Luigi Di Maio: “Il rimpasto sarebbe un insulto, sì al confronto con l’opposizione”

(Emanuele Buzzi – il Corriere della Sera) – Luigi Di Maio, lei non ha fatto il premier per non dialogare con Berlusconi e ora si parla di un suo possibile ingresso in maggioranza…

«Guardi sarò sincero, non è questo il punto, la politica ha tempi propri e da due anni a questa parte ci sono stati molti cambiamenti, sarebbe dunque irragionevole mettere a confronto due fasi totalmente distinte, peraltro mentre affrontiamo una pandemia. Quel che le dico è che Forza Italia in questo periodo sta mostrando grande senso di responsabilità verso le istituzioni e credo gli debba essere riconosciuto, non era scontato. Ciò che ho detto è che va benissimo il dialogo all’ interno del perimetro tracciato dal presidente Mattarella, ma ognuno al suo posto. L’ opposizione è una cosa, il governo un’ altra».

Lei ha diversi contatti con il mondo forzista, a partire da Gianni Letta.

«Ho contatti con molti esponenti anche di altri partiti. Esistono le persone, i valori umani, e li preferisco di gran lunga alle etichette. In Forza Italia come nel Pd, nella Lega e in Fratelli d’ Italia , insomma in tutte le forze politiche ci sono persone con cui dialogo. Se c’ è una certezza granitica è proprio questa mia propensione al dialogo, che a mio avviso, e continuo a dirlo, va esteso a tutta l’ opposizione, perché ora c’ è bisogno della forza di tutti».

Anche con Salvini? Il suo è un riavvicinamento?

«Dico che non riusciremo a rialzarci se a prevalere saranno i tatticismi. Ogni giorno sento qualcuno che parla di rimpasto. Domandiamoci quale messaggio viene dato agli italiani. L’ obiettivo deve essere coinvolgere tutti in un clima costruttivo e, dalle proprie posizioni, maggioranza e opposizione, recepire il meglio affinché l’ Italia torni a correre già da gennaio. Le imprese e tutto il mondo industriale non possono aspettare oltre, le risposte servono subito e devono essere corali».

Appunto, nel governo si continua a evocare il rimpasto. Ma ci sarà?

«Secondo me parlare di rimpasto oggi è un insulto a migliaia di famiglie e lavoratori che vivono e soffrono nell’ incertezza. La rotta qui dobbiamo darla noi. La storia ci giudicherà, gli italiani lo stanno già facendo».

Ha detto che il M5S deve pesare di più: come?

«Bisogna assumere maggiore consapevolezza del ruolo che ricopriamo. Siamo la prima forza politica in Parlamento, in questa legislatura peraltro si eleggerà anche il presidente della Repubblica. Sono compiti gravosi, che richiedono determinazione e lucidità. Nel rispetto degli alleati e della coalizione di governo credo che il M5S debba cogliere l’ occasione per tracciare la strada, come abbiamo fatto quando abbiamo portato a casa il carcere per i grandi evasori, il taglio dei parlamentari o l’ ecobonus. Siamo i primi responsabili di questo governo, non dimentichiamocelo».

Diversi nel M5S la vorrebbero capodelegazione.

«Bonafede sta facendo un ottimo lavoro ed è come un fratello per me. Sto pensando a fare il ministro degli Esteri.

Ora bisogna completare la nuova struttura del M5S e ricominciare a correre: legge per bloccare le trivellazioni petrolifere, riforma del Fisco a partire dagli autonomi, escludere i Benetton dalle autostrade, meritocrazia nelle nomine della sanità, su queste cose dobbiamo accelerare».

È favorevole alle riaperture in vista del Natale?

«Il primo obiettivo è difendere la vita, ma credo anche che senza lavorare farlo sia difficile. Il Natale è un’ occasione di festa, in cui credo molto, naturalmente non potrà essere come tutti gli altri, ma dovremo saper conservare lo spirito insieme alle nostre famiglie. E per quanto riguarda le aperture non possiamo nasconderci che dicembre è un mese florido per i consumi, mi auguro che i dati scientifici ci permettano di riaprire, soprattutto i ristoranti e le attività commerciali».

Davide Casaleggio ha sottolineato che eventuali cambiamenti nella maggioranza vanno ratificati su Rousseau.

«Sia il governo con la Lega, sia quello con il Pd sono nati facendo votare gli iscritti».

Mentre il M5S si dota di un organo collegiale Rousseau guarda alla base e apre le sedi territoriali digitali. «Non ho avuto ancora modo di approfondire. Ad ogni modo concentriamoci sui risultati degli Stati generali. Il Movimento ha bisogno di un’ organizzazione capillare su tutto il territorio con spazi fisici, ruoli di responsabilità e risorse per gli attivisti».

Di Battista ha posto condizioni: cosa farete?

«Vorrei concentrarmi sul Paese. O ci mettiamo tutti nell’ ottica che bisogna remare insieme oppure diventa complicato».

Con Joe Biden cosa cambia per l’ Italia?

«Il legame con gli Usa è indissolubile. Abbiamo lavorato molto bene con l’ amministrazione Trump e lavoreremo altrettanto bene anche con l’ amministrazione Biden».

Il vicepresidente della commissione Ue Dombrovskis ha già detto che vuole tornare al tavolo delle trattative commerciali con gli Usa.

«Sono d’ accordo con Dombrovskis. L’ Ue deve riprendere e intensificare i rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Serve una nuova ripartenza ed è doverosa una riforma dell’ Organizzazione mondiale del commercio. Per farlo dobbiamo lavorare uniti, con impegno e senza pregiudizi».

Come giudica le parole di Morra sulla defunta governatrice Santelli?

«Ho letto che Morra si è personalmente scusato, il che è un bene, perché quando si parla di persone che non ci sono più e che peraltro hanno dovuto lottare contro una bruttissima malattia, bisogna avere tatto e sensibilità».

5 replies

  1. giggino usa il CONDIZIONALE: “Il rimpasto sarebbe (!!!) un insulto”.

    Quindi pensa che ALTRIMENTI si sarebbe potuto fare, domanda?

    Se toccano il limite dei due mandati non mi vedono più.

    Piace a 1 persona

    • Qualcosa che, SE FATTA, SAREBBE un insulto, è chiaro che non SI DEBBA FARE.
      Non ci vedo, quindi, proprio nessun retropensiero.
      E l’italiano è perfetto.

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      • e la cena con la massona? Dallo streaming siamo passati alla cena nelle stanze chiuse. Ci sono trilioni di chilometri di distanza.

        Sono troppi i puntini da unire.

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    • Io le trovo risposte sensate e chiare, Adriano.
      È un politico e da politico parla, ma senza strani giri di parole e onestamente, che cosa vogliamo di più?
      Il guerrigliero?

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