La vera “favola” dell’unità nazionale

“Mozione M5S: via Durigon. Lega in trincea, gli altri zitti”


(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Claudio Durigon è un leghista piuttosto robusto, molto votato nel basso Lazio, troppo secondo chi sostiene abbia beneficiato della benevolenza, diciamo così, di personaggi vicini ai clan di Latina. Non gli ha giovato neppure essere stato pizzicato da una telecamera nascosta di Fanpage mentre discorrendo con un conoscente in merito alle inchieste giudiziarie sui soldi del Carroccio assicurava: “Il generale della Guardia di Finanza che indaga lo abbiamo messo lì noi”. Ora, poiché il suddetto è stato nominato sottosegretario all’Economia nel governo Draghi, i 5Stelle vorrebbero cacciarlo attraverso una mozione parlamentare che al momento non sembra tuttavia raccogliere ulteriori consensi nella larga maggioranza parlamentare. Infatti, più delle amicizie chiacchierate e della vanterie del Durigon (di cui si occuperà chi di dovere) ci sembra interessante il tema dell’unità nazionale – strombazzata come un evento prodigioso insieme alla glorificazione di un premier che quasi camminava sulle acque –, ma che tre mesi dopo si manifesta piuttosto come disunità sulle principali questioni di governo. Dall’abolizione del coprifuoco (Lega contro Pd e M5S) alla proroga del Superbonus (M5S contro tutti). Senza contare che alla bisogna vengono creati nuovi motivi di contrasto, come il referendum sui magistrati promosso da Matteo Salvini assieme ai Radicali allo scopo di cancellare la legge Severino. Norme che in seguito al rinvio a giudizio sul caso Open Arms potrebbero pregiudicare sul nascere la corsa dell’ex ministro degli Interni verso Palazzo Chigi. La mozione Durigon, infine, ha tanto l’aria di rendere la pariglia ai leghisti dopo che pochi giorni fa avevano cercato di disarcionare, non riuscendovi, Roberto Speranza dal ministero della Salute. Insomma, a parte gli incensieri in servizio permanente effettivo, era apparso subito evidente che la favola dell’“unità nazionale” fosse appunto tale, buona per mascherare la manovra di palazzo che avrebbe mandato a casa Giuseppe Conte. Il quale, ieri, in una conversazione con il Corriere della Sera, confermando la stima per il suo successore (“una grande personalità italiana”) osserva che “è difficile gestire una maggioranza con un perimetro molto largo”. Infatti. Quanto alla caduta del suo governo, l’ex premier parla di una “convergenza di interessi economici e politici”. Tema che ci sarà tempo per approfondire.

8 replies

  1. “piuttosto robusto”?
    allora io sono una silfide, bionda e pure un poco norvegese.
    problemi alle cateratte?
    o il pavido Padellaro voleva di evitare una accusa di body shaming?
    diciamo che ampiamente obeso.

    il problema del contenimento notturno è un problema che si risolverà da se

    gli italiani, quelli furbi, non avendo capito il significato, e la necessità di distanziarsi,
    si stanno nuovamente cagliando nei luoghi detti “della movida”
    il risultato, abbastanza prevedibile, potrebbe essere il ritorno in arancione di alcune regioni o città
    per cui l’abolizione del contenimento serale diventerà tema da procrastinare.

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    • Difficile che si torni alle zone arancioni o rosse, con questo governo, anche se dovessimo tornare ad avere svariate decine di migliaia di infettati e svariate centinaia di morti al giorno. La “convergenza di interessi economici e politici”
      che ha messo su Draghi vuole riaprire tutto in fretta e gli altri devono stare muti. Alle brutte si taroccano i dati, come sta succedendo da mesi in Spagna. Tanto il popolino mica se ne accorge, anzi è contento e vota di conseguenza

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  2. a me sembra sempre come il vecchio detto “vai avanti tu che a me vien da ridere”
    Fascio-destra e Forza Mafia che votano differenziati, Fascio-coatti e Fascio-Lega ai ferri corti sul COPASIR e candidati città, Fascio-Lega e Radicali contro tutti, Ms5 contro tutti, Tutti contro tutti
    e intanto in 4 gatti, nelle chiuse stanze, si sta preparando il futuro d’Italia per i prossimi 10 anni.
    Ma a chi frega?
    Osanna a Draghi nell’alto dei cieli che ci da il green pass per andare in gondola.

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  3. Il diavolo e l’acqua santa hanno deciso di mettersi insieme da soli,almeno uno dei due poteva decidere diversamente.Il riferimento al parere di Conte è perlomeno ingenuo se non contraddittori : lui ha deciso insieme a Grillo di entrare nel governo Draghi con Salvini,Berlusconi e Renzi.

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  4. D’altra parte Durigon alla ribalta nazionale ci è salito grazie al governo Giuseppi, quello dell’alleanza tra grillini (💩) e lega (💩^2). Di cosa ci meravigliamo?

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    • Io mi meraviglio di come le ragioni e le cause della nascita della lotta armata comunista contro lo Stato italiano siano state dimenticate.

      Ed eccovi qua.

      PS Ammetto che siano parole squallide se lette alla luce del sangue versato, ma tant’é. Squallidatemi.

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