Dopo quasi un anno è arrivato il momento di salutare chi sta gestendo così male l’emergenza

(Flavia Perina – linkiesta.it) – I ritardi nel piano vaccini e la ribellione dei governatori alla riapertura delle scuole dopo la Befana (non solo quelli di destra: anche Vincenzo De Luca e Michele Emiliano vanno verso il rinvio) evidenziano l’urgenza di un altro tipo di verifica che si incrocia con quella di governo e obbliga a discutere le scelte o le non-scelte dei principali soggetti dell’emergenza. A un anno dai primi contagi è lecito abbandonare la generosità degli inizi – quando tutti ci siamo detti: non è il momento di polemiche – per mettere in discussione i comportamenti non solo della politica ma del Commissariato guidato da Domenico Arcuri, dei corpi intermedi, del sindacato, dell’apparato sanitario, dei gestori dei trasporti e dei loro potentissimi consorzi.

Moltissime cose non hanno funzionato in questi dodici mesi e l’eccesso di magnanimità verso i responsabili – «Poveracci, sono stati colti di sorpresa, evitiamo di dividere il Paese» – è stato percepito come un’assoluzione urbi et orbi per il passato, il presente e il futuro, che consentiva ogni tipo di disattenzione o furberia. L’assessore alla Sanità della Lombardia Giulio Gallera che spiega il ritardo nelle vaccinazioni con il diritto alle ferie del personale («E che, li dovevo richiamare in servizio sotto Natale?») non è che l’esito finale di un processo di proscioglimento collettivo dai doveri minimi legati al contrasto della pandemia.

Fanno parte di questo processo gli assessori ai trasporti incapaci di fare accordi sui trasporti, i sindacati della scuola che fanno e disfano accordi sulla riapertura, ma anche i pasticci tecnico-scientifici sugli indici Rt che determinano aperture e chiusure – le soglie ieri ritenute accettabili oggi sono considerate troppo lasche e domani chissà – e molte altre cose che è inutile elencare accadute negli ospedali, nel rapporto coi medici di famiglia, nelle residenze per anziani.

La gestione delle emergenze era considerata, fino a poco fa, una delle eccellenze italiane, vuoi per la triste confidenza che abbiamo con catastrofici terremoti, vuoi per la nomea di Paese capace di dare il meglio quando sta con l’acqua alla gola. Beh, sfatiamo il mito. La controversa vicenda del rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità pubblicato e rimosso all’inizio della pandemia dimostra che le vanterie sul Modello Italia erano quantomeno opinabili fin dall’inizio. E adesso, davanti allo sfarinamento degli impegni presi sui temi caldi del momento – la scuola e il piano vaccini – forse è il momento di chiedersi se generali, colonnelli e capitani della guerra al Covid non debbano essere sottoposti a una verifica simmetrica a quella avviata nel governo.

Abbiamo davanti almeno un anno, tutto il 2021, di mascherine, distanziamento, vigilanza sugli indici di contagio, rallentamento delle attività economiche in alcuni settori e sospensione totale in altri. Questo tipo di resistenza di trincea non può essere gestita da strutture nazionali, poteri locali e intermediatori sociali renitenti all’idea di bene comune e interessati solo alla difesa dei loro orticelli. Ovvio che cancellarli è impossibile, ma almeno si cominci ad analizzarne le responsabilità senza indulgenze, a metterli davanti alla portata delle loro scelte.

Nel caso specifico, il ritardo nella somministrazione dei vaccini potrebbe farci perdere ulteriori posizioni rispetto alle economie dei Paesi più veloci e zelanti, che riusciranno a tornare alla normalità in tempi più rapidi, e addirittura impedirci la libera circolazione nelle zone che per prime raggiungeranno l’immunità di massa. La retrocessione della scuola a servizio non essenziale avrà effetti meno visibili ma, se possibile, più duraturi e catastrofici: la statistica li sta già misurando in termini di abbandoni, crollo delle competenze, disinteresse per il proseguimento degli studi, ulteriore blocco dell’ascensore sociale.

Accendere i riflettori sugli egoismi, sulle inefficienze e sulle incapacità è il solo modo che abbiamo per attivare forme di controllo sociale, per sottoporre a verifica – nel senso etimologico di “riscontro della regolarità di procedimenti e atti” – i troppi poteri che si accavallano nella gestione di questa emergenza, in un crescendo di confusione e contrordini che davvero non possiamo permetterci.

20 replies

  1. completamente in disaccordo con quanto scritto. Dal pezzo traspare la saccenza fatta a persona di colei che ha in mano la soluzione a tutti i mali. Guardiamoci intorno: nessuno stato è esente da errori e carenze (pure nei mitici paesi nordici o nella Germania, dove là tutto funziona). In estate è stato un tiro al piccione sull’Azzolina, “la scuola non aprirà”….ha aperto a settembre, “nessuno parteciperà al bando sull’arredo scolastico”……14 ditte (vado a memoria), “i banchi non arriveranno”….sono arrivati, e poi, ” le vaccinazioni inizieranno alla fine di dicembre”…..e così è stato, “non si hanno i dati dei vaccinati”…..sul sito della Presidenza del Consiglio i dati vengono aggiornati in tempo reale. “Il ritardo nei vaccini”……mi scusi, ma se siamo in ritardo noi che siamo i secondi in Europa per numero di vaccinazioni fatte, gli altri paesi cosa dovrebbero essere??? Quali sarebbero questi paesi veloci e zelanti? Forse la Francia???
    Per quanto riguarda la situazione scolastica e dei trasporti, ma anche quella sanitaria, dove effettivamente dei problemi di organizzazione ci sono stati, non le viene il sospetto che forse andrebbe rivista la riforma del Titolo V della Costituzione??? Magari accentrando allo stato qualche funzione??? Come possono funzionare bene 20 sistemi dei trasporti differenti, 20 sistemi sanitari, ecc.??? Credo che un ragionamento serio in tal senso dovrebbe essere fatto dalle forze politiche, ma non credo che ciò avverrà.

    Piace a 2 people

    • L’errore di fondo che fanno (volutamente o per vera ignoranza) tutti i commentatori (e, ahinoi, si sono moltiplicati ben più del virus in questi mesi…) è non considerare la situazione di partenza, cioè dove era l’Italia a inizio 2020.
      Era nella posizione di un Paese che da un ventennio, ma forse di più, non ha avuto una classe politica lungimirante e onesta, che guardasse al presente e al futuro invece che alle proprie tasche o alle posizioni di potere conquistate o da conquistare: la Sanità è stata martoriata, la scuola depredata, i più bravi umiliati e allontanati per favorire i più servili e sporchi, il tessuto sociale sfaldato da presunte lotte intestine in verità orchestrate ad arte mentre i pochi ricchi si sono arricchiti a dismisura con regali e prebende (i Benetton con Autostrade, Berlusconi con Mediaset giusto per stare ai più noti) e il loro codazzo di cortigiani ha spolpato i resti lasciando la maggior parte nelle fatiche e nell’incertezza e permettendo l’ascesa(?) alla ribalta di nullità come Renzi o Salvini che hanno solo perpetrato e replicato il giochino mostrandosi più vecchi del vecchio.
      Ergo, qualsiasi critica alla gestione di questa pandemia e di quello che verrà dopo non può prescindere da questo: la Germania – che anch’essa ha le sue pecche – ha corso con una fuoriserie, la Francia – che anch’essa ha le sue pecche – con un SUV, noi con un carretto tirato da un somarino vecchio e stanco, cioè quanto ci era rimasto nel box delle emergenze….
      Poi ci meravigliamo se arranchiamo?

      Piace a 4 people

      • Lei mi fa sorridere, perchè inquadra il problema (sanità distrutta e diseguaglianze in aumento) ma poi spara al bersaglio sbagliato.
        Le ricordo che il partito che si è Adoperato alla spoliazione dell’Italia, dalla sanità alle aziende alle varie sovranità, è il PD.
        Il PD ha firmato i trattati infami che hanno ridotto l’Italia da potenza a zerbino, il Pd a svenduto aziende e risorse dello stato regalandole e privatizzandole, ha smantellato le tutele sul lavoro immolandole alla glebalizzazione, il PD ha tramato e portato (a suon di applausi e champagne) tecnici competenti a smantellare lo stato, con l’aiuto dei banchieri UE.
        Il PD, portavoce dei globalisti DEM, è al servizio di coloro che stanno portando il “bestiame umano” alla condizione di schiavitù, sotto la dittature disumana di un’èlite di spicopatici egocentrici, che infatti sono tutti dalla loro parte.
        E le dirò di più, a breve, potrà dire addio alla sanità gratuita universale.
        Naturalmente per colpa degli untori, di Salvini, del Covid e di pincopallo… Cosa crede che ci stia a fare Monti nell’OMS del buon Bill, e il PD al governo? A tutelare la sua salute e il suo diritto a sposare un gay?

        "Mi piace"

      • Per Master Class

        Non capisco perché la faccia sorridere il mio intervento, anche perché non ho assolto alcun partito, nemmeno il PD, per lo sfacelo di questi anni passati: PD corresponsabile sicuro, ma non il solo fautore di tutto il male che elenca (io difatti scrivo di classe politica inadeguata e colpevole).

        Io poi non ho indicato alcun bersaglio, bensì evidenziato le conseguenze del malaffare (il peccato originale) e della miseria, morale e professionale, che ha caratterizzato il nostro Paese nei decenni, che quasi sempre i commentatori di turno si dimenticano di citare, come se non avesse nessun impatto sull’oggi, sulle lance spuntate che dobbiamo usare per combattere questa guerra quando sarebbero serviti i carri armati…

        Piace a 2 people

  2. Flavia Perina dall’alto della sua malafede cerca di portare l’asino a bere nell’acqua torbida dove sguazza lei e i suoi padrini, dando una immagine catastrofica della governance italiana e omettendo volutamente i disastri che i suoi solidali hanno provocato in questi ultimi 30 anni

    Piace a 2 people

  3. UNA GIORNALAIA, CHE CREDE DI AVERE SOLUZIONI MIGLIOR. LA TIPOLOGIA APPARTIENE ALL’ARROGANZA DELL’IGNORANTE, CHE SPUTA VELENO SENZA CMQ APPREZZARE LA FORTUNOSITA’ PER L’ITALIA DI AVERE A CAPO DEL GOVERNO UN VERO GALANTUOMO.
    Per le regioni, stendiamo un velo pietoso! Sono strutture amministrative create per dare cadreghe e dispendare appannaggi ad una classe di personaggi, che sarebbe troppo chiamare politici. Sono parassiti.

    Piace a 1 persona

  4. Esemplari di destraccia chissà con loro come sarebbe andata non lo sapremo mai, se c’erano i suoi beniamini col libera-tutti oggi e chiudi-tutto domani, volevo proprio vedere come sarebbe andata… brrividi

    "Mi piace"

  5. @TonyS e Pietro B, due commenti da incorniciare.

    Quello che più mi stupisce è che queste ovvie verità non entran mai nel cervello dell’italiano medio e domandarsi perché son sempre assente alla base del dibattito in tutti quei talk show che formano la pubblica opinione; i cui opinionisti (ognuno al soldo della casta politica o editoriale o spesso entrambe, di appartenenza) imperterriti dimenticano, o fingono di dimenticare, di partecipare solo a un grande bordello in cui la prostituzione intellettuale viene sistematicamente praticata con metodica circonvenzione e raggiri oltre l’illecito l’illegittimo e l’inimmaginabile!

    Insomma, in totale, interessata, gratuità!

    "Mi piace"

    • “Quello che più mi stupisce è che queste ovvie verità non entran mai nel cervello dell’italiano medio…(cit.)”: mi faccia capire, voi parlereste in rappresentanza degli “itaGliani massimi”?

      "Mi piace"

      • Ogni volta che il tuo irrefutabile miagolio risuona, si può affermare che si tratta quasi sempre dell’eccezione che conferma la regola = Gatto è un felino ma è anche un “quaglione, quindi non tutti i gatti sono felini.

        Detto ciò, io non parlo mai in rappresentanza degli “itaGliani massimi” ma solo per me! E poi, parafrasando Schopenhauer,: Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto.

        N.B. è la prima e l’ultima volta che spreco degli insulti per te!

        "Mi piace"

      • Cazzo, un altro filosofo “fai da te”, come il Mascaro! Vedi, caro utente, che ti balocchi con sillogismi arditi, se ti fossi fermato a “io non parlo mai in rappresentanza degli “itaGliani massimi” ma solo per me!”, non ci sarebbe stato nulla da rid/e/i/re, ma aggiungendo anche “…parafrasando Schopenhauer (roba forte, insomma!), (sic): Io (sic) non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto.”, ti sei definitivamente tirato la vanga sui calli! Un altro che fa finta di essere modesto, ma che in realtà è un cazzone presuntuoso, uno dei tantissimi “itaGliani massimi” (altro che cerchia ristretta!) che hanno infestato di chiacchiere il Paese!

        "Mi piace"

  6. Peter Geoghegan – the Guardian 4 Gennaio

    Sostituite UK con ITalia, e i nomi con i soliti noti delle cronache.

    Ora che il modello svedese ha fallito, è ora di chiedersi chi lo stesse proponendo

    Un approccio leggero al Covid-19 non funziona. Ma ciò non ha impedito ad esperti e think tank di difenderlo per il Regno Unito

    Quando i futuri storici verranno a scrivere la storia della risposta caotica alla pandemia della Gran Bretagna, una domanda in particolare li lascerà sicuramente perplessi: perché, mentre il Regno Unito ha sperimentato uno dei peggiori focolai di Covid al mondo, così tanti personaggi pubblici di spicco hanno trascorso così tanto del 2020 a parlare di Svezia ?

    Quasi non appena Boris Johnson annunciò un blocco nazionale alla fine di marzo, gli editorialisti dei giornali britannici e gli oppositori professionisti chiesero che il primo ministro adottasse “il modello svedese” – e lo facevano ancora a settembre . Ora sappiamo con certezza ciò che gli esperti di salute pubblica hanno previsto da tempo: un approccio leggero al coronavirus non funziona. La Svezia ha registrato tassi di mortalità molto più elevati rispetto ai suoi vicini nordici, pur subendo un simile colpo economico. Anche il re del paese pensa che abbia “fallito” .

    Eppure, durante il tardo autunno, mentre il virus Covid stava mutando in Inghilterra, la Svezia veniva ancora citata come esempio da seguire. A metà ottobre, il deputato conservatore Christopher Chope era in parlamento esaltando le virtù di quello che in precedenza aveva definito l’approccio “chiaro e semplice” della Svezia. Proprio il mese scorso, la giornalista del Telegraph Allison Pearson ha twittato di “ammirare la gestione svedese della pandemia”.

    Ovviamente, le grida a gola piena di “Svezia” da parte di sezioni della stampa conservatrice riguardavano meno il luogo di nascita di Abba e più il promuovere l’idea che la Gran Bretagna potrebbe semplicemente “aprirsi” , se solo i politici fossero abbastanza coraggiosi da farlo . Gli scettici sedicenti del lockdown hanno promesso – e promettono ancora – che “l’immunità di gregge” ci salverà tutti, e regolarmente hanno indicato l’adozione di questo approccio da parte della Svezia come prova.

    Anche i nostri futuri storici si chiederanno senza dubbio come, nell’immaginazione di molti a destra britannica, la Svezia sia passata da distopia crivellata dalla violenza di gruppo a esemplare in pochi mesi. La risposta è abbastanza semplice: lo stesso piccolo gruppo di persone che ha parlato così fervidamente del rifiuto libertario della Svezia di rinchiudersi – editorialisti di giornali, parlamentari backbench, thinktank finanziati in modo anonimo – ha un accesso enormemente fuori misura al dibattito pubblico britannico.

    Tutto questo è molto familiare. Nel mio ultimo libro , ho tracciato come un gruppo di parlamentari Tory da banco, thinktank finanziati in modo anonimo e commentatori onnipresenti dei media hanno trasformato la “Brexit senza accordo” da un’idea stravagante a “nulla da temere”. Durante la pandemia, sono state utilizzate le stesse strategie, spesso dalle stesse persone.

    Dopo aver sostenuto la Norvegia come modello durante il referendum sulla Brexit, Daniel (che presto diventerà il signore ) Hannan ha detto che potremmo essere tutti come la Svezia. Christopher Snowdon dell’Istituto per gli affari economici ha dichiarato che la Svezia ha dimostrato “un modo più sensato per bilanciare rischio, libertà ed economia”. Dopo aver mobilitato con successo il gruppo di ricerca europeo dei parlamentari conservatori per spingere per una Brexit dura, Steve Baker ha persino avviato un atto di tributo: il Covid Recovery Group, o CRG in breve.

    Tutti questi discorsi sulla Svezia sembrano aver influenzato il processo decisionale a Downing Street. Un recente rapporto del Sunday Times ha suggerito che Johnson abbia scelto di non imporre un blocco dell’interruttore a settembre dopo un incontro con il cancelliere Rishi Sunak e tre sostenitori di una strategia di immunità di gregge : Sunetra Gupta e Carl Heneghan dell’Università di Oxford e Anders Tegnell, l’epidemiologo dietro l’approccio laissez-faire svedese alla pandemia. (Quando openDemocracy ha chiesto i dettagli della corrispondenza di Tegnell con l’ufficio del primo ministro, è stato detto che qualsiasi rilascio potrebbe compromettere la formulazione della politica del governo.)

    L’ubiquità delle voci contrarian su Covid ha giocato nella ben documentata tendenza all’indecisione di Boris Johnson . Come sa chiunque cerchi di influenzare il primo ministro, di fronte a una serie di scelte, spesso non farà nulla. Il ritardo nell’imposizione di restrizioni in Inghilterra dopo l’incontro di settembre con Tegnell e co ha portato a circa 1,3 milioni di infezioni da Covid in più.

    La retorica sul modello svedese – e l’immunità del gregge – preparò il terreno affinché la Gran Bretagna allentasse le restrizioni più velocemente di quanto volessero gli scienziati, o anche il pubblico. Ci è stato persino offerto un incentivo finanziario per fare l’unica cosa che abbiamo sempre saputo diffonda il virus: mescolarsi al chiuso. L’immagine di un Rishi Sunak senza maschera che serve pasti in un Wagamama di Londra per lanciare l’iniziativa “mangia fuori per dare una mano” di agosto non è invecchiata bene. (La ricerca suggerisce che lo schema ha contribuito direttamente a un aumento delle infezioni.)

    Sunak fa parte della crescente tendenza libertaria tra i parlamentari conservatori, molti dei quali sono stati rumorosi nella loro opposizione a nuove misure di blocco. Anche gli scettici a proposito di Lockdown hanno avuto sostegno finanziario: la tanto discussa dichiarazione di Great Barrington , che sosteneva l’immunità del gregge, è stata coordinata da un thinktank statunitense che ha ricevuto finanziamenti dai miliardari fratelli Koch, che hanno pompato enormi somme nel partito repubblicano e nelle sue frange.

    Tutto ciò ha plasmato la risposta casuale alla pandemia della Gran Bretagna. Di fronte alla pressione degli scettici del blocco nei media e all’interno del suo stesso partito, Johnson ha esitato, più e più volte. Quando i capi scienziati del primo ministro hanno sollecitato maggiori restrizioni a dicembre, il segretario ai trasporti del primo ministro Grant Shapps stava annunciando uno schema da 3 milioni di sterline per portare le persone in autobus a visitare la loro famiglia a Natale. Meno di una settimana dopo, la maggior parte dell’Inghilterra è passata al livello 4. Nel frattempo, gli scettici del lockdown stanno ancora raccogliendo dati per suggerire che Covid è sovrastimato , anche se i casi ospedalieri raggiungono nuovi massimi.

    Il governo britannico sta ora affrontando il 2021 con un tasso di infezione da Covid che il segretario alla sanità ammette essere fuori controllo, ma con molti dei suoi parlamentari fermamente contrari a ulteriori restrizioni. Forse non dovremmo aspettare il verdetto degli storici prima di chiederci se sia una buona idea consentire a una manciata di esperti, thinktank e backbencher di esercitare una tale attrazione sulla vita pubblica britannica.

    "Mi piace"

  7. Sono stufa di leggere falsità sulla gestione della crisi sanitaria. Non è affatto vero che siamo in ritardo sulla vaccinazione, partita regolarmente; non è affatto vero che stiamo messi peggio degli altri Paesi europei (mio figlio vive in Svezia, purtroppo,e lì non solo non hanno gestito in alcun modo l’epidemia,lasciando morire sei volte più persone che in Danimarca e Norvegia messe insieme, ma non hanno affatto salvato l’economia,che sta andando peggio che da noi). Soprattutto è spudoratamente falso dire che il governo Conte ha gestito male la crisi, quando tutti all’estero gli hanno riconosciuto questo merito (io leggo anche i giornali francesi, spagnoli e inglesi,che non sono tanto migliori dei nostri, ma mi danno comunque informazioni in più). Gli errori sono stati fatti dai governi regionali – soprattutto dalla regione Lombardia – e a crisi finita sarà necessario riconsiderare la validità della loro istituzione. Dietro le critiche al governo ci sono soprattutto gli ambienti criminali disturbati nei loro traffici,quegli industriali che vogliono mettere le mani sui soldi del Recovery Fund ( e nemmeno se ne accontantano, ma vorrebbero anche i soldi del MES), nonchè i giornalisti e i politici al loro servizio. La signora Perina vuole forse unirsi a questa bella compagnia?

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...