La lotteria dei vaccini: tante domande senza risposta

(Marcello Veneziani) – Il presente articolo sui vaccini è scritto senza alcuna tesi precostituita. Parte da una premessa socratica: so di non sapere, anzi sappiamo di non sapere. E purtroppo il so di non sapere non riguarda solo noi cittadini ma anche i governi e per molti versi la stessa comunità scientifica. Del resto, se da più di un anno non si riesce a venirne a capo è evidente che annaspiamo tutti nel buio, tentiamo vie sperimentali, siamo cavie del nostro futuro. Lo dico, per così dire, con angoscia composta, senza immaginare chissà quali retroscena criminosi. Non arriverò ad alcuna conclusione né professerò alcun orientamento ma porrò solo alcune domande che non nascono da ipotesi astratte e timori generici ma da casi reali, conosciuti di persona; non bufale.

Si hanno dati generali o su campioni rappresentativi e differenziati per età, condizione di salute, tipo di vaccino somministrato, che ci dicano quanti decessi si sono registrati dopo aver ricevuto il vaccino, prima e/o seconda dose? Non i soliti, rari e conclamati casi di trombosi denunciati, ma la casistica più vasta di decessi senza una precedente grave malattia, avvenuti dopo il vaccino. Molti di noi sono venuti a sapere di conoscenti deceduti senza patologie gravi, a due-tre giorni dal vaccino; e fermo restando che post hoc non vuol dire propter hoc, cioè non si può stabilire che dopo il vaccino sia a causa del vaccino (la stessa cautela va applicata ai morti per covid), vorremmo sapere se si tratta di casi eccezionali o no. Vorremmo cioè capire l’incidenza generale o su un campione vasto e rappresentativo di cittadini.

La domanda si estende poi a quanti hanno avuto altre complicanze dopo la somministrazione del vaccino; complicanze importanti, se non gravi, o disfunzioni, disabilità. Si può conoscere, a un mese dal vaccino qual è la situazione? Ripeto: se è complicato disporre di dati generali almeno una ricerca su un vasto campione realmente rappresentativo della popolazione.

Poi, proseguendo nelle domande, vorremmo sapere quanti dopo aver ricevuto il vaccino risultano ancora positivi e quanti hanno contagiato i loro congiunti o le persone venute in contatto. E quanti, viceversa, dopo il vaccino, risultano non avere anticorpi sufficienti per fronteggiarlo. Sono domande importanti che non servono per alimentare sospetti e paure, ma al contrario per razionalizzare il clima e le scelte, renderci consapevoli del grado di efficacia.

Vorrei aggiungere molte altre domande, inerenti soprattutto le varianti e la loro possibilità di bypassare i vaccini, o certi vaccini. Ma capisco che è un’indagine in corso, molte varianti non si sono ancora manifestate pienamente, sono ancora germinali o latenti. E mi trattengo pure dal chiedere di prospettare gli scenari futuri: si va verso una terza dose in autunno, per quanti altri anni sarà necessario vaccinarsi, quanto dura l’effetto, che incidenze potrà avere nel tempo il vaccino? Non siamo in grado di saperlo.

Ma chiedo alle comunità scientifica e alle autorità sanitarie se ci sono indagini in merito ai temi prima sollevati; oppure no, essendo situazioni in progress, si preferisce aspettare? In caso positivo chiedo solo se non si rendono pubblici gli esiti di tali indagini per non suscitare allarmi, reazioni improprie, panico o fraintendimenti. Se non possiamo avere la democrazia sanitaria, ovvero trasparenza e controllabilità dei dati a disposizione di tutti, se si secretano i dati, fateci almeno sapere che non vengono divulgate per precauzione; ma ci sono, benché riservati, studi in merito e rilevazioni statistiche intelligenti, indagini su quelle domande cruciali magari riformulate con criteri e lessico più pertinenti?

Da cittadino comune posso accettare le prescrizioni vaccinali senza batter ciglio, per disciplina e fiducia a priori nella scienza e nell’autorità pubblica; oppure posso essere scettico e diffidente; o adeguarmi per pura ragione civica pur nutrendo dubbi, per rispetto pubblico, per integrarmi o per utilità pratica, giacché solo vaccinati potremo avere un pass duraturo che ci consentirà di spostarci, viaggiare e incontrare persone, pur con cautela. In ogni caso, è necessario avere informazioni e spiegazioni per rendere consapevole la scelta conseguente.

Vi prego solo di una cosa: non prendeteci in giro, non raccontateci bugie, non trattateci da bambini o da cretini. Arrivo a capire, ripeto, che su alcuni temi ritenuti “sensibili” mi diciate che sono informazioni riservate; ma non fate circolare statistiche sceme, o semplicistiche rassicurazioni del tipo “uno su un milione, cosa volete che sia”; dateci una risposta più seria e articolata.

Infine una postilla. Senza mettere in discussione il piano vaccini o la strategia di vaccinare tutti, sarebbe vivamente auspicabile che si attrezzassero in modo efficace anche altre vie per non rimanere appesi al solo vaccino. Cosa intendo dire? Due cose. Una mi pare ovvia e spero sia superfluo dirlo: puntare a investire sulla ricerca per debellare a monte il covid. L’altra, disporre davvero di un protocollo alternativo, non ospedaliero, all’insorgenza dei primi sintomi. Ipotizzo una via, che già gruppi di medici praticano di loro iniziativa. Attrezzare un numero verde in cui si denunciano i primi sintomi e un medico ti prende in carico e ti segue passo dopo passo, seguendo un protocollo concordato, evitando l’ospedale. Per farci capire: aspirina, antibiotici, antinfiammatori, cortisone, eparina; sto facendo esempi di metodo in sequenza, non ho competenza alcuna per suggerire farmaci. Ma usciamo dalla prassi sciagurata della tachipirina più “vigile attesa”; meglio un sito nazionale che ti segua, passo dopo passo e supplisca alla carente medicina territoriale senza gravare sugli ospedali. Così per non pensare al Vaccino come Unica Salvezza per tutti.

8 replies

  1. Con l’avvento di Draghi sembra che l’autore dimostri di essere sorprendentemente saggio. Sarà che non c’è più Conte a capo del governo?

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  2. Sottosrivo tutte le domande che si pone il giornalista. Soprattutto l’appello finale a non essere trattati da imbecilli.
    Per esempio resta incomprensibile il motivo per cui non viene modificato il protocollo di medicine da somministrare ai primi sintomi di covid. Ormai è acclarato che tachipirina e vigile attesa sono controproducenti.

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  3. A proposito, su FB avevano oscurato la pagina NESSUNA CORRELAZIONE che segue i casi di morti dopo il vaccino.

    Adesso l’hanno riattivata con tanto di SCUSE. Incredibbbbbile.

    Se persino FB ha gettato la spugna… vuol dire che non è affatto monolitica la certezza che i vaccini facciano solo bene, come invece gentaglia alla Palù ha cercato ancora poco tempo fa di affermare.

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  4. Sono le domanda che si fanno tutti.
    Basta dare un’ occhiata ai giornali che si occupano di cronaca locale e si vedrà che quasi ogni giorno c’è la notizia di qualcuno morto dopo la vaccinazione. Saranno tutti “non correlati”?
    Purtroppo però, nonostante siano vaccini autorizzati solo in via emergenziale, con effetti collaterali non ancora noti, dei quali non si conosce neppure la durata della copertura, stanno diventando obbligatori. E non mi riferisco al green pass, ma alla vaccinazione in azienda. Tutti sapranno se ti sei vaccinato o no, i padroni potranno approfittarne per prendere “provvedimenti” sugli eventuali obiettori. Garante delle Privacy, dove sei? Ti esprimerai tra una decina d’ anni? Sindacati, volete partecipare al lauto banchetto? Sapete che solo in Italia si parla di questo?
    Insomma, un TSO sotto mentite spoglie, che è peggio: infatti si deve in ogni modo firmare un consenso informato, che significa: “Ti sei voluto vaccinare? Cavoli tuoi.”
    Troppo c’è in gioco: dal punto di vista economico (di gran lunga l’ affare del millennio) e di controllo della popolazione: un assist insperato la pandemia, per quelli “lassù”, che ormai sanno anche quando e come andiamo al cesso. E lo useranno, lo useranno…
    Siamo noi che, volontariamente, regaliamo ogni informazione: anzi, li paghiamo profumatamente per prendersele…

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    • Esatto: sono le domande che si fanno tutti. Onore a Veneziani nel porre con spirito critico le osservazioni e domande giuste, ma non basta farle circolare verso il basso, verso i lettori. A volte è necessario, come in questo caso, inserirle in una lettera aperta inviata ai giornali, al Cts, alle istituzioni sanitarie, alla presidenza del consiglio. Io ho avuto sempre l’idea che andassero per ora vaccinati solo gli over60 ed i più esposti ,punto, in attesa che a queste domande fosse data una risposta scientifica attendibile

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      • in medicina le risposte attendibili sono di natura probabilistica
        non è meccanica di precisone con scartamenti nell’ordine di centesimi di millimetro

        ci sono troppe variabili che dipendo da
        etnia
        struttura del dna personale
        età
        stile di vita
        ambiente dove si vive (aria acqua cibi)

        per cui nessuno potrà mai darle certezze assolute in ambito medico

        al momento gli unici vaccini dei quali non si hanno notizie di effetti mortali
        sono i cinesi e i russi
        i primi sono un tantino riservati nel fornire notizie e i media occidentali non riescono
        a fare breccia per scoprire eventuali dati nascosti
        per i secondi invece, pur essendoci testate russe ostili al governo, tipo novaja gazeta,
        non si hanno notizie di effetti collaterali che hanno portato a decessi.
        vista l’offensiva atlantica (USA GB Canada Australia EU) nel mettere in cattiva luce
        quel vaccino (lo Sputnik V intendo, ora ce n’è anche un altro, ma è poco noto)
        e vista la quantità di paesi nel Mondo che lo hanno adottato, se ci fossero dubito non
        sarebbero state portate nelle prime pagine dei giornali a titoli riuniti.

        altro esempio di insabbiamento nelle notizie
        la durata della protezione
        per quelli approvati in EU si parla di un arco temporale stimato
        (rileggere il perché dello stimato nell’elenco sopra) tra i 6 mesi ed 1 anno
        quello russo stimano che fornisca protezione (non completa, ma ancora attiva)
        anche verso i 3 anni.

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