Pressing Pd su Mes. Delrio: “Per noi è ineludibile, a rischio la maggioranza”

(HuffPost) – “La revisione del Mes è un cambiamento in meglio di questo strumento, costringe a una maggiore solidarietà, fa un passo verso l’Unione bancaria e il mercato unico dei capitali, in sostanza verso un’Europa più politica, più forte e anche più solidale. Il Mes è uno strumento che si può decidere di utilizzare o meno, ma se dopo aver fatto attendere un anno l’Europa ora l’Italia non dovesse procedere rischia di perdere la sua credibilità. Il fatto che alcuni parlamentari non intendano accettare questa modifica mette a rischio la maggioranza, soprattutto al Senato”. Così il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio a Radio InBlu.

“Noi siamo sempre disposti a mediazioni e a tenere unita la maggioranza e il governo ma non è possibile che non si vada avanti, per noi è un punto non eludibile. Credo quindi che ci voglia ragionevolezza, l’Italia che grazie a questa maggioranza ha ritrovato credibilità in Europa ora non può rischiare di perderla”.

Il pressing del Pd sul Mes si fa sentire anche con la voce del ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola: “Penso che il Movimento 5 Stelle farà una riflessione interna, ma un governo che non ha una maggioranza in politica estera deve fare riflettere. Quindi io rifletterei da qui al 9 dicembre”, giorno del voto in Parlamento sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità concordata con Bruxelles.

Senza maggioranza in politica estera, dunque, il governo non va avanti? “Credo che questo sia nella storia della democrazia italiana, un governo deve avere sempre una maggioranza coesa che lavora insieme e non credo he mancherà questo. Mi auguro che ci sia un voto condiviso da tutta la maggioranza, mi sembra normale che l’Italia firmi l’accordo per la riforma del Mes, che non significa utilizzare quelle risorse. C’è un trattato e l’Italia non mette veti. Combattiamo il veto di Polonia e Ungheria e andiamo noi a mettere veti?”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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24 replies

    • Del RIO , come tutti gli altri “imparati” piddini, quando sente odore di soldi extra ( a prescindere dalle conseguenze ) NON MOLLA .

      L’esperienza malsana ( eufemismo ) DOCET. Se dovessero ( Dio ce ne scampi ) arrivare anche i quattrini del MES ( ovvero quelli
      della MESsa in c***) , ciò consentirà a lui e a tutta la sua conventicola di utilizzare i mille e più trucchi che conoscono per appropriarsi
      di larga parte di questa pecunia .

      Il loro motto di vita è : quello che è mio ( anche se fraudolento ) é mio , quello che è vostro diverrà nostro o di riffa o di raffa .

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  1. Pazienza…Vorrà che Del Rio e compagnia bella otterrà il famigerato Mes con Draghi. Lo 0.02 di indebitamento sul pil era un problema fino a un anno fa ,adesso invece con una montagna di soldi da spendere ottenuti con diplomazia e bravura da Conte e 5stelle ,bisogna indebitare ulteriormente per vari punti con diinvoltura e faccia tosta. Se siete alla disperata ricerca di un pretesto per trnare alla mangiatoia basta dirlo.

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  2. In questo momento per giochi di palazzo far cadere il Governo sulle modifiche riforma del mes, cioè parliamo del niente, chi ne sarà partecipe se ne assumerà la responsabilità davanti al popolo sovrano. (so bene che per queste persone la “responsabilità” è solo per i propri interessi).

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  3. Se i 5S si oppongono in massa, si blocca tutto, Draghi o non Draghi.
    Questo verrà interpretato come ostile da Germania e Francia che, tra l’altro sono alle prese con problemini
    interni non da poco, in francia hanno arrostito una banca,
    La gente è esasperata ovunque, non si sente rappresentata
    Quindi, se vogliamo dire qualcosa questo è il momento giusto.

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  4. E’ un ricatto bello e buono.
    A cui il M5S cederà: le pressioni sono troppe. Oltre a PD e IV c’è da immaginare che anche il Colle stia spingendo come un matto, come sempre tramite le famose “fonti del Quirinale”, per non fare nulla che possa apparire ostile all’Europa (non sia mai che l’Italia faccia vedere di avere la schiena dritta!); e che dalle cancellerie europee e dai vari europartiti (primo fra tutti il PPE) stiano impazzando telefonate di “consigli da amici”, sia verso il PD (che peraltro non ne ha bisogno), sia all’occorrenza verso FI, affinché i “responsabili” azzurri si materializzino nel caso in cui i numeri al Senato traballino.
    Parola d’ordine: il Mes deve passare a qualunque costo.
    E passerà.

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  5. Facciamo solo attenzione a non confondere la riforma del MES, su cui non posso esprirmi perché non la conosco, e la richiesta del MES, su cui sono allineato sul “no grazie”.

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    • Bravo, per ulteriori informazioni guardati l’ultima trasmissione di “accordi e disaccordi”,
      l’intervento di Travaglio, a tal riguardo, è più che esaustivo.
      Caxxo a che babele tocca assistere!

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      • L’ho vista. Non ricordo che abbia spiegato in dettaglio quali sono le modifiche che vogliono introdurre. Ero troppo assonnato?

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      • Rivisto… e ricordato. Sono quasi sempre d’accordo con Travaglio, specialmente sulle cose di una certa importanza. Spero di sentire le sue motivazioni così da portermi fare un’opinione in merito.

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    • @Angelo Mascaro
      Sei persona gentile e di moderato linguaggio.
      Il tuo “no grazie” è commovente.
      Qualche anima dannata, dopo anni di sfrangimento di cojones co’ ‘sto MES e sapendo bene chi e perché
      non vede l’ora di regalarci quest’altro cetriolone, potrebbe esprimersi in modo un tantino più colorito.
      Per esempio: “Andateveneaffanculo brutti stronzi, fottutissimi ladri… voi e il vostro MES.”
      Ma siamo sotto la dittatura del politically correct, ovvero dell’ipocrisia elevata a sistema, e le cose più
      sono vere e più sono considerate “volgavi, non degne di un dibattito politico di civile levatuva”.
      Peccato che anche il M5S abbia scordato le sue origini di “anima dannata” e si stia lasciando sempre
      più contaminare dalla lebbra del politically correct.
      Chissà che Alessandro non abbia la forza e la capacità per cominciare a curarlo.

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  6. Io vorrei che qualcuno competente e non troppo orientato, o almeno in grado di mantenere una certa distanza, spiegasse quali sono le modifiche del mes di cui parliamo, i post di stamattina erano leggermente schierati.
    Poi, sulle minacce: vediamo come rompono, fatemi vedere come tolgono la fiducia. Del Rio non è probabilmente uno che ha paura per sé, verrà quasi certamente rieletto, ma non ci sono solo i big a votare la fiducia e tanti sanno che è l’ultima legislatura. Se cade Conte si va al voto (eccetto che nei sogni del bomba), il pd rimane diciamo al 20, saranno quanti, 60 in meno? Sono minacce. La poltrona vale il no al mes (e il si dall’altra parte, ovviamente, anzi dall’altra parte peggio mi sento perché non manterranno il 33%, ma vabbé lasciamo stare)).
    Non faranno nulla. O meglio, Conte troverà la solita mediazione.

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  7. Vedo che anche qui c’è già qualcuno che sposa la linea governista: distinguiamo bene la riforma del MES dall’accettazione del MES.
    Bravi, bravi, così i ribelli possono rientrare e mercoledì il governo si salva. Clap clap.
    E in effetti sono due cose diverse.

    Solo una cosa: riuscite a comprendere che le due cose sono connesse, o no?
    Riuscite a comprendere che se approviamo la riforma del MES, fra qualche mese saremo ancora qui a discutere perché i piddioti cercheranno di farcelo ingrugnare perchè così comandano lorsignori di Bruxelles? E anche allora saremo sotto ricatto di Delrio o di qualche altro piddiota doc, che dirà “o lo prendiamo o Conte va a casa”?
    Riuscite a capire che un Movimento che aveva detto di voler liquidare il MES ora non lo può voler riformare per renderlo più forte?
    O continuiamo con la solfa che il Movimento è cresciuto e allora chissenesbatte di quello che aveva promesso due anni fa?

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  8. Non sarà Conte a trovare la solita mediazione,
    saranno loro stessi a chiamarsi per telefono, e tra un attacco di diarrea e l’altro, si raccomanderanno di non sbagliare nel voto

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  9. Caro Angelo, mi fai una domanda impegnativa, non so quali siano le tue abitudini, magari vai a letto dopo Carosello, ma comunque, almeno, il concetto c’era?

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  10. per chi avesse voglia di leggere e riflettere di cosa si tratta, personalmente è come cacciare un intruso dalla porta e lui ti rientra dalla finestra, il MES e la sua pseudo riforma è da bocciare in toto.
    Per renderlo meno indigesto ci hanno infilato il backstop per la banche, vi ricordate il bail-in delle banche approvato nottetempo da Renzi? Quello per cui i ladri degli amministratori delle banche hanno fatto pagare ai clienti la refurtiva? il papà della MEB? Boschi?

    https://www.money.it/Riforma-MES-tutte-le-criticita-per-l-Italia

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  11. Pur fermamente convinto che molti (non in questo blog) non sanno neppure che cos’è il Mes, e meno che mai la sua riforma, per il 9, se fossi Conte, adotterei questa linea:
    1) esordire con un’illustrazione di quel che propone il Governo al riguardo, così forse ne capitemo un po’ di più;
    2) aprire il dibattito;
    3) nella replica alla fine del dibattito, che probabimente sarà infuocato quanto improduttivo e incomprensibile, mettere la cosa ai voti dicendo: se il voto esprimerà una maggioranza contraria alla linea del Governo, il Governo modificherà la propria linea e nominerò una commissione, costituita da coloro che in ogni partito si occupano di economia, che elabori una linea di condotta.
    Fuggi fuggi generale, niente crisi, Conte avanti per la sua strada. Oppure inattesa assunzione di responsabilità, e se ne discuterà seriamente, una volta per tutte.l
    P.S. Ho votato PD (!), ma il pressing di Zingaretti, Del Rio e soci su questo tema (l’Innominabile, appunto, non lo nominiamo neppure) è insopportabile e indecente.

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  12. L’Arzan prodige, Grazie a un lavoro di 15-16 mesi, Delrio era riuscito a convincere la commissaria Ue alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, che l’allineamento delle concessioni non era un aiuto di Stato, ma un sistema per garantire un miglior servizio per gli italiani. Come Delrio sia riuscito a far fessa la Vestager, politica radicale e di sinistra, non è noto. Ciò che si sa è però che con quel trucchetto, con la promessa di investimenti per 10 miliardi (in principio si era parlato di 8, ma con il passare dei mesi la somma a quanto pare lievitò), Delrio ottenne di allungare le concessioni. Fino al 2030 per il gruppo Gavio, fino al 2042 per il gruppo Benetton. (M.Belpietro 22018)
    Altro pressing?
    Altro Sciaboletta?

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