Draghi in difficoltà, pronto a ripartire con Astrazeneca

Cambio al Cts – Locatelli coordinatore (al posto di Miozzo) affiancato da Brusaferro portavoce unico

(di Alessandro Mantovani e Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Si fonda su due pilastri il governo di Mario Draghi: l’Europa e la fiducia degli italiani. E l’intoppo nella campagna vaccinale rischia di intaccarli entrambi. La giornata di ieri a Palazzo Chigi è stata tutt’altro che facile. Il blocco di AstraZeneca rischia di “impallare” tutta la campagna e di istillare dubbi anche sugli altri vaccini. Per questo, ieri si sono susseguite le riunioni a Palazzo Chigi e a Bruxelles. Il nuovo commissario all’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, sta già preparando un piano B e rassicura che lo stop ad AstraZeneca sarà comunque riassorbito con l’aumento delle forniture di Pfizer/Biontech. Ma il premier scommette sul sì dell’agenzia europea del farmaco Ema alla ripresa delle vaccinazioni siero anglo svedese: la decisione è attesa domani, al termine delle valutazioni su una quarantina di presunti eventi avversi e soprattutto di sette trombosi cerebrali in Germania, che hanno allarmato il governo sempre più debole di un Paese che dall’inizio preferisce il vaccino prodotto dall’americana Pfizer con la tedesca Biontech. Sono solo sette su 1,6 milioni di vaccinati, ma secondo uno studio tedesco eccedono largamente i dati attesi. In Italia, i tempi dell’Ema sono considerati troppo lunghi. L’ha fatto notare a Bruxelles il rappresentante italiano all’Ue, Maurizio Massari. Tempi dettati da procedure basate su criteri medici/scientifici, è la posizione della Commissione, che pure avrebbe fatto a meno dello stop tedesco imposto, di fatto, all’Italia e a tutta l’Unione.

Ieri Draghi ha parlato al telefono con il presidente francese, Emanuel Macron, per commentare la conferenza stampa della direttrice esecutiva di Ema, l’irlandese Emer Cooke, che ha ribadito per un’ora “stiamo indagando” ma ha anche ripetuto più volte che “i vantaggi del vaccino AstraZeneca sembrano superare i rischi”. I due leader l’hanno trovato “incoraggiante” e sperano di poter ripartire con le somministrazioni. Lo stesso auspicio di Roberto Speranza e dei ministri della Sanità dell’Ue che si sono riuniti in videoconferenza. La decisione di ripartire con Astrazeneca, in caso di sì dell’Ema, secondo le valutazioni in corso a Palazzo Chigi, trainerà anche la Germania, sotto accusa in Europa anche per la gestione del dossier vaccini a opera della presidente di Commissione tedesca, Ursula von der Leyen. La quale ieri ha convocato una conferenza stampa per annunciare l’anticipo delle consegne in tutta Europa di 10 milioni di dosi Pfizer-Biontech, ma anche per chiarire che “ovviamente” sarebbe pronta ad immunizzarsi con Astrazeneca: l’ha detto il suo portavoce Eric Mamer. E poche ore dopo Jean Castex, primo ministro di Macron, ha preso l’impegno a farlo subito dopo l’atteso sì di Ema. In questo clima, domattina, il premier farà un intervento pubblico a Bergamo. E venerdì una conferenza stampa dopo il varo del decreto Sostegni. Per la prima volta, ammesse domande.

Intanto Draghi mette mano al Comitato tecnico scientifico. Terminata la gestione di Agostino Miozzo, ora consulente del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, un’ordinanza del nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ridisegna l’organismo: coordinatore sarà Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità; portavoce Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità. Sono gli incarichi a cui teneva Speranza. L’avvocato dello Stato Silvio Fiorentino sarà segretario della struttura, dimezzata da 24 a 12 componenti e arricchita, accanto ai medici, di personalità del “mondo statistico, matematico-previsionale”. Entrano il virologo e presidente dell’Aifa Giorgio Palù, la presidente del Comitato di bioetica Cinzia Caporale, l’immunologo Sergio Abrignani, la demografa e statistica Alessia Melegaro, l’ingegnere e studioso di modelli matematici Alberto Giovanni Gerli, l’epidemiologo Donato Greco. Restano ai loro posti Gianni Rezza che dirige la Prevenzione alla Salute e il professor Giuseppe Ippolito dello Spallanzani, il dottor Fabio Ciciliano della Protezione civile. Speranza ha ringraziato calorosamente gli uscenti.

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