Un sistema economico marcio da abbattere per la rinascita del Paese

(Dott. Paolo Caruso) – In un momento di grave crisi internazionale per la pandemia e per i risvolti economici e sociali che investono i Paesi a livello planetario, si fa sempre più strada l’egoismo presente nel comportamento umano, che non riesce mai a sdradicarsi dalla coltre di ipocrisia che lo ricopre e lo attanaglia, legandolo in maniera indissolubile alla ricchezza  e ai beni materiali.  Del resto anche in Italia alla fine del secolo scorso si è assistito ad un rapido insorgere e diffondersi del pensiero neoliberista che ha portato il Paese ad una sorta di decadentismo culturale e ad un sostanziale offuscamento dei valori di solidarietà, equità e giustizia sociale. Le politiche attuali e il sistema economico condizionano fortemente la distribuzione della ricchezza, consentendo ad una ristretta  cerchia di persone, imprenditori spregiudicati, lobby, ecc. di accumulare enormi flussi di denaro nei propri forzieri, a discapito di buona parte della popolazione che lotta per la sopravvivenza. Nella stessa Italia le differenze economiche non vanno tanto diversamente dagli altri Paesi occidentali, con una forbice che soprattutto in tempi di pandemia si è via via allargata grazie anche ad una riduzione delle politiche sociali e del lavoro portate avanti in un recente passato da precedenti governi. Così mentre il presente è già passato e il futuro è già presente, il nostro Paese in ginocchio per la pandemia, resta ingabbiato in una crisi di governo con una molteplicità di interessi che esulano dalle vere necessità dell’uomo normale. Il potere e la ricchezza sono trappole mortali che da sempre, e oggi più che mai, continuano ad incidere pesantemente nell’essere umano condizionandone l’esistenza e le proprie scelte. Il materialismo più sfrenato si è impossessato dell’animo umano, offuscandone i suoi valori, sostituendo l’etica con il profitto, il bene comune con il proprio Ego, l’umiltà con la presunzione. La ricchezza concentrata nelle mani di pochi uomini, spesso senza scrupoli, riaffiora in questo tipo di società con l’antica ma sempre attuale concezione della condizione umana di “Homo homini lupus”. La politica intesa come alto valore per la governance della polis, ha cambiato identità di rappresentanza e appare saldamente in mano al sistema di potere delle lobby economiche e finanziarie. Lobby che guardano dall’alto in basso una classe politica collusa, riuscendone a condizionare le scelte e i programmi di governo. L’Innominabile di Rignano con il cinismo che lo contraddistingue rappresenta oggi quanto di meglio le lobby e il potere economico  finanziario possano desiderare in seno alla politica, mentre il popolo, che sta vivendo sulla propria pelle un grande disagio sociale vittima della pandemia e della grave crisi economica, con la caduta del governo rimane ulteriormente disorientato e sfiduciato, e vede tra l’altro sempre più allontanarsi la speranza di una pronta ripresa. 

4 replies

  1. Finche’ da semplice “gregge” ,la gente non si trasforma nella faticosa, ma necessaria, SOCIETA’ CIVILE, gli interessi privati dei piu’ spregiudicati la faranno sempre da padrone. La conoscenza ,la condivisione e’ il fondamento dell’essere” cittadini”.

    Piace a 4 people