Battista’s List

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Tenetevi forte, perché la notizia è clamorosa: nei processi penali non tutti vengono condannati, ma c’è anche chi viene assolto. Noi, che seguiamo la cronaca giudiziaria da una trentina d’anni, questo sospetto lo covavamo da un po’. Ma ora, grazie a un esemplare articolo di Pierluigi Battista sul Corriere, il sospetto diventa certezza. Battista, che mai abbiamo incontrato in un’aula di tribunale (è un mago dei travestimenti), fa “l’elenco dettagliato delle sentenze di assoluzione che nella Seconda Repubblica hanno scagionato amministratori e politici risultati innocenti dopo essere stati stritolati per anni da inchieste e processi con grande clamore sui media”. E parte da Antonio Bassolino, l’unico ad avere ottimi motivi per lamentarsi: 19 indagini senza condanne sono troppe per non interrogarsi sui pm e i gup che si sono occupati di lui. Ma, per il resto, la Battista’s List è piena di condannati e di prescritti che il nostro crede assolti. Raffaele Fitto e Filippo Penati sono stati per metà assolti e per metà prescritti (il secondo dopo aver giurato che avrebbe rinunciato alla prescrizione). Beppe Sala è stato condannato in primo grado e prescritto in appello (dopo aver proclamato: “Non voglio la prescrizione, ma l’assoluzione”).

Luigi Vignali, ex sindaco di Parma, è così innocente che ha patteggiato 2 anni per corruzione: cioè s’è condannato da solo, ma s’è scordato di avvertire Battista. Nicola Cosentino è stato condannato a 4 anni per corruzione in Cassazione, ma Battista si crede il quarto grado di giudizio e l’ha assolto lui. Roberto Cota, beccato a farsi rimborsare dalla Regione spese personali, mutande verdi incluse, è stato assolto in primo grado e condannato in secondo, sentenza annullata dalla Cassazione che ha ordinato un nuovo appello, dunque non l’ha “assolto”. Già che c’è, Battista infila pure due ex ministri mai indagati, Lupi e la Guidi, che si dimisero dal governo Renzi l’uno per una storia di ordinario familismo, l’altra per l’emendamento pro petrolieri regalato al fidanzato lobbista. Fatti veri e imbarazzanti, anche se non erano reati: infatti fu l’Innominabile e non i pm cattivi ad accompagnare i due ministri alla porta. Per fare buon peso, Battista aggiunge pure gli archiviati, cioè quelli che vengono indagati per verificare una notizia di reato e poi si scopre che non ci sono motivi o prove sufficienti per processarli: il pd campàno Graziano e il forzista Schifani (mai processato e dunque mai assolto). Eppure, se cercava altri plurindagati e plurimputati sempre assolti/prosciolti/archiviati quanto e più di Bassolino, Pigi ne aveva due belli grossi e famosi: Antonio Di Pietro e Virginia Raggi. Ma quelli sono veri, quindi ha preferito evitare.

10 replies

  1. La lista sarebbe molto lunga rispetto a quanto scritto dal Sabaudo, ma pur di non vedere le cose come stanno, certi pseudo giornalisti sono così bravi a fare slalom giganti tra le notizie che a confronto Alberto Tomba sembrava un pischellino!

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      • Salve, non possiedo il formidabile archivio e la memoria del Sabaudo (il quale va giustamente apprezzato per il fatto di rinfrescarci mai abbastanza la memoria, così breve per tanti e troppi veri o falsi smemorati Italiani), ma giusto così per suo diletto ed in periodo di internet potrà avere soddisfatta la sua (così come ho fatto per me) curiosità. Scoprirà che ci sono tanti politici (discutibili o no) e magistrati che hanno subito processi che li hanno visti assolti dalle accuse formulate nei loro confronti. Mi spiace deluderla, ma il mio intento nello scrivere è quello di lasciare una opinione o una riflessione (condivisibile o meno), non certo di essere collaborativo a colmare il vuoto spinto di chi non vuole intendere.

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  2. Spero non si ritorni a disquisire sulla, presunta,ripetitività di M.Travaglio:
    come si contrastano le balle ripetute se non con le verità ripetute che spesso non si conoscono?

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  3. Buongiorno signor Davide,
    apprezzo molto il suo modo di scrivere e penso che lei sia una persona perbene.
    Debbo però precisare che,
    ha demandato tutte le risposte ad internet;
    al suo posto,
    sarei sceso nel merito(Travaglio lo fa,sempre e con dovizia di particolari) anche brevemente,
    magari con qualche nome,
    anche per non fare la figura,
    da lei evocata,
    dello slalomista che pensa di vincere,
    senza cimentarsi nella gara.

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    • Premetto che per me era evidente che gli slalomisti fossero i così detti giornalisti e non l’ottimo Travaglio (che io chiamo Sabaudo in virtù dei suoi natali e nonostante gli sia attribuibile qualche umano scivolone). Non faccio il giornalista e non è mio compito informare e colmare i vuoti altrui, anche perché basta veramente un click per verificare quello che ho scritto. Epperò le devo dire che il primo nome che mi è venuto in mente mentre scrivevo il mio commento era quello di John Henry Woodcook, avendolo associato alla figura di magistrato di Di Pietro.

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  4. Grazie signor Davide,
    la mia timida esortazione a fare qualche nome è stata dettata dalla convinzione che,
    anche un lettore può dare il proprio contributo con idee chiare, alla portata di tutti.
    Non avevo dubbi sulla sua intenzione che personalmente ho apprezzato,
    era giusto però che la precisazione fosse sua.

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