Un vaccino per i conflitti d’interesse

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Diciamo la verità: si è fatto sempre così. Dopo anni di servigi, ai tempi della prima Repubblica era la norma che i partiti piazzassero le loro prime e seconde file – una volta che erano arrivate a fine corsa – nei Consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. Allo stesso modo i grandi gruppi economici si sono sdebitati offrendo poltrone e dorate a chi in aveva ricoperto in precedenza ruoli pubblici, anche con responsabilità dirette sul controllo di settori regolati. Una prassi che ha alimentato le porte girevoli tra politica e affari, a cui vanno aggiunti i tanti funzionari dello Stato, anche nell’amministrazione finanziaria, che senza fare un plissé si sono trasformati da controllori in ben pagati dirigenti dei controllati.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque, se il ministro Padoan che ha messo miliardi pubblici, cioè soldi nostri, nel Monte dei Paschi diventa presidente dell’Unicredit che sarebbe in procinto di comprare per due soldi proprio la banca senese. Oppure se l’ex viceministro alle infrastrutture Claudio De Vincenti, del Pd, diventa presidente di Aeroporti di Roma, società che ha in concessione l’infrastruttura aeroportuale di Fiumicino, controllata al 95% da Atlantia, la holding che controlla a sua volta Autostrade per l’Italia e i cui azionisti di riferimento sono i Benetton. Chi si domandasse come hanno fatto proprio questi signori a trasformarsi da abili confezionatori di magliette in miliardari (con i soldi dello Stato) può trovare anche nella scelta di De Vincenti la risposta.

Il segreto sono stati i buoni “rapporti” con la politica, e non solo con la Sinistra, visto che la Lega di Salvini si mise non poco di traverso rispetto alla revoca su due piedi della concessione di Autostrade chiesta dai 5 Stelle dopo il crollo del ponte di Genova. Questi rapporti con la politica, che garanzie hanno dato rispetto agli interessi perseguiti dai politici? Avranno fatto tutto quanto era possibile per favorire i cittadini piuttosto che i privati? Nel caso di Autostrade possiamo guardare i fatti: ai concessionari sono andati ogni anno miliardi, mentre viadotti e gallerie marcivano e gli automobilisti pagavano tariffe tra le più alte d’Europa. Dunque possiamo giustamente scandalizzarci per la nomina di De Vincenti, ma la cosa finisce lì se non fabbrichiamo l’unico vaccino senza controindicazioni esistente: una seria legge sul conflitto d’interessi.

7 replies

  1. A proposito di vaccini, vorrei segnalare al presidente della “attrezzatissima” Emilia Romagna Bonaccini ed al generale Figliuolo ( ed agli Italiani) che gli abitanti di Faenza (60.000 abitanti più comuni limitrofi) sono costretti ad andare a farsi vaccinare addirittura a Ravenna direzione mare (Pala De Andrè, 50 Km e oltre), nonostante Faenza abbia 2 palazzi dello sport e numerosi impianti sportivi atti alla bisogna. Vorrei inoltre segnalare che non è stato attivato alcun servizio di trasporto e che gli anziani soli devono “arrangiarsi” a farsi accompagnare. Neppure per i prossimi appuntamenti – fine Aprile – sono previsti cambiamenti.
    Per fortuna almeno risparmiateci, a distanza di quasi due mesi, la continua propaganda “vacciniamo dovunque”.

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    • Ieri sera ha fatto il solito monologo alla Salvini elencando COI DITI tutte le cose belle che ha fatto. Il suo unico problema a quanto pare è la mancanza di vaccini. Per il resto nella SUA Emilia Romagna fila tutto liscissimo.

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  2. Bravissimo Gaetano!! La legge sul conflitto d’interesse è fondamentale per produrre a catena un cambiamento reale della società

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