Ue muta su indennizzi e costi del vaccino e gli effetti collaterali si moltiplicano

(Antonio Grizzuti – La Verità) – Nemmeno il tempo di partire che negli Stati Uniti la campagna di vaccinazione contro il Covid fa già segnare i primi effetti collaterali di una certa importanza. Due infermieri di un ospedale in Alaska, alle quali era stato somministrato il farmaco sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech, hanno riportato giovedì una forte reazione allergica.

La prima infermiera ha mostrato i segni tipici dello shock anafilattico: prima la sensazione di arrossamento, poi il rush cutaneo sul viso e sul busto e infine la mancanza di respiro e il battito accelerato. Una volta ricoverata, i medici le hanno somministrato epinefrina e antistaminici, ma i sintomi si sono ripresentati, e a quel punto i dottori hanno deciso di darle degli steroidi.

Secondo quanto si apprende dalle autorità sanitarie, la donna non ha mai sofferto di allergie in passato. Un elemento preoccupante, perché non esclude reazioni gravi anche a carico di soggetti con precedenti. Nonostante l’esperienza da dimenticare, l’infermiera ha detto di sentirsi bene e di essere ancora «entusiasta del vaccino». Più stoica di così – letteralmente – si muore.

Il secondo operatore è stato colpito da una reazione meno grave rispetto alla collega: occhi gonfi, sensazione di testa vuota e gola irritata appena dieci minuti dopo aver ricevuto la dose. È bastato somministrargli un antistaminico e nel giro di un’ora i sintomi sono spariti. Entrambi i casi sono stati inseriti nel database delle reazioni avverse del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Certo, viene spontaneo chiedersi come sarebbe andata a finire se una sintomatologia del genere avesse interessato, anziché soggetti giovani e in salute, una persona anziana e affetta da altre patologie. Uno dei target, cioè, di questa prima fase della campagna vaccinale.

C’è poi il caso di Tiffany Dover, operatrice sanitaria al Chi memorial di Chattanooga (Tennessee), svenuta in diretta davanti alle telecamere pochi minuti dopo aver ricevuto il vaccino. Ma stavolta non è chiaro se a causare la reazione sia stata la puntura o l’eccessiva pressione psicologica.

«Ci aspettavamo che effetti collaterali di questo tipo potessero verificarsi, specie dopo le segnalazioni inviate in Inghilterra a seguito della somministrazione del vaccino Pfizer», ha spiegato il direttore medico dell’Alaska Anne Zink.

Come chiarito dal capo dell’autorità regolatrice britannica June Raine, «chiunque abbia sperimentato in passato una reazione anafilattica a un vaccino, un farmaco o un alimento non dovrebbe assumere il vaccino Pfizer-Biontech».

Una linea confermata anche dal professor Guido Forni, accademico dei Lincei e docente di immunologia all’università di Torino il quale, intervistato ieri dalla Stampa, ha spiegato che «nel caso di persone allergiche le reazioni possono essere più intense», e dunque questi soggetti «in rari casi possono provare fastidi maggiori».

Secondo il dottor Paul Offit, pediatra e membro del comitato consultivo sui vaccini della Food and drug administration, la probabilità che si verifichi una reazione allergica grave è una su un milione. Molto rara, dunque, ma non impossibile.

Considerando che nel lungo periodo gran parte della popolazione mondiale si vaccinerà contro il Covid, dovremmo aspettarci che a essere colpiti siano alcune migliaia di individui.

Come spiega sempre il professor Forni, il vaccino Pfizer-Biontech «è molto reattogenico, cioè induce reazioni più forti dei vaccini soliti: la metà delle persone, in particolare giovani, prova mal di testa, febbre e brividi, che però si risolvono in 24 ore».

L’uso su larga scala del vaccino potrebbe, come ammesso dal comitato di esperti della stessa Fda, poi rivelare effetti collaterali nuovi e potenzialmente più gravi rispetto a quelli emersi nel corso dei test.

Big pharma ha già messo le mani avanti: nel caso di danni causati dal vaccino anti Covid a pagare dovranno essere i governi. E così, dopo aver ricevuto miliardi di euro di finanziamenti per la ricerca, le case farmaceutiche in futuro non dovranno sobbarcarsi nemmeno il rischio di elargire risarcimenti.

Consci dei reali seppur remoti pericoli sulla popolazione, Regno Unito e Stati Uniti hanno scelto la linea della trasparenza. Se a margine dell’autorizzazione del vaccino Pfizer-Biontech rilasciata ai primi di dicembre Londra ha annunciato che i danneggiati sarebbero rientrati nel piano nazionale di risarcimenti (120.000 sterline a persona, circa 130.000 euro), sull’altra sponda dell’Atlantico il Prep act ha chiarito che a farsi carico delle spese sarà il governo americano.

Nulla è dato sapere, invece, sul versante dell’Unione europea. I contratti siglati tra le case farmaceutiche e Bruxelles sono secretati, perciò non è dato sapere se a monte sia prevista o meno una clausola che esenti Big pharma dalla responsabilità civile.

La legislazione italiana prevede un indennizzo solo nel caso di vaccinazioni obbligatorie, e sembra proprio che quella contro il Covid-19 non lo sarà. Si alza il velo su un altro aspetto tenuto top secret, e cioè il costo sostenuto dall’Ue per l’acquisto dei vaccini.

Con un incauto tweet, il ministro del Bilancio belga Eva De Bleeker ha pubblicato una tabella con i prezzi per dose, frutto di un misterioso negoziato e mai rivelati dalla Commissione europea.

Manco a farlo apposta, i due vaccini più cari sono quelli in procinto di essere autorizzati: 12 euro a dose per Pfizer-Biontech e 18 euro per Moderna. Complessivamente, l’esborso per 202 milioni di dosi spettanti all’Italia sarebbe di 1,53 miliardi di euro. Il tweet è stato poi cancellato dalla De Bleeker, ma la sensazione di aver preso una bella fregatura rimane.

4 replies

  1. Forza belpietro, soffia sul fuoco, aizza allo scontro sociale, fai altra propaganda decerebrata ai tuoi idoli fascio sovranari e corrotti.
    Estiqatsi non l’hai aggiunto?
    Si registrano reazioni avverse ad un medicinale?
    MEC0J0Ni!!!
    Vorrei sapere da questo lDl0TA se avesse mai assunto un medicinale, fosse pure la tachipirina, accorgendosi dell’esistenza di un foglietto illustrativo che avverte di possibili casi di reazione per le persone allergiche a determinati principi attivi.
    O lui si cura cn bacche, radici e medicamenti omeopatici?

    Un’ultima curiosità vorrei veder soddisfatta dalmascelluto propagandista a senso unico.
    CE L’HAI ANCORA LA SCORTA? MA VI FU OO NON UN TENTATIVO DI ATTENTATO ALLA TUA PERSONA?
    AGGIORNERESTI L’OPINIONE PUBBLICA SU QUESTO EVENTO? NON VORREI CHE FOSSE STATA UNA BUFALA.

    No, perchè in realtà belpietro fu in seguito vittima di fuoco amico da parte del giornale che mise in dubbio ‘evento come un tentativo maldestro di messinscena.

    https://www.agoravox.it/Il-Giornale-si-vendica-di-Libero-l.html

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  2. Il Fatto Quotidiano del 12/04/2011

    I Pm: era finto l’ attentato a Belpietro

    L’episodio risale al primo ottobre scorso, quando un poliziotto della scorta del giornalista, Alessandro Mastore, esplose 3 colpi in aria ritenendo di aver visto qualcuno nelle scale dell’abitazione in centro a Milano. Per i pm “non vi erano ragioni particolari per prendere di mira il giornalista”

    Non ci fu un attentato vero e proprio alla vita di Maurizio Belpietro. E’ questa la conclusione dei magistrati milanesi dopo i fatti del primo ottobre dello scorso anno quando il caposcorta del direttore di Libero si imbattè e sparò in direzione di un uomo sorpreso sulle scale della palazzina dove abita il condirettore di Libero. La procura di Milano così esclude “ragionevolmente” che quella sera il giornalista fu vittima di un attentato. Per questo, i pm Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici hanno chiesto al gip l’archiviazione del fascicolo aperto a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di tentato omicidio e detenzione e porto d’arma. Quel primo ottobre del 2010,un poliziotto della scorta di Belpietro, Alessandro Mastore, esplose 3 colpi in aria ritenendo di aver visto nelle scale dell’abitazione in centro a Milano di Belpietro un uomo. La procura, sulla scorta delle indagini effettuate dalla Digos in questi mesi (audizione di abitanti della zona e degli inquilini del palazzo, acquisizione di filmati, rilievi scientifici), ha concluso che c’era effettivamente qualcuno la sera del presunto attentato, ma verosimilmente si trattava di un ladro, o, comunque, una persona che non aveva nel mirino il direttore del quotidiano Libero. Decisive per le indagini sono state le dichiarazioni dello stesso Mastore e di Ciro Lupo, l’autista di Belpietro.

    Lo stesso Mastore ha raccontato ai pubblici ministeri che non si trattò di un attentato, ma di una persona, probabilmente di un ladro. A far propendere per questa ipotesi anche delle argomentazioni logiche: è apparso inverosimile alla procura che l’eventuale attentatore non avesse complici, che non fosse in possesso di un’arma funzionante, e, inoltre, l’inchiesta ha anche accertato che non vi erano particolari ragioni per prendere di mira Belpietro. Tuttavia, i pm ritengono che qualcuno fosse effettivamente nelle scale dell’abitazione di Belpietro, perché, spiegano “non ci sono ragioni per dubitarlo”. Insomma, la loro conclusione è che le dichiarazioni del poliziotto – scrivono nella richiesta di archiviazione – “escludono con ragionevole certezza l’ipotesi che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentato alla vita del dottor Belpietro”.

    BELPIETRO SEI UN CAZZARO

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  3. Pericolo sulle tavole del Natale 2020! I medici segnalano la possibilità di reazioni allergiche anche gravi ad alcuni alimenti, in particolare crostacei. Si tratterebbe tra l’altro di quelli più costosi come gamberoni e aragoste L’allarme parte da un commercialista di Milano che ha dovuto ricorrere alle cure del 118 dopo aver assaggiato un gamberetto. I medici gli hanno dovuto somministrare adrenalina ( l’epinefrina, molto più efficace, non era disponibile perché bloccata dal governo giallo verde). L’unione europea non ha chiarito chi pagherà gli eventuali danni e i rivenditori italiani scendono in piazza. Si attendono i dati dalla Nuova Zelanda, che testerà i crostacei 24 ore prima di noi…
    Ancora una volta, Conte tace.

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