Andrea Scanzi: Riecco Santoro versione “Mannoni 2 La Vendetta”

(Andrea Scanzi) – Michele Santoro, o almeno uno che gli somiglia il giusto, è tornato in tivù. Fa piacere.

Lunedì era a Otto e mezzo e due giorni dopo in un approfondimento di La7 a tratti molto toccante, impreziosito dalla presenza di un grande giornalista come Andrea Purgatori e dalla preziosa testimonianza di Fiammetta Borsellino. Con quella sua simpatia notoriamente contagiosa, Santoro – sempre più versione “Mannoni 2 La Vendetta” – ha dispensato perle di saggezza su tutto, dalle cravatte di Speranza che secondo lui non si spettina abbastanza a sua figlia che vuole abbandonare l’Italia. Son problemi grossi.

Santoro è stato un giornalista straordinario. Ha fatto cose enormi, che resteranno nei decenni. Poi, a ridosso del 4 dicembre 2016, si è improvvisato di colpo renziano. Forse per tardiva folgorazione sulla via di Rignano o forse per ottenere uno strapuntino suppletivo in Rai. Non si sa. Vederlo ridotto in quel modo fu vieppiù imbarazzante (per lui, intendo). E di sicuro ebbe persino meno fiuto politico di Bombolo Calenda, perché salì sul carro di Renzi proprio quando l’Adenauer del Valdarno cominciò a perdere ogni sfida. Financo quelle alla PlayStation contro Orfini. Spiace.

Cominciò così, per il diversamente gioviale Michele, un declino non tanto e non solo di ascolti, quanto di credibilità. Spiace.Poi, il ritorno. Nuovi sermoni (noiosi come una mietibatti spenta: Michele è sempre stato un monologhista borbottone, macchinoso, prolisso, asciugagonadi e tecnicamente pessimo). Nuove intemerate (spesso orgogliosamente ad minchiam). Vecchi regolamenti di conti (Grillo, Travaglio, la Rai: che palleeeee!). Antichi renzismi che rimangono (ripijate, Miche’!).

E un nuovo libro. Sulle stragi del ‘92. Argomento di cui Santoro ha sempre meritoriamente parlato, rischiando non poco, e che conosce bene. Per questo spiace che, per la sua narrazione, il mai sgarbato e sempre disponibile Michele si sia affidato a un pentito altamente discutibile, reputato addirittura inattendibile dalla procura di Caltanissetta. Alludo al killer Maurizio Avola, che ciclicamente suole intestarsi omicidi quasi che li scegliesse à la carte: “Ho ammazzato Pippo Fava”, “Sono stato l’ultimo a incrociare lo sguardo di Borsellino”, “Ho sconfitto Hitler con la sola forza del duodeno”. E via così. Stamani, sul Fatto, di Avola parla Claudio Fava. Figlio di Pippo e non proprio uno sprovveduto in materia. Dice: “Affidarsi ad Avola è uno sputo in faccia a ogni verità. Avola fu già protagonista nel 2008 di un libercolo in cui raccontava l’eccitazione per l’odore del sangue con la stessa ipertrofia dell’ego con cui in questo libro racconta di nuovo i suoi omicidi. S’intestò già in quella circostanza l’omicidio di mio padre Pippo, per il quale tre processi hanno indicato come autore materiale, senza ombra di dubbi, Aldo Ercolano. Ora aggiunge la sua presenza operativa sul luogo della strage di via D’Amelio, con grossolani errori però”.

E ancora: “Nella sua confusa ricostruzione, Avola riduce tutto a un tranquillizzante western tra buoni e cattivi che hanno facce stolide dei Corleonesi. Cosa non mi convince poi della sua ricostruzione del delitto di mio padre? Tutto”.

Leggo che Santoro, divenuto nel frattempo idolo degli ultrà renziani (condoglianze), tornerà in tivù. Sarebbe una bella notizia, anche perché chiudere una carriera così nobile con quell’obbrobrio accecante (nel senso dell’estetica) e clandestino (nel senso degli ascolti) di “M” sarebbe oltremodo ingiusto: un po’ come se i Led Zeppelin fossero passati da Stairway to heaven a Fiki Fiki di Gianni Drudi.

Per ora, però, la sua rentrée non pare granché esaltante. Speriamo che col tempo migliori: puoi fare di più, Micky Mannoni Santoro. Good night and good luck (cit).

27 replies

  1. Il suo appoggio alla Schiforma di Renzi è stato imperdonabile.
    Anche se, a dire il vero, ricordo che anche il prof. Prodi era incredibilmente favorevole.

    Così come è incredibile che politici e magistrati di sinistra osteggiavano Falcone accusandolo di connivenze col palazzo.

    Non è un mondo incredibile?
    Alice nel Paese delle meraviglie offre una realtà meno distorta.

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    • Exandrea,
      ti voglio informare che quella che qui viene definita in senso dispregiativo “l’amica mia” molte volte mi ha chiesto di esprimermi sulle vostre discussioni, cosa che come ho scritto più volte non ho fatto A ) perché l’argomento non mi interessa, e B) (cosa che non ho detto esplicitamente) perché mi dispiaceva un po’ prendere una posizione netta, per una sorta di rispetto nei tuoi confronti, allora ho evitato, anche sapendo di poter dispiacere l’altra parte. In qualche modo ho pensato che, come ti ho visto fare altre volte, avresti fatto rientrare questa cosa.
      Tu ieri mi hai chiamata in causa: io la tua querelle con tonino b non l’ho letta, temo che ci sia ancora di mezzo la PA. Inoltre, Tonino b ha usato con me toni che non mi sono piaciuti, per cui lo salto. Tu hai facoltà di chiamarmi in causa.
      Se l’amico tuo (usato in senso dispregiativo), come ieri ha fatto, mi cita nelle vostre discussioni (di cui non mi frega niente, meno di quelle con Tonino b, e infinitamente meno di quelle con Liana) ed è evidente che sia provocatorio e che io non c’entri niente, ti sarei grata in nome del rispetto che credo sia reciproco se tu lo mettessi al suo posto.
      Peggio hai fatto oggi, quando lui mi ha additato come esempio di nn so cosa, ma sicuramente ha usato il mio nome in modo dispregiativo: avresti dovuto chiedere di conversare con te tenendomi fuori, ripeto a lui non è concesso di chiamarmi in causa. Non gli posso impedire di scrivere il mio nome, di cercare ossessivamente i miei messaggi, di segnarseli tutti e utilizzarli quando gli sembra opportuno, non gli posso impedire di chiamarmi zoccola, (e a proposito non mi pare di aver letto un tuo solo commento di sdegno in proposito), ma ritengo di avere il diritto di chiedere a te di non prestarti al suo gioco. Ovvio tu puoi pure rifiutarti. Ribadisco: di lui non mi frega niente, di te si. Mi aspetto da parte tua la solerzia che hai dimostrato ultimamente nello stare dalla parte della cosiddetta Adriana e la cosiddetta Birillo, in realtà ne dovrei aspettare molta di più, ma mi accontento della stessa. RItengo che tu abbia l’età e la maturità per non prestarti ai giochetti di chi mi nomina perché il mio rispetto (oltre che il mio numero chiesto due volte) non l’ha mai avuto.
      Ora quando lui risponderà anche a questo messaggio, ti pregherei, se sei interessato ai nostri cordiali rapporti di non entrare con lui nel merito di quello che io sto scrivendo a te. Se ne hai voglia rispondi a me. Poi, se non ti interessa non c’è problema, siamo adulti, basta saperlo.
      Infine, non c’è bisogno che tu mi dica che non sei stato tu a utilizzare me come esempio negativo, che non mi hai offesa, e che non hai mai avuto intenti denigratori. Lo so già, ma è lui che li ha. Ti ribadisco che trovo offensivo da parte tua vederti complice di un soggetto che mi definisce zoccola e che mi chiami in causa nelle vostre conversazioni per denigrarmi, solo per ragioni sessiste, in senso proprio.
      E sono queste ultime due righe il succo di tutto.
      Ciao

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      • Paola
        “ti voglio informare che quella che qui viene definita in senso dispregiativo “l’amica mia” molte volte mi ha chiesto di esprimermi sulle vostre discussioni, cosa che come ho scritto più volte non ho fatto A ) perché l’argomento non mi interessa, e B) (cosa che non ho detto esplicitamente) perché mi dispiaceva un po’ prendere una posizione netta, per una sorta di rispetto nei tuoi confronti, allora ho evitato, anche sapendo di poter dispiacere l’altra parte.”

        Non ti ho mai chiesto di esprimerti sulle nostre discussioni, ma di prenderne visione, perché davo per scontato che potessi renderti conto autonomamente di che cosa e di chi si stesse trattando.
        Forse, se l’avessi fatto, tutto questo rispetto che riservi ad uno che TI ha recentemente dato della tipa che “come sempre, la butta sul personale” (è una sua accusa fissa, che tra l’altro disattende in prima persona ad ogni piè sospinto) e ora, per leccarti, afferma, con gran trasporto da cazzaro qual è, esattamente il contrario, sarebbe venuto meno.
        Non ti nego che sono allibita da questa corrispondenza di amorosi sensi, ma non sarei mai intervenuta se non fossi stata chiamata in causa, immagino anche altrove, da ciò che leggo in questo commento.
        Tra l’altro, visto che sei evidentemente irretita da questo individuo, che te ne rifila di ogni, forse non hai notato che, vigliaccamente, essendo stato, come al solito, scambiato da Jerome per Federico C, che si è preso tutte le critiche al posto suo, nel modo fumantino che ben conosciamo, non si è neanche degnato di fargli notare che certe cose le aveva affermate LUI e non l’altro. Non si sa mai che si giochi l’apprezzamento NON meritato, anzi direi ESORTO nel solito modo falso e vile, di Jerome.
        Devo persino dare ragione a Gatto, che lo definisce acchiappa click. Ma poco male, quando il giochino riesce con certi elementi simili a lui.
        Noto, purtroppo, che acchiappa anche q.li, a quanto pare.
        Ma, grazie a Dio, non il mio.

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      • Già, perché per esprimersi bisognerebbe informarsi, PRIMA, e non l’hai fatto, non solo con me e con la persona di cui sembri, e sottolineo SEMBRI, e non solo a me, pietire la stima, ma anche di altri, tipo Tonino b, che magari straparla, ma ha colto il nocciolo della sostanza del TIPO, ben più di altri, e da tanto tempo…Cioè: dare del fannullone a tutti, tranne che a sé stesso e agli imprenditori dei miei c. come lui, ossessionato dalla Pa e dal clientelismo, neoliberista del c., che più lo nega, più lo afferma anche coi suoi click a certi elementi.
        Tutto il resto è noia, perché sono concetti che si contraddicono a volte nella stessa frase (tipico di chi mente), sceneggiate per far credere di essere oggettivo, leccamenti qua e là a turno… non per OGGETTIVITÀ e per entrare nel MERITO (che è sempre un merito dei caxxi suoi), ma per falsità estrema.
        Questo, avrei voluto mostrarti.
        Non sapevo che volessi chiudere gli occhi per RISPETTO di chi NON hai VOLUTO conoscere bene, prima di dargli la tua stima. Un serpente che si morde la coda, in pratica: siccome ti rispetto, non mi interesso di ciò che potrebbe mostrarmi che quel rispetto è immeritato e quindi NON rispetto colei che dichiaro (o meglio dichiaravo?) essere mia amica e mi chiede SOLO di guardare.
        Complimenti.
        Evidentemente è la stima di Me, invece, che ti è MANCATA, se hai potuto addirittura affermare certe cose e lanciarti in missive di questo tenore.
        Che di ‘merito’ avevano solo le papille gustative.
        Sto cercando l’amoroso epistolario che precede tutto ciò, ora, per capire meglio TE, non lui che non mi preme di striscio.
        Quello dove io, a quanto pare, vengo usata da entrambi come occasione di dialogo e di approfondimento della stima reciproca.
        La vostra.

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      • “Bisognerebbe informarsi… tipo Tonino b”. Ma hai letto cosa ho scritto? Francamente non me ne importa niente di come tonino b ha capito Exandrea, questione marginale rispetto a come tonino b ha capito me. Spero di poter scegliere.

        “SEMBRI, e non solo a me, pietire la stima, ma anche di altri, tipo Tonino b,” ti riferisci ad Adriana, prof dell’occulto, qui travestita da nonnina maltrattata, o c’è proprio una banda di gente che se scrivo a capisce effe? Che se scrivo cordiali rapporti capisce pietire stima?

        Non c’è alcun epistolario, e amoroso poi, ma che scrivi? E chi ti avrebbe usato come occasione di dialogo? E perché mai poi? E saresti tu allibita? Scusa, ma questo retropensiero allibisce me. Visto che sembri tenerci, ci sono commenti su di me tra Ex e un altro sotto l’articolo di Travaglio in diverse giornate. Su di me! Io poi mi sono spostata qui per non disturbare i lettori, ma a quanto pare non ci sono riuscita, infatti qualcuno si è lamentato. Tu sei solo nella frase che leggi e ho già detto che evidentemente è frutto di un fraintendimento.

        “Sono stata chiamata in causa, e immagino anche altrove”. E immagini malissimo, non male. Ripeto: ho dato una mia lettura, a quanto pare errata di svariati messaggi precedenti che, o ricordavo male, o essendo reiterati ho frainteso. Non ho voluto informarmi perché non mi interessava il merito, come già detto un milione di volte. E, infine, come ho scritto qui credevo che lui avrebbe fatto un passo indietro rispetto ai modi. Altre volte è tornato sui suoi passi. Lo hai letto? No perché sembri essere alla ricerca di non so cosa, per dimostrare non so cosa, quando è tutto qui.

        È “MANCATA la stima di me se hai potuto affermare certe cose” cioè? Quali cose? Che tu mi hai chiesto di leggere per esprimermi (quello che ho capito io) anziché mi hai chiesto di leggere per prendere visione perché davo per scontato che potessi renderti conto autonomamente di che cosa e di chi si stesse trattando (quello che intendevi tu): no fammi capire, è mancata la stima di te per questo? Perché tu davi per scontato che io potessi rendermi conto autonomamente di qualcosa e invece non sono stata autonoma e non mi sono resa conto, ovvero perché ho capito “esprimersi”?

        “E lanciarti in missive di questo genere “ cioè? Quale genere? Il genere in cui scrivo cose che mi riguardano? E soprattutto se stimo te posso lanciarmi in missive di quale genere?

        “(O meglio dichiaravo?) “
        Ancora, perché ho usato il verbo esprimersi? Perché ho capito che volevi che mi esprimessi anziché che volevi che prendessi visione autonomamente?

        Spero sia una scenata di gelosia, potrei accettarla. Se non lo fosse ti invito a rileggere tutto individuando il soggetto, io, Paola, non Anail.

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      • Ti sei concentrata solo sul verbo “esprimersi”, che è del tutto marginale nella faccenda.
        Ciò che mi allibisce è leggere che non ti è INTERESSATO assolutamente NULLA di visionare e comprendere le nostre discussioni, per poterti fare un concetto, e non basarti solo su ciò che la tua amica ti diceva e di cui si lamentava.
        E tutto ciò per RISPETTO nei SUOI confronti! Non rispetti la mia richiesta per rispettare LUI?
        Cioè non leggi neanche che cosa mi ha scritto, a me TUA AMICA INSULTATA e DENIGRATA da lui, per RISPETTO nei SUOI confronti? Anche se ciò dovesse dispiacere a me?
        E vuoi conservati la SUA stima?
        Ma su che cosa si basa, in genere dico, la tua stima delle persone, se chiudi gli occhi su ciò che è avvenuto per non perderla e per poterla mantenere?
        Perché vedi, il guaio non è che tu non ti sia ESPRESSA, anche se me l’aspettavo comunque, in qualche modo, ma il fatto che NON abbia neanche voluto visionare i trascorsi, perché non ti interessava NULLA.
        Al posto tuo, non mi sarei persa un respiro, per poterti sostenere e difendere, oltre che per CAPIRE, o per poterti dare la mia, magari diversa, visione dei fatti.
        Invece tu ti aspettavi che LUI facesse rientrare la cosa… 😳
        Ma per chi mi hai preso?
        Per una che si fa “acciocciare”, come diciamo noi, da uno che considero ipocrita sino al midollo? Che cosa mai potrebbe fare, LUI, per far rientrare la cosa…come se io fossi una deficiente che aspetta la slinguatina? È lampante che non hai proprio idea del suo modo di essere e del suo comportamento, che trovo più spregevole di quello di chiunque altro, non fosse altro perché FALSO.
        Non gli credo qualsiasi cosa scriva, perché SO che è un narcisista di m, che anche quando fa ragionamenti apprezzabili, lo fa per mettersi in mostra e raccattare voti che non riceve.
        Quindi figurati se potrà mai “recuperare”. Per me è il principe dei troll.
        Altro che Adriana, che invece, secondo me, per quanto non condivida affatto le sue idee, è almeno coerente e credibile.
        E mi sembra pure sincera, ma non mi esprimo perché tu e Adriano conoscete il prof più di me.
        Persino Gatto è più apprezzabile, perché non ha mai cercato l’approvazione degli altri.
        Le persone infide con me hanno vita breve. Gli ho dato fin troppa importanza, già dall’epoca dei gestori d’impianti sciistici, passando per “A brigante, brigante e mezzo” in cui mi ha accusato a sangue freddo solo per aver scritto sotto l’articolo di Erspamer, che oggi lui incensa.
        Mi fa specie che, conoscendo quanto io sia in grado di scendere a più miti consigli con chiunque, UN’AMICA non si sia chiesta come mai non lo faccia con questo elemento in particolare e soprattutto si aspetti che sia la capacità manipolatoria del tizio a farmi recedere.
        Spero di essere stata più chiara di quanto lo sia stata prima.
        Tra l’altro, chiedevi a lui sostegno, quel sostegno che, tra me e lui, hai fatto mancare a ME.
        Non è gelosia. Non sono proprio la tipa, anzi… l’amicizia si condivide e si moltiplica, secondo me.
        Diverso concetto dell’AMICIZIA , questo sì, evidentemente.

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      • “Ti sei concentrata solo sul verbo “esprimersi”, che è del tutto marginale nella faccenda.”
        Esattamente come hai fatto tu, che ti sei concentrata su un rigo per poi ipotizzare tutto un film precedente di cui andavi in cerca e che non c’è. E ciononostante non ti sei smossa dai tuoi toni accusatori. Nemmeno una piega.

        “E tutto ciò per RISPETTO nei SUOI confronti! Non rispetti la mia richiesta per rispettare LUI?
        Cioè non leggi neanche che cosa mi ha scritto, a me TUA AMICA INSULTATA e DENIGRATA da lui, per RISPETTO nei SUOI confronti? Anche se ciò dovesse dispiacere a me? E vuoi conservati la SUA stima? ”
        Tua libera interpretazione: ovviamente la consideri, pensandolo, un dato di fatto. Potrei dire di nuovo che non stai centrando il punto, ma evidentemente non ti interessa, avendolo io già detto.

        “Ma su che cosa si basa, in genere dico, la tua stima delle persone, se chiudi gli occhi su ciò che è avvenuto per non perderla e per poterla mantenere? ”
        Faccio finta di non aver capito, per la stima che ti porto.

        “Perché vedi, il guaio non è che tu non ti sia ESPRESSA, anche se me l’aspettavo comunque, in qualche modo, ma il fatto che NON abbia neanche voluto visionare i trascorsi, perché non ti interessava NULLA. ”
        Esatto, non mi interessava nulla. Credo di averlo scritto decine di volte. Ma per qualche ragione quello che scrivo non lo consideri.

        “Al posto tuo, non mi sarei persa un respiro, per poterti sostenere e difendere, oltre che per CAPIRE, o per poterti dare la mia, magari diversa, visione dei fatti.”
        Ecco al posto mio. Io sostengo cause che mi interessano.

        “Invece tu ti aspettavi che LUI facesse rientrare la cosa… 😳”
        Sì, pensavo che facesse rientrare la cosa, nei modi. Anche questo l’ho già scritto, a mio avviso chiaramente, ma per carità.

        “Ma per chi mi hai preso?
        Per una che si fa “acciocciare”, come diciamo noi, da uno che considero ipocrita sino al midollo? Che cosa mai potrebbe fare, LUI, per far rientrare la cosa…come se io fossi una deficiente che aspetta la slinguatina? È lampante che non hai proprio idea del suo modo di essere e del suo comportamento, che trovo più spregevole di quello di chiunque altro, non fosse altro perché FALSO.
        Non gli credo qualsiasi cosa scriva, perché SO che è un narcisista di m, che anche quando fa ragionamenti apprezzabili, lo fa per mettersi in mostra e raccattare voti che non riceve.”
        Non ti ho preso per nessuno, ancora una volta non c’entri tu: pensavo che lui avrebbe fatto rientrare i toni, perché gli e l’ho visto fare altre volte.

        “Quindi figurati se potrà mai “recuperare”.
        Ma io non ho mai pensato che lui dovesse recuperare te o tu lui.

        Per me è il principe dei troll.”
        Benissimo, non ho mai cercato di condizionare la tua opinione su di lui. Pensa quanto “pietisco stima”.

        “Altro che Adriana, che invece, secondo me, per quanto non condivida affatto le sue idee, è almeno coerente e credibile.
        E mi sembra pure sincera, ma non mi esprimo perché tu e Adriano conoscete il prof più di me.”
        Bene, credile. Vorrei essere libera anche qui di scegliere e di esprimermi come mi aggrada, senza consigli, soprattutto con questi toni.

        “Persino Gatto è più apprezzabile, perché non ha mai cercato l’approvazione degli altri.”
        Liberissima anche qui.

        “Le persone infide con me hanno vita breve. Gli ho dato fin troppa importanza, già dall’epoca dei gestori d’impianti sciistici, passando per “A brigante, brigante e mezzo” in cui mi ha accusato a sangue freddo solo per aver scritto sotto l’articolo di Erspamer, che oggi lui incensa.
        Mi fa specie che, conoscendo quanto io sia in grado di scendere a più miti consigli con chiunque, UN’AMICA non si sia chiesta come mai non lo faccia con questo elemento in particolare e soprattutto si aspetti che sia la capacità manipolatoria del tizio a farmi recedere.”
        Non so dove tu abbia letto ciò, in quanto non mi sono posta mai il problema che tu ti potessi/dovessi ricredere su di lui. Ancora una volta, non mi è mai interessato.

        “Spero di essere stata più chiara di quanto lo sia stata prima.”
        Sì, fin troppo, sei andata avanti a ripetere gli stessi concetti senza minimamente considerare la mia risposta precedente. Proprio come un exandrea qualunque.

        “Tra l’altro, chiedevi a lui sostegno, quel sostegno che, tra me e lui, hai fatto mancare a ME. ”
        Io non ho chiesto sostegno a nessuno. Chiedere di non essere nominata in conversazioni che non mi riguardano a casa mia non è neanche minimamente chiedere sostegno. Me anche questo, è diventato un dato di fatto essendo una tua personale lettura.

        “Non è gelosia. ”
        Era una battuta.

        “Non sono proprio la tipa, anzi… l’amicizia si condivide e si moltiplica, secondo me.
        Diverso concetto dell’AMICIZIA , questo sì, evidentemente.”
        Concordo.

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      • Paola / Liana
        Scusate l’intromissione, ma per favore non potete mettere in dubbio la vostra amicizia; siete 2 persone così stupende, libere dal di dentro, intelligenti come pochi/e, molto simpatiche, acute. Ma siete 2 non 1: quindi è chiaro che l’acume, l’intelligenza, la libertà, la simpatia ecc a volte porti anche a dei scontri screzi verbali. Siate superiori e coerenti e soprattutto fanculo ai troll che meritano o non meritano la vostra reciproca attenzione.
        👍👋😘😘

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    • Oltre a stupide falsità e al taglio isterico-surrettizio del commento della poveretta innominabile, una cosa è proprio ridicolmente e tragicamente comica:

      “(oltre che il mio numero chiesto due volte)”: ahahahah…

      Le donne, in particolare quelle come la poveraccia, hanno il vizio di prendersi e di prendere tutto tremendamente sul serio, credendosi al centro dell’Universo, conosciuto e anche sconosciuto, non sosptettando minimamente di non essere che un infinitesimale peto nell’immensità, che nemmeno puzza!

      All’inizio credevo scherzasse, ma devo constatare una volta in più che ha sempre creduto fossi serio (l’altra ha pensato che avessi tentato di fare il “lumacone” con lei: ma si può non rotolarsi dalle risate?) e che avrei iniziato ad offenderla perché risentito del rifiuto.

      D’altronde, cosa aspettarsi da persone convinte che il sottoscritto sia venuto qui a denunciare, per darsi importanza, che sarebbe un frequentatore di rave party a base di coca e stupri? E che a cagione di ciò si sono permesse di darmi seriamente del sociopatico maniaco pervertito e di ipotizzare che potrei essere anche un serial killer? Ma a loro zoccola non lo si può dire, ché è sessista (e a proposito, non mi pare di aver letto un solo commento di sdegno levarsi dalle imparziali e ficcanti tastiere del blog, quando l’amichetto loro – in senso dispregiativo – intelligente e colto chiamava catarticamente allo stesso modo la Gazzelloni e altre indisciplinate utenti da lui attenzionate)… Poveracce, fate pena, ma tanta, tanta e ancora tanta…

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      • Scusa Gatto, se importuno (forse) l’ora delle fusa, non è sano ricevere insulti quando si cerca di proporre argomenti di discussione, oppure quando si cerca di elevarli oltre il trivio; cerco di capire, cosa alquanto non facile, dove siano le ragioni per appellarsi al contrario a meno di farle rientrare in forme negatorie di elementi che non si è in grado di discernere o snocciolare secondo le formalità convenute.

        Il rimando al patologico o comunque all’insulto denota un limite invalicabile che si riflette sull’altro attraverso gli stessi. Capita sul blog, capita nella vita reale. Chiedersi se si è delle persone sbagliate o comunque individui poco consoni alle situazioni lede l’autostima.

        Meglio andare a fare l’eremita piuttosto che ibridarsi con situazioni che trascinano verso il basso, oppure è meglio armarsi di sana pazienza e navigare nell’oceano umano con la buona volontà di sopportare lo squalo come lo schiaffo della coda di una balenottera?

        La capacità di sopportare gli insulti rende dei martiri, fino a quando il martire non si convince che forse sarebbe meglio tirare fuori le unghie e iniziare a graffiare e a soffiare al momento del pericolo. Chi si ama non può rinunciare a difendere la propria persona dagli attacchi dei suoi simili, chi non si ama e ha bassa stima di se è in grado di accettare vilipendi inauditi; oppure è la forza interiore che riconosce la meschinità ricevuta e la dissimula nella pochezza che merita.

        La forza interiore è una molla incredibile e la stessa si alimenta sia in positivo che in negativo con l’amore o con l’odio. Il resto è sopravvivenza, è lasciare che gli eventi trasportino il tuo essere, in balia dei flutti o delle placide acque, senza reazioni, senza rancori evidenti se non il mordersi un labbro per lasciare che il dolore risuoni fino all’ultima frequenza.

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  2. Cara Paolapci, mi fa piacere che non hai colto intenti dispregiatori perché non volevano affatto esserci, non lo meriti.
    Per me sei un po’ l’Adriana di sinistra, anche se non mi sembra tu abbia la stessa obiettività.
    Ma questo non può certo essere un motivo di denigrazione, semmai di confronto.
    Tu non scivoli mai sul piano personale, a volte sei sprezzante come altri ma rimani in genere sempre nel merito di ciò che si dice e non di chi lo dice.
    Non c’era denigrazione ma provocazione sì.
    Perché trovo che a volte utilizzi due pesi e due misure.
    Ma forse ho sbagliato a tirarti ballo perché anche tu concordi col fatto che Tonino b parla di fascismo a sproposito.
    Mi auguro che tu abbia l’obiettività di riconoscere che è un vizio di una parte della sinistra.
    Tonino lo fa in modo goffo ma il suo atteggiamento nasce da un certo mondo intellettuale.

    E Gatto quando mette in luce queste contraddizioni, fa bene, è un suo diritto.
    Eccede? Sicuramente sì ma trovami un mio like ad un commento in cui ci sia la parola troia nel testo.
    Non penserai mica che apprezzo tutti i commenti di Gatto?
    Hai letto cosa pensa della democrazia? A me incuriosisce sapere a quale regime ambisce.
    Ma pensi che nell’invitarlo al confronto vengono meno le mie convinzioni?
    Sono più duro del granito, cambio solo se “capisco” le ragioni esatte del cambiamento, senza subire suggestioni. Almeno ci provo.
    Forse non lo sai ma ci siamo mandati affanculo in più di un’occasione.
    Non è una nota di merito perché non ha senso far degenerare il confronto, non è di nessuna utilità ma purtroppo a volte capita.
    Abbiamo tutti la pellaccia dura mi pare comunque 😉
    Riconosco in lui cultura e intelligenza anche se è spesso usata in modo sterilmente polemico.
    Per cui un confronto con lui, se non degenera in insulti, può essere stimolante anche se non è condivisibile.
    Non dovrebbero essere marginalizzate le idee e nemmeno chi le vuole rappresentare, ad essere emarginata dovrebbe essere solo la malafede e l’arroganza (la prima è molto più dannosa della seconda).
    Questo per quello che riguarda il confronto tra idee diverse.
    Poi stai sicura che se ci fosse una guerra civile che rischia di degenerare in dittatura, io starei con quel coglione di Tonino b a sparare a Gatto dall’altra parte della barricata. Ma ho il sospetto che anche Gatto potrebbe raggiungerci, sembra sempre più propenso a demolire le convinzioni altrui che ad imporre le proprie.
    Ma poi chi sono per parlare di Gatto? A questo punto farebbe pure bene a mandarmi affanculo.

    Dare della troia ad una donna offende piu l’uomo che la insulta che la donna insultata.
    Qualsiasi uomo ricorra a questo genere di insulti sessisti si comporta da idiota.
    Il problema è che io non posso fare la morale a nessuno perché anche io ho conosciuto quegli eccessi e me ne vergogno un po’.
    Come attenuante potrei dire che sono stato pesantemente tirato in ballo, con accuse assurde e insulti.
    Ma non può essere una giustificazione.
    Quindi purtroppo tra gli iditi di cui sopra ci sono anche io.

    Cosa posso dirti, se avessi il potere convincere non solo Gatto ma chiunque (me incluso, che ogni tanto sbrocco) a rinunciare agli insulti sessisti, lo eserciterei.
    Ma permettimi, è strano che non hai mai criticato Jerome b. per i suoi insulti sessisti nei confronti della Gazzellona che sarà pure un troll ma non dovrebbe essere appellata come troia di una troll, c’è un troia di troppo.
    Che poi a molti, me incluso, piacciono le analisi economiche di Jerome b non dovrebbe consentirgli di avere una licenza particolare.
    Voglio dire che l’essere una troll non rende meno sessista l’insulto.

    C’è poi una cosa fondamentale da dire: Detesto la violenza sulle donne, tendo spontaneamente a parteggiare per loro.
    Ma certe reazioni degli uomini sono spesso il frutto di esasperazioni continue, e quelle andrebbero analizzate.
    Non si può solo disprezzare la reazione violenta (che va disprezzata e punita) prescindendo dalle ragioni che l’hanno generata.

    Paolapci, io non ho più nemmeno un partito di riferimento, vengo qui sempre con la speranza di aggiungere un tassello in più nella comprensione della politica italiana che, purtroppo, fatico ancora a capire.
    Cazzo quanto ho scritto, mai postare da fumati.

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    • Exandrea, riassumo per punti
      1) Chi sei tu per fare la morale a costui? Ma chi lo vuole moralizzare, ma che me frega? E che pensi che lui mi chiama zoccola, e io me ne sto zitta a fare la superiore? Io mi so difendere perfettamente. A proposito: io ho sempre e solo risposto al suo stalking continuo, alla ricerca ossessionata di ogni mio commento per mettersi in mezzo, mai nel merito, solo per disturbare. Ma il punto non è moralizzate nessuno, ma se lui mi chiama in causa mentre parla con te per denigrarmi, e solo perché sono una sua ossessione, ecco è a quel punto che mii aspetto che tu gli dica qualcosa, che tu capisca che ti sta usando per i suoi fini.
      2) Mi parli di Jerome: tu ne puoi contestare modi e toni, ma Jerome si è espresso in quel modo con la gazzella non certo per sessismo, ma è sempre entrato nel merito degli argomenti da lei postati con quella bulimia compulsiva che tutti abbiamo visto. Lui invece lo fa perché io non ho mai avuto piacere di scambiare opinioni con lui, perché gli ho rifiutato il mio numero (due volte ), perché preferisco chiacchierare con altri (e vedessi come ha perseguitato questi con cui io chiacchiero). Per lui è una fissazione maniacale: e bada, che qui non si tratta del fatto che io me la sento calda, perché lui non mi ha mai visto, non mi conisce, non sa niente di me, qua è tutto frutto di un problema che ha nella testa, non puoi non aver notato questa ossessione. Tu mi parli di esasperazione degli uomini, ma quale esasperazione? Questo mi perseguita! Quindi, ti è chiara la differenza, ti è chiaro perché quello zoccola supera la misura? Perché deriva da un rifiuto, e non solo del numero. RIfiuto di avere a che fare con lui. RItieni giusto che io non sia libera di chiacchierare con chi mi pare e piace perché altrimenti mi ritrovo 20 suoi messaggi suoi nella bacheca? Ritornando a Jerome, ma chi sono io per moralizzare Jerome? E soprattutto, ti pare che io abbia con la Gazzella un rapporto di stima, di scambio, o altro? Io non la sopporto. Io sto facendo appello al rapporto di cortesia tra me e te, se c’è. E mi pare che tu confermi ci sia.
      3) Mi chiedi se ci sia un commento in cui mi chiama zoccola con un tuo like: ti dico, non lo so, ma non credo proprio, credo che nessuno abbia potuto farlo. Ad ogni modo non mi pare che ieri tu ti sia sottratto a rispondere a Jerome su Adriana. QUindi evidentemente hai ritenuto di poter dire a Jerome la tua su qualcosa che non ti è piaciuto nel suo messaggio su Adriana, che comunque restava nel merito di ciò che Adriana ha scritto, ma non hai ritenuto di dire niente a costui, quando mi ha dato della zoccola solo perché non me lo sono mai filato (decine di volte, poi rimbambita, cogliona, stronza eh!). A me va bene, non lo fare, non è obbligatorio, difendi pure Adriana, ma almeno quando mi chiama in causa con te potresti chiedergli di non pisciare fuori. O no?
      4)Adriana sarebbe obiettiva? Una che viene su questo sito col solo obiettivo di denigrare Travaglio? Come se scrivendo ogni giorno le sue follie, qualcuno leggendola potesse cambiare idea? Non ti ricorda nessuno?

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    • Forse perché devono sviare un pò l’argomento dell’articolo, di cui quasi subito tutti hanno perso interesse a discettare…

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  3. @ Paola, Gatto e chiunque fosse interessato alle questioni di metodo, per me fondamentali.

    Vorrei fare una osservazione senza entrare nel merito delle diatribe tra Paola e Gatto altrimenti, indipendentemente da chi abbia ragione, tutto scivola in una polemica sterile, esasperante ed inutile.

    Premessa:
    Paola che posso dirti, che personalmente cercherò di fare più attenzione al “mio” linguaggio. Gatto sbaglia ma un lettore che ci leggesse potrebbe supporre che qui il problema sia solo lui è non mi pare proprio che sia così.
    Parlo di me: anche io ho ecceduto nella polemica e nel linguaggio.
    Ma lo hanno fatto in molti.
    Quante volte posizioni di destra vengono denigrare solo perché “di destra” come se non fossero legittime?
    Per chi non ha la verità in tasca, l’esistenza di una destra è fondamentale anche se credi nella sinistra.

    C’è stato un atteggiamento volto a marginalizzare certe posizioni.

    Ma il punto non è equilibrare i commenti di sinistra con quelli di destra, col bilancino.

    Il punto è che dovremmo trovare un SISTEMA che ci limiti nelle modalità di espressione per indurci a dare il miglior contributo alla discussione.
    Perché non offendersi è fondamentale non solo per non ferire l’orgoglio, o peggio la dignità, propria e del proprio interlocutore.
    È fondamentale per tenere alta la qualità della discussioni.

    Dopo tutto i commenti ravvivano l’articolo, lo approfondiscono, ne sono così convinto che non leggo più quotidiani che non hanno la possibilità di commentare i loro articoli.

    Io vorrei trovare un SISTEMA che “costringa” gli utenti alla ASSERTIVITÀ.
    Un SISTEMA di regole che ingabbi la discussione per liberarla dalla polemica distruttiva.
    Un SISTEMA che ci faccia arrabbiare di meno e pensare di più.
    Un sistema che non limita la libertà di espressione del pensiero ma solo la libertà di espressione della propria emotività
    Bisogna non far deragliare la discussione dal merito delle questioni.

    E come si realizza questo SISTEMA?
    Con una MODERAZIONE efficace!

    Io sono molto grato alla redazione di Infosannio per averci messo a disposizione questo spazio e all’inizio mi piaceva moltissimo l’assenza di moderazione perché, ad esempio, sul FQ certi commenti venivano respinti senza motivo ed era frustrante. Poi però mi sono accorto anche dei limiti di un sistema che rinuncia alla moderazione.

    La moderazione è bene solo se funziona bene altrimenti limita la libertà di espressione.
    Una moderazione ben concepita non serve solo a moderare gli altri ma anche sé stessi.

    Per esempio: con una moderazione efficace la Gazzellona potrebbe sicuramente postare le sue idee ma non in modi cosi compulsivo, citando fonti inattendibili.

    Quanti commenti e repliche inutili ci saremmo risparmiati?

    Non è un SISTEMA che serve a PUNIRE le persone ma ad indurle a dare il meglio di sé.

    Utilizzo la parola SISTEMA in stampatello perché io ritengo che la qualità delle persone dipenda dal sistema e non viceversa.

    Anche in politica la selezione della classe dirigente, se non c’è un “sistema” (ovvero un insieme di regole) che la indirizza, c’è solo la discrezionalità dei capi a determinarla e così ti ritrovi Giggetto pluriministro, capo politico…

    Ma come concepire una moderazione efficace?
    Io una idea ce l’avrei, qualcuno è interessato confronto su questo?

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    • Exandrea,
      Mi pare che io e te proprio non ci capiamo. Io nel punto due del precedente messaggio ti ho ben esplicitato il mio problema, e non si tratta di merito, di destra e sinistra, ecc. Ma che c’entra il SISTEMA con quello che ti scrivo da ieri? Mi hai chiesto perché non abbia avuto da ridire su Jerome e ti ho risposto nel merito. Tu invece salti ad altro. Se hai voglia di fare uno sforzo e comprendere le mie ragioni bene, altrimenti non c’è problema, il mio era un tentativo. Ma non c’entra la moderazione del blog.

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      • Paola ti ho capito ma non mi va di mettermi a discutere su chi ha detto cosa, su cosa ha detto chi…
        Non la finiamo più.
        Il sistema di cui parlavo c’entra eccome con la diatriba tra te e Gatto.
        Non è molto importante chi, nella degenerazione della discussione, abbia ragione.
        È poco importante anche chi l’abbia fatta degenerare per primo.
        È IMPORTANTE, invece, CHE LA DISCUSSIONE NON DEGENERI!
        Solo questo conta se guardiamo alla utilità sociale e non alla affermazione personale.
        Questo Paese sta alla frutta e noi trasformiamo una occasione di dibattito in una gara di vaffanculo?
        Per questo penso che i modi siano importanti.
        Perché i giusti modi aiutano a sviluppare quella intelligenza collettiva di cui parlavano Grillo e Casaleggio.
        La moderazione ad minchiam di Rosseau (parola di Viviana for ever… e se lo dice pure lei…) ha compromesso enormemente il confronto.
        Siccome per me quella del sistema sta diventando una fissa, saresti così gentile da esprimere una tua opinione n merito?

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    • Come la storia del numero di telefono, ‘sta impunita è pure convinta che abbia veramente un dossier su di lei e su altri suoi assistiti, mentre vado solo a memoria e attingo da Infosannio quello che mi serve.

      Alla luce di questo, il motivo per il quale ho “perseguitato” (risate abbondanti) e non “perséguito” la GRADASSA sta tutto nelle sue stesse ammissioni:

      “paolapci 18 febbraio 2021 alle 15:07
      E in questo blog sono in disaccordo proprio con quelli che stimo. Con quelli che non stimo o non scambio una battuta o li insulto (gradassa? Può essere. Ma perché dovremmo confrontarci con tutti?)… P.s. Accetto gradassa perché lo sono, e non mi nascondo. …”.

      Altro che “Lui invece lo fa perché io non ho mai avuto piacere di scambiare opinioni con lui, perché gli ho rifiutato il mio numero (due volte ) [a ridajjjeee, ndr.], perché preferisco chiacchierare con altri (e vedessi come ha perseguitato questi con cui io chiacchiero).”! A parte l’essere scampato benone per sessant’anni senza nemmeno un lontano bisogno di scambiare opinioni con personaggi come la GRADASSA (a proposito di sentirsi il centro dell’Universo…), questo è voler fraudolentemente sostituire la vera causa con ridicole e comiche manie di persecuzione a cui fa finta di credere – spero tanto per lei – la GRADASSA e con le quali cerca di convincere il mondo di essere vessata, vittima e non carnefice.

      Sull’apologia di Jerome B. stendiamo multipli e pietosi veli di compassione…

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  4. Mi rivolgo ad Andreaex, dopo aver letto la sua conversazione con Paola, perché di scorcio vengo menzionata anche io. Mi pare di cogliere un rimprovero da parte di Paola per le belle parole che hai usato con me. Cerca di difendere anche lei, vuole la tua amicizia e soprattutto la tua stima. Io sono del tutto estranea al vostro ambiente, scrivo perché mi piace e non ce l’ho con nessuno.

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    • Hai capito malissimo, prof. Rileggi e riprovaci. A me le belle parole che ha speso per te mi rimbalzano. Ma la comprensione del testo non rientra nel programma di ogni professore delle medie, indipendentemente dalla materia?

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      • Perchè sei così aggressiva? Non ti conosco, che ti ho fatto?
        E’ evidente che ci tieni a Andrea, ma io non c’entro nulla e per di più ho 63 anni … la mia data di nascita è reale!

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  5. Sull’intelligenza collettiva a cui, Andreaex, hai fatto cenno, credo sia un tema interessante. Anche don Milani era solito utilizzare i contributi di tutti suoi ragazzi, benché fossero semianalfabeti, per scrivere lettere o altro. Ecco perché non si deve essere sprezzanti, neanche con quel Tonino che non sa usare il punto esclamativo…

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  6. Il Gatto ha scritto un paragrafo sulle donne che si sentono al centro dell’universo che è un capolavoro di ironia, anche se un po’ misogino. A me ha messo allegria, mi ha fatto ridere.
    Però non apprezzo la faccenda della Libera Muratoria…

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  7. Il problema è che senza una moderazione efficace rischiamo di parlare più di noi che dei mali sociali, politici, economici dell’Italia.
    Ma non stiamo qui per questo.
    Parlare di noi ha in senso se vuoi condividere le tue esperienze di vita se sono importanti per l’argomento di cui si tratta.
    Non ha senso venire qui a guardarsi l’ombelico.
    Ma purtroppo il sistema che vorrei proporre non riesco a discuterlo, sono mesi che ci provo.
    Come realizzare una piattaforma che sia migliore di Rousseau?
    Ve la siete mai posta questa domanda?
    Come mai il centrosinistra non ha un forum di discussione all’altezza e ci costringe a postare qui su infosannio (che ringrazio?).
    Non è normale!

    Sai Paola che quando stavo in Fiom la maggior parte dei metalmeccanici erano informatici?
    E sai che non avevano attivato il loro forum di discussione? Chiesi perché è mi risposero: problemi tecnici! Ma andate affanculo, c’erano fior fior di programmatori a cui attingere per risolverli. Se me lo avessero chiesto glielo avrei sistemato anche io che ero la più pippa là in mezzo.
    Vogliono controllare e pilotare le discussioni.
    Le voci critiche, se ben argomentate, costituiscono un problema per i capi che preferiscono avere ampi margini di discrezionalità.
    Nel direttivo strillavano tutti come sessantottini che non le mandavano a dire (finzione), in realtà ripetevano sempre le stesse paroline d’ordine, gli stessi riti.
    Leccaculi del segretario travestiti da contestatori.
    E credimi se ti dico che a sindacalizzare l’impresa per cui lavoravo sono stato io. Ho convinto diversi colleghi a farsi la tessera della Cgil (l’alternativa probabile era la Uil di Angeletti, figurati) che poi si fecero in molti.
    Ed è stato per questo che mi hanno chiesto di far parte del direttivo. Ma, se tornassi indietro, eviteri accuratamente di farlo.
    Solo delusioni.

    Insomma, è un tema importante più di quanto lo siano le vostre diatribe l’uso di uno spazio che agevoli il confronto è lo migliori.

    Trovo sorprendente che interessi solo me.
    Pazienza.

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