Le Balle di Renzi e le i riunioni di Amendola

209 miliardi di balle. Iv e Pd hanno condiviso la task force che ora bocciano. Renzi vuole infilarci i parlamentari intanto il fondo passa in europa senza più veti


(di Salvatore Cannavò – Il Fatto Quotidiano) – Dopo i rischi di “dittatura sanitaria” si è passati ai rischi di dittatura da Recovery Plan. I fatti parlano di riunioni pubbliche, tante, di deliberazioni del Parlamento, di un dibattito alla luce del sole.
Eppure Matteo Renzi ha ventilato l’ipotesi di una “dittatura” via Next Generation riferendosi a riunioni di governo “tenute in uno stanzino”, invocando il dibattito parlamentare adombrando sospetti su “manager con poteri sostitutivi rispetto al governo” e sullo stesso governo “sostituito da una task force”. Ha fatto anche riferimento a “35 miliardi messi dalla Germania sul turismo” mentre noi ne mettiamo solo tre. E via di questo passo, prontamente assistito da una pattuglia di giornalisti compiacenti che su vari quotidiani fanno passare lo stesso messaggio.
Per capire che si tratta di propaganda basta leggere delle carte. Si scopre così che la struttura deputata al piano, presso il ministero degli Affari europei, ha lavorato con riunioni periodiche aperte a tutti, che il processo è controllato rigidamente dalla Commissione europea e che se qualche critica può essere mossa andrebbe senz’altro in senso contrario alle politiche difese da Renzi e soci.

La guida europea

Il controllo europeo è chiaro fin dalla Guida al Recovery plan (Guidance to member states, Recovery and Resilience Plans) redatta il 17 settembre, in cui oltre a ricordare le coordinate di fondo a cui il Recovery deve sottostare, si richiede affidabilità sull’uso delle risorse, sulle norme, soprattutto i dettagli sulle misure messe in atto “per evitare ogni rischio di frode, corruzione o cattiva amministrazione in genere nell’aggiudicazione dei contratti”.
Nelle linee guida si richiede l’indicazione di una “autorità politica” a livello ministeriale dotata delle necessarie misure di coordinamento e di applicazione delle riforme e degli investimenti. Guardando alla bozza di decreto che circola in queste ore, che probabilmente sarà rivista alla luce delle opposizioni renziane, lo schema scelto sembra esattamente quello richiesto dall’Europa.

L’autorità politica

Al vertice del piano c’è chiaramente una autorità politica, il Comitato esecutivo istituito all’interno del Ciae, il Comitato interministeriale per gli affari europei. Questo è l’organismo politico di riferimento “con compiti di coordinamento, vigilanza e supervisione”. Nel Ciae ci sono di fatto tutti i ministri e nel Comitato esecutivo il presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia e quello dello Sviluppo economico.
Si sostiene che Palazzo Chigi centralizzi tutto con il decreto di nomina dei Responsabili di missione, ma questo avviene comunque “su proposta del Comitato esecutivo”. I famigerati Responsabili di missione, i manager che rischiano di sostituire il governo, “controllano l’attuazione dei progetti e delle opere necessarie per l’attuazione del Pnrr, anche mediante l’esercizio dei poteri di cui al comma 15”. Vediamo dunque questi poteri.

I poteri dei manager

“Poteri di impulso e coordinamento operativo per favorire la realizzazione, da parte dei soggetti attuatori, dei progetti al fine di garantire il rispetto dei tempi; poteri di vigilanza e monitoraggio nei confronti dei soggetti attuatori; poteri sostitutivi alle condizioni di cui al comma 16”.
I poteri sostitutivi sono i grandi inquisiti, anche perché vengono esercitati mediante “ordinanze” che rispettano, di fatto, solo il codice penale e l’antimafia. La loro ratio è quella di “risolvere situazioni o eventi ostativi alla realizzazione delle opere”, un modo per evitare “gli ingorghi” come dice il ministro degli Affari europei, Enzo Amendola, e che obbedisce alla logica europea che sta a monte.

Le coordinate Ue

Se Renzi avesse letto tutti i documenti saprebbe anche che la Commissione ha stabilito delle coordinate per lo stanziamento dei fondi. Il 37% del Recovery deve essere infatti destinato al settore “Green”, il 20 per cento ai piani di digitalizzazione. C’è una chiara spinta a garantire fondi all’ammodernamento delle imprese o alla Coesione sociale e le linee guida dettano in dettaglio anche i modi in cui i fondi possono essere impiegati. Ad esempio indicando come priorità “l’efficientamento energetico delle residenze private e pubbliche” a cui va la parte più rilevante pari a circa 40 miliardi.

I fondi per la Salute

Questo esempio aiuta a chiarire meglio il caso dei fondi per la Salute che secondo Renzi, ma anche secondo il ministro Roberto Speranza, sono sottodimensionati. Quando si parla di efficientamento energetico si indica la priorità “a scuole e ospedali” quindi in quella voce ci sono anche spese per la Sanità. Così come nella digitalizzazione. I dati riaggregati delle varie voci non sono disponibili, ma i conti andrebbero fatti in questo modo.

Il Parlamento ha discusso

Che ci siano delle coordinate europee da seguire sarebbe stato chiaro a Italia Viva se avesse preso sul serio il Parlamento che il 13 ottobre ha discusso e approvato le “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Al Senato intervenne proprio Renzi che, a parte un po’ di battute e la solita sparata sul Mes, sul Recovery disse questo: “Noi abbiamo apprezzato i suoi toni, le affidiamo il messaggio che Alessandro Baricco lascia in Oceano mare, quando le due persone dialogano e lei dice a lui: ‘Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando’. E lui risponde: ‘Che sia troppo tardi, madame’”. Il personaggio è questo.

Incontri al ministero

Quello che però Renzi e i suoi non possono non conoscere è il percorso di costruzione del Piano con diversi appuntamenti, a partire dalle riunioni del Comitato tecnico di Valutazione costituito presso il Ciae, formato da rappresentanti dei vari ministeri, ma anche di Regioni, Comuni e Province.
Andando sul sito del ministero si possono leggere anche i resoconti. Dal 29 luglio al 2 novembre ci sono state ben 16 riunioni, l’ultima presieduta dallo stesso Amendola. In quelle occasioni, si è sempre discusso della struttura del piano, del crono-programma, delle richieste della Ue e di quelle delle varie amministrazioni. Se si fosse voluto discutere seriamente le occasioni di confronto non sono mancate.

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23 replies

  1. “Dal 29 luglio al 2 novembre ci sono state ben 16 riunioni, l’ultima presieduta dallo stesso Amendola. In quelle occasioni, si è sempre discusso della struttura del piano, del crono-programma, delle richieste della Ue e di quelle delle varie amministrazioni. Se si fosse voluto discutere seriamente le occasioni di confronto non sono mancate.”

    MA QUELLE ERANO RIUNIONI AL “BUIO DI UNO STANZINO”
    torna a vendere pentole forse qualcuno te le compra anche.

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  2. “Se Renzi avesse letto tutti i documenti saprebbe anche che la Commissione ha stabilito delle coordinate per lo stanziamento dei fondi.”

    Renzi i documenti li conosce, come sa perfettamente quale iter è stato seguito per arrivare alle determinazioni di Giuseppe Conte.

    Mettiamocelo tutti bene in testa:
    a Renzi interessa solo il potere, per soddisfare il suo ego smisurato, le sue tasche e quelle dei suoi stakeholders.
    La sua determinazione nel perseguire i suoi obiettivi personali è feroce, al punto da azzerare quel poco di credibilità che Conte è riuscito faticosamente a restituire al nostro Paese.
    Se il prezzo da pagare è lasciarsi alle spalle un cumulo di macerie a Renzi poco importa.
    Anzi, ci sarà più spazio per i suoi burattinai per ricostruire a spese dell’intera Comunità.
    Definirlo un UOMO MISERABILE è riduttivo.

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  3. Ieri il buon Padellaro, dopo un’ora in cui veniva criticato e sbeffeggiato Conte (quel verme di Formigli ha detto pure che Renzi ha ragione, a parlare così in senato, e se lo dice lui che non l’ha mai amato è certamente vero) ha provato a far notare che se non era per Giuseppi i 209 miliardi li vedevamo col binocolo. Il grande immenso Bersani ha provato a far notare la tenuta psicologica, la sanità mentale, e dire che finora siamo stati ostaggio di presidenti ego-riferiti, centrici, isti, ogni ego possibile. Addirittura derisi entrambi (Antonio e Pierluigi) da Formigli, Calabresi, Feltri e da un ristoratore, il quale chiedeva cose che non gli erano chiare, non sapeva cosa voleva, sapeva solo di essere scontento del governo.

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    • @paolapci
      Grazie per il sintetico resoconto.
      Io proprio non ce la faccio a guardare in faccia quella serpe di Formigli senza provare l’impulso
      irrefrenabile di fiondarmi contro il televisore nel vano tentativo di strozzare lui e gli amichetti che
      gli fanno il coro o gli alzano la palla per la schiacciata.

      Da quando sono entrato nella benemerita CDPT (Comunità Disintossicazione da Pollai Televisivi)
      la qualità della mia vita interiore e sociale è decisamente migliorata, ma ci vuol niente a ricadere
      nel vizio e nel vortice dell’abiezione: possono bastare cinque minuti di Formigli o addirittura pochi
      secondi di Giletti.
      Per cui, se posso permettermi un consiglio, prova a diminuire con gradualità la tua esposizione a
      quelle mortifere radiazioni mediatiche e poi, quando ti sentirai pronta, vieni a trovarci al CDPT.🙄

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      • Caro Piero,
        non che io voglia difendere Formigli, Dio me ne scampi e liberi come direbbe mia nonna, ma per guardare Massimino d’Urso devo veramente avere qualche deficit.
        Formigli da un paio d’anni veramente non lo sopporto, ma a chi la vuole dare a bere, con l’elmetto dell’inviato di guerra… Però se il mio ormai unico amore, Bersani, va da Formigli io lo guardo, è una compulsione.
        E ti dirò, aldilà del travaso di bile ho fatto bene, perché se Bersani dice va bene, bisogna aggiustare qualcosa, ma tutto sommato gli interventi sono corretti, il piano con i manager è tutto sommato quello che va fatto, io mi fido. E di qualcuno bisogna pur fidarsi…

        Per la CDPT non sono ancora pronta, accendo la tv alle 8: tg1, gruber e un’oretta di qualcosa. Non ce la faccio a interrompere questo rituale.

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      • @pieroiula
        Volesse il cielo!
        Aspetto fiduciosa, sperando che per una volta l’informatore del circo Barnum ci azzecchi… ma
        temo che tu alluda al libro dei sogni, quello a cui di solito loro si ispirano…
        I nostri sogni, diciamolo, sono più belli… 🌠

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    • Altrimenti, poi, come facciamo a sapere e criticare?
      Io ieri svegliavo mio marito, che sonnecchiava sul divano, appena apriva bocca Bersani, la voce della verità, fin da quando ha esordito, alla domanda di Formigli se fosse d’accordo con Renzi con quell'”Eeeeeeeh!!” fantastico.
      Morta.🤣 L’ha asfaltato di brutto.
      Ma che cosa vogliono fare, pensano di resuscitarlo con argomenti da capitan papeete?
      I pieni poteri di Conte! Parla il ducetto di Rignano, che vuole farci credere di non conoscere la Guida al Recovery plan.
      Sto sperando ardentemente che Conte tiri fuori i cosiddetti e ci regali un bis della famosa seduta del 20 agosto 19.
      Fu un godimento.

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      • Dopo l’eeeeeh iniziale però ha continuato e gli e le ha suonate. Ma perché il segretario del pd non è Bersani? E perché questo governo fa a meno di Bersani?

        Pci significa esattamente quello che sai, anche se non eri interessata. In omaggio a un vero comunista che ho avuto la fortuna di conoscere, sebbene per poco tempo. I comunisti muoiono tutti giovani.

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      • Ah, e allora avevo capito giusto, non avevi motivo di offenderti😏
        Indovina perché non è Bersani, il segretario del PD, quasi ex PdR, ma purtroppo non abbastanza, come vedi e come sa anche lui…
        Si è rottamato da solo ed invece è l’unico con la testa sul collo.
        Era l’unico che spostava l’asse del Pd a sinistra, invece che verso la Margherita/dc poi neoliberismo renziano, ma è dura stare a casa propria se te l’hanno invasa i maledetti usurpatori.
        Renzi, come il cuculo, ha scalato il nido del pd, perché di là c’era ancora il suo padre segreto e ha rovinato la reputazione a tutta la sinistra, come vedi anche su questo blog.
        La Gruber ha appena detto che pretende le SCUSE da Conte, altrimenti fa cadere il governo.
        Ma scuse de che? Per non averlo ancora mandato AFFNCL???? 🤬🤬🤬🤬🤬

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      • Me lo chiedevo con disperazione/rassegnazione. Conte avrebbe fatto bene a scegliere l’unico che lo ha difeso, e senza bolere niente in cambio: ha detto che addirittura non si sono mai incontrati, fuori dal Parlamento.
        La Gruber e perfino Telese hanno chiesto 10 volte a Orlando di schierarsi, niente. Tra settembre e ottobre gli avevo dato una possibilità, è già tornato il burocrare di sempre.
        Ma suicidatevi tutti.

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      • @anail,
        Come scordare quella seduta memorabile ? Io rinunciai ad andare in spiaggia per non perdermela! Quanto mi piacerebbe almeno eguale trattamento al Pierino la peste …io dopo non uscirei di casa nemmeno col passamontagna

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      • Giuro che dopo aver saputo che Giuda chiede le scuse a Conte su un giornale spagnolo, altrimenti fa cadere il Governo, me la sogno stanotte, la vendetta in aula.
        Crediamoci, ché magari a Natale dreams come true… 🎼

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      • So per certo che la replica dello scorticamento pubblico al Matteo Verde (titolo: Matteo 2, la Vendetta!) è già pronta da
        un pezzo, nero su bianco, e viene continuamente aggiornata per seguire e prender buona nota della kazzate che il
        nostro eroe di Rignano continua a sparare con un crescendo rossiniano.

        Da fonti ben informate pare che nei colloqui segreti tra Conte e l’Innominabile il PdC glie ne abbia mostrata una bozza
        (327 pagine fitte di note a margine) e che a Pinocchio sia sbiancato pure il bianco degli occhi.
        Conte gli ha fatto capire, con l’eleganza che lo contraddistingue quando non gli va di sbranare Mattei, che, se proprio
        soffre di incontinenza, avrebbe potuto continuare ad inondare l’etere di chiacchiere e minacce a vuoto, ma che se si fosse
        azzardato a passare dalle parole ai fatti lo avrebbe inchiodato alla croce e avrebbe fatto in modo che, questa volta, il
        miracolo della resurrezione non avvenisse né dopo tre giorni né dopo trent’anni.
        L’ex deus del Nazzareno (vedete com’è bizzarra la storia?) se n’è andato con la coda tra le gambe, ma pure lui è riuscito
        a capire che da quella croce non sarebbe mai riuscito a scendere… nemmeno con l’aiuto del Padre Suo di Arcore.

        Non ci credete?
        Eppure le fonti ben informate sono le stesse a cui si abbevera tutti i santi giorni il Circo Barnum mediatico quasi al
        gran completo!

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    • Sì, che tristezza Orlando, aiutooo…ho dovuto bearmi della foga di Telese, ti ho detto tutto.
      Invocavo Pierlu, ma figurati se Lilly l’avrebbe invitato, oggi.

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      • Una mia amica lavora con Telese, stiamo sempre a discutere perché secondo lei è un “vero comunista” e io la sbeffeggio. Stasera mi ha perculato lei, che era l’unico di sinistra lì in mezzo.

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      • Io l’avevo sempre considerato di sinistra (ad “in onda”, con Porro, ci voleva poco), ma ultimamente sbanda non poco, come se fosse “a servizio”…

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  4. Se quanto scritto corrispondesse al vero, il governo non cadra’ a meno che il Matteo di Rignano non si sia dimenticato delle legnate ricevute dal bauscia di Milano quando tento’ di sfiduciare il governo di cui faceva parte.

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    • @Strabiliato,
      Il fatto è che la patologia del giovanotto ingrassato lo induce a pensare di tornare a fare il Presidente del Consiglio prima o poi , malgrado a parole lo neghi .Quando dopo il referendum si riaffaccio’ , il suo slogan era “il futuro prima o poi torna”, pensando di essere lui il “futuro”.Chissa chi gliele scrive queste battute sceme , e se lo/la paghi .Se non se lo pigliano alla Nato ( difficile), gli riuscirebbe anche, a fare il “rieccolo”, se solo demolisse del tutto la figura di Conte agli occhi dei cittadini .E’ questa la sua ossessione: con questa azione, crede che se stesso potrebbe essere una soluzione “di centro”, -come ripete-, mediata tra pd , o quello che è diventato, ed eredi di Berlusconi .

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      • Per carità, Mari, è un incubo.
        Il fatto è che gli stanno tenendo bordone tutti i giornali e le TV, ancora nostalgici, ma soprattutto spinti dall’odio per Conte.
        Io non li reggo più, giuro.

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