondo chiaramente non è paragonabile a Big Luciano, ma adesso come adesso, chi lo è? A dirla tutta, l’handicap fisico si è rivelato un vantaggio dal punto di vista commerciale). La Pausini, oltreché in Europa, va forte in tutta l’America latina (un bacino di utenza mica da ridere) e non certo da ora, però ha anche saputo costruirci sopra una carriera, ad esempio cantando molte delle sue canzoni anche in spagnolo e con numerose tournée.
      Per Battiato e Celentano, a fare la differenza con l’estero è soprattutto la barriera linguistica: sono cose che solo un Italiano (sia per lingua che per cultura) è in grado di apprezzare appieno.

      Un appunto: perché arrabbiarsi? Quello che sono in grado di donarti artisti di questo e di altro calibro è esclusivamente personale, e solo quello dovrebbe contare, l’eventuale successo internazionale (ma anche solo locale) personalmente mi lascia indifferente.

      Piace a 2 people

      • A me no. I tre fichetti sono un obbrobrio per qualsiasi appassionato di lirica, che gia poco digerisce Bocelli.

        Bocelli ha avuto fortuna nella sfiga e questo lo trovi scritto anche su Nonciclopedia.

        https://nonciclopedia.org/wiki/Andrea_Bocelli

        « Non mi sento un evasore. »
        (Il nullatenente Bocelli si difende al processo)
        « Il denaro è pericolosissimo. Come un farmaco utile per curare ma capace di condurre alla morte se assunto in dosi massicce »
        (Bocelli riscoprendosi miracolosamente vivo dopo una dose da un milione di euro per un concerto.)
        « …chi, il petomane? »
        (Qualcuno su Bocelli)
        « Bocelli è il più grande cantante che ci sia oggi a casa sua! »
        (L’autore dell’articolo si cautela in caso di denuncia)

        Da bambino vuole diventare un campione di calcio balilla. Ma a dodici anni durante un torneo, l’avversario, frullando antisportivamente con la stecca dei centrocampisti, spara un bolide che colpisce Bocelli nell’occhio sano. Il colpo gli toglie completamente la visione del mondo, donandogli la Mondovisione. Tuttora il cantante non sa se maledire o benedire quella palla che lo ha trasformato in tenore, in quanto se lo avresse colpito un metro più in basso sarebbe probabilmente diventato soprano.”

        La Pausini e indubbiamente brava a vendersi cosi come la Carra, ma la differenza tra loro e Celentano e che Celentano ha sempre avuto paura di viaggiare in aereo. Tutto qui. Ah, la Pausini canta come Giorgia ed Elisa. Quando ubriache, sonnambule e percosse con un asta elettrica da bovini, intendo.

        E io a differenza tua, mi rigiro lievemente le palle pensando che un complesso come i Marlene Kuntz all estero quasi non lo conoscono, mentre trovi turisti e stranieri che conoscono la Pausini, e russi che adorano Al Bano e Toto Cotugno.

        Voglio dire, almeno avessero Battisti, De Andre, Guccini, Jannacci, Tenco. Ma no, per loro la mussseca itagliana sono quattro stronzi che cantano Sole cuore amore.

        E non venirmi a dire che e solo una barriera linguistica.

        Bocelli non era NESSUNO prima di andare negli USA. Poi con il cliche dell italiano bel canto, cieco, bell aspetto e un produttore molto bravo, ci e tornato come un Dio in terra.

        Ecco, sono questi fenomeni che mi stanno profondamente sulle palle. Non quanto Elettra Lamborghini, ma abbastanza per non esserne contento.

        "Mi piace"

      • E allora dillo tu quale sarebbe il motivo, visto che ci giri attorno senza arrivare mai al punto (non dirmelo, voglio provare a indovinare: c’è sotto un complotto di qualche tipo?). Dal canto mio, ribadisco che trattasi di barriere linguistiche e culturali (magari nel mio precedente commento non ho posto abbastanza l’accento su questo secondo aspetto), le stesse che, a puro titolo di esempio, dalle nostre parti non hanno mai permesso di apprezzare appieno Bob Dylan. Dopodiché, dell’apprezzamento altrui non so che farmene, trattandosi di gusti conta solo ciò che preferisco e quello che può darmi.

        "Mi piace"

      • Il motivo sta scritto sopra: furba OPERAZIONE COMMERCIALE.

        Niente che abbia a che fare con l arte. Tanto meno con le barriere linguistiche, che qui sono il minore dei problemi.

        E della tua opinione (non richiesta) su quello che sia o meno gradevole, poco me ne cale, io parlo della fenomenologia di gente che stranamente ha tanto successo all estero, specie dove ci sono un sacco di emigrati italiani che la madrepatria probabilmente non la rivedono e risentono da 40 anni.

        Non mi pare difficile da capire.

        "Mi piace"

      • Cioè: trovi strano che un’operazione commerciale abbia successo, e ti fa girare le palle che quelle che non lo sono, invece, non lo abbiano? Sul serio, non ci arrivo, pertanto rinuncio, non senza prima rimarcare di non aver affatto espresso un’opinione su ciò che sia da ritenersi o meno gradevole (tutt’altro, sostengo che i gusti sono personali e non si discutono e, parlando per me, che non dipendono dall’opinione altrui).

        Avrei un paio di cose da dirti, ma probabilmente sarebbero fatica sprecata e finirebbero con l’alimentare una polemica inutile, per cui te ne dico una terza, per così dire, più neutrale. Tu ti ritieni in grado di giudicare dove sta il confine tra ciò che sia da ritenersi Preziosa Arte Sacra, ad un estremo, e Bieca Operazione Commerciale all’altro: sai che c’è di nuovo? Che hai perfettamente ragione. Ne sei in grado perchè lo siamo tutti, dato che l’arte è per definizione una cosa soggettiva, solo che tu sembri dimenticarti che ognuno traccia legittimamente il solco dove stracazzo gli pare (ti infastidisce il fatto che il tuo solco non combaci con quello altrui, o peggio, vorresti imporre il tuo solco ad altri).

        Mi permetto un paio di esempi, agli estremi di cosa si possa arrivare a ritenere artistico oppure commerciale, per chiarire quanto la cosa possa essere soggettiva (e dunque sempre meritevole di rispetto, trattandosi di semplici gusti e non di prevaricazioni). Kurt Kobain, indiscusso innovatore del suo tempo, si è sparato perchè, secondo lui, era diventato troppo commerciale (alla faccia del piattume che gli è succeduto); pensa che esiste chi ritiene commerciale perfino la Gioconda (e non senza ragioni, dato che la sua fama planetaria risale ad uno storico tentativo di furto relativamente recente, fra l’altro ad opera di un italiano).
        All’altro estremo di ciò che invece qualcuno è in grado di definire “arte”, di esempi ce ne sarebbero una caterva, ma forse quello supremo sono le merde in scatola di Piero Manzoni.

        La morale è: che fastidio può mai darti solamente sapere che c’è gente che paga milioni (letteralmente) per uno stronzo, o considera Bello Figo un grande artista, dato che questa cosa non intacca minimamente ciò che quelli che TU ritieni siano dei grandi possono darti? Ma non lo voglio sapere, come ho già detto rinuncio a capirlo che faccio prima, pertanto ti saluto e basta.

        Piace a 1 persona

      • Scusa se non raccolgo il saluto definitivo, perché trovo scritto da parte tua qualche cosetta che merita una risposta e anche due:

        ”Cioè: trovi strano che un’operazione commerciale abbia successo, e ti fa girare le palle che quelle che non lo sono, invece, non lo abbiano? Sul serio, non ci arrivo, pertanto rinuncio, non senza prima rimarcare di non aver affatto espresso un’opinione su ciò che sia da ritenersi o meno gradevole (tutt’altro, sostengo che i gusti sono personali e non si discutono e, parlando per me, che non dipendono dall’opinione altrui)”

        Te la faccio spiegare dal semprevalido Rodolfo de Angelis, poi se vuoi capire capisci, se non vuoi capire cazzi tuoi.

        Piace a 1 persona

  4. Ricordo un concerto di Battiato oltre dieci anni fa a Cagliari. Canto’ oltre trenta brani per quasi tre ore di meraviglioso concerto all’anfitratro romano, pieno di pubblico composto ma impazzito per la sua bravura e generosità artistica. Poche parole e tanta musica ed emozioni. Un grande artista.

    "Mi piace"

  5. Tornerà l’era del cinghiale bianco!! La sua speranza era questa.. e quella di molti.. è stato un grande, MT ha dedicato il suo editoriale ad un amico caro, con parole commosse di sincero affetto!!

    "Mi piace"

  6. E finalmente -come il don Rodrigo manzoniano- Travaglio si risvegliò Travaglio e scrisse un pezzo magistrale sull’amico Franco Battiato.
    Solo un’osservazione: quando Travaglio srive “il destino lo colpì proprio alla testa” usa un pietoso eufemismo. Qualcun’altro parla di malattia degenerativa, senza specificare. Si tratta di Alzheimer?
    So che il compositore soffriva fin da giovane (l’aveva raccontato lui) di una forma di depressione che non aveva mai voluto curare con terapie farmacologiche. Non aveva fiducia nei medici -lo conferma qui l’amico giornalista- e si era affidato alla meditazione e al misticismo, trovando forse un suo equilibrio.
    Oggi sappiamo, da studi effettuati sul cervello, che l’area interessata dall’Alzheimeer è la stessa della depressione, quindi non bisogna scappare dai medici, ma fare indagini diagnostiche e curarsi per rimandare quel giorno fatale. E soprattutto, non bisogna vergognarsi di essere vulnerabili, perciò niente eufemismi.
    Credo sinceramente che Battiato non si offenderebbe se si parlasse dil lui come di un essere umano non “colpito alla testa dal destino”, ma malato come molti di noi.

    "Mi piace"

    • profmarcogiannini prof dell’occulto e ora anche MAESTRINA DALLA PENNA ROSSA
      avevi promesso di non venire qui a romp…commentare sotto gli editoriali di Travaglio

      un proverbio veneto che ho appena imparato si addice a te e ai tuoi sodali
      “e promesse eseh besse matti chi e sorbe”
      traduci maestrina

      "Mi piace"

      • @Adriano 58
        hai ragione, pacta servanda sunt, ma in questo caso ho fatto un complimento a Travaglio che ha scritto un bell’articolo.
        Mi si può perdonare, credo.
        Ti segnalo , sempre su Battiato, un bellissimo articolo di Marcello Veneziani; finalmente siamo OLTRE la destra ed la sinistra, con Battiato siamo in ALTO.
        Non conosco il proverbio, perdonami sono nata e vivo in Toscana.

        "Mi piace"

      • ne approfitti per far passare di straforo un articolo di veneziani per intestarvi Battiato EQUIDISTANTE!!!!!!?????
        non avete il senso della vergogna

        "Mi piace"

    • Ma come ti permetti di intervenire col tuo sproloquio sotto un articolo del genere? Invitando gli altri a curarsi, poi. Ma curati tu.

      "Mi piace"

      • Magari ci fosse la cura per l’Alzheimer… forse prende la anime più vive, quelle che “sentono” di più…
        Come mai è così difficile afferrarlo?
        Ricercatori che seguono mille vie e non stringono nulla tra le mani, come se svanisse anche la causa, così come i ricordi.
        Spiriti che cominciano a dimenticare quando sono ancora qui, per non sentire lo strappo dai propri affetti terreni, quando tornano a casa…tanto pietosa per chi va, crudele per chi resta.
        Ci si ritrova… ci si ritrova… ma ora fa così male. 💔

        Piace a 1 persona

      • ““Forse quelli là sono un po’ ignoranti.”

        Eccerto! Per fortuna sei tornato tu sotto mentite spoglie ad insegnarci la vita e a quanto pare pure la malattia e la morte. Grazie! Avevamo proprio bisogno di imparare dalle tue esperienze, dato che le nostre sono irrilevanti, mentre tu vali (semicit.

        "Mi piace"

      • “Di te capisco soltanto che hai scarsa autostima, sbaglio?”

        Paragonata alla tua? Non c’è dubbio: molto poca, direi.
        E ora il prof dà patenti di ignoranza e si diletta in parapsicologia. Dove para sta per…

        "Mi piace"

    • “@Adriano58 ma sei proprio in malafede!”

      disse quello che ha una decina di nicks!!
      mi domando: corrisponde ognuno ad una personalità diversa?

      "Mi piace"

      • @Paolapci
        ho scritto a Gatto che siete un po’ ignoranti per come trattate le persone, solo per questo.
        Di te capisco soltanto che hai scarsa autostima, sbaglio?

        @Adriano58
        Mi chiamo così, non ho nenache un briciolo di fantasia per inventarmi degli pseudonimi.

        "Mi piace"

  7. Grazie Travaglio per questo bell’editoriale che descrive con umanità un amico che ci ha accompagnati tutti con la sua grande musica, le sue belle canzoni e… La sua determinazione a tenere sempre e bene le distanze dai prepotenti corruttori di anime e dai suoi servi.

    "Mi piace"

  8. Per tutta la sua vita Battiato fu alla ricerca di una spiritualità non legata al dogma e alla tradizione ma che spaziava attraverso religioni o filosofie diverse, correnti esoteriche che si ispiravano a grandi Maestri dello Spirito come Guénon e Gurdjieff, attraversando il sufismo, che anche dipinse, come il misticismo arabo.
    Per cui, scrivendo i suoi testi, erano come se si esprimesse in un diario molto intimo e personale i cui riferimenti simbolici potevano essere capiti solo da chi avesse fatto la sua stessa ricerca spirituale e intellettuale.
    Abbiamo trascorso un’era, quella della new Age californiana, in cui molti tentavano ,anche se in modo grezzo o attraverso droghe, di raggiungere le stesse esperienze trascendentali. Ora quel tempo sembra finito e le simbologie delle sue canzoni rimangono mute per molti.
    Dopo l’accendersi breve di una speranza di evoluzione, il Kali Yuga, l’era del materialismo cupo e plumbeo, sembra aver ripreso la sua supremazia sul mondo. Il neoliberismo ha ridotto tutto a mercato deprimendo l’anima. E Battiato resta come il profeta dimenticato.
    Eppure, malgrado i suoi riferimenti simbolici non ci dicano più niente, la bellezza della sua musica, fatta prevalentemente di archi e a carattere classico, supera l’incomprensione delle parole e innalza il nostro spirito là dove i simboli sono diventati muti.
    Era fisiologico che una personalità così complessa e profonda stridesse nella bassezza del mondo politico, perché sarebbe stato come dare perle ai porci.

    L’era del cinghiale bianco
    È un’età mitologica e magica, durante la quale ogni uomo raggiunge la conoscenza assoluta in senso spirituale. Forse, quando Battiato pensò al “cinghiale bianco” si riferiva alla figura leggendaria di Riccardo III, re di Inghilterra, che scelse come suo emblema proprio questo animale di colore bianco.
    Altri direbbero l’era dell’Acquario o qualcosa di simbolico simile come la mitica età dell’oro di cui parlano le leggende celtiche..

    “e il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”.
    Prospettiva Nevski
    Scrive Gogol’, autore di un omonimo racconto: “Non c’è niente di meglio della Prospettiva Nevskij, almeno a Pietroburgo, dove essa è tutto. Di che cosa non brilla questa strada, meraviglia della nostra capitale!”.
    Qui le in interpretazioni possono essere tre.
    Da una parte Prospettiva Nevski è la strada che da Pietroburgo tende verso Mosca e potrebbe indicare per ognuno la via dall’io al Sé.
    Per altri nel binomio San Pietroburgo/Berlino Est potrebbe esserci la critica di Battiato alla traduzione concreta dell’ideale del socialismo sovietico che era nato come un nuovo orizzonte di civiltà per deprimersi poi nella civiltà mercantile.
    Oppure s riferisce alla reincarnazione, come possibilità di una nuova vita oltre la morte

    Gurdjieff utilizza per descrivere l’“apparato formatore”, una parte dell’essere umano che il filosofo armeno paragona a un ufficio: “L’ufficio è il nostro apparato formatore, mentre la segretaria è la nostra educazione, con le sue concezioni automatiche, le sue formule ristrette, con le teorie e le opinioni che si sono formate in noi”. Da qui, da questa ristrettezza di formule e opinioni, la necessità di una segretaria che parli più lingue, in grado cioè di recepire e codificare meglio e più velocemente tutti gli stimoli e le sollecitazioni provenienti tanto dall’esterno quanto dal nostro mondo interiore.

    “Che gran comodità le segretarie che parlano più lingue” potrebbe riferirsi a una citazione di Gurdjieff che descrive l’“apparato formatore”, una parte dell’essere umano paragonata a un ufficio: “L’ufficio è il nostro apparato formatore, mentre la segretaria è la nostra educazione, con le sue concezioni automatiche, le sue formule ristrette, con le teorie e le opinioni che si sono formate in noi”. Da qui, da questa ristrettezza di formule e opinioni, la necessità di una segretaria che parli più lingue, in grado cioè di recepire e codificare meglio e più velocemente tutti gli stimoli e le sollecitazioni provenienti tanto dall’esterno quanto dal nostro mondo interiore. Per questo è necessario conoscere anche le vie spirituali di altri popoli per trarne ispirazione per la nostra.

    “Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità”. Jung direbbe: cerchiamo di liberare l’Io dalla maschera o persona. Gurdjieff parla di un essenza su cui viene costruita la personalità come veste artificiale o sovrastrutturale. Di regola l’essenza dovrebbe dominare la personalità (…) il dominio della personalità sull’essenza produce i risultati peggiori” perché conduce all’asfissia dell’anima.

    il centro di gravità permanente conduce all’evoluzione dell’uomo di Ouspensky
    Quando ci sembra di aver perso la rotta e ci sentiamo in balia degli eventi, è allora che il nostro istinto ci chiede di trovare un centro. Un centro di gravità che ci permetta non solo di stare in piedi, ma che ci aiuti ad orientarci in quel caos della vita, ad astrarci per qualche istante per osservare il mondo e noi stessi con lucidità e distacco. Per dirlo in altro modo, noi siamo come un oceano che in superficie è in tempesta per cui il nostro io è come un piccolo veliero sballottato dai marosi, ma, se riuscissimo ad andare più nel profondo di noi stessi, scopriremmo un luogo stabile di infinita pace.

    “Il mondo è piccolo, il mondo è grande, e avrei bisogno di tonnellate d’idrogeno”, qui si parla di un idrogeno alchemico non chimico, elemento essenziale per portare l’essere umano a livello superiori di spiritualità come il veicolo di diamante del tantrismo indiano.
    Cioè l’evoluzione sociale e politica di un popolo richiede l’evoluzione spirituale di ognuno.

    Sulla meditazione. “Certe notti per dormire mi metto a leggere, e invece avrei bisogno di attimi di silenzio”. Come ha infatti più volte dichiarato pubblicamente, la sua giornata, da diverse decadi a questa parte, è sempre scandita da ben due meditazioni, una al mattino e l’altra all’imbrunire: una ricerca del silenzio senza la quale Battiato afferma che non riuscirebbe più a vivere.

    “In quest’epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione qualche scemo crede ancora che veniamo dalle scimmie”. Qui l’autore fa riferimento a un approccio decisamente alternativo al tema delle origini e della possibile evoluzione dell’umanità.

    “Seguimmo certe rotte in diagonale dentro la Via Lattea”. Questo delle rotte in diagonale è tema tanto caro a Battiato (che infatti lo riprenderà anche diversi anni dopo nel brano Running against the grain dell’album Ferro Battuto) quanto a tutto il mondo esoterico, e ha a che fare con le cosiddette griglie rappresentazionali, una sorta di tessuto sperimentale formato dall’interconnessione d’idee, valori e obiettivi, una “scacchiera” che può essere percorsa sia per vie orizzontali e verticali (espressioni di un pensiero lineare e metodico), che per vie, appunto, diagonali, seguendo le quali si manifesta lo spazio creativo.

    “Dalla pupilla viziosa delle nuvole la luna scende i gradini di grattacieli per prendermi la vita”.Sia secondo Gurdjieff che secondo altre tradizioni, la luna, quel “nefasto satellite – come la chiamava Battiato – che non vedo l’ora si allontani definitivamente dalla terra”, sarebbe non solo, come afferma il gurdjieffiano Ouspensky “un ‘pianeta allo stato nascente’, un pianeta al suo primissimo stadio di sviluppo”, ma inoltre un satellite che “dalla terra riceve l’energia necessaria alla sua crescita. La vita organica alimenta la Luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante, serve di nutrimento alla luna .Tutti gli esseri viventi liberano, nell’istante della loro morte, una certa quantità dell’energia che li ha animati. Questa energia viene attirata verso la luna. Ovviamente il discorso non è astronomico ma alchemico.

    Il suo legame con Gurdjieff è molto forte come quello col filosofo Sgalambro.
    Il Caffè de la Paix era un luogo caro a Gurjieff che lì incontrava i suoi allievi. Il epzzo omonimo parla dell’esperienza onirica dove possiamo ripercorrere vite già vissute “quando fui donna o prete di campagna, un mercenario o un padre di famiglia. Per questo in sogno ci si vede un pò diversi, e luoghi sconosciuti sono familiari”. Battiato qui si incontrava con Jodorowsky, attore protagonista nel secondo film del musicista siciliano. Entrambi studiarono ‘il sogno lucido’, di cui parlano gli sciamani, che (vedi Castaneda) che possono usare la via del sogno controllato per entrare in altre dimensioni.
    Il tema del sonno e del sogno compare molte volte in Battiato, come via per una modificazione dello stato di coscienza.
    “Torno a cantare il bene e gli splendori dei sempre più lontani tempi d’oro, quando noi vivevamo in attenzione perché non c’era posto per il sonno”, i tempi, cioè, in cui gli uomini erano a contatto col mondo degli dei cioè con la propria anima.
    Sempre Gurjieff dice: “L’uomo vive nel sonno. Dorme. Quello che chiama la sua ‘coscienza lucida’ non è che sonno, e un sonno molto più pericoloso del suo sonno, la notte, nel suo letto”. Similmente Eraclito distingueva gli uomini tra desti e dormienti. per cui gli esseri superficiali vivono come se dormissero, ma gli esseri spirituali accendono a se stessi una luce quando si svegliano dal sonno della materia e si aprono al sogno dello spirito. E «unico e comune è il mondo per coloro che sono svegli», (il regnno dei Saggi), quello, che, andando oltre le apparenze, sanno cogliere il senso intrinseco delle cose, camminano verso la vera conoscenza mentre «agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo di quando non sono coscienti di quel che fanno dormendo»,. Eraclito intende per filosofi tutti quelli che sanno indagare a fondo la loro anima, che, essendo illimitata, offre all’interrogando la possibilità di una ricerca altrettanto infinita. Eraclito definisce la maggioranza degli uomini superficiali, poiché tendono a dormire in un sonno mentale profondo che non permette loro di comprendere le leggi autentiche del mondo circostante. Secondo Eraclito infatti «rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come bestie».

    Gurdjieff diceva che bisogna destarsi all’attenzione che può partire dalle piccole cose.
    Battiato raccontava: “Mi siedo alla maniera degli antichi Egizi, coi palmi delle mani dolcemente stesi sulle gambe e il busto eretto e naturale, un minareto verso il cielo. Come se fossi entrato in pieno sonno ma coi sensi sempre più coscienti e svegli, e un grande beneficio prova il corpo, il cuore e la mia mente che spesso ai suoi pensieri m’incatena”.
    Qiano si chiude l’occhop fisico, si può aprire il terzo occhio ovvero la vistta trascendentale.
    “Degna è la vita di colui che è sveglio, ma ancor di più di chi diventa saggio”.
    La sapienza, propria dell’uomo saggio, supera dunque, e di gran lunga, lo stato e il grado dell’uomo risvegliato, ridestatosi dal sonno della coscienza. “E quanti personaggi inutili ho indossato, io e la mia persona quanti ne ha subiti”, quante maschere cioè, quante ingannevoli maschere l’essere umano indossa senza neanche riuscire ad accorgersene, ingannato da una ‘falsa personalità’.

    Piace a 1 persona

    • “L’era del cinghiale bianco È un’età mitologica e magica, durante la quale ogni uomo raggiunge la conoscenza assoluta in senso spirituale. Forse, quando Battiato pensò al “cinghiale bianco” si riferiva alla figura leggendaria di Riccardo III…”.

      Ecco quando si sparano cavolate a caso senza sapere cosa in realtà sono: “L’era del cinghiale bianco” per chi ha un minimo di nozioni base della dottrina indù, è la traduzione letterale del sanscrito “Sweta varaha kalpa” che è il nome del Ciclo cosmico totale (Kalpa) al quale l’Umanità appartiene.

      Per la precisione, l’attuale umanità appartiene al settimo dei quattordici Manvantara costutuenti il Kalpa suddetto; e ancora più precisamente alla fase finale del quarto e ultimo “yuga” (kali-yuga o “epoca oscura” corrispondente all’ “età del ferro” esiodea) nel quale è entrata a partire dalla morte del DIo Kṛṣṇa, datata poco più di tremila anni prima dell’era cristiana.

      A questo si riferiva Battiato…

      "Mi piace"

      • Non ho ben specificato che gli “Yuga” sono un’ulteriore suddivisione del Manvantara che ne contiene quattro (corrispondenti alle quattro età esiodee), nella propozione della Tetraktys pitagorica 4, 3, 2, 1 = 10, cioè il 1° yuga ha una durata di 4/10 del totale del Manvantara; il 2° 3/10; il 3° 2/10 e l’ultimo (quello nel quale ci troviamo nella sua ultima fase…) 1/10.

        Inoltre il Dio Kṛṣṇa è l’ottava manifestazione del Dio Vishnu, ossia l’ottavo Avatara di questo Manvantara.

        "Mi piace"

    • “Per tutta la sua vita, Battiato fu alla ricerca di una spiritualità non legata al dogma e alla tradizione ma che spaziava attraverso religioni o filosofie diverse, correnti esoteriche che si ispiravano a grandi Maestri dello Spirito come Guénon… “:
      ecco, solo da questo incipit si può evincere tutta l’ignoranza, la supponenza e, perché no, la comicità di chi si arroga il diritto di parlare di cose di cui NON SA NULLA!

      Definire poi Guénon un FILOSOFO, vuol dire non aver letto una, che sia una, riga dei suoi libri, nei quali da un capo all’altro fino allo sfinimento, si scaglia contro qualsiasi filosofia, soprattutto in riferimento al suo abuso, moderna o antica che fosse.

      Lasciare poi intendere che quanto da Guénon veicolato possa essere alternativo a “una spiritualità non legata al dogma e alla tradizione” è semplicemente BLASFEMO!

      La stragrande maggioranza degli individui, è proprio vero, non ha certamente necessità di incontrare la morte per morire!

      "Mi piace"

      • “correnti esoteriche che si ispiravano a grandi Maestri dello Spirito come Guénon”
        Mi sembra che non lo definisca filosofo e che lo apprezzi.
        Inoltre, vorrei dirti che Viviana, così come me, ha vissuto da DENTRO le cose di cui tu ti limiti a leggere, per quanto appassionatamente. Il nostro approccio è necessariamente diverso dal tuo. Come leggere romanzi d’amore o vivere e sentire una vera storia. Come i giri di un’ape cieca intorno ad un fiore, mentre la compagna già sugge il nettare.
        È apprezzabile che tu, come lei, abbiate approfondito uno o tanti lati della questione culturalmente, seguendo probabilmente le stesse letture, ma mentre da lei, chi, come me, ha approcciato il mistero con letture del tutto diverse, avverte la verità e la realtà (tu la chiami materialità, ok) della ricerca, da te leggo solo la teoria ALTRUI e la TUA esegesi. Non si evince l’esperienza concreta.
        Ci giri attorno e ti arrabbi pure, giustamente, per frustrazione. Forse non è ancora il tuo momento e il tuo strumento, per ora, è quello.
        Ecco, se in quell’altro messaggio intendevi questo, con materialità, sono d’accordo.
        Diciamo che la nostra è pratica, la tua è grammatica…e, purtroppo per me, anche straniera.
        Ascolta la MUSICA che Viviana ci ha inviato, ascolta le PAROLE…
        Non si spiegano, si SENTONO.
        E se si SA che cosa intende davvero, si SENTE l’immenso e il doloroso ciclo delle vite, la grandezza che ci sovrasta.
        Io ho pianto.
        Arriva a tutti, a livello profondo, perché di tutti noi sono quelle esperienze, anche di coloro che non “ricordano” o che negano. Le filosofie sono solo il modo di ALTRI di spiegare ciò che tutti in fondo conosciamo. Esercizi mentali. A noi servono, certo, per imparare a seguire la logica degli altrui ragionamenti, per aprirci al dialogo, ma non per capire, nel senso di CONTENERE, casomai per acquisirne gli strumenti.
        Se invece TU vuoi conoscere, spiegare a te stesso l’universo, cercare la tua verità, segui il SENSO del tuo sentire.
        Tu parli di ignoranza, come un prete parlerebbe ad una coppia sposata di ignoranza del matrimonio.
        Ah, certo, lui lo sa… lui non “sbertuccia” tutti i momenti la vita quotidiana, lui ha letto i sacri vangeli sull’argomento!
        È quella la conoscenza, per te? Sei tu che ne detieni le chiavi, per sentito dire?
        Molla le strade labirintiche della mente, fermati, respira e ACCEDI.
        Battiato, qui, trasmette anche senza che ti sforzi di pensare.
        Se sei pronto, ti ricorda…

        "Mi piace"

      • “Inoltre, vorrei dirti che Viviana, così come me, ha vissuto da DENTRO LE COSE DI CUI TU TI LIMITI A LEGGERE…”, ecco, qui devo necessariamente fermarti: da che cosa proviene questa tua certezza? Non sai e non puoi saper nulla di me, quindi, ribadisco, come fai ad essere così audacemente affermativa in merito? Ti posso assicurare che quel vostro, tuo e di Viviana, DENTRO farebbe la figura di essere collocato al largo dei bastioni di Orione, o alle porte di Tannhäuser dove nel buio balenano i raggi B., se paragonato al vero DENTRO al quale si può accedere solamente attraverso una “seconda nascita”, cosa che, da come vi ponete, dubito possa essere stata mai a vostro appannaggio.

        "Mi piace"

  9. “…dissimulando la sua sterminata cultura e la sua sconfinata spiritualità…(cit.)”.

    Come scrivevo ieri, forse in modo prematuro, Battiato, almeno se ci si riferisce al suo personaggio pubblico e alla sua produzione artistica, era suo malgrado ben lontano dalla vera spiritualità. E sentir parlare di “sconfinata spiritualità” da persone che la sbertucciano tutti i santi giorni, più che altro per la loro sconfinata ignoranza in materia, e che ciò nonostante si palesano così audacemente affermativi nello scoprirla negli altri, fa abbastanza sorridere e piangere ad un tempo.

    Anche se un po’ troppo riduttivo, molto più veritiero ed onesto il contenuto dell’articolo della Lombroso su Battiato.

    Come che sia, si sa, i “morti” (anche quelli che si credono vivi e che si improvvisano agiografi…) hanno sempre ragione:

    “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”!

    PS: a proposito di “morti”, se gli utenti Paolapc e Adriano58 (e tutti quelli della risma…) non facessero inconsapevolmente parte di tale categoria per la quale si ha sempre ragione, i commenti che hanno rivolto a @Adriana Rossi sarebbero semplicemente disgustosi!

    Piace a 1 persona

    • Eh si è come chi dice “troppo pieno”…Cosi’ trattare la spiritualità come una quantità ha veramente dell’assurdo come cercare un senso nell’arte che per sua naturà può non averlo come quella cretina della Murgia che trovava senza un senso i testi di battiato…Diciamo che il nostro è un popolo di zappatori fino ad una generazione fa. Mestiere rispettabilissmo ma che poco si è riconciliato e si concilia oggi con la comprensione di certi fenomeni. Povera patria come avrebbe detto Battiato uscita solo l’altro ieri, per i tempi della Storia e della Civiltà dalla fame la cui soddisfazione non di rado è l’unica ragione di parecchi…Se la Francia già tre secoli fa aveva avuto Voltaire e l’enciclopedie di Diderot e D’Alembert non abbiamo avuto gli insegnamenti degli eterni Don Abbondio…Niente di più ridicolo di cercare di spiegare e spiegarsi il mondo di un poeta quale era Battiato, Dalla, Zavattini, Fellini per il quale non di radosi usa il termine “onirico” non a caso. Semmai veramente apprezzabile la fantasia di mondi esoterici e fantastuici con la contrapposizione di una coscienza civile terrena e tutti i giorni a fare i conti con la nostra realtà miserabile. E questo è un pò dei siciliani. La convivenza quotidiana con la morte e la vitalità lancnante del sole, la bellezza, l’aridità del vivere. E ci si vorrebbe spiegare nella vita di un solo uomo qualche millennio di storia che lo racchiude?

      "Mi piace"

      • “il nostro è un popolo di zappatori fino ad una generazione fa”

        Quindi tu fai parte della generazione precedente.😆😂🤣

        Ecco perché l’Italia è nella situazione in cui si trova da decenni:
        all’Enel assumevano gli zappatori!😁😆😂🤣😸😹

        "Mi piace"

      • “il nostro è un popolo di zappatori fino ad una generazione fa”

        Quindi tu fai parte della generazione precedente.😆😂🤣

        Ecco perché l’Italia è nella situazione in cui si trova da decenni:
        all’Enel assumevano gli zappatori!😁😆😂🤣😸😹

        "Mi piace"

  10. l mistero di Franco Battiato. MARCELLLO VENEZIANI

    Ma in quale altro mondo è andato ad abitare Franco Battiato? Di lui non si sa più nulla da anni, ha intrapreso un viaggio in quel paese che gli somiglia tanto, per citare una sua canzone con le parole di Manlio Sgalambro che fanno il verso a Baudelaire. Dopo un paio d’incidenti è entrato in un misterioso nascondiglio, una specie di penombra sacra, forse di oscuramento della mente, che la pietà dei suoi cari proteggono da ogni sguardo curioso. Anche Aldo Nove, che gli ha dedicato ora una bella biografia che è poi un atto d’amore (Franco Battiato, Sperling & Kupfer), pare reticente sul passaggio all’ombra di Battiato, per rispettare il suo silenzio, per non oltraggiare la sua solitudine. O forse neanche lui sa davvero cosa sia successo.

    Non è la morbosità di sapere che ci spinge a scrivere di Battiato, ora 75enne: ma è per rendere onore a un cantautore d’eccezione, “un essere speciale”; una voce davvero unica, diversa, nel panorama della canzone. E non sto parlando solo di gusti musicali ma di una rarità assoluta: quello di Battiato è un canto spirituale. So quante ironie ha destato il suo linguaggio e la sua buffa stravaganza, a cominciare dai suoi conterranei, da Fiorello che ne fece gustose parodie all’antico re della tv, Pippo Baudo. Tre cannoni siciliani, anzi catanesi, di provincia.

    Ma l’aura delle sue canzoni, il tono della sua voce, l’atmosfera della sua musica, hanno un fascino evocativo, luminoso e arcano, che ti portano in un altrove. Sono esperienze spirituali, alcune si cimentano col mondo reale, con gli amori, la vita, il proprio tempo, i sentimenti e perfino la rabbia e lo sdegno; ma si avverte anche in quelle canzoni una presa di distanza, un passo diverso, come un respiro di altri mondi. A dividere e congiungere il sacro e il profano c’è in Battiato la sottile linea dell’ironia, che si fa talvolta auto-ironia, e stempera il tono ieratico nel tono ludico, si fa beffe dell’avida frenesia e ignoranza dei contemporanei. Sappiamo il retroterra di Battiato: René Guénon e Gurdjieff, i sufi, i dervisci. C’è un suo libretto, Il silenzio e l’ascolto (Castelvecchi), in cui conversa con Raimon Panikkar, Alejandro Jodorowsky, Gabriele Mandel e Claudio Rocchi. Ma altre pubblicazioni recano la sua impronta e accompagnano insieme alla sua pittura, come ali leggere, il suo cammino musicale.

    Tra i mondi che abita Battiato c’è pure quello magico della sua Sicilia. Fu proprio il filo della nostalgia per l’infanzia che mi fece conoscere Battiato. Lo seguivo da anni, avevo pubblicato come editoriale su l’Italia settimanale il testo di Povera Patria. Ma fu la sua lettura di un mio libro dedicato alla nostalgia dell’infanzia che mi avvicinò a lui. Venne a presentarlo a Roma insieme a Giorgio Albertazzi e Pupi Avati. Arrivò per ultimo, in volo da Catania, e appena finì il suo intervento riprese il volo. Come se avesse parcheggiato l’aereo ancora rombante fuori dalla sala… Ritrovai poi consonanze d’infanzia e ricordi di controre d’estate al sud nel suo film autobiografico Perdutoamor.

    Difficile dire a quale canzone di Battiato si è più legati… Il centro di gravità permanente, Il vuoto, L’ombra della luce, l’Oceano di silenzio, Lode all’Inviolato, Pasqua etiope, E ti vengo a cercare, Le nostre anime, l’incanto multiplo dei Fleurs… E la più bella canzone d’amore che io conosca, La Cura, che commuove alle lacrime Aldo Nove, e non solo lui. Poi le voci straordinarie che a lui si accompagnano, di Giuni Russo, di Alice, di Antonella Ruggero. Se Lucio Battisti esprime l’incanto perenne dell’adolescenza e Mina evoca la potenza struggente degli amori sfioriti, Franco Battiato canta la grazia dell’altrove, in una visione oltre la vita. “Via via via da queste sponde/ portami lontano sulle onde”.

    Mi pento di aver ironizzato anni fa su un suo intervento sconcertante in tv dalla Gruber nella sua breve parabola di assessore alla cultura della regione siciliana; un dialogo dada, per non dire demenziale, con pause e malintesi imbarazzanti che forse era la spia di uno stato mentale che stava alterandosi. Il suo impegno in politica fu un errore e non perché abbia scelto quel versante. La via dei canti di Battiato è al di là della destra o della sinistra, e succedanei.

    A spiegare la sparizione di Battiato ci soccorre Sgalambro che scriveva in Teoria della Sicilia, premessa al libretto dell’opera di Battiato Il cavaliere dell’intelletto: “La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere; la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori”. La notazione di Sgalambro forse non vale per tutti i siciliani, in cui la tendenza a sparire gareggia con la tendenza teatrale a ostentare, anche il dolore e la magnificenza. Ma certo vale per lui e per Battiato. Forse fu quella la molla del loro incontro tra siciliani “a latere”. Un cantautore che frequentava altri orienti, in sintonia col mistico coautore Giusto Pio, s’incontra col filosofo più nichilista ed empio dei nostri tempi. “Mi capitò tra i piedi Battiato – raccontava Sgalambro da Lentini – ed è stato uno di quegli incontri che ti portano fuori strada”. Me li ricordo insieme a cena dopo un suo strepitoso concerto a Segesta. Erano le tre di notte, eravamo sul mare a San Vito Lo Capo, ero a tavola di fronte a lui e Sgalambro che fingevano di mangiare, entrambi con lenti nere e silenzi tombali. Alle tre di notte.

    Di recente è arrivato dal suo iperuranio un corpo celeste in forma di canzone, dal titolo evocativo e l’atmosfera struggente, Torneremo ancora, che allude all’Eterno ritorno, alla reincarnazione, al tempo circolare e alla potenza evocativa del tornare. Ritorni presto l’era del Cinghiale Bianco.

    MV, La Verità 18 novembre 2020

    "Mi piace"

  11. Ho sempre pensato che ogni essere umano abbia delle zone assolutamente intime e personali in cui nessun altro dovrebbe porre giudizi o valutazioni di stampo negativo. La spiritualità è una di queste zone dove non dovrebbero esistere classifiche o screditamenti, una zona che non deve necessariamente essere in relazione con dogmi o culti precostituiti. Diciamo che la spiritualità è un cammino dove ognuno è esattamente nel punto in cui deve essere. E questo punto dipende da una molteplicità di fattori sia di questa vita che di quelle precedenti, fattori di cui solo in piccolissima parte noi siamo responsabili.
    Pertanto resto stralunata di fronte a giudizi come quello di Gatto che nega ogni spiritualità a Battiato, ma in nome che, mi domando? E trovo offensivo anche quello che dice di Guenon non che gli importi qualcosa di Guenon ma solo per insultare il commentatore. Purtroppo nelle mie sei librerie ho al momento solo “I grandi iniziati del nostro tempo” e “Il maestro del mondo” della metafiisica teosofica di Guenon ma la sua riflessione è sufficiente a farlo chiamare filosofo, senza che un perverso psicopatico animato solo da desiderio di distruzione mi debba insultare come una burina che parla di cavoli.

    Piace a 1 persona

    • Diciamo che la spiritualità è un cammino dove ognuno è esattamente nel punto in cui deve essere.
      👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

      "Mi piace"

  12. Ho appena finito di dire che la spiritualità di ognuno è una zona intima e privata dove nessun altro ha diritto di sindacare che Anail salta su a pesare e misurare la mia, non si sa in nome di che e di che cosa, ma aggredendomi e sentenziando come una che parla di cose che non conosce. Io non mi permetto di valutare la sua sicumera ma resto allibita davanti a tanta sicurezza e tanta ferocia di cui non mi capacito perché non riesco a capire da dove nasca e cosa l’abbia prodotta..
    Sono sempre stata attratta da due cose: il volontariato, che è l’aiuto pratico al mondo, e il mistero, che è l’attrazione irresistibile verso l’invisibile. A questi due campi ho dedicato gran parte della mia vita. Al primo campo ora, purtroppo, posso dare sempre meno perché sono vecchia e invalida e a stento riesco a provvedere a me stessa ma ancora il mio telefono squilla per sconosciuti che vogliono venire da me per raccontare la loro storia e ricevere un qualche conforto. Riguardo al mistero,,sono stata per 29 anni una sensitiva che, senza merito o volontà propria, ha squarciato in parte il velo che ci impedisce di comunicare con l’invisibile e ho scritto un libro per raccontare la mia esperienza e alleviare la pena di coloro che sono atterriti o affilitti della morte di persone care: “Storia di una sensitiva”..
    La Chiesa l’ho frequentata fino ai 14 anni, dopo di che ho studiato più che potevo altre religioni e filosofie e ho contattato persone che hanno avuto esperienze paranormali o sono ritenute sante. Ho sempre tenuto corsi di evoluzione spirituale (non con tale nomema come corsi di psicologia, psicoanlisi o divulgazione culturale) al di fuori di qualunque credo, chiesa o culto. Da più di 30 anni mi occupo di psicoanalisi Junghiana e molti sanno che Jung non è solo uno psichiatra o un filosofo ma principalmente un viandante spirituale che non inquadra la veritaè o la ricerca in schemi fissi ma lascia ognuno camminare secondo il suo modo e la sua capacità su una strada che va verso il divino. Su Jung ho fatto uno studio lunghissimo di molti decenni, studiando tutte le sue moltissime opere e compendiandole in due volumi “Lo specchio più chiaro”, che credo sia un’opera unica nel suo genere perché avvicina a chiunque un percorso a volte arduo da comprendere leggendo le sue opere che non sono propriamente facili e divulgative.
    Sono convinta che vi siano moltissime persone la cui spiritualità è superiore alla mia o si esprime in altri modi e ho rispetto di chi ritiene di essere materialista o anche ateo ma la cui vita, poi, è di aiuto al suo prossimo. Ho una figlia che si definisce agnostica se non atea, che ha fatto la volontaria in Africa, è stata la promotrice con due amici della campagna delle bandiere di pace per esorcizzare la guerra di Bush in Medio Oriente e anche ora che è sposata, lavora e ha due bambini, riesce a fare volontariato e accoglie i senza tetto a casa sua, per cui so che la spiritualità si può esprimere in molti modi e non tutti comprendono dogmi, religioni o culti.
    Le frasi di Anail non mi offendono perché non le capisco.
    Penso che stia sbagliando persona.

    "Mi piace"

    • Va bene, abbiamo capito che la Sig. Vivarelli è una che ama (s)parlarsi addosso, e dove, in questo delirio logorroico e incocludente, tira giù, non già quelli che presume la offendano, ma anche quelli che la difendono!

      Non mi pare ci sia da aggiungere altro: ognuno cuoce lentamente nel suo brodino!

      "Mi piace"

  13. Beh, c’è chi scambia la spiritualità per le emozioni musicali e chi usa la filosofia degli insulti
    Spero di appartenere a un genere diverso
    o a nessun genere, il che è sicuramente meglio
    Credevo che questo blog servisse a un confronto intelligentema vedo per molti è solo un mezzo per scaricare della rabbia repressa
    Io sono venuta qui per dare il mio meglio, ma per molti questo risulta offensivo
    Andate in pace! Se avete dei problemi psicologici, io non so che farci

    "Mi piace"

  14. Sapete che? Al di là dei meriti di Battiato, per me per lui, vale più o meno quel che scrisse Paul Newman di sé: temo che sulla mia tomba ci sarà scritto che morii in disgrazia perché un giorno i miei occhi diventarono marroni.

    Chissà se Battiato avrebbe avuto lo stesso successo se avesse avuto un naso normale?

    Dite che non è quello il problema? E secondo voi la sua sonorità così speciale, da dove veniva? Risposta: dalla sincronia tra naso e corde vocali.

    E questo ovviamente senza nulla togliere al genio che possedeva, a mio avviso pari a quello del suo conterraneo Majorana.

    "Mi piace"

  15. Dal livello medio dei commenti, parte dei quali, più che evocare esperienze o sensazioni legate alla sublime arte delle frequenze musicali e ai testi dell’opera di Battiato, sono duelli di egocentrismo noiosi.
    Quando frequentavo la scuola media, trovandomi a studiare in una classe composta da compagni di 12 nazionalità differenti, ed anche di religioni diverse, mi ricordo che ci piaceva molto la canzone: “Vorrei vederti danzare”, che cercavamo di ballare in circolo, quando eravamo in palestra, imitando i Dervishi, per poi cadere tutti giù per terra con un gran divertimento. Più in là con gli anni, dopo molti viaggi, in Italia durante il regime Berlusconi, mi stavo pentendo di essere tornata, perchè sentivo un’atmosfera pesante che incombeva sulla società. Non c’era più libertà di espressione e di informazione; la paura era tangibile. Ma quell’anno uscì l’album Inneres Auge, che per me fu come una ventata di incoraggiamento a continuare per l’affermazione della verità e della libertà d’informazione.
    I miei pensieri di gratitudine volino alti verso questo grande artista, al suono dalla sua incredibile canzone “Uccelli”.

    "Mi piace"