Da Berlusconi a Salvini, passando per Renzi. Breve ritratto di Denis Verdini, il teorico di ogni compromesso

(di Concetto Vecchio – repubblica.it) – Il padre del patto del Nazareno è una delle maschere della politica italiana. La sua teoria: “La Costituzione è come la trippa”.*Diceva: “La maggioranza, sai, è come il vento”. Oppure: “La Costituzione è come la trippa, la allunghi, la tiri, la restringi”. Cinico senza veli, una delle tante maschere della politica nostrana, Denis Verdini, 69 anni, “il grande tessitore” di ogni tipo di accordo, capace di passare da Spadolini a Berlusconi, da Renzi a Salvini, ora finirà la sua corsa in carcere.

Non è mai stato tipo da grandi ragionamenti ideali, non è certo quella la politica che gli piaceva. Alla storia forse passerà per essere stato nel 2014 l’architetto del “patto del Nazareno” tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, un accordo sulle riforme che poi finì malamente. Con Renzi si conoscono da quando quest’ultimo era presidente della Provincia di Firenze: fu Denis a portarlo ad Arcore nel 2010 per presentarlo al Cavaliere che stravedeva per quel giovane sindaco facondo e sveglio. Alle politiche del 2018 Verdini voterà per entrambi, salvo poi sponsorizzare subito dopo la nascita del governo Lega-M5S. Finito nello scandalo P3 (da cui fu assolto) e nell’inchiesta Consip, Verdini aveva cominciato come titolare di macellerie, aprendo quindi uno studio di commercialista. Ha sempre avuto le mani in un sacco di affari. Per un certo periodo è stato anche l’editore del Foglio. Silvio Berlusconi, nel 2008, gli aveva consegnato le chiavi del Pdl, di cui divenne coordinatore nazionale, il che fece di lui un potente. Berlusconi in quegli anni era una specie di monarca e Denis il suo plenipotenziario. Sempre elegantissimo, eccessivo, capigliatura leonina, il linguaggio spiccio, dominava la scena con rude pragmatismo.

Quando Berlusconi uscì di scena si legò a Renzi. Al referendum costituzionale del dicembre 2016 si spese per il Sì, insieme ad Angelino Alfano e mezzo Pd. I Cinquestelle, non ancora al governo, lo trasformarono nel “mostro” della politica italiana. Lui non fece mai nulla per sottrarsi a quell’accusa. Nell’ultima legislatura aveva fondato un suo gruppo di 15 senatori, Ala, con cui teneva in vita il governo Gentiloni. Votò a favore delle unioni civili, “perché la politica è l’arte del compromesso”.

Non è più in Parlamento. L’ultima volta è stato avvistato in pubblico nell’agosto del 2019, nei pressi del Senato. “Sono disoccupato” celiava. Il giorno prima Matteo Salvini, fidanzatosi nel frattempo con sua figlia, Francesca Verdini, era appena stato detronizzato e si era rifugiato nella villa del suocero a Pian de’ Giullari, sulle colline di Firenze. Da qui postò uno dei suoi selfie. Tutti i giornali scrissero che Verdini era diventato il consigliori di Salvini. “Balle spaziali”, rispose davanti a palazzo Madama. “Non parliamo mai di politica”. E la sua grassa risata risuonò per i vicoli di Roma.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

2 replies

  1. sembra un pozzo senza fondo questa corruzione che si esplica nel nostro mondo politico. L’operazione mani pulite non l’ha fermato ma addirittura l’ha esaltato. Per chi legge si ponga la domanda se in queste condizioni si possa vivere sereni e progettare il proprio futuro e quello dei propri figli nipoti?????

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.