Fine virus mai

(Ansa) – Il terzo lockdown nazionale britannico imposto dal governo di Boris Johnson sull’isola in risposta all’impennata di contagi determinata dall’aggressività di una nuova variante del Covid potrebbe non bastare a fermare l’ondata.

Lo indica uno studio aggiornato, per quanto preliminare, sulla situazione pubblicato dall’Imperial College, il cui modello si bassa su dati raccolti fra il 6 e il 15 gennaio, in meno di 10 giorno di confinamento. Il quadro, ha spiegato Steven Riley, professore di Dinamica delle Malattie Infettive e coordinatore del gruppo di ricerca, resta in ogni caso “estremamente preoccupante”.

“Ci saremmo aspettati di vedere un declino” maggiore dei contagi già dopo quei giorni, ha detto oggi a Times Radio, ma così non è stato e le conclusioni preliminari “non consentono quindi certamente di sostenere che il lockdown stia funzionando”.

L’accademico non ha poi escluso che, se il trend verrà confermato, i consulenti scientifici possano suggerire all’esecutivo di rafforzare ulteriormente le restrizioni, tanto più che i ricoveri negli ospedali restano “astronomicamente alti”.

Mentre ha puntato il dito su una riduzione ancora insufficiente dei contatti sociali da parte di segmenti della popolazione. “A mio parere – ha affermato – esistono prove scientifiche schiaccianti del fatto che il calo della trasmissione (del coronavirus) sia legato ai comportamenti della gente” e alla riduzione “dei contatti fisici” fra le persone. Il governo ha tuttavia notato che per misurare l’impatto reale del lockdown attuale occorrerà prendere in esame un periodo più lungo.