Tutti i guai dei Benetton e del Principato di Monaco con gli Aeroporti della Costa Azzurra

(Carlotta Scozzari – it.businessinsider.com) – Per Atlantia, la società quotata in Borsa e partecipata a maggioranza dalla famiglia Benetton, i guai non arrivano solo dalle autostrade, con il governo che continua ad agitare lo spettro della revoca della concessione di Aspi (e i recenti arresti collegati al Ponte Morandi di Genova sembrano avere reso l’esecutivo ancora più sicuro di andare avanti su questa strada). Una certa dose di problemi, finanziari ed economici, arriva anche dagli aeroporti francesi della Costa Azzurra, che già attraversavano una fase complicata e che sono stati messi ancora più in difficoltà dalla pandemia, che ha penalizzato il settore aereo molto più di altri.Luciano Benetton con la moglie – SERGIO OLIVERIO Imagoeconomica

L’ultima a suonare il campanello d’allarme è stata l’agenzia di rating Moody’s, che il 18 novembre ha declassato da Baa3 a Ba1, vale a dire dall’ultimo gradino dell’investment grade al primo del “non investment grade” che segnala la non affidabilità per gli investitori, il debito “senior secured” di Azzurra Aeroporti spa. E quest’ultima è la finanziaria che controlla con la maggioranza del 64% Aéroports de la Côte d’Azur (Aca), società su cui Moody’s ha confermato il giudizio Baa2 e cui fanno capo gli aeroporti di Nizza e di Cannes Mandelieu, che operano con una concessione in scadenza nel 2044, oltre che l’Aeroporto di Saint Tropez. Il restante 36% di Aca è in mano a soci pubblici locali. A sua volta, Azzurra è controllata da Atlantia con una maggioranza di poco più del 60% (distribuita su un 52,5% diretto più un 7,8% posseduto tramite la controllata Aeroporti di Roma), mentre gli altri azionisti sono il Principato di Monaco al 20,15% ed Edf, al 19,4% tramite il veicolo Sky Cruise.

Il declassamento del rating, spiegano gli esperti di Moody’s, “riflette un contesto operativo sempre più difficile per il gruppo Azzurra e la nostra previsione che la severità della nuova ondata di coronavirus condurrà a una ripresa del traffico aereo più lenta di quanto precedentemente stimato”. Anche alla luce del lockdown di recente reintrodotto in Francia, Moody’s prevede per quest’anno un calo del traffico all’Aeroporto di Nizza nell’ordine del 70 per cento.
L’abbassamento del rating sul debito riflette, inoltre, “l’incertezza sull’evoluzione delle tariffe di Aca, nel contesto di aumenti minori delle attese approvati dalla Transport Regulatory Authority ed effettivi da novembre”.Il principe Alberto di Monaco con la moglie Charlene, giugno 2015, MonteCarlo, Monaco – PLS Pool/Getty Images

Al 31 dicembre del 2019, su Azzurra Aeroporti gravava un maxi debito bancario da poco più di 652 milioni legato al finanziamento a medio-lungo termine del valore nominale di 653 milioni fornito da Cassa depositi e prestiti (che è proprio il soggetto che sta cercando di comprare Autostrade per l’Italia da Atlantia), Unicredit, Intesa Sanpaolo/Imi, Mps e The Bank of Tokyo-Mitsubishi.
Proprio su questo finanziamento, già alla fine del 2019 Azzurra aveva sforato un indicatore finanziario (financial covenant) detto “cash sweep”, il che significa che la società non aveva rispettato uno dei parametri fissati con le banche. Questo, puntualizzava il bilancio del 2019 di Azzurra (chiuso con una perdita di esercizio di 53,4 milioni contro l’utile di 43,8 milioni del 2018), non faceva scattare la risoluzione del finanziamento ma avrebbe obbligato la società a destinare il 30% del flusso netto di cassa al rimborso parziale anticipato. Senza contare che a marzo 2020 Unicredit è stata costretta a sostituire Atlantia come garante del prestito di Azzurra, dopo che la società controllante di Autostrade per l’Italia aveva perso il rating di investment grade presso le principali agenzie internazionali. Il bilancio 2019 di Azzurra aggiungeva poi che da gennaio 2020 Moody’s aveva collocato in revisione il giudizio sul finanziamento bancario e che un eventuale declassamento avrebbe potuto comportare un aumento del tasso di interesse.

Incremento che, tuttavia, non c’è stato. E non perché da Moody’s non sia arrivato il declassamento (come visto, è appena stati deciso) ma perché la scorsa estate Azzurra è riuscita a rinegoziare quello stesso debito, chissà, forse anticipando la mossa dell’agenzia di rating che lo avrebbe reso troppo oneroso.
Sta di fatto che l’ultima semestrale di Atlantia spiega che “in data 30 luglio 2020 si è perfezionato per Azzurra Aeroporti il rifinanziamento integrale del prestito bancario esistente in scadenza a novembre 2021 con una emissione obbligazionaria multi-tranches a quattro anni (360 milioni di euro) e sette anni (300 milioni di euro). La documentazione finanziaria delle obbligazioni non prevede test delle soglie di default fino a dicembre 2022. L’emissione – aggiungeva sempre la semestrale della società quotata in Borsa – permette, da un lato, di rifinanziare integralmente il debito di acquisizione originario (653 milioni di euro) e dall’altro di allungare la vita media del debito (da 1,1 a 5,2 anni)”. Ed è proprio su queste obbligazioni “senior secured” che Moody’s ha appena tagliato il rating.Aeroporto di Nizza, ottobre 2020 – VALERY HACHE/AFP via Getty Images

In generale, la situazione per gli Aeroporti della Costa Azzurra resta difficile, al punto che Atlantia si aspetta che, dopo Azzurra, anche la società collocata a valle possa sforare i parametri finanziari sul debito. “Nel primo semestre 2020 – si legge nella semestrale di Atlantia – sono state erogate a favore di Aéroports de la Côte d’Azur diverse linee bancarie a breve e lungo termine per un totale di 105 milioni di euro, di cui 67 milioni di euro beneficiano, nell’ambito delle misure adottate dal governo francese a sostengo della liquidità delle imprese, di una garanzia parziale dello Stato francese tramite Bpi France”.
Tuttavia, aggiunge il documento, “le tensioni finanziarie generate dalle restrizioni normative alla mobilità, conseguenti alla diffusione della pandemia da Covid-19 e dai conseguenti impatti sul traffico e sui risultati di Aca e delle relative società controllate, potrebbero generare impatti sui covenant previsti nei rispettivi contratti di finanziamento”. In questo contesto, “Aéroports de la Côte d’Azur monitorerà il livello del traffico e l’implementazione delle azioni di contenimento costi e revisione dei piani di investimento, e in caso di necessità avvierà un confronto con le banche finanziatrici per discutere eventuali sospensioni dell’applicazione dei covenant”.

1 reply

  1. L’articolo non spiega alcune cose:
    – come è possibile che Azzurra abbia raggiunto e da quando il livello Baa3?
    – i guai di quegli aeroporti nascono dall’attentato con il camion e la strage che ne seguì il 14uglio 2016 (87 morti)?
    – quanto erano attendibili il governo e la stampa francesi che parlavano di una costanza dei flussi turistici in Costa Azzurra dopo il tragico evento? ( fonte: cotedazur-touriscope.com)
    – tutta la questione non convince

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