Il metodo del premier e il ministro Speranza

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Speranza apprende dalle agenzie la decimazione dei suoi bracci operativi”, scrive Marco Travaglio a proposito delle “dimissioni” del commissario anti-Covid, Domenico Arcuri, e prima ancora della sostituzione del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Poiché l’informazione proviene da fonte sicura, sorge spontanea una domanda sul rapporto funzionale, operativo o personale tra Mario Draghi e i suoi ministri, in questo caso il ministro della Salute. Il giorno del varo del governo, celiando (ma fino a un certo punto) avevamo immaginato che ci fossero distanze diverse tra il premier e i membri dell’esecutivo, un po’ come Ignazio Silone descrive in Fontamara la lontananza tra “il principe Torlonia padrone della terra” e i suoi sottoposti. Ripeto, un paragone scherzoso, ma che forse ci aiuta a comprendere il disagio (se pure c’è stato) di un ministro considerato troppo lontano da Palazzo Chigi per essere consultato. O quantomeno avvertito della sostituzione di un pezzo fondamentale della strategia sanitaria nella presente emergenza.

Intendiamoci, niente che non si sia visto prima nella storia delle relazioni intergovernative, spesso funestate dalla caratterialità dei personaggi (si narra che un presidente del Consiglio dell’antichità, Amintore Fanfani, convocasse un suo ministro con nervose scampanellate). Ipotesi del tutto fuori luogo nel caso di Draghi della cui cortesia formale e istituzionale nessuno può dubitare. Resta l’interpretazione politica, e cioè l’esistenza di un cerchio di stretta fiducia a cui il premier ha delegato i dicasteri strategici, e di cui evidentemente Speranza non fa parte. Si è già molto scritto di alcuni pochi ministri scelti personalmente da Draghi, mentre tutti gli altri sono frutto delle indicazioni dei partiti (e che infatti hanno saputo della nomina dai tg, come del resto la pletora dei sottosegretari). Con la differenza che il ministro della Salute dovrebbe, in questa fase e con ogni evidenza, agire in stretto contatto e in piena fiducia con il quartier generale. A tutela di tutti. Altrimenti, o si cambia il metodo o si cambia il ministro.

8 replies

  1. Ennesimo indizio che il Venerabile avrebbe serenamente fatto a meno di grillini e quel che resta della sinistra.
    Speranza non sostituito unicamente per evitare guai seri sul passaggio di consegne, ma ne farebbe a meno anche di lui e chissà che la furia aziendalista del Sommo non si abbatta anche su questo ministro prima o poi.
    L Eminentissimo sta eseguendo, piano piano, tutti i desiderata della banda bassotti.

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  2. Chi è causa del suo mal pianca se stesso. Non glielo aveva mica chiesto il medico di dire di si a un governo con a capo uno come Draghi ? E adesso si accettino le conseguenze senza tanto frignare o abbandonino questa pseudo maggioranza. Ma questo è il modo di fare generalizzato che ascolto e leggo da qualche settimana anche su quasto blog : non si può mettere il piede in due staffe,cosa che fra l’altro fa normalmente Salvini, cioè dire che è giusto stare in questo governo ma non sopportare niente di quello che questo governo fa. Mi riferisco agli iscritti e o simpatizzanti m5s, che pur di giustificare le scelte verticistiche di Grillo e compagni,entrano in uno stato psicologico schizofrenico o,se preferite,bipolare.

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    • Forse le darà pure fastidio che sia uno come me a dirglielo, ma non posso che concordare con il suo commento che dimostra serietà, correttezza e coerenza, merce rarissima al giorno d’oggi.

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    • @cesare goffredogranese

      O.K. Cesare… più che giusto!
      Ma dopo aver pianto per il male autoinflitto che si fa?
      Si continua a piangere, o a frignare, nella speranza che le ore del mattino si portino via l’incubo
      in cui ci si è cacciati?
      O si prende atto, 5S e LeU, di esser stati “sedotti e abbandonati” ( leggi: trombati)
      e si cerca di uscire da soli da quell’incubo con un sussulto di dignità, seppur tardivo?

      Io, che non so un cazzo, però sapevo chi è Faccia di Pietra Draghi e cosa ha fatto nella sua lunga
      e perniciosa carriera e dove sarebbe andato a parare.
      Possibile che i maggiorenti di 5S e LeU ne sapessero meno di me?

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  3. Si è creata un situazione kafchiana.Chi ha preso decisioni ridicole non vuole perdere la faccia e con essa la supremanzia, ammettendo l’errore. Chi ha ubidito lo ha fatto per non guastarsi i fatti suoi e sperando nell’abolizione della regola dei due mandati. Non escludendo la buona fede di tanti di loro, non vedo all’orizonte decisioni dirompenti ancor più se,con l’arrivo di Conte, sondaggi compiacenti spingeranno a quadri futuri elettoralmente ottimistici.

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