La triste fine di Giulio Gallera, l’assessore del fallimento lombardo

(Selvaggia Lucarelli – tpi.it) – E alla fine Giulio Gallera se ne va. O meglio, viene mandato via, perché lui il coraggio e la dignità nel dare le dimissioni non li ha avuti, attaccato com’era a una poltrona che pensava potesse essere la rampa di lancio per future nomine o candidature.

Aveva sperato di fare il sindaco, quando i suoi puntuali bollettini via web sul Covid in Lombardia gli parevano una vetrina anziché una comunicazione lugubre.

Per un po’, poi, si è pensato di dargli l’assessorato allo Sport pur di toglierlo dal Welfare. Ma uno che gioca a paddle e finisce con trenta punti in testa, che va a fare jogging e non si accorge di essere uscito della proprio Comune durante un lockdown perché “avevo le cuffie”, capite bene che da assessore allo Sport è capace di far installare un pavimento riscaldato sulla pista dell’hockey. O di introdurre il fuorigioco nel nuoto sincronizzato.

Fatto sta che, nonostante l’inadeguatezza della prima ondata, gli è stato concesso di accompagnare la Lombardia anche nella seconda ondata, di arrivare al panettone e pure al brindisi di Capodanno. È toccato a Salvini, ripeto, a Salvini, indossare le corna da bufalo e fare un’irruzione immaginaria nel palazzo della Regione con una delegazione di leghisti da Pontida, per rimuoverlo dal suo ruolo e lasciare che tutto cambi perché nulla cambi.

In arrivo, infatti, Letizia Moratti, una scintillante novità, un nome nuovo: ex presidente della Rai, ex presidente Ubi Banca, ex amministratore delegato di News Corp Europe società che fa capo a Murdoch, ex membro del consiglio di amministrazione di non so quante società, ex sindaco di Milano, ex ministro dell’Istruzione.

Insomma un vento nuovo in Lombardia. Credo aver visto addirittura il Pirellone oscillare, stamattina, per questa ventata di aria fresca.

E anche il resto del rimpasto in giunta sembra promettere bene: Salvini sceglie Alessandra Locatelli alle politiche sociali. La Locatelli, quella che da vice-sindaco di Como vietava ai cittadini di fare l’elemosina ai clochard o mandava le idropulitrici alle cinque del mattino a sparare acqua (incidentalmente, chiaro) su chi dormiva per strada. Lei, alle-politiche-sociali. E a vederlo così fa quasi tenerezza Giulio Gallera.

Sulla sua pagina Instagram, il suo ultimo post sembra una metafora del suo momento: racconta l’abbattimento nel 2019 di un ecomostro, a Cinisello, luogo in cui ora è nata la nuova sede dell’azienda sanitaria. Quasi a suggerire che qualcosa va abbattuto per far risorgere la sanità in questa regione, una regione forse sorpresa dalla sua stessa sgangheratezza durante l’epidemia.

C’è un commentatore che gli scrive: “Ciao Giulio, ti hanno fatto capro espiatorio, ingrati, falsi! Grazie per essere ancora il ragazzo libero dei nostri tempi”. E Gallera mette il like non si sa se all’evocazione dei tempi della gioventù o all’idea che sia lui, quello che ha pagato per tutti.

Da mesi, Gallera, era l’unico lombardo ad essere trattato da appestato pur essendo negativo al tampone. Attilio Fontana, che lo aveva isolato da tempo, ieri lo ha liquidato con un post neppure troppo criptico: “Si conclude una giornata di lavoro, una giornata di verifiche e gratitudine verso chi ha espresso al meglio le proprie competenze e qualità. Molto presto sul campo un team pieno di entusiasmo”.

Dunque, ora sappiamo che quello che abbiamo visto era il meglio delle competenze e delle qualità di Gallera. Pensate se avessimo visto il peggio. Probabilmente ora la Lombardia sarebbe popolata da stambecchi e anfibi.

“Gallera era stanco, ha condiviso l’avvicendamento”, ha aggiunto poi oggi il governatore lombardo in conferenza stampa. Certo, era un problema di stanchezza, con un po’ di melatonina e ginseng poteva risolversi tutto, e invece.

Intanto Gallera, si dice, ha rifiutato un ruolo da sottosegretario, ruolo che dopo l’ultima uscita sui medici in vacanza che non poteva certo far rientrare per i vaccini, era il massimo che gli si potesse offrire. Un’uscita fatale che si è rivelata una sorta di nemesi: alla fine, l’unico che va in vacanza per un tempo indefinito in Lombardia è lui.

10 replies

  1. Ma mr. Bonomi non dice niente? Mr. Confindustria, mr. Sussidistan? Dove sei? Ma cari lombardi andatevi a fare 10 anni nell’eremo a vostra scelta!!! Questi sono i capaci!
    Ma che dico i super capaci
    E la non competente è la raggi!!!!!!
    Corriere della sera, messaggero, stampa repubblica, libero, il giornale
    Avete tutti sede o uffici a Milano, non vi siete accorti di niente????????
    Voi dovete bruciare tutte le pagine del Zanichelli e tenere solo la lettera v
    VERGOGNA

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    • Fabio, hai proprio ragione.

      Giulio Gallera è stato, nel quarto di secolo (abbondante) ormai trascorso dalla sua partecipazione alla fondazione di Forza Italia, quello con la carriera politica più anonima, infatti il massimo incarico che gli sia mai riuscito di ricoprire, degno coronamento di una vita dedita al servilismo, è stato proprio l’assessorato regionale al welfare della Lombardia, nel solitamente tranquillo ruolo di utile passacarte, strapagato per delle responsabilità di cui, in condizioni normali, nemmeno serve rendersi conto (ormai pensava di essersi sistemato, e nonostante tutto lo è davvero) e, dalla piega che hanno preso gli eventi, è difficile ipotizzare che in futuro possa ancora aspirare a qualcosa di meglio.
      Se non ci si fosse messa di mezzo la pandemia (che lo ha indotto a protagonismi indecenti, cavalcati forse nella speranza di potersi finalmente giocare l’occasione di far carriera a livello nazionale) se ne sarebbe rimasto parcheggiato vita natural durante in quello o in altri ruoli analoghi in attesa dell’agognato giorno della lauta quanto immeritata pensione (ma ci arriverà ugualmente), e noialtri ne avremmo a malapena sentito parlare.

      Invece è diventato un caso, più unico che raro, di uomo politico cacciato per palese incompetenza dalla sua stessa giunta.
      Ciononostante, nessuno dei media mainstream che, sul soggetto in questione hanno riversato ore di dirette e fiumi d’inchiostro, ha mai osato accusarlo nemmeno velatamente di inadeguatezza, fintanto che è rimasto in carica (e incredibilmente nemmeno ora), neppure quando è stato chiaro a tutti che la sua conclamata incompetenza è stata tra le sicure, seppur molteplici concause di un disastro sanitario, quello dell’ex eccellenza lombarda, che ha toccato vette da record mondiale, anzi, tutt’altro: i pochi che si azzardavano ad additare il suddetto per ciò che ora anche i suoi hanno certificato essere, ovvero un incompetente totale (tra cui, per la cronaca, ha sempre svettato il Fatto Quotidiano), venivano per questo spernacchiati dagli adoratori per partito preso, e il bello è che lo sono ancora.
      Naturalmente ad agire così sono esattamente gli stessi soggetti che, ininterrottamente da quasi tre anni, un giorno sì e l’altro pure, non fanno che tacciare di incompetenza Conte, segnatamente riferendosi sempre alla componente pentastellata dei suoi (finora) due governi, dimostrando una volta di più e ben oltre ogni ragionevole dubbio, quanta malafede sia alla base di certi “giudizi”.

      Gallera sarà pure un incompetente conclamato, ed è anche, perlomeno indirettamente, responsabile di un certo, seppur non quantificabile, numero di decessi (soprattutto nelle Rsa), ma non risulta essere nemmeno indagato nè per questi nè per altri (mis)fatti, nè probabilmente mai lo sarà (purtroppo).
      La cosa più paradossale di tutta la vicenda è che la cacciata dell’incompetente Gallera abbia avuto, in primis, l’avallo di quell’Attilio Fontana che, nel pieno dell’emergenza, si dava molto più da fare per piazzare a caro prezzo i camici del cognato presso la Regione da lui governata, che per prendere i necessari ed urgenti provvedimenti di tutela della salute pubblica. Fatti gravissimi, per i quali è giustamente indagato, ma soprattutto di una tale, solare evidenza che non sarà certo necessario attendere una sentenza di cassazione tra un comodo decennio per farsi un’idea di come si sono realmente svolti, tenuto conto anche del maldestro tentativo di prendere per il culo tutti provando a mascherare da donazione un miserabile conflitto d’interessi: i fatti sono più che evidenti, per chi li vuole vedere.
      Proprio lui, adesso, licenzia quell’altro: se non fossero da impiccare entrambi, sarebbe anche divertente.

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  2. Vabbè. Salvini che prende a calci in culo non uno dei suoi, ma uno storico esponente del partito
    “alleato” con il beneplacito del dominus di Fogna Italia, è fatto veramente singolare, visto che
    il Truce avrebbe avuto disponibile (e altrettanto meritorio di attenzione) il deretano, quello sì Lega-doc)
    dell’altro componente del duo comico Fontana/Gallera.
    Mo’ i poveri lombardi, istupiditi dall’abisso di incompetenza, faciloneria, arroganza e faccia tosta in cui il
    Team delle Meraviglie li ha fatti precipitare, si affideranno alle salvifiche mani di una giovane rampante,
    semisconosciuta ai più, che risponde al nome di Letizia Moratti.
    Ma quando si stuferanno, i lumbard, di essere presi per i fondelli da quella banda di grassatori a cui hanno
    affidato la cassa, le chiavi di casa e financo il loro buon nome?

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    • Hai ragione, manigoldi ce ne sono sempre e dappertutto Quello che sorprende è che gente abbastanza evoluta come i Lombardi siano tanto rincoglioniti da non scendere in piazza a reclamare che se ne vadano questi personaggi patetici, corrotti, incompetenti che si sono dimostrati più che indegni degli incarichi super pagati anche se fossero eccellenti manager.

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    • Mi sa che te le ricordi solo tu e chi come te ha catalizzato su uno come Veltroni tutto l’odio possibile. Cavolo, dimmi Zingaretti, che sbagli comunque, ma almeno c’entra un po’ più dei cavoli a merenda.
      Qua ci vuole uno bravo per capirvi: di tutto quello che ha combinato Gallera, Fontana, Salvini manco ce lo metto, tu ti ricordi di Veltroni. Mah!

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  3. Insomma un vento nuovo in Lombardia. Credo aver visto addirittura il Pirellone oscillare, stamattina, per questa ventata di aria fresca…….Grande. Meglio “ridere” che piangere. Però questi avrebbero bisogno di una “lezione”indimenticabile.Chissà se il sciur e la sciura Brambilla, coglieranno?Le corna celtiche da quelle parti vanno ancora alla grande…come la stupidità.

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