Gente di sinistra

(Stefano Rossi) – Quando il presidente Macron ha inteso chiudere con la c.d. dottrina Mitterrand, che per la verità è stata anche la dottrina dei suoi successori, restituendo 7 terroristi italiani che si erano rifugiati in Francia, i meno giovani sono d’un tratto tornati agli anni 70.

Qui non si possono ricordare gli “anni di piombo”, le contestazioni degli anni 60, le rivolte, le manifestazioni dove andavano armati di ogni cosa (oggi accade solo per il calcio), le arringhe dei politici e sindacalisti nelle piazze gremite, il “18 politico” e gli esami collettivi nelle università, il cinema impegnato, le discussioni a notte fonda su tutto.

Ma una fatto merita il nostro ricordo.

Quando le Br sparavano, attentavano, uccidevano, si infiltravano nelle fabbriche e nelle università del Nord, da più parti si diceva che fossero fascisti.

Nei Tg, nei giornaloni, nei libri si diceva “Le sedicenti Br…”.

Tanto è vero che solo dopo i primi arresti e le prime foto dei brigatisti che salutavano con il pugno sinistro chiuso, con tanto di catenelle (le manette non c’erano), venne coniata la funambolica frase “sono compagni che sbagliano”.

Poco dopo l’altro emblematico slogan “Né con le Br né con lo Stato”.

Giorgio Bocca disse: “Le brigate rosse non esistono. Sono un’invenzione della magistratura”.

Camilla Cederna scriveva: “Le Br sono pezzi deviati dello Stato. Vedrete un giorno si dirà che erano del Sismi”. La Cederna, quella che quando arrestarono il povero Enzo Tortora non esitò ad allungare il dito accusatorio con queste infamanti parole “Mi pare che ci siano gli elementi per trovarlo colpevole: non si va ad ammanettare uno nel cuore della notte se non ci sono delle buone ragioni. Il personaggio non mi è mai piaciuto. E non mi piaceva il suo Portobello: mi innervosiva il pappagallo che non parlava mai e lui che parlava troppo”.

Per certa gente il pappagallo può diventare una prova!

Vorrei sapere dove sono finiti quelli che consideravano Berlinguer un fascista, un revisionista venduto agli americani per aver detto che si sentiva meglio nel Patto Atlantico e non in quello di Varsavia.

Ogni tanto poi si intravedeva un Giovanni Battista che gridava in un deserto silente.

Carlo Arturo Jemolo il 1 maggio del 1975 scrisse su La Stampa: “L’omicidio non ha colore”.

Gaspare Barbiellini Amidei sul Corsera del 21 settembre 1985, ricordava i cronisti daltonici che nei disordini vedevano solo un colore e i ciechi e sordi che popolavano le redazioni dei giornali (l’articolo è da leggere e conservare a futura memoria).

Ma i due citati erano dei monumenti che oggi, ahimè, non ci sono più.

Oggi abbiamo i Giuliano Ferrara, che all’epoca tirava sassi alla polizia a Valle Giulia e militava nell’estrema sinistra. Poi è passato con l’uomo più ricco e potente d’Italia, quello che oggi si può descriverlo, secondo una recente sentenza del Tribunale di Roma, come pregiudicato per via delle sentenze definitive a suo carico, e Adriano Sofri i quali non perdono occasione per difendere i terroristi che ogni tanto vengono arrestati.

Difendevano Battisti e oggi, Adriano Sofri, difende il suo sodale Giorgio Pietrostefani.

Su Il Foglio Sofri si domanda “E ora cosa ve ne fate?” alludendo a questi sette terroristi invecchiati che si sono rifatti una vita in Francia.

Poi un accenno all’amico: “La paura che muoia nelle unghie distratte di questa fiera autorità bicipite transalpina e cisalpina…”.

E non poteva mancare un accenno all’ergastolo ostativo e alla pena che secondo lui deve rieducare.

Scrive che la politica Mitterrand, sull’asilo politico, “ha realizzato il fine più ambizioso e solenne che la giustizia persegua… il ripudio sincero della violenza da parte dei suoi autori, e così, con la loro restituzione civile, la sicurezza della comunità. La Francia repubblicana è riuscita dove il carcere fallisce metodicamente”.

C’è gente che è disarticolata dalla realtà in cui vive.

Fanno fatica a capire di aver commesso dei reati puniti da sentenze passate in giudicato e di aver commesso reati o di aver convinto altri a commetterne di gravissimi come la morte del dott. Luigi Calabresi.

Guardano a paesi lontani, a leggi che non esistono o esistono in altri Stati ma essi, nella loro convinta e pervicace convinzione di trovarsi sempre nel giusto, non possono essere trattati come tutti gli altri, essi devono vivere in una società che li preservi da limiti e imposizioni e semmai dovessero, forse, sbagliare (non possono commettere reati in quanto esseri perfetti) non possono soggiacere alle pene che si applicano a tutti gli altri.

Loro sono altro, al di sopra, al di fuori.

Inebriati in una realtà perenne, informe, sublime e continua.

Lotta Continua, appunto.

11 replies

  1. Infatti. Ma non è “gente di sinistra”, è “gente sinistra”, nel senso dispregiativo del termine; gente che non capisce nulla del popolo e pretende di guidarlo, a lascia dietro di sè solo macerie. E ad ogni occasione rialzano la testa per spargere sempre lo stesso veleno ideologico che ha deviato e portato alla crisi la sinistra più genuina e onesta.

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    • lasci perdere
      o allora non c’era o dormiva

      l’epoca non era fintamente tranquilla come oggi
      c’erano colpi di stato, solitamente con colonelli, in più nazioni
      alcune vicine altre lontane
      i carabinieri e polizia non erano i paciosi appartenenti all’arma dei sceneggiati TV
      ma caricavano i manifestanti con le camionette se non sparavano
      ad altezza zero.

      giustifico gli omicidi? no

      però ricordo che all’epoca alcuni si attrezzavano per andare sui monti
      al fine di non rimanere intrappolati da quell’aria di golpe “imminente”
      – niente armi, niente progetti di rivolta armata, solo la volontà di non essere
      ammassati negli stadi –

      e poi, le rivoluzioni come pensa che si facciano? a ceffoni?
      cambiando lo smartphone? facendo un girotondo o una fiaccolata?
      – non mi metto certo a fare il propagandista di rivoluzioni,
      ma cerco d’essere obiettivo –

      quella francese ora è sinonimo di sorgente della democrazia occidentale,
      ma s’è basata su fatti di sangue fatti da “gente genuina e onesta”
      non sulle chiacchere di giornalisti e “benpensanti” che o non sanno
      o non hanno voglia di ricordare.

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      • Nossignore, non lascio perdere, perchè in quegli anni io c’ero, e già adulta, e non dormivo. E mi dispiace constatare che quel “veleno” ideologico sparso allora trova ancora oggi difensori che riprovano a diffonderlo. Veleno fatto di poche idee ma confuse, alimentate da un delirio di autoesaltazione che pretendeva di incarnare lo spirito della Rivoluzione francese e della Resistenza, senza capire la enorme differenza tra i relativi periodi storici che hanno prodotto quelle rivolte popolari. Rivoluzionari francesi e partigiani si batterono contro regimi e poteri forti e oppressivi che non lasciavano altra scelta che la lotta in armi. I brigatisti “rossi” e “neri” degli anni ’70 volevano “abbattere il sistema”, che per quanto gravato da tanti problemi sociali, ingiustizie e corruzioni, era pur sempre un sistema democratico, che andava corretto con riforme, certo difficili e faticose, ma non rovesciato, per far posto al comunismo o al fascismo. Fu comunque una rivoluzione sbagliata fatta in modo sbagliato e con obiettivi sbagliati, che si tradusse nell’uccisione di centinaia di persone innocenti. Al mio paese in quegli anni fu ucciso un brigadiere dei carabinieri “colpevole” di aver fermato per un controllo un furgoncino su cui si trovano 4 giovani allievi dei cattivi maestri della “autonomia operaia”, in procinto di assaltare il portavalori che portava le paghe degli operai di uno stabilimento nei pressi…

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      • Ai tempi c’era chi ci metteva la faccia in fabbrica e rischiando licenziamenti e militando nella CGIL e non certo nei gruppuscoli infinitesimali ben sorretti da intellettuali figli di papà. E lo facevano a viso aperto per ottenere diritti e salari decenti. Gente che non sognava certo di andare sui monti anche perché doveva andare tutti i giorni a timbrare il cartellino per portare la busta paga in casa e mantenere la famiglia.

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  2. Negli anni ’70, io c’ero. E si sviluppò una frattura nel mondo “comunista” italiano, tra i democratici, pur con qualche contraddizione, che sostenevano e perseguivano un progetto riformista di sinistra ma in linea coi valori occidentali e gli intransigenti “ideologici” che utilizzavano le parole d’ordine marxiste prospettando una rivoluzione violenta comunista ( chi sovietica, chi maoista, chi terzista). Le BR, i NAP etc. vollero rappresentare l’avanguardia di questa rivoluzione ( per loro mancata nel ’45). Altro che “andare sui monti”, i “colonnelli” e altri alibi. I cosiddetti terroristi di sinistra ( o compagni che sbagliano…) erano in parte la logica conseguenza di una propaganda ideologica che ammanto’ gran parte dell’Intellighentia di allora. Negarlo è ridicolo.

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  3. In Italia abbiamo avuto due terrorismi uno di estrema destra e uno di estrema sinistra. C’è però una differenza sostanziale.Tutti i crimini dell’estrema sinistra hanno avuto un’esito,per ogni crimine ci sono dei responsabili che sono stati individuati e condannati. Poi ci sono gli omicidi e le stragi dell’estrema destra fascista Piazza Fontana Piazza della Loggia La stazione di Bologna l’italicum l’attentato al treno a Bededetto val di Sambro e omicidi vari Occorsio D’Amato e tanti altri.In galera pochi oscuri manovali del terrore ignoti i mandanti continua opera di depistaggio dei servizi segreti deviati(deviati?).Oltre a tentati colpi di Stato De Lorenzo e Borghese.A nulla da dire l’articolista su tutto questo?
    PS.Dimenticavo la strage di Petrano .Autori i fascisti Vinciguerra e Ciccutini.Quest’ultimo a volte apriva i comizi di Almirante.

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  4. Mambro e Fioravanti, con tutto quello che hanno combinato (e confessato) sono liberi da un pezzo. Cosa volete che succeda a questi qui? Solo per l’ estradizione ci vorranno anni. Ormai non importa più neppure ai parenti delle vittime, che si sono rifatte una vita.
    Sono solo canzonette…

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  5. Gente di destra
    Piazza Fontana Piazza della loggia Italicus Rapido 904 Stazione di Bologna strage di Peteano i giudici Occorsio e D’Amato etc. etc…..giusto estradare i 10 terroristi rossi ma l’articolista ha nulla da dire sulla gente di destra?

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    • ma che cazzo c’entra?
      se hanno beccato questi qui di sinistra occorre elencare anche tutti i delinquenti di destra per far vedere che non è solo la sinistra che sbaglia? o bisogna nominarli per par condicio?
      d’ora in avanti ogni volta che arrestano un delinquente politico di uno schieramento dobbiamo elencare anche i delinquenti degli altri schieramenti per metterli tutti alla pari?
      è sempre la solita storia: la sinistra non si vuole far processare perché si ritiene superiore. e quando la processano ugualmente, ci tiene a far vedere che gli altri sono peggio.
      sinistra: VAFFANCULO.

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  6. Per il mazzuolatore.Non hai capito nulla di quello che ho scritto e non c’entra nulla la par condicio tra delinquenti.Facevo solo notare che i crimini del terrorismo di sinistra non sono rimasti impuniti come i crimini del terrorismo fascista. E ripeto in galera pochi manovali del terrore i mandanti sconosciuti e la continua opera di depistaggio dei servizi deviati.Brne la cattura dei dieci latitanti ma,purtroppo,rispetto ai crimini dell’estrema destra c’è ancora molta omertà e molti misteri.Non ci sono misteri sui crimini delle brigate rosse.

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