Il compiacimento delle democrazie senza demos

(di Andrea Zhok) – A guardare i giornali oggi troviamo un alternarsi di grida di giubilo per lo scampato pericolo (l’incubo Trump, l’abisso trumpiano, ecc.) e storie multicolori e folcloristiche che narrano le vicende personali di questo o quel personaggione tra i supporter di Trump. E’ naturalmente molto consolante credere che si sia sempre di fronte a ‘mele marce’, ‘casi clinici’, bizzarrie e scherzi del destino, che sciaguratamente e occasionalmente fanno incespicare il passo delle democrazie occidentali, in corsa a rotta di collo verso il futuro. Che sia la “racaille” di cui parlava Sarkozy o il “white trash” che si dà un tono con copricapi tribali e tatuaggi razzisti, tutto ciò appare agli occhi della borghesia benpensante, e soprattutto DEMOCRATICA, del mondo libero come la prova provata di essere nel giusto, e che i cattivi in fila indiana stanno dall’altra parte, e che sono così abissalmente cattivi, così folli, incomprensibili, assurdi, che tutto ciò che siamo chiamati a fare prima di volgergli le spalle schifati, è solo prenderli un po’ in giro, garbatamente, come sappiamo fare noi.

Nessuna illusione, beninteso. I cattivi sono davvero cattivi, e maleodoranti, e maleducati; il Lumpenproletariat fa davvero alquanto schifo, e non è la ‘futura umanità rivoluzionaria’ in incognito. Solo che questa non è nessuna consolazione, come cent’anni fa non è stato per nessuno una consolazione sapere che Hitler era un patetico figuro, cui Hindenburg non voleva stringere la mano, o che gli squadristi erano degli spostati usciti disturbati dalla guerra, ecc. Le consolazioni morali e personalistiche nella storia stanno a zero. Il problema, segnalato non certo per la prima volta dal recente episodio di Capitol Hill, è che negli USA, ma in effetti un po’ ovunque in tutto l’Occidente, le democrazie appaiono a fasce sempre più ampie della popolazione come vuote finzioni prive di rappresentanza. La democrazia, le istituzioni, con i loro riti e il loro bon ton, con le loro preoccupazioni estetiche e moraleggianti, palesano la loro perdurante incapacità di cambiare alcunché nei meccanismi strutturali dell’economia e dell’ambiente, della miseria e della malattia. Che di volta in volta l’elezione di qualche bruto sgrammaticato non rappresenti una soluzione, e finisca nel fango, non costituisce proprio nessuna consolazione (salvo che per i quaquaraquà dell’informazione di regime). Perché i bruti sgrammaticati e le plebi senza speranza, le famiglie disfunzionali e i patetici terrapiattisti, i seguaci di sette improbabili e di milizie terroristiche tutti questi sono coltivati accuratamente da quel sistema che sorride impomatato a sessantaquattro denti da programmi politicamente corretti, dal sistema che mette in piedi riti elettorali dove si sceglie tra i soliti inutili noti, dal sistema che esiste solo per autoperpetuare il potere del denaro e dei suoi cultori.

Se il “popolo fa schifo”, cari i miei “democratici”, questo non è una ragione per compiacersi della propria benpensante superiorità, ma è il segno di un fallimento epocale, il vostro.

7 replies

  1. finalmente qualcuno che non si aggiunge al coro di questi che pensano di essere per diritto i veri portatori di democrazia.
    Trup sappiamo benissimo che personaggio di m… sia, un borghese viziato pieno di se, ma per molti americani ha rappresentato l’uomo fuori dagli schemi del potere.
    Ieri sera ho guardato il servizio speciale trasmesso su rai tre sui disordini in America, tutti compiaciuti che finalmente è arrivato un vero democratico in Campidoglio. Tutti a sognare da adesso in poi un mondo migliore, fatto di pace e prosperità e di serenità. L’unica mela marcia, rifacendosi alla critica del deficiente toscano, era riferita a Conte che non era stato duro contro Trup.

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  2. Sono d’accordo con quanto scrive Andrea Zohk e Giulio Fadda. Ovviamente penso tutto il male possibile dei trumpisti, sovranisti, terrapiattisti, negazionisti, insomma di tutti gli “isti”.
    Però, credo che la grande responsabilità sia della cosiddetta Democratia che non ha saputo e non dà risposte adeguate e forti alle ineguaglianze e ingiustizie del mondo intero. Siamo in pericolo? Si, se non ci renderemo conto per tempo che i corrotti e i ladri devono essere condannati e non accarezzati e giustificati, che i deboli devono essere aiutati e non disprezzati, che questo mondo “civile” si è già trasformato in gran parte in un’umanita’ ignorante e brutale. A tutto questo
    è compito della società democratica porvi rimedio altrimenti si ripeteranno cicli oscuri di violenza. La democrazia, quella vera e sincera, va coltivata da persone oneste che credono fermamente nei sani principi di legalità e trasparenza.

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    • “La democrazia, quella vera e sincera, va coltivata da persone oneste che credono fermamente nei sani principi di legalità e trasparenza…”: non c’è nulla da fare, il popolo è fatto così, sogna ad occhi aperti e nemmeno tutti gli sganassoni che si becca riescono a svegliarlo. La democrazia che dice lei, cara Fiorella, non è quella vera e sincera, ma quella inesistente che assomiglia tanto a quel titolo di un film che recitava: “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”! Il popolo da sempre si riduce nient’altro che a questo “Vulgus (Mundus) vult decipi…” e mai nessuno più di oggi sarebbe stato invogliato ad aggiungere: “…ergo decipiatur!”.

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      • Chi è il popolo oggi, non è lo stesso del 1500, come la società in cui viviamo non è quella del 1500.

        Che cosa è la democrazia oggi, non quella del 1500, a quell’epoca esisteva

        la tirannia o qualche altra forma di governo che non si può paragonare a quello delle democrazie degli stati moderni.

        Sì il parco buoi c’è sempre, e c’è tutta una letteratura in proposito, ma la disillusione, o l’inganno che si può patire in una

        repubblica governata democraticamente è senz’altro più accettabile, se non altro perché permette il “difendersi,” rispetto a quella

        subita in un paese totalitario, o per dirla meglio, scarsamente democratico.

        Senza eccessive illusioni in generale, e sempre meglio vivere in un paese in cui si possono esprimere liberamente le proprie

        opinioni senza finire in galera, o criticare un potente senza finire condannato alla pena di morte, che il contrario.

        Probabilmente, senza evocare paradisi ideologi inesistenti, la democrazia potrebbe considerarsi la migliore organizzazione del

        Potere che possa avere un Paese.

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  3. Questo Andrea Zhok inizia a piacermi sempre di più (non è ancora il massimo, però di questi tempi, mica si può pretendere…), quindi, questo significa automaticamente che, dalla prima infatuazione dei sorcini e sorcine del blog, come ho già pronosticato, verrà via, via da loro messo all’indice come reietto, per aver osato toccare i sacri totem, dell’uguaglianza, fraternità, libbbertà, trallallèro trallallà e tutte le menate varie del palinsesto progressista, democratico e filantropico…

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      • Ma non sei tu quello che riprende chiunque si permetta anche la più innocente battuta a sfondo sessuale? No, no, no, certe cose non si dicono, no… PS: basta che non sia il mio di culo, tutto grasso che cola, quindi fossero anche le tue nobili terga, echissenè…

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