L’ultima tentazione del governo: vaccino obbligatorio per tutti

(Alessandro Rico – la Verità) – Il vaccino, al momento, esiste solo negli annunci delle case farmaceutiche. A esser pignoli, l’ Italia non ha ancora nemmeno le siringhe per somministrarlo: ieri doveva partire il bando, annunciato giovedì scorso da Domenico Arcuri, ma sulla pagina Web del commissario non ce n’ era ancora traccia. Intanto, la politica, che da mesi oscilla tra la tentazione del dirigismo sovietico e una furba sudditanza nei confronti dei tecnici, già lascia presagire quale sarà il prossimo terreno di scontro, anzitutto interno alla maggioranza: l’ obbligatorietà della profilassi.

Ieri, ad Agorà, su Rai 3, l’ inossidabile Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, ha lasciato intendere che l’ imposizione un’ ipotesi più che probabile: «Per il momento ho consigliato al ministro di prevedere la volontarietà per gli adulti», ha giurato il prof, «ma se capissimo che serve il 90-95% di copertura per ottenere l’ immunità di gregge, senza la quale ci troveremmo di fronte alla necessità di dover bloccare la produttività e la mobilità per il Paese, si potrebbe, per cause di forza maggiore, valutare anche l’ obbligo».

La minaccia è cristallina: se volete uscire dai domiciliari, dovremo costringervi a vaccinarvi. Per il vostro bene, naturalmente. Una linea che è stata anticipata da Roberto Speranza, ospite, domenica, di Fabio Fazio: «Io penso che l’ Italia debba provare a raggiungere l’ immunità di gregge con la persuasione.  Ma è evidente che dobbiamo raggiungerla, quindi lo valuteremo in corso d’ opera». Chissà perché, qualcosa ci dice che la foglia di fico della «persuasione» svanirà in un batter d’ occhio.

Le fughe in avanti stridono, comunque, con il dibattito che anima la comunità scientifica.

Ad Andrea Crisanti, già glorificato per le liti con il leghista Luca Zaia e per la frenesia da lockdown, è bastato avanzare qualche ragionevole obiezione sulla corsa al vaccino, per cadere in disgrazia. Ma il virologo non molla. E, in una lettera al Corriere, ieri ha ribadito: «Il difetto sta nella procedura affrettata. Quella che ho detto io è una cosa ovvia, sulla base delle conoscenze che abbiamo oggi», il vaccino «non me lo faccio».

È una tesi espressa sulla Verità, magari in modo meno colorito, anche dal responsabile di farmacobiologia del Mario Negri di Milano, Antonio Clavenna: in assenza di dati liberamente consultabili, nell’ impossibilità di effettuare verifiche indipendenti, non ha senso prodursi in ciechi atti di fede. La scienza si basa su osservazioni ed esperimenti replicabili, mica sul partito preso.

A onor del vero, va riconosciuto che, esauriti gli strali iniziali, anche tra i colleghi di Crisanti comincia a serpeggiare il germe del dubbio. Massimo Galli, ad esempio, ha sottolineato che «siamo tutti seccati da questa gara di annunci senza vedere i dati». Persino Pierluigi Lopalco, su La7, ha ammesso: «Se non conosciamo come funziona il vaccino non possiamo dire nulla sulla strategia di impiego». Ovvero (e qui torna un altro aspetto toccato sulla Verità da Clavenna): «Se il vaccino non previene l’ infezione» e, pertanto, protegge dalla malattia senza impedire che chi vi si sottopone contagi gli altri, «che senso ha renderlo obbligatorio?».

Stavolta, a quanto pare, la prova peggiore la stanno dando i politici. E non solo quelli, come Speranza, nei quali l’ emergenza ha fatto riaccendere un riflesso pavloviano da Ddr: serrande giù alle 18 e funzionari di Stato che ti iniettano i medicinali senza chiederti il consenso. Anche in Italia viva tira aria di rieducazione siberiana.

Matteo Renzi già ad agosto s’ era messo a tifare per l’ obbligo vaccinale. Il suo partitino ha pure lanciato un appello online, con l’ obiettivo di raccogliere 15.000 adesioni, in favore dell’ obbligatorietà. Il senatore Davide Faraone si è spinto ancora più in là: sulla sua pagina Facebook è tornato sulla brillante idea di un «passaporto sanitario integrato al vaccino anti Covid. Chi non potrà esibire il documento non dovrà essere autorizzato a: fruire dei mezzi di trasporto; accedere ai pubblici esercizi; accedere all’ interno di teatri, musei, stadi e centri commerciali; frequentare luoghi pubblici con rilevante presenza di soggetti a rischio».

 La scienza (che si nutre di domande, non di dogmi trasmessi via comunicato stampa) è stata ridotta a commedia dell’ arte: da un lato, la maschera del competente, dall’ altro, l’ antagonista No vax. Preoccupa, peraltro, che la trovata del patentino sia stata evocata pure da Arcuri, anche se, correttamente, in audizione alla commissione Bilancio della Camera, il commissario ieri ha ricordato che la decisione sull’ obbligatorietà spetta alla politica. Arcuri ha anche assicurato che sarà disponibile un punto vaccini ogni 20.000 abitanti: «Ho chiesto alle Regioni di indicarmi i luoghi».

Dal canto suo, Ettore Rosato, coordinatore di Iv, l’ ha buttata sull’ autocontraddizione: «Noi siamo per l’ obbligatorietà, ma con regole persuasive prima che coercitive». Costretti sì, però convinti che mamma Stato agisca nel nostro supremo interesse.

Tra i giallorossi, tanto per cambiare, non c’ è unanimità.

Ed è facile prevedere che, sul tema, si consumerà l’ ennesima faida tra alleati. Le frizioni partono dal ministero della Salute: Pierpaolo Sileri, che a primavera s’ era schierato per l’ obbligo, quest’ estate, in un’ intervista alla Verità, era parso molto più prudente.

Aleggia il mistero su come il viceministro si coordini con il principale Speranza e lo spin doctor Ricciardi. Per i grillini, non sarebbe facile giustificare l’ imposizione del vaccino. Da Marco Travaglio, direttore dell’ house organ del M5s, è già arrivato l’ altolà. Nondimeno, a inizio settembre, s’ era levata qualche voce divergente, come quella del deputato Giorgio Trizzino: «Io sono per l’ obbligatorietà dei vaccini in generale e quindi ritengo che anche questo dovrà essere obbligatorio». I pentastellati preparano ancora un’ inversione a U?

Scontata, in teoria, l’ opzione, opposta a quella degli ex visionari delle scie chimiche, del Pd, che però ha evitato entrate a gamba tesa. Tra i litiganti c’ è Giuseppe Conte. Il quale, al contrario di Renzi, la scorsa estate si è espresso a favore della libertà di scelta.

E pensare che, per uscire dal guado, basterebbe poco: meno ridicolo e anacronistico fanatismo positivista, meno sparate, più trasparenza.

8 replies

  1. “…il commissario ieri ha ricordato che la decisione sull’ obbligatorietà spetta alla politica…”: un bel CAZZOOOOOO! Spetta ai singoli cittadini, masnada satanica di cerebrolesiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. “Per i grillini, non sarebbe facile giustificare l’imposizione del vaccino…”: AHAHAHAHAHAH, PAJASSSIIIIIIII, guardate come vi siete ridotti! Vi sono bastati un paio d’anni per surclassare partiti che c’hanno messo svariati decenni per arrivare alla schifezza attuale: PAJASSSSIIIIIII !!!!!!

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  3. Obbligare un vaccino non sperimentato, così alla sperandio, mi pare un atto criminale. Ha dubbi anche il medico e ricercatore Andrea Crisanti che certamente non é no vax.

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  4. Ma insomma, questi vaccini proteggono chi si vaccina da infezione soltanto o lo rendono anche inoffensivo per gli altri? Perché, nel primo caso, ognuno è libero di decidere il suo destino, uno non vuole vaccinarsi? Benissimo, però firmi una rinuncia a qualsiasi cura a carico della società se ne sorgesse il bisogno. Nel secondo caso, a vaccinarsi a calci nel sedere! È come un tizio che vuole correre a 400 all’ora : se lo fa nel deserto dello Utah, affari suoi, se lo fa su una strada aperta al pubblico, e no, caro, tu rispetti le regole e non ti si permette di mettere a rischio la vita altrui per il tuo egocentrismo

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    • Ecco la tipica arroganza dei “democratici” svelarsi nelle sue migliori declinazioni.

      1° caso: SE, ribadisco, SE, ribadisco ancora, SE proteggono e basta, ma uno non li vuole fare, se si ammala ha tutti i diritti di essere curato coi soldi che già versa obbligatoriamente nel pozzo sanitario di San Patrizio. Quando leveranno l’obbligo di versare i miei ciccioli, sarò ben felice di pagarmi le spese, corroborato dalla certezza di non metterne più per gente come te: prima di questo, puoi benissimo andare a! E non avanti che, ovviamente, tutti i fumatori, bevitori, drogati, sportivi di tutte le razze e mangia schifezze incalliti, in una parola tutti quelli che mettono a repentaglio volutamente la propria esistenza, subiscano lo stesso trattamento, caro lei!

      2° caso: SE, ribadisco, SE, ribadisco ancora, SE rendono anche inoffensivi per gli altri, ma questo cocciuto insiste a non volerselo fare, infetterà eventualmente, ribadisco, eventualmente chi la pensa come lui (il che non vuol dire automaticamente che ci si debba anche ammalare…), gli altri essendo protetti dal vaccino che giammai avrebbero pensato di non fare, non tanto per la salute in sé, ma soprattutto perché, cosa molto più importante, quello che dice Mr. Pochette o chi per lui, non si discute.

      Per usare la tua filantropic-semplicistic-boriosetta similitudine, che se la fa e se la dice, col canto e controcanto, è come un tizio che vuole correre a 400 all’ora: se lo fa nel deserto dello Utah, affari suoi, se lo fa su una strada aperta al pubblico… che è d’accordo con lui di correre ai 400, sono ancora affaracci suoi e loro; eh (è un’esclamazione, non una congiunzione…) sì caro, tu rispetti le regole e non ti si permette di mettere a rischio la libertà altrui per la tua strizza e il tuo servilismo, travestiti da altruismo non proprio del tutto glabro!

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  5. posso sbagliami…..
    ma mi risulta che non eseguano trapianti di fegato agli alcolizzati finchè non si disintossicano o intraprendano un percoso di aiuto e recupero.

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    • Sicuramente te sbaji! Ma, a prescindere, SE, ribadisco,SE prestassi un po’ di attenzione, capiresti che quello che hai detto, nulla centra con la questione di pagarsi o meno le cure.

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