Eroi del giorno

(Bartolomeo Prinzivalli) – Sulla vicenda di Fedez non avrei voluto dire nulla, ritenendo che avesse già ottenuto un’eco mediatica adeguata, ma dopo i messaggi di supporto di certa politica credo sia doveroso intervenire. È bello leggere tanti ringraziamenti da esponenti di spicco, parole di stima ed incoraggiamento verso l’eroe del giorno.

Del giorno, appunto.

Sì perché domani si parlerà già d’altro, arriverà un nuovo argomento a capitalizzare l’attenzione popolare e tutto finirà nel dimenticatoio, narrato tuttalpiù da qualche nostalgico poco aggiornato, sapendo di già sentito quindi addirittura noioso all’ascolto. Ma in fondo anche al rapper cosa importa? Ha il suo seguito, i fan, una bella famiglia con la moglie che guadagna più di lui; di quattro dirigenti biliosi che se la legano al dito ed altrettanti politici umiliati se ne sbatte allegramente, fosse anche epurato dalla Rai non perderebbe un centesimo in fama ed introiti. Per questo ha potuto dire quel che ha detto, perché può permettersi eventuali conseguenze o ritorsioni, perché può permettersi di non avere più niente a che fare con determinati individui, perché non ha bisogno di loro, perché non fa parte di quel sistema, perché ha la fortuna e la forza di essere libero.

Altri non possono dire le stesse cose o agire per rivoluzionare quel pantano perché liberi, evidentemente, non sono.
Certo, potrebbero trasformare quelle lodi in sentite scuse, dato che 5 anni in vigilanza e 3 di governo non hanno scalfito granché la lottizzazione partitica del servizio pubblico, dato che molte di quelle nomine sono state avallate o usate come contropartita per altri provvedimenti, dato che sovente si è preferito girarsi dall’altra parte per quieto vivere, per avere un attimo di respiro dal fuoco incrociato, secondo la logica del pragmatismo o della complicità, a seconda dei punti di vista post o ante 2018.

E allora ben vengano gli eroi del giorno, capaci di attirare l’attenzione grazie alla propria popolarità, di fare da testimonial, da megafono o da sveglia, cercando di inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità.

A patto però che si fermino lì e non tentino di invadere territori che non gli competono, dov’è facile abituarsi, imparare l’arte del compromesso e compromettersi, barattare valori con poltrone comode, rinnegare pilastri in nome del benaltrismo, mimetizzarsi con l’ambiente che si intendeva bonificare.

Vero?

5 replies

  1. Fedez ha parlato, molti l’hanno criticato, altri ringraziato, forse però ci siamo dimenticati del funzionario RAI. Forse si doveva più di lui parlare, della sua prepotenza mafiosa, e anche altro. Non è il caso di imitare Salvini facendo l’elenco del telefono o cambiando discorso. Questa storia fa ribrezzo.

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