Etica o informazione?

(Giuseppe Di Maio) – Caro Beppe, come spesso succede, le migliori gag vengono casualmente. La tua pagina sull’etica dell’informazione è quanto di più comico hai tirato fuori negli ultimi anni. A ragione denuncio da anni la debolezza ideologica del M5S, e mi pare proprio che non hai ancora capito che cos’è l’informazione. Non l’hai capito tu, e non l’hanno capito i “grillini”, epiteto che tu dici di accettare solo perché sei francescano. Io invece lo uso adesso per accomunarvi nell’incoscienza di un buon numero di questioni che riguardano l’ordine sociale e gli apparati ideologici e repressivi di stato, come avrebbe insegnato Althusser se foste stati più attenti alle ideologie.

Caro Beppe, sempre più caro – di cui apprezzo lo spirito, e la buona volontà a costruire un mondo migliore -, ma ti rendi conto di cosa stai parlando? Nel film “Sud” di Salvatores l’onorevole Cannavacciuolo diceva al colonnello Nencini: “Colonnello, questo paese lo governiamo con la televisione, non con i carabinieri”. E il “noi” era riferito ai padroni dello Stato, che farebbero molto più che carte false per far passare alla gente il messaggio che a loro conviene. E sempre in tema di citazioni, un certo Malcom X ripeteva: “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono”.

Da decenni di mestiere dovresti sapere che qualsiasi apparizione pubblica può essere ridotta ad una mera rappresentazione di sentimenti. Ogni comunicazione ai cittadini fatta nei talk deve passare le colonne d’ercole dei filtri del conduttore e degli altri convenuti. Può essere agevolata, amplificata, o ostacolata, distorta, e infine impedita, fino a mettere in scena solo il carattere del comunicatore, la sua resistenza alle mistificazioni. L’obiettivo dello spettacolo è quello di recitare il verbo del padrone, attraverso il disfacimento del suo concorrente, che viene maltrattato per dimostrare l’inconsistenza delle sua proposta politica. La vana speranza del convenuto di far arrivare alla gente la semplice descrizione di ciò che pensa o ciò che fa, s’impiglia negli artifizi della comunicazione. Quante volte nei parapiglia dei pollai di regime avete sentito dire al conduttore: questo è il mio programma, e le regole le faccio io?

Purtroppo le idee camminano con le gambe degli uomini, e l’intero percorso può essere ridotto alla misura dei loro arti. Non c’è altro modo per comunicare alla gente, se non quello di avere la proprietà del mezzo di comunicazione. Meglio ancora se si ha nel proprio libro paga anche il conduttore, come sa pure un Cetto Laqualunque. E tu, a cui certamente non è ignoto tutto questo, hai scritto quella paginetta di fesserie? Volevi forse scriverne una di denuncia del sistema radiotelevisivo italiano? Se è così Mentana non lo ha capito. E anch’io ho fortissimi dubbi.

I tuoi grillini sono stati al governo con una discreta maggioranza, e non hanno mai presentato leggi sull’editoria, se si esclude quella di Lannutti persa in chissà quali meandri. Né il tuo pupillo Luigi ha dato dimostrazione di combattere le presunte libertà di stampa e dei giornalisti, dietro cui si ripara il potere del padrone di propinarci tutto ciò che vuole. Dovreste aver definitivamente capito che noi siamo in una “dittatura mediatica”, che fa e disfa i governi, compone e scompone maggioranze parlamentari, e ha il dominio assoluto sull’opinione popolare. Dovreste aver capito che ricevere il potere per cambiare le cose significa influire sulla coscienza dei cittadini elettori, significa impadronirsi dei mezzi d’informazione. O, in mancanza d’altro, creare regole che non li regalino al tuo nemico.

18 replies

  1. Ormai Beppe Grillo è diventato un’altra persona. Non so cosa gli ha preso, ma ha demolito ad una ad una tutte le linee guida del movimento .Quallcuno l’ha chiamata maturazione ,a me è sembrata più un’abiura.

    Piace a 1 persona

    • Egregio Cesare etc.
      O si è scemito, cosa possibile causa età oppure eventi calamitosi, o il suo atteggiamento fa pensare al peggio. La colpa, però, non è sua bensì di tutti quei parlamentari che gli danno retta. Non è accettabile la loro convivenza nel governo Draghi coi peggiori.

      "Mi piace"

      • Prima o poi dovranno spiegarsi ,non per noi,ma per tutelarsi loro(i ministerialisti).Non crederanno mica che Conte potrà salvarli all’estinzione grazie a un silenzio tombale su tutti i temi anche da parte dell’ ex premier ?

        "Mi piace"

    • assolutamente VERO. Ho cercato in ogni modo di sforzarmi di capire ed evitare di essere unilaterale nel pensiero, quindi evitare la purezza dei duri e puri, cioè dei perfetti idioti che non capiscono che stare da soli quando NON hai una maggioranza non è possibile e finirai solo per scomparire. Idem da solo, in minoranza e all’opposizione.

      MA E’ EVIDENTE che c’è un limite anche al trasformismo dei MATTI. E degli squilibrati di mente.

      NON puoi cambiare TUTTE le poche e buone regole e sabotare anche il concetto della vergine Maria. Perchè siamo passati dalla vergine a una battona che paga per farsi fottere. E noi dovremmo dire bravi?

      SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO grazie a questo comico che continua imperterrito nell’opera di distruzione TOTALE del poco di buono che c’era rimasto. E noi dovremmo stare in silenzio e usare la pec?

      Ci stanno prendendo per il kulo come mai prima. E continuano a farlo nell’impunità delle loro menti DEVIATE da ogni logica e ordine mentale. Hanno sabotato e continuano nell’opera di sabotaggio TOTALE dei concetti del movimento 5 stelle.

      "Mi piace"

  2. Manca solo che venga spazzata via la Prescrizione e lo Spazza corrotti, poi possiamo far finta che abbiamo scherzato.

    "Mi piace"

  3. Che strana cosa dice il signor DiMaio. Prima afferma che l’uscita di Grillo è comica e stupida (sottointeso), poi stila un lungo elenco di accadimenti e situazioni televisive che danno ragione a Grillo.
    Cose così accadono, alle volte!

    Piace a 2 people

    • Certo che accadono… forse Di Maio intendeva accusare Grillo di ingenuità nel pretendere che i media applichino le regole da lui auspicate, mentre i “padroni del vapore” basano il loro potere proprio sull’uso di tecniche manipolatorie dell’opinione pubblica.
      Comunque, il successo di tali tecniche dipende anche dal livello socioculturale del pubblico.
      Un pubblico smaliziato coglie facilmente le manovre messe in atto per zittire, denigrare e/o ridicolizzare i politici, specie quelli che lo rappresentano e di cui si vedono alterare, “tarpare” i messaggi..e quanto irrita sentirsi impotenti, quando si scorgono gli ingranaggi del meccanismo!
      Purtroppo, tanto più le persone sono ingenue e “culturalmente” poco attrezzate, tanto più sono preda dei rozzi messaggi della provaganda e, a maggior ragione, dei più scaltri tranelli della comunicazione televisiva.
      Questa differenza si evince all’interno dei vari elettorati, essendo certamente più critici quelli di centro sinistra, m5s compreso, i cui partiti sono infatti, spesso, preda di malumori, correnti, scissioni.
      Di certo non vediamo accadere questo fenomeno in FDI e soprattutto nella Lega, il cui elettorato si beve la qualunque, senza il minimo accenno di critica, dato che il loro pensiero politico, in genere, si basa su motivazioni di pancia e slogan.
      Non a caso il loro leader non è un Fedriga, ma Salvini: li colpisce di più, lo sentono simile a loro, e lui usa con loro, facilmente, tutti gli inganni comunicativi per riuscire nell’intento.
      Anche la ‘durata’ di un capo politico è ben più ampia, a destra.
      Le destre basano gran parte delle loro politiche sull’ identificazione di un leader che ‘conduca’.
      A sinistra, quanto più ci si evolve e democraticizza, maggiormente contano le idee rispetto agli uomini che se ne fanno portatori…
      Forse per questo, alla soglia della maturità, molti 5s vorrebbero liberarsi della figura paterna, contrastandola e contestandola, tanto quanto l’avevano mitizzata nella loro infanzia politica…
      Ora sono adolescenti, mentre i loro politici sono già giovani uomini, che accettano la figura del padre come essere umano, ne criticano i difetti, ne valutano le idee, ma ne riconoscono i meriti, da adulti quali sono.

      Piace a 1 persona

    • @Salazar

      Le parole, le dichiarazioni, i proclami vanno valutati non solo dal loro intrinseco contenuto ma anche dal contesto
      in cui vengono pronunciati.
      Grillo dice cose sacrosante (chi può negarlo?) ma il contesto in cui cadono le sue parole ne rappresenta l’esatto contrario.

      E’ come se la gallina più anziana e autorevole del pollaio si presentasse al contadino con la lista di quello che dovrebbe
      fare o non fare per rispettare la sua dignità di essere vivente.
      Dovrebbe smetterla di rubarle le uova (so’ figli suoi!); fornire un pollaio più grande; mantenerlo più pulito; mettere una
      rete più alta e fitta intorno al pollaio per tener fuori volpi e faine; dare onorata sepoltura alle galline (ovviamente morte
      di vecchiaia) e, soprattutto, smetterla di tirare il collo e mettere in pentola quelle che non fanno più uova.

      Cosa farà il contadino di fronte a tanta ingenuità?
      Acchiapperà la gallina, le tirerà il collo e la metterà in pentola a fare un buon brodo.

      Cose così accadono… sempre.
      E allora a che servono inutili e sterili dichiarazioni di principio se non hai agito quando hai avuto l’occasione di farlo?
      L’unico risultato sarà quello di mettere l’accento sulla differenza tra il VOLERE, il POTERE e il SAPER FARE.

      Piace a 2 people

  4. Caro sig. Di Maio, le confesso che qualche anno fa, ho scritto qualcosa anch’io nel blog dei 5 stelle (IL SACRO BLOGGHE!!!). Anch’io, come lei, avevo suggerito che la questione dell’informazione (IN PARTICOLARE QUELLA TELEVISIVA!!!) era FONDAMENTALE, per arrivare a parlare alla quasi totalità del popolo italiano, che si informa pressochè soltanto nei tg di raiset. Le lascio immaginare la salva di pernacchie e di insulti che mi fu riservata… “LA TV E’ VECCHIA, E’ PER I VECCHI, DA ADESSO CI SI INFORMA SOLO SUL WEB, IL SACRO WEB!!!” Altra piccolissima questione che avevo sollevato, era il problema delle alleanze, che prima o poi si sarebbe posto visto che sarebbe stato difficilino per il movimento conquistare il 51% dei voti….. MACCHE’!!! “NOI NON CI ALLEIAMO CON NESSUNO!!! TUTTI I PARTITI SONO VECCHI, E’ LA VECCHIA POLITICA, NOI SIAMO IL NUOVO!!!”
    Un movimento che grazie al disfacimento del vecchio PCI si è accaparrato il 33% dei voti e che adesso PRATICAMENTE NON ESISTE PIU’. Un movimento nato con Grillo che sfasciava i computers sui palchi dei suoi spettacoli, e che da un giorno all’altro scoprì con Casaleggio che il web era il nuovo Totem. E che, da allora, vive delle bizze quotidiane di un creatore che un giorno gli dice bianco, e il giorno dopo gli dice nero, a secondo come si alza.
    Perchè uno vale uno, no?

    "Mi piace"

  5. In questa nostra telecrazia la disinformazione di massa è l’arma più efficace del potere, molto meglio di olio di ricino e manganello.
    Chiedere che venga usata in maniera più corretta per permettere il ritorno della democrazia (se si manipolano le informazioni si manipolano le decisioni del popolo e siamo in una democrazia manipolata) è ingenuo, naif.
    Non è che non sappiano come fare trasmissioni equilibrate: lo sanno benissimo e le evitano come la peste (più del covid).

    Non ho letto cosa abbia scritto Grillo in merito e mi rifiuto di leggerlo finchè non spiegherà chiaramente le sue ultime posizioni e pressioni sul movimento.
    Fino ad allora sarò costretto ad evitarlo. come faccio coi Troll, trovando incomprensibili e irragionevoli le sue ultime mosse.

    Piace a 1 persona

  6. Ringrazio Aloysius e Anail per gli interessanti commenti.
    Noto che, più o meno, siamo tuttti nella stessa lunghezza d’onda e noto anche che le critiche e i commenti si fermano al messaggio di Grillo o subito dopo. Manifestando, a volte, anche una certa rassegnazione a quel tipo di informazione tivvù. Penso che queste reazioni siano in qualche modo riduttive e sminuiscano la portata del messaggio di Grillo.
    In Italia il problema della libertà di stampa, della manipolazione della stampa da parte di editori impuri, del linciaggio mediatico ed altre amenità massmediatiche, è ormai arrivato ben oltre alla soglia di sopportazione. A questo punto sembra veramente necessario, non solo un messaggio, ma una vera e propria legge della Repubblica che – giustamente – regolamenti il dibattito politico portando chiarezza e concetti compiuti agli spettatori .
    Legge che dovrebbe anche limitare (di molto) la prersenza dei grandi gruppi finanziari e industriali nell’editoria: se la loro ingerenza continua senza freni, in questo modo sfacciato (vedi Conte), ho paura che la nostra democrazia andrà prematuramente affanculo.
    Cheppoi, dare una bella regolata alla stampa non era uno dei pilastri a 5 stelle?

    Piace a 3 people

    • @Salazar

      E’ proprio questo il punto!
      “Dare una bella regolata alla stampa non era uno dei pilastri a 5 stelle? (cit.)”
      Certo che sì!
      Ma se quando hai avuto la forza per almeno tentare di farlo non solo non hai fatto niente ma
      ti sei lasciato fot… pardon, uccellare, dai soliti marpioni che si sono presi tutti e tre i canali
      televisivi nazionali, che sono il principale veicolo di informazione per la grande maggioranza
      degli Italiani, non puoi, dopo che ti sei ridotto a non contare più una beneamata minchia,
      uscirtene fuori bel bello con questo ridicolo galateo comportamentale.
      Ridicolo non perchè sbagliato, ma perchè talmente fuori tempo e fuori contesto da assomigliare
      un po’ troppo ad una presa per il c… per i fondelli.
      E ultimamente i cari Grillo, Di Maio, Crimi sembra che si dedichino un po’ troppo alacremente a
      questa disdicevole attività.
      Emmòbbasta!

      Piace a 3 people

  7. Un po’ in ritardo, ma vorrei contribuire coi miei 2 cent ad una discussione interessante e meritevole di maggiore approfondimento.

    Mi permetto di dubitare fortemente del fatto che SE i 5stelle, quando era il momento, avessero fatto le nomine Rai nel ben noto stile Renzusconi, invece che in quello sottotraccia (ma di forte rottura col passato) che hanno poi effettivamente adottato, in seguito sarebbe poi cambiato un granchè: in ogni caso, quello sarebbe stato il massimo che avrebbero potuto fare.

    Considerato che hanno ugualmente patito accuse di lottizzazione, normalizzazione e financo bulgarizzazione della tv pubblica pur non avendo commesso il fatto, è facilmente ipotizzabile che, nel 2018, il nuovo governo sarebbe partito all’insegna di una campagna mediatica basata sulla stessa polemica ma da moltiplicarsi almeno per dieci, rispetto a quanto effettivamente visto (diversamente da come sono andate le cose, in quel caso non si sarebbe trattato più solo di vuote accuse, dato che le stesse sarebbero state supportate da un discreto fondo di verità) con l’aggravante che le stesse imputazioni, molto probabilmente, sarebbero state in buona parte sostenute anche dagli stessi malpancisti interni che oggi li accusano di non averlo fatto (uffa, sono come tutti gli altri, noi li abbiamo votati per essere diversi, e giù col repertorio completo che qua tutti conosciamo).
    Il tutto, per un qualcosa che avrebbe probabilmente avuto fine con la caduta del Conte-1, o al più tardi con quella del Conte-2.
    Difficile dire quanto l’insieme (col beneficio del dubbio, si tratta pur sempre di conti della serva) avrebbe realmente potuto incidere sull’opinone pubblica; sarò il solito pessimista-realista, ma la mia opinione è: molto poco.

    Un altro falso mito che riscontro tanto nell’articolo quanto nei commenti è come quell’immenso, sterminato conflitto di interessi a tutti i livelli che, per brevità, faccio prima a chiamare “Italia”, si possa magicamente risolvere dalla sera alla mattina con una semplice legge sull’editoria (per quanto ben fatta, ed inoltre: chi altri mai la sosterrebbe, oltre ai pentastellati, stante il famoso 35%?), che avrebbe almeno uno dei pilastri poggiante sull’introduzione della figura dell’editore puro. Per confutarlo è sufficiente ricordare come, ad esempio, Paolo Berlusconi sia, a tutti gli effetti, un editore puro.
    Qualunque altra misura risulterebbe, molto facilmente, più liberticida e lesiva per la libertà di espressione dell’intera situazione attuale, per cui ritengo che anche su questo fronte ci sia poco da fare, contro lo strapotere dei media tradizionali. Del resto, non si possono nè espropriare nè (ancora peggio) obbligare a seguire la linea editoriale dettata, di volta in volta, da ogni nuova maggioranza di Governo.

    Personalmente, ritengo siano questi i principali motivi alla base della scelta di Grillo, che non conosco nel dettaglio, ma da quanto par di capire sembra voler puntare ancora una volta sulla rete, visto che è l’unico terreno sul quale se la può giocare, se non proprio ad armi pari, almeno con una certa cognizione di causa (quando ancora non era sacro per gli adepti in quanto gli stessi erano ancora di là da venire, ricordo che il blog di Grillo era uno dei primi dieci più seguiti al mondo, al tempo in cui erano ben pochi, in Italia, ad aver mai anche solo sentito nominare il termine “blog”).

    Piace a 2 people

    • @Jonny Dio

      I tuoi 2 cent di contributo alla discussione sono sempre ben accetti.

      Le tue valutazioni, ben più pacate delle mie, sono tutt’altro che campate in aria ma, come sempre accade quando
      si confrontano due punti di vista, entrambi sostenuti da motivazioni plausibili e non strumentali, si parteggia per
      l’uno o per l’altro a seconda della parte verso cui (soggettivamente) pende l’ago della bilancia.
      Gli Egizi potevano entrare nel Regno dei Morti solo dopo che Osiride aveva posato il loro cuore su uno dei piatti
      della bilancia e una piuma sull’altra.
      Noi non possiamo contare sulla divina saggezza di Osiride e dobbiamo accontentarci del nostro giudizio, sempre
      mescolato (purtroppo… o per fortuna) con lo stato d’animo del momento.

      Forse se, all’indomani della formazione del Conte 1, i 5S avessero per lo meno tentato di portare un po’ di equità
      nei palinsesti e nell’organizzazione della TV pubblica, non ci troveremmo nella disastrosa situazione attuale in cui,
      qualunque cosa dicano o facciano, vengono boicottati, derisi, tacitati e messi in croce.

      Oggi la mitica “rete” s’è trasformata in una palude gonfia di miasmi venefici ed occorre essere provvisti di bussola,
      di buone mappe e, soprattutto, di un discreto bagaglio culturale per riuscire a non finire inghiottiti dalle sabbie
      mobili che gli “altri” hanno disseminato lungo il percorso.
      Puntare tutta la comunicazione su un mezzo che diventa sempre più impraticabile e pericoloso ogni giorno che passa
      mi sembra un azzardo eccessivo che rischia di lasciare affondare nelle sabbie mobili più gente di quanta non
      riuscirà ad uscire indenne dalla palude.
      Tanto più che, ed è ormai assodato, è la TV, soprattutto quella pubblica, a formare e indirizzare la Pubblica
      Opinione nel senso voluto da chi la manovra praticamente indisturbato.
      Cordiali saluti.

      "Mi piace"

  8. Come già detto in altre occasioni non basta avere il 33% dei parlamentari se poi anche chi è alleato di turno boicotta le tue proposte di legge.

    "Mi piace"