Il penultimatum di Dibba

(Roberta Labonia) – Quando ero bambina ero una sognatrice. Mia mamma mi chiamava “fantasionuvola”, perchè vivevo in un mio mondo parallelo, un mondo fatto di cose che mi piacevano e dove nessuno mi contraddiceva. Era io la regina incontrastata di quel mondo. Era il mio modo per tirarmi fuori da una realtà che, spesso, mi appariva noiosa, oppure troppo complicata e piena di doveri. Insomma mi ero ritagliata un isola felice dove tutto andava secondo i miei piani. Poi, però, sono cresciuta. E le mie fantasie le ho dovute accantonare, giusto il tempo di scontrarmi con la dura realtà. Se vuoi ottenere qualcosa, in questo mondo, mi ripeteva mia madre, devi stare con i piedi per terra, valutare la situazione e misurare fin dove puoi arrivare. E aveva ragione: i Don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento piacciono quando escono dalle pagine di un De Cervantes, ma se calati nella vita reale fanno poca strada.

Lungo preambolo per dire che ieri, quando ho ascoltato l’intervento di Alessandro Di Battista alla plenaria degli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle, ho capito che lui, nel suo mondo fantastico, ancora ci vive. E sono trasecolata. Nonostante la mattina un suo post, dai toni arroganti e perentori, mi avesse già messo sull’avviso. Alessandro Di Battista, ieri in diretta streaming, ha lanciato un vero e proprio ultimatum (o penultimatum?), ai “governativi” del MoVimento e allo stesso Giuseppe Conte. E si perchè lui ha posto delle condizioni, ma in cambio di cosa non l’ho capito bene. Ha detto di parlare a nome di migliaia di persone che “vorrebbero tornare in prima linea nel Movimento perché ne sono innamorate” ma “chiedono garanzie politiche”. Traducendo dal politichese sta roba suona come: o fate come dico io oppure mi porto via migliaia di iscritti e magari mi faccio un mio movimentino 2.0. Ma forse sto andando troppo oltre col pensiero…staremo a vedere. Fra le “garanzie politiche” che pretende il Dibba e la sua claque c’è la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Punto. Come se non l’avessimo voluta tutti. In primis Conte, che l’aveva evocata e con lui Mattarella, già dal giorno dopo il crollo del Ponte di Genova. Tutto prima che ci si rendesse conto che lo Stato, oltre a rischiare inevitabili ricadute di sistema dal tracollo di Aspi, la gallina dalle uova d’oro della holding dei Benetton Atlantia, era sotto scacco di un contratto capestro, con penali miliardarie da pagare anche in caso di rescissione per colpe gravi del concessionario. Merito di “quelli bravi”, colpevoli il centro destra come il centro sinistra. E Conte ha dovuto cambiare strategia: in queste ore c’è una trattativa in corso, estenuante, con la holding dei Benetton, che sta volgendo al termine: in Aspi entra lo Stato ed escono i Benetton. Ma al Dibba tutti questi particolari non tangono. Lui impone al governo, e ai suoi “ex colleghi” (questi i termini usati in molti suoi post), che si revochino le concessioni ai Benetton. Scenario peraltro plausibile se entro 15 giorni la trattativa non andasse a buon fine. Ma lui, intanto, ha fatto la sua porca figura. Vuoi mettere il suo cipiglio imperativo a confronto con le parole pacate ma consapevoli della situazione di Luigi Di Maio? Intervenuto subito dopo di lui, riguardo alla concessione Aspi è stato per l’ennesima volta concreto e pragmatico: i Benetton, ha detto Luigi, vuoi con la revoca vuoi uscendo dal capitale di Aspi, vanno cacciati. Ecco, questo è un parlare chiaro. E poi Di Battista ha continuato la lettura della sua “lista della spesa: lui pretende dal Movimento una posizione netta sul conflitto di interessi, sia tra gruppi industriali, finanziari e media che tra banche e politica. Come se i 5 Stelle non ce lo avessero scritto fra i punti cardine del loro programma. Cavolo, ma sono 2 anni suonati che stanno al Governo e ancora non hanno partorito uno straccio di legge sul conflitto d’interessi? Neanche si è accorto il Dibba che, mentre lui vergava ultimatum, i 5 Stelle, il testo base di una norma sul conflitto d’interessi, se lo sono già fatto approvare ad ottobre scorso dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera. E a quest’ora starebbero un pezzo avanti nell’iter parlamentare se non fosse intervenuta ‘na cosuccia come una pandemia. E poi ancora: Dibba vuole messa per iscritto la regola dei 2 mandati. Peccato che nel documento di sintesi scaturito dai tavoli regionali la posizione maggioritaria è quella di mantenerla, la regola. E allora perché ancora insiste? E, nero su bianco, vuole anche che i 5 Stelle, a partire dalle prossime elezioni, si impegnino a presentarsi da soli. Noi siamo Movimento d’opinione, dice. Preludio il suo, per ritagliare di nuovo, addosso al Movimento, quel ruolo di forza d’opposizione che a lui tanto si addice. Vuoi mettere prendersi le rogne di governare in condominio? Non farebbe per lui. E poi e poi… che nessuno si azzardi ad appoggiare una legge elettorale senza preferenze (già fatto, gli avrei voluto rispondere, il nostro Giuseppe Brescia, già da settembre, la sua legge con tanto di preferenze, la sta discutendo in Commissione, (ma che distratto ‘sto Dibba). E, dulcis in fundo, che non ce lo metti un bel comitato di garanzia composto da eletti (ma non membri del governo) ed iscritti, al quale spetterà di marcare stretto e dettare le regole ai governativi? Tutte le nomine 5 Stelle, sia nei Ministeri che nelle Partecipate di Stato, per il più illustre degli attivisti, dovranno passare sotto la loro lente di ingrandimento. Inclusa una “mappa del potere” in cui si dovranno elencare tutte le nomine pubbliche a firma 5 Stelle ad uso dei cittadini.

Insomma se questo non è una sorta di commissariamento dei 5 Stelle al Governo poco ci manca. Manco li avesse beccati con le mani nella marmellata. È ma il Dibba la sa lunga: aver ceduto alla nomina di De Scalzi in Eni, a quella di Profumo, oggi condannato, in Leonardo e alla sliding door di Padoan dal Parlamento in Unicredit, son cose che alla lince Dibba non sono sfuggite. Che debolezza, avrà pensato, dov’è la vostra dignità donne e uomini pentastellati che occupate le poltrone di Governo? Si, avrete pure fatto tante altre cose, ma ‘sta roba qua non s’ha più a ripetere…

Mi tocca a dare ragione alla giovane deputata portavoce salentina Guia Termini che, appena lo ha sentito parlare, gli ha mandato a dire:”Egocentrico cronico, vai a fermare la Tap in 15 minuti con la sola imposizione delle mani, vai dai”.

E il Dibba infine, ha chiosato alla grande: se ciò verrà fatto, ha sentenziato, “si troverà il modo (e il ruolo) affinché IO possa dare un contributo al Movimento più efficace”.

Com’è buono lei.

27 replies

  1. Leggerla è un piacere egregia Labonia! Mi sembra di assistere ad una discussione tra marito e moglie, dove quest’ultima su dieci volte ha ragione o dobbiamo dargliela 11 volte. Che bellezza siete!!!!

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  2. Di Battista ha ottimi principi, ma è rimasto un immaturo adolescente. Prende tutto per gioco e il suo fine ultimo è divertirsi, fare quello che gli piace perché gli piace. Belle idee per cui ci si diverte a lottare più per divertirsi che per realizzarle, avendo talvolta come unico risultato quello di non realizzare nemmeno il possibile. Peccato…

    Infine, una nota di stile:
    “Poi, però, sono cresciuta. E le mie fantasie le ho dovute accantonare, giusto il tempo di scontrarmi con la dura realtà.”
    non è molto più bello “Poi, però sono cresciuta e ho dovute accantonare le mie fantasie, giusto il tempo di scontrarmi con la dura realtà.” Chissà perché tra i giornalisti è invalso l’uso di scrivere in maniera involuta…

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    • No, Angelo…non è involuta.
      Tenendo conto del fatto che chiarezza e sinteticità sono fari, per me, senti però come suona:
      “Poi, però, sono cresciuta.” Punto. Definitivo. Il “però” tra virgolette ad acquisire spessore.
      “E le mie fantasie (1) le ho dovute accantonare “(che cosa? Le fantasie – 2-) etc…
      Forse, da sarda, quindi più legata alle forme simil latine della mia lingua, ho maggiormente il senso del posizionamento degli elementi di una frase. (Quanto ci prendete in giro per il nostro “capito mi hai?”, ma dire “mi hai capito?” relega il verbo capire in ultima posizione, lo smorza). Porre una parola all’inizio di una frase o al centro o alla fine, cambia il tono che vogliamo darle.
      In questo caso, nella prima frase, la chiusa con quel punto rafforza il senso di “definitiva crescita”, che esige una frase tutta sua e quel “però” racchiuso serve a sottolineare la differenza rispetto alla NON crescita di ADB, che RL vuole rimarcare.
      Nella seconda frase, per due volte ci costringe a ripetere il soggetto “le mie fantasie”, perché lo pone all’inizio e lo ribadisce col verbo, subito dopo.
      Ti faccio un esempio:
      1)”Che cosa dici, andiamo al mare?”
      2)”Andiamo al mare, che cosa ne dici?
      3)”Al mare, andiamo, che cosa ne dici?
      Nel primo caso, sottolinei la richiesta di parere sul fatto di andare; al mare è sottinteso, non si propongono alternative.
      Nel secondo, proponi sempre, ma sottolineando l’azione di andare più che la richiesta di parere, scontata.
      Nel terzo, il quesito è “al mare” o da qualche altra parte? “Andiamo” è scontato, il parere è riferito solo all’alternativa “mare” o altro.

      Ovviamente tutto ciò avviene a livello istintivo, credo.
      Boh. A me veniva rimproverato, dall’insegnante d’inglese, di studiare meno perché approfittavo della “musicalità della lingua”. Era vero…mi basavo su come suonavano bene le frasi, magari orecchiate in una canzone… 😆
      Credo che sia un requisito essenziale, però, soprattutto per chi scrive per mestiere (mamma mia, come suonano male questi due “per”😝)

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      • Nel parlato i tuoi esempi mi piacciono molto e li condivido, mentre dal punto della scrittura invece sono un purista e non sopporto lo stile giornalistico di iniziare i periodi con le congiunzioni e di fare periodi senza proposizione principale. Sto scrivendo il mio ennesimo libro che firmerò col mio nome. In tutto il libro una singola volta inizio un periodo con “E” proprio perché in quel caso ricerco quel che tu dici: il punto fermo nella proposizione precedente per sottolineare la rilevanza. Ho messo la nota per i traduttori: quello è e deve essere l’unico caso in tutto il libro.
        Invece per i giornalisti quel modo di scrivere non è un modo per sottolineare qualcosa, è uno stile acquisito e abusato. Anche Travaglio lo fa: lui che scrive molto bene addirittura inizia i periodi con “Il quale”. Il mio professore di italiano con due errori così in un tema dava l’insufficienza. Ci perdonava il primo perché non insegnava più in classico, ma in istituto tecnico.
        Comunque Anail grazie mille per questo simpatico spunto di riflessione e per aver condiviso con me le tue idee. Quel che dici è giusto; il mio punto è che purtroppo quando certi artifizi diventano abitudine, lo stile si perde. È l’abuso a infastidirmi. Un po’ come nella musica: nel jazz e nella classica talvolta si creano scientemente delle dissonanze che nell’interezza del brano sono gradevoli. Se però si fa un brano solo di dissonanze… ahi ohi!

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  3. Questo articolo e’ una forzatura, ma contiene dei giudizi condivisibili. Come sono condivisibili alcune delle proposte di Di Battista, Fico e Di Maio. Il fatto e’ che con le forzature non si va lontano. Non si potrebbe discutere delle cose che uniscono il movimento e cercare il modo migliore di andare avanti insieme? In fondo sono tutte persone rispettabili a cui si puo’ (deve) dare credito. Articoli di questo tipo vanno solo bene all’asilo mariuccia..

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  4. Il conflitto tra il dire e il fare è sempre esistito, cara Labonia. Se Di Battista ha il torto di non avere i piedi per terra figuriamoci Grillo : il suo blog che io ho letto per anni era pieno di teoria e accuse alla classe politica corrotta accompagnata da proposte utopistiche e populiste a mio avviso giuste ma difficili da mettere in atto. Ora dobbiamo renderci conto che ,mentre governare comporta dover inghiottire spesso bocconi amari, bisogna anche coltivare dei sogni per dare speranza a chi vuole un modo nuovo di gestire la cosa pubblica e il ruolo di Di Battista è questo,quindi deve restare nel movimento a fare quello che sa fare bene.

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  5. A parte la fantastica infanzia della Roberta, l’unico punto che salvo del Di Battista pensiero è : alle elezioni da soli.
    Prima di arrivare a questo, ci sono tre disgrazie da evitare, l’elezione di un presidente della repubblica alla cazzo, il mes e Draghi.
    Reintrodurre il patto di stabilità nelle condizioni in cui siamo? Girano con un teschio stampato in fronte, la pandemia.. è niente a confronto.

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  6. Ma la Labonia ha capito che Di Battista fa politica? E che al contrario di quei zombi di Di Maio e Crimi, lui almeno la sa fare?

    In cambio di cosa si chiede la Labonia, il Dibba fa le sue reprimende, bhe in cambio di una salita nei sondaggi, perchè almeno lui in piazza ci sa stare e le riempie.
    Chi ci mandiamo a parlare nelle piazze disertate dai cittadini? Crimi? Di Maio? ma per favore.
    Ma non lo capite che nei sondaggi il M5S una volta tanto è sovra stimato?
    Che se sta sopra al 10% è un miracolo.
    Fate un sondaggio tra amici e conoscenti intervistate 100 persone.
    Vediamo cosa ne esce.
    Un movimento che non esisteva nella società almeno esisteva nell’opinione pubblica adesso manco quella.

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    • Il Movimento al governo realizzi il suo programma. Se poi, gli Italiani sedotti dai richiami di autarchici, mafiosi, collusi, buonisti di sx, decideranno di cancellare le sue leggi e di non votarlo più, tanto peggio per tutti. Oggi, preoccuparsi dei diagrammi futuri mi sembra una str avaganza. L’emergenza covid, come tutte le guerre, ha cancellato tanti fronzoli e riportato tutti all’essenziale: chi è contrario all’operato del governo? In genere i narcotrafficanti, i corrotti da loro e i consumatori di droga disturbati nei traffici dalle chiusure; la finanza organizzata che non ha più i capitali della malavita da gestire, quei concessionari che temono per i loro privilegi, quei fautori del MES ad ogni costo perché…perché ( voglio evitare querele).

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    • FA politica mi sembra proprio una parola grossa. Diciamo che ne PARLA , mentre gli altri hanno fatto, stanno facendo, faranno…
      Anche le cose di cui parla sono GIÀ fatte o sul tavolo.
      Quindi lo scopo qual è?
      Il PENULTIMATUM che scopo ha?
      È un metodo consolidato per far credere, a chi sente solo chi urla più forte, che le cose fatte e in corso d’opera sono merito SUO.
      Non vorrei essere troppo dissacrante perché non sopporto Renzi, mentre Dibba mi sta ancora vagamente simpatico (ma SEMPRE MENO), ma è esattamente il metodo del BOMBA.
      Più Dibba usa questa tattica, più mi scade.
      Lo vedo diventare trasparente, fumoso, una specie di minaccioso bamboccetto urlante.
      Si mettesse a lavorare coi piedi per terra e stesse un po’ zitto.
      Vuoi avere un ruolo? ABBILO. Senza minacce. Sai benissimo che agli altri scadono i 2 mandati E A TE NO.
      Quasi quasi penserei che oltre ad aver mandato avanti gli altri “perché a te veniva da ridere”, ti sia anche studiato la gabbola di subentrare quando gli altri dovevano andarsene.
      Unico gallo nel pollaio. Mica scemo.

      Ps Lo so che sono maliziosa, ma credetemi…in genere ci azzecco. Becco sempre il colpevole all’inizio dei gialli, purtroppo… e che noia.

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      • Premesso che non ho letto l’articolo, ma solo alcuni commenti tra cui i tuoi, e premesso che in generale apprezzo Dibba, mi sembra onesto (non dal punto di vista etico, ma intellettualmente): ho sempre avuto il sospetto che la sua uscita dal Parlamento fosse meno poetica di quello che si narrava. O di quello che lui narra: nel suo proporsi al mondo dei 5s, lui dice, potevo restare e me ne sono andato perché non sono attaccato come tutti gli altri alla poltrona. Beh, non lo so.

        Cioè, tu te ne vai quando sei certo che il risultato sarà clamoroso, quando per forza si avrà bisogno di te. Te ne vai anche perché ritieni, come tutti gli altri, sacro il vincolo dei due mandati, e non vuoi giocarteli tutti in un colpo, perché sei giovane e rimandare 5 anni ti farebbe bene, saresti comunque al centro dell’attenzione e anche ben pagato (legittimamente, ma comunque non costretto a inviare i cv), magari potresti fare il reportage di viaggio per un giornale che leggi; di ritorno e al prossimo giro sarai di nuovo in prima linea, convintissimo che troverai tutto invariato, stessi principi stesso mare, e nessuno si sarà sporcato con la politica.
        Invece si sporcano, la realtà incombe, ma lui è ancora puro, ed è convinto veramente che devono tutti rispettare i due mandati perché quando se ne è andato lui nessuno aveva mai pensato di metterlo in dubbio, non in pubblico, nemmeno in cuor suo. Quindi questo nuovo scenario proprio non lo capisce intimamente.

        Ecco, secondo me se lui avesse avuto il dubbio che nei 5 anni a seguire non se lo sarebbero filato, che avrebbe dovuto inviare dei cv come un qualunque uomo della sua età senza occupazione, non avrebbe lasciato la lotta politica quando c’era davvero bisogno di lui, e le sue idee oggi sarebbero meno pure di quelle che sono.

        Comunque tutta la vita Di Battista, imperfetto come ogni essere umano, e non che ne so, Paragone, disonesto come solo alcuni vermi umani.

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      • Eh, ma lo descrivi bello subdolo, però, l’essere imperfetto… molto più razionale e furbo di quanto voglia apparire sciorinando i suoi sogni rimandati a tempi migliori in cambio dei suoi anni sabbatico e di una situazione politica più comoda (pensava lui) …
        Ora torna e trova che non se lo filano o che le cose sono già state fatte…immagine perfetta, un quadro.
        Mi trovi moooolto d’accordo.
        Hai praticamente esteso e sviluppato il mio concetto.
        Non ti urta uno così? Certo, il paragone con Paragone non regge, ma sarà che amo la sincerità sopra ogni cosa… Comunque, leggilo l’articolo, merita.
        Anche se noi, come sceneggiatrici, siamo troooppo più avaanti😆🤣…. perfide!

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      • Hai ragione il paragone non regge, soprattutto non ho spiegato quello che intendevo: ho fatto il suo nome perché quelle rare volte che l’ho sentito parlare, prima che mi scapicollassi a cambiare canale, mi è sembrato che lui si associasse ad Alessandro (uso il nome perché lui lo chiama così, per rimarcare il loro legame intimo): cioè io e il pasionario contro l’establishment, me ne sono andato perché loro sono cambiati e bla bla bla.
        Sai perché non mi urta Dibba? Perché comunque lo vedo sincero nelle sue battaglie, non lo faccio subdolo proprio per questo. Ha legittimamente (secondo me) fatto delle scelte personali più comode in un dato momento, non è poi tanto grave. La purezza non esiste più da tanto.
        Io apprezzo infinitamente la sincerità di Conte e credo che persegua il famigerato interesse pubblico, ma se ci dimentichiamo che è un uomo pure lui, poi ci ritroviamo a fare l’errore della Lombroso (chiedo perdono ad Anna per averla nominata invano).

        P.s.
        Si magari questo dopo lo leggo, di solito Merlo e Labonia li salto.

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      • Ma perché era rivolto a te quel commento?
        Se si, rispondo vacce te da uno bravo se pensi che per dire due stronzate su Dibba uno ci debba elucubrare su: si tratta di attivare al massimo due sinapsi e mettere per iscritto senza soffermarsi, mica stiamo analizzando le monadi, e per quanto mi riguarda sono qua a scambiare opinioni con chi mi interessa, non teoremi esistenziali su cui mi sono arrovellata, non vengo qua a fare l’esegesi di nulla. E mi sento di poter dire che nemmeno quello di anail fosse un pensiero partorito con dolore, ci scambiavamo punti di vista cazzeggiando.

        Se no, era comunque rivolto a qualcuno e vengo alla tua domanda: questo tipo di commenti, Anail, è la ragione per cui non leggo Merlo e Labonia. Essendo molto schierati (non sono un’esperta, però, diciamo che mi sono fatta questa idea, senza elucubrazioni eh, quindi posso pure cambiarla) raccolgono sotto i loro articoli esseri umani normali e pensanti come te Angelo e altri ancora, ma raccolgono anche fan che stanno al movimento come i sorcini stanno a Zero. Quindi appena uno laico come me fa una critica o esprime un dubbio (che ne so, sulla Raggi) che non aggrada al fan club, in un attimo sei un malato, sei uno che “stavi bene prima con quelli che rubavano” e onestà onestà onestà.
        Ora io non devo dire a te quanto mi piaccia sentire le ragioni di chi la pensa diversamente da me, ma l’idea ci deve stare, non può essere solo che se parli così o sei ladra o scema (o malata mentale come in questo caso). Una volta, per dire, commentando all’indomani del referendum (per il quale nel mio piccolo mi sono spesa, e non certo per risparmiare su 345 stipendi, che al bilancio dello Stato gli fanno un baffo) la nuova petizione geniale di Di Maio sul taglio dello stipendio dei parlamentari, mi sono permessa di dire che li pagherei il doppio se mi fidassi di loro: ecco avevo delle ragioni e interessi miei personali per andare contro questa brillante iniziativa, quindi mi sono sentita dare dell’ammanicata, dell’amica del sistema, di una che sta dalla parte dei soliti noti. Non è che mi offendo, ma la discussione viene spostata su un piano che non so definire, personale? Boh. Cioè non mi va di dover spiegare a un tonino b qualsiasi che se non considero la formazione del movimento come la venuta della madonna non significa che non sei perbene.
        Anche perché vorrei capire, ma se, per dire la Raggi, non l’avessero votata tutti quelli inviperiti come me col sistema, con che voti la eleggevano? Cioè se la voto sono perbene se la critico? Tra l’altro è la mia sindaca, ne avrei un certo diritto, mentre qua ne parla chi è stato a Roma solo in viaggio di nozze.
        Comunque essendo questo blog casa loro, mi pare anche corretto non entrare in certe sterili discussioni, lo farei solo per disturbare e onestamente non sono ancora disadattata come certi soggetti che vediamo qui (non parlo dei fan dei 5s in questo ultimo periodo, ma di quei soggetti psicotici che conosci).

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      • Sì, Paola, il commento era inviato a me. Anche se ne ricevo vari che non sono DIRETTI a me, solo perché, nell’elenco dei commenti, sono quella che ha l’opzione “rispondi” sotto il post. Gli altri blogger, però, in questo caso, di solito specificano il nome, quindi capisco e magari, se è il caso, rispondo io o avverto il vero destinatario, che non lo riceverà mai se non nel caso che torni sui commenti. Questo perché non c’è l’opzione sotto OGNI commento, non capisco perché. In questo caso poteva essere rivolto a me o a te o ad entrambe, ma non ho ritenuto neanche di dovermi scervellare troppo a rispondere, dopo aver letto lo strafalcione. Forse trovava luGubri le mie/nostre elucubrazioni? Mah. Gli avrei potuto chiedere il nominativo del SUO tizio bravo, ma temo che tanto bravo non sia, se ancora lui sta a questo punto…
        Comunque, sì, ho capito che cosa intendi, per quanto riguarda Merlo e Labonia, ma, mentre Merlo è ultraschierato ed ha anche una modalità di scrittura spesso noiosa, con ripetizioni volute, ma pallose, la Labonia è tutta un’altra cosa. Spesso è critica, non la manda a dire, specie a Dibba, ed è scorrevole, quindi la leggo con piacere. Inoltre, avrai notato che sono piuttosto battagliera e resiliente, se la cosa resta contenuta nei limiti dell’educazione, all’incirca, e non me ne può fregare di meno di essere anche sola contro tutti (non sapevo che questo blog fosse “di proprietà”, magari colonizzato sì, ma in linea di massima da commentatori che stimo). Ho affrontato i leoni, quando è riaffiorato Dibba a fare lo splendido, ma figurati se mi scompongono certi elementi. Con gli altri, quelli corretti ed intelligenti, invece, ho avuto grandi e proficui dialoghi, anzi, sono volati anche apprezzamenti proprio per questo… e direi che quell’occasione è stata il mio debutto su questi schermi, direttamente nell’arena 🤣
        Questo tonino b, che odia a morte il “tetrapoltonaro destrorso” e non si perita di ricordarcelo in ogni commento, si stesse pure parlando di Zaia con la “bl”, temo che abbia letto un mio parere favorevole a Di Maio, sotto la sua intervista, e si sia inviperito. Non piangerò calde lacrime. E se questo è servito per poter poi leggere il tuo bellissimo commento, ne sono, toh, persino felice. Ho pure scoperto che sei di Roma, o almeno ci vivi, e quindi la mia vicina di casa più prossima: essendo io di Cagliari ed essendo voi raggiungibili, in aereo, in minor tempo rispetto alle altre province sarde, Roma è considerata praticamente confinante 😊…anche se in mezzo c’è il mare. E quindi, se mi gira, parlo pure della Raggi! Eheheh
        Ciao, cara

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  7. “Com’è buono lei.”
    Ma non era “come è umano lei?”
    A parte le battute, sono d’accordo sul tono un po’ troppo perentorio che ha usato Dibba, ma come ha detto anche Stefano, sta solo facendo politica. Il Movimento, come ricordato da Roberta, ha fatto e sta ancora facendo molte cose che, senza, non avremmo mai visto. Ma nonostante questo ha perso milioni di voti e solo una condotta come quella di Alessandro può far cambiare rotta. Non credo affatto che il suo sia un ultimatum, anche perché sono quasi sicuro che verrà votato come prossimo capo politico del M5S. Probabilmente è un po’ incavoltato perché, consapevoli anche gli altri di questo, per evitare che possa decidere in libertà come è stato per Di Maio, si sono inventati una sorta di oligarchia.

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    • Allora la risposta che ho dato a Stefano vale anche per te.

      “Dibba sta solo FACENDO politica” ?
      “Il MOVIMENTO sta FACENDO molte cose che, senza non avremmo mai visto”?

      Ecco, direi La SECONDA che hai detto.

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      • Per ora, ma senza Alessandro quanti voti pensi possa portare a casa il M5S? A me prima di tutto interessa che il lavoro iniziato possa essere portato a termine nella prossima legislatura, e non cancellato in quattro e quattr’otto da una burina qualsiasi.

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  8. Mi pare di aver sentito Crimi avanzare la possibilità di prorogare Mattarella per un anno…giusto il tempo di fare le elezioni,far vincere le destre e fare eleggere a loro il nuovo presidente della Repubblica,sarebbe questo il pragmatismo?

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  9. Di Battista non si è candidato alle ultime elezioni non per chissà quali dietrologie subdole ma perchè era appena nato suo figlio e se lo voleva godere nei primi anni.
    Parole sue.

    A chi dice che Il M5s ha fatto tante cose ecc.
    Ma allora non avete capito che i 5 stelle possono fare anche strade e ponti d’oro e regalare un lingotto d’oro al mese a tutti ma se queste cose non le sai comunicare sei politicamente morto!
    Se no ti sai difendere sui social dalla macchina del fango sei morto!

    Non capire che oggi fare politica significa esclusivamente saper comunicare, saper dettar l’agenda del dibattito pubblico, significa che non si capisce in che epoca viviamo.
    Qui chi non ha capito in che periodo storico siamo è proprio la Labonia.
    Mi sa che continua esser la fantasionuvola di sempre e invece che credere agli unicorni, draghetti ed elfi, crede nella buona fede di Di Maio Crimi e Spadafora

    Per quanto riguarda le proposte che ha fatto Di battista metto il link a chi dice che urla e basta ma non è concreto.
    E’ la proposta più concreta utile e 5 stelle style, che ho sentito negli ultimi anni.
    Ma i Di Maio Crimi e tutto il cucuzzaro non se lo sono cacato nemmeno l’ ormai non più sacro blog e nemmeno Grillo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/01/di-battista-al-ministro-costa-istituire-servizio-ambientale-per-200mila-under-32-allanno-costi-meno-delle-grandi-opere-inutili/5821251/

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  10. governare é un mezzo non il fine…(cit. Di Battista)!
    se governare significa tenere il sacco ai ladri ai corrotti e ai corruttori di destra e di manca (de scalzi, profumo e altri cento e cento), come pare faccia il tetrapoltronaro (usurpatore, traditore e da l’altro ieri pure buffone?), allora é meglio che tornate tutti a lavorare come cittadini qualsiasi, se un lavoro ce l’avete, altrimenti per voi “portavoce” può andar bene pure il reddito di… sostentamento!!!​

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