Emergenza Covid e responsabilità pregresse

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(Dott. Paolo Caruso) – Mentre l’emergenza Covid con la sua rapida diffusione torna a far paura in Europa come del resto anche in Italia, lo spettro del secondo lockdown appare sempre più minaccioso e ricomincia a risuonare  e rimbalzare tra un paese e l’altro. Del resto, in mancanza di vaccino, le misure impiegate dall’utilizzo delle mascherine, dal rispetto del distanziamento, pur essenziali in questa fase  per rallentare la diffusione del coronavirus, non riescono a controllarla in maniera sostenibile vista anche la mancata adesione di parte dei cittadini. Tutti abbiamo sbagliato sottovalutando l’impatto di una seconda ondata virale, dai cittadini alla politica, dalla informazione a una parte della comunità scientifica. Certa scienza, in particolare quella salottiera televisiva, rappresentata da virologi, infettivologi e pneumologi, con irrefrenabile propensione mediatica, spesso asservita ai diversi schieramenti politici, ha creato ulteriore confusione, minimizzando e creando le premesse per un rompete le righe e uno sdoganamento di comportamenti più o meno irresponsabili da parte dei cittadini. Guai alla scienza medica quando diventa servile alla politica!  Se poi oltre i programmi salottieri ci si sposta sullo spettacolo offerto dalla giostra politico mediatica e di certo giornalismo fazioso, sempre pronto a contrastare con fake news il governo Conte, e a sminuire costantemente i suggerimenti volti a evitare successive problematiche emergenziali, si comprende bene del perché saremmo arrivati ad una recrudescenza virale e ad un futuro ipotetico lockdown. Il nuovo record di contagi, il progressivo numero di ricoverati e l’aumento dei decessi, ora crea panico e sconforto anche in aree geografiche, come quelle del meridione, fino a ieri interessate marginalmente. Si assiste così a una impennata di richieste di posti letto soprattutto nei reparti di emergenza, terapia intensiva e sub intensiva con il rischio esaurimento in breve tempo. Grazie anche a loro (politica, scienza, informazione), nuovi vecchi fantasmi di un passato recente sembrano riemergere dall’oscurità delle nostre coscienze, nuove paure, nuovi untori, vengono a turbare le notti e i sogni di milioni di persone, e così l’Uomo forte , sicuro ,spregiudicato, appare fragile, nudo, indifeso di fronte alla ripresa dei contagi e al diffondersi della pandemia.

3 replies

  1. Tutti?
    Parla per te! Io non ho sottovalutato un bel niente. Ero sicurissimo che a ottobre ci saremmo trovati in questa situazione e guardavo allibilito foto e video di chi incurante pensava alle vacanze. Quando leggevo di spiagge e ombrelloni mi sembra di vedere delle persone che per gioco si bendano e poi attraversano di corsa un corso trafficato che porta al centro di Milano.
    Avremmo potuto chiuderla lì con un po’ di extra sacrifico e fra poco avremo annullato l’effetto di tutti i sacrifici fatti da febbraio ad aprile.
    È proprio vero che la maggior parte degli uomini non è capace di fare un piccolo sacrificio oggi per un grande beneficio domani.

    Quindi risparmia il tuo “tutti” e abbi rispetto per quei pochi che, come me, hanno mantenuto un comportamento avveduto per cercare di non estendere il contagio.

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  2. Hai ragione Angelo, ma il tutti era rivolto in generale non alla totalità in senso stretto ma a una grandissima fetta di popolazione, di cui anche io mi escludo.

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