“Il coprifuoco è inutile”. E lo dicono gli scienziati

(Alessandro Rico – la Verità) – Un tempo si metteva il coprifuoco perché c’ era la guerra; adesso si fa la guerra sul coprifuoco. La domenica di scontro politico è stata aperta da Mariastella Gelmini, la quale, incalzata dalla fronda azzurra, ha rassicurato: restate al ristorante fino alle 22 e nessuno vi multerà. L’ ha smentita il sottosegretario all’ Interno, il grillino ed ex negazionista dello sbarco sulla luna, Carlo Sibilia: «Evitiamo interpretazioni personali, [] il coprifuoco al momento è alle 22». Ed è già è lunare che ministri e sottosegretari battaglino per dettarci l’ orario delle cene fuori.

Nel frattempo, proseguiva il pressing dei sovranisti. Giorgia Meloni ne ha fatto un motto per il 25 aprile: «La libertà, mentre la celebriamo, non è più scontata». Matteo Salvini ha annunciato le 20.000 sottoscrizioni per abolire il blocco serale. Lo ha rimbrottato Enrico Letta, segretario pd:

«Raccoglie firme contro il coprifuoco deciso dall’ esecutivo di cui fa parte», non capiti più «che non voti come la maggioranza». La replica del leader del Carroccio: «Letta non si fida degli italiani e li vuole tenere ancora chiusi in casa. Io mi fido degli italiani e vorrei che tornassero a vivere, lavorare, sorridere». La querelle culminava con l’ intervento di Roberto Speranza a Domenica in: «L’ orario delle 22 ci consente di ridurre la mobilità», dopodiché «monitoriamo settimana per settimana», in vista del tagliando di metà maggio.

Puntualissimi, però, gli scienziati videostar erano scesi in campo in difesa dei «rigoristi». A fare eco a Speranza è stato il solito Franco Locatelli, per cui il coprifuoco è una misura «condivisibile», anche se sarà rivista il mese prossimo.

Su Repubblica, il fisico prodiano Roberto Battiston ha contraddetto le sue stesse gufate.

Prima ha minacciato: «A metà maggio ci potremmo ritrovare con contagi altissimi» per colpa delle riaperture. Ma poi ha precisato: «A fine maggio, tra vaccinati e guariti, potremo avere il 50% degli italiani non suscettibili all’ infezione. Per Israele, quello è stato il momento in cui è iniziato il ritorno alla normalità».

Disarmante l’ esibizione di Agostino Miozzo, sul Corriere.

Ex coordinatore del Cts (quello che Mario Draghi ha pensionato, di sicuro non come premio alla carriera), in polemica con le riaperture, è addirittura pronto a dimettersi da consulente del ministro dell’ Istruzione. Dopo che il nuovo Cts ha definito quella sul coprifuoco una decisione puramente politica, Miozzo, che fa il ginecologo e di epidemie ne sa quanto il gastroenterologo pro lockdown, Nino Cartabellotta, ha ricordato i molti «pareri positivi» del suo comitato «sulla necessità di prevedere una riduzione della mobilità e del rischio delle aggregazioni in luoghi chiusi».

Che però, di notte, possono essere chiusi anche senza coprifuoco. Mentre, finora, i giovani si sono comunque assembrati in parchi, strade e piazze in orario di aperitivo. Ma basta consultare le fonti qualificate, non passibili di simpatie sovraniste, per scoprire che non esistono prove scientifiche dell’ utilità del lockdown notturno per prevenire i contagi. Anzi.

Uno studio francese, inserito nel volume di maggio del Journal of infection e condotto a Tolosa, evidenzia che il coprifuoco «può condurre all’ effetto opposto rispetto a quello desiderato, a causa di un maggior numero di persone» che si spostano negli orari consentiti. Non serviva un genio per immaginarselo, ma è meglio averlo scritto nero su bianco.

Un’ altra indagine transalpina, dell’ Istituto nazionale per la ricerca sulla salute e la medicina, ha rilevato che coprifuoco e distanziamento sociale non sono serviti a piegare la curva epidemiologica innescata dalla variante inglese. Cioè, quella prevalente anche in Italia. Peraltro, in Francia, vige un coprifuoco teoricamente più sensato del nostro: anticipato alle 18 a gennaio, ora spostato alle 19. Quando non circolano solo gli habitué della movida.

Uno studio preliminare dell’ Università di Gießen in Germania, datato 21 aprile, giunge a conclusioni simili: «Non abbiamo trovato evidenze statistiche del fatto che i coprifuochi notturni fossero efficaci nel rallentare la diffusione della pandemia». E non finisce qui. Qualche mese fa, il New York Times aveva interpellato una serie di esperti sull’ impatto della serrata serale. Risultato: mancano evidenze scientifiche incontrovertibili. Maria Polyakova, economista di Stanford, notava: «Assumendo che locali notturni e simili siano già chiusi, proibire alla gente di passeggiare nel quartiere con la famiglia difficilmente ridurrà le interazioni».

Laconico era stato il commento di William Hanage, epidemiologo di Harvard: «Pensate in questi termini: quale proporzione degli eventi in grado di determinare la trasmissione del virus avviene di notte? E in che modo il coprifuoco la fermerà?». Per Jon Zelner, epidemiologo dell’ Università del Michigan, «è difficile comprendere quale impatto positivo avrà» il coprifuoco, con l’ aggravante che «disposizioni vaghe o poco ragionate erodono la fiducia delle persone che dovrebbero seguirle».

Deutsche Welle, una decina di giorni fa, ha chiesto al ministro della Salute del Quebec, dove vige il coprifuoco, che prove avesse della sua utilità.

L’ emittente tedesca riportava: «Il dicastero non è stato in grado di fornire una risposta definitiva». Alla fine, l’ unico argomento a sostegno del coprifuoco è quello di Lucia Bisceglia, presidente dell’ Associazione italiana di epidemiologia: «Introduce a livello psicologico un segnale d’ allerta», ricorda «che non siamo al liberi tutti».

Questa, però, è dittatura militare. Mica scienza.

Nel novembre scorso, il dottor Amesh A. Adalja, del Johns Hopkins center for health security, nel Maryland, dichiarava a un magazine del gruppo Meredith: «Non c’ è un’ ora del giorno o della notte in cui il virus ha più probabilità di propagarsi». Di nuovo: per capirlo, non ci voleva il dottor Adalja del Maryland. Forse bastava il ginecologo Miozzo.

14 replies

  1. “Uno studio francese, inserito nel volume di maggio del Journal of infection e condotto a Tolosa,
    evidenzia che il coprifuoco «può condurre all’ effetto opposto rispetto a quello desiderato, a causa
    di un maggior numero di persone» che si spostano negli orari consentiti.
    Non serviva un genio per immaginarselo, ma è meglio averlo scritto nero su bianco.”

    questi devono avere qualche problemino e, per questi, intendo sia i citati che il citante.

    in effetti chi, tra coloro che deve andare a fare commissioni, non avrebbe aspettato le 23 per farle?
    e chi, per caso, dovesse andare al lavoro non posticipa l’andata alle 22.30

    o suggeriscono che coloro che vorrebbero sbevazzare e fare ballotta con gli amichetti del pub
    ci vanno prima e quindi, invece che diluirsi nel tempo, si cimentano ai boccali
    in maggior numero contemporaneamente?

    teoria interessante ma che si scontra con l’intento di non far incontrare le persone per evitare
    il passa virus, il che dovrebbe far desistere dall’incontrarsi e non anticipare o posticipare l’evento.

    non avendone capito il senso, battagliano sull’ora imposta per il contenimento.

    purtroppo il volere la famosa “botte piena e il marito ubriaco” (ho introdotto la parità di genere)
    porta al fatto che se mandi la gente al lavoro, e sei lasco nei controlli, poi questa ha
    la capacità di infettarsi e di portare in famiglia il contagio.

    i cinesi l’hanno capito gli altri no, e ne pagano le conseguenze
    vuoi la libertà allora armati di pala e bare.

    e, ca22o!, smettetela di chiamarlo coprifuoco, già abbiamo l’energia elettrica da svariato tempo
    e quindi non ci sono più i fuochi da coprire, qui si parla di “con-te-ni-mento”….
    usate le parole per definire le cose invece che a membro d’elefante

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  2. Questi studi dimostrano che la circolazione delle persone seppur fino alle 22 fa circolare il virus, quindi più persone vanno in giro e più circola il virus; poi se non si può più chiudere tutto come fatto a marzo aprile 2020 in Italia ( ecome da gennaio a aprile 2021 in Inghilterra) è solo ed esclusivamente per motivi economici, non certo per motivi sanitari. Se economicamente ce lo potessimo permettere si dovrebbe ri-chiudere tutto e vaccinare tutti; ma soldi e vaccini per tutti non ci sono.

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  3. Gli scienziati dicono che è inutile…
    Quelli che ne hanno le scatole piene di sfruttatori della prostituzione, di spacciatori di droga, di ladri di appartamenti dicono che è utilissimo…

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  4. Io penso che non ci voglia un genio invece per capire come il coprifuoco, che che ne dicano gli emeriti studi, sicuramente riduce i contagi. Magari non di molto visto che parliamo della fascia notturna, ma se questi, come ha detto anche Roberto, avvengono quando le persone si incontrano, risulta piuttosto banale comprendere come un conto è permettere la circolazione delle persone 24 ore su 24, un altro ridurre la possibilità a 17 ore su 24. Poi si può quantificare meglio con studi per vedere quanto sia effettivamente la sua incidenza sul totale dei contagi, ma dire che è inutile significa non aver capito nulla sulla trasmissione del virus.

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  5. Funziona così: se gli scienziati dicono cose che vi piacciono sono luminari ribelli e coraggiosi, gente che ha studiato e va ascoltata. Se dicono cose che non si accordano con la vostra opinione sono criminali pagati dalle lobby giudaico massoniche, Big Pharma e bill 5gates

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  6. Alla fine chi trarrebbe i maggiori vantaggi dall’abolizione del coprifuoco notturno?
    Credo i ristoratori in minima parte.
    Maggiormente coinvolti risulterebbero i gestori di pub e bar, luoghi di assembramenti per eccellenza, con l’alcol che fa calare ogni difesa alla mente preda della disinibizione.
    Se non ci fosse coprifuoco potrebbero diminuire il numero di pattuglie in giro.
    Ed ecco i maggiori beneficiari in assoluto far festa, magnaccia, narcotrafficanti, spacciatori, Figli di papà annoiati, politici schiavi dei vizi, casalinghe frustrate in cerca di emozioni, mantenute a caccia di nuovi polli tra i locali notturni.
    TUTTE SITUAZIONI DA CUI IL VIRUS SI TERREBBE LONTANO.
    Ve lo confermeranno la fascio coatta peracottara a rotelle e il capitone sciacallo e BACIASALAMI.
    Mi fido altresì dell’autorevolezza del lecchino estensore del pezzo.
    Che tecnicamente è una cagata e il giornaletto il foglio di carta igienica che l’accoglie.

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  7. Mi dispiace dirlo ma su Battiston ha ragione: fino alla scorsa settimana andava in giro a dire che l’RT è un parametro sopravvalutato, che conta l’incidenza, e che da quel parametro si evince che le riaperture porteranno effetti nefasti, e Formigli era tutto felice della previsione. E ieri scrive su Rep che la combo vaccinati e già ‘influenzati’ farà da argine. Deciditi.

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  8. Già un passo in avanti se smettessero ( i giornali: sono loro che lo chiamano così) di chiamarlo “coprifuoco”. Che è tutta un’ altra cosa. E questa non è “una guerra”, nonostante il generale in mimetica: figli, nipoti e mariti non sono stati spediti a morire al fronte, e nessuno ci bombarda la casa: al massimo il “libero mercato” si sta “autoregolando”: non lo hanno previsto gli economisti della domenica?
    Quanto agli “studi”, ce ne sono talmente tanti, vari e variegati, che ognuno si sceglie quello che più gli piace. Purtroppo ormai è così.

    Per quanto riguarda il “coprifuoco”, basta affacciarsi alla finestra (in città) e vedere cosa succede in strada. Si cerca solamente di limitare la circolazione notturna di gruppi (eufemismo) di individui, per lo più strafatti dopo una certa ora, che “socializzano”. Chiunque abita in una città conosce la “qualità” di tale socializzazione, date le nottate insonni ed il vomito e l’ urina che si trova ogni mattina davanti al portone di casa. Tutti distanziati e con mascherina? Tutti “in sicurezza”? Almeno non prendiamoci in giro!
    E poi questi fenomeni tornano a casa, e lì trovano i genitori – non più giovanissimi, data l’ età di coloro che devono “socializzare” – che poi magari vanno a trovare i nonni…

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  9. “Peraltro, in Francia, vige un coprifuoco teoricamente più sensato del nostro: anticipato alle 18 a gennaio, ora spostato alle 19. Quando non circolano solo gli habitué della movida.”
    Benissimo, visto che è ‘più sensato’ del nostro(che cosa non si dice pur di vantare SEMPRE gli altri paesi a scapito dell’Italia, anche quando si sostiene la tesi opposta! ), PROPONETE QUELLO e stiamo a vedere l’effetto che fa…

    E ci puoi contare che è più sensato, visto il nr di contagi e di morti, ma non stavi sostenendo il contrario? Boh.

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    • Ma non vede che si parla solo di ristoranti, di cibo e di “socializzazione” ? È tutto un invito a mangiare soprattutto a bere. Quello che fa ridere sono le parole”in sicurezza”, con i tavolini a 1 metro e 4 persone senza mascherina che mangiano, dicono e bevono a ogni tavolo! Senza contare quelli in piedi!
      Si parlasse altrettanto di scuola! Ma nella scuola non girano soldi, è tutto lì…

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      • E quanto disturba “rischio calcolato”?
        Calcolato sulla PELLE di chi?, Tanto muoiono gli altri.
        Ieri Cazzola era da vomito, a Di martedì…anche se muoiono gli improduttivi, bisogna metterlo in conto…🤨
        Confesso che ho gufato molto.
        Perché, comunque, questo Covid dovrebbe migliorare un po’ la mira.

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  10. CazzolA se ne sta bello e distanziato nel villone, non si “assembra” di certo.
    Quello che è stato fatto nelle RSA gli dà però ragione. E gli over 80 non si finiscono mai di vaccinare. E i morti sono più di 300 al giorno da mesi.
    Occorre sterminare gli anziani ( poveri, ovviamente) e fare entrare giovani altamente riproduttivi. Anche con gli animali si fa così.
    Nelle guerre tradizionali muoiono i giovani, in questo disastro gli anziani: se non vi fosse, il virus, occorrerebbe inventarlo (!?!?).
    Vaticano in silenzio. Sentinelle in Piedi per la Vita non pervenuti. Forse perché le RSA sono per lo più in mani cattoliche.

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