La villa in Costa Smeralda coi fondi della Lega Salvini

L’operazione sospetta – 311 mila euro del 2×1000 versati al solito Barachetti, usati per un immobile in Sardegna e in parte poi finiti ai contabili arrestati.

(di Stefano Vergine – Il Fatto Quotidiano) – Soldi dei sostenitori della Lega Salvini Premier sono finiti nelle tasche dei commercialisti salviniani, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, attraverso la compravendita di una villa in Costa Smeralda. Un’operazione da quasi 350 mila euro. È questa una delle notizie contenute nella puntata di Presa Diretta che andrà in onda domani, lunedì 28 settembre, su Rai3. Intitolata “Caccia al tesoro: che fine hanno fatto i 49 milioni della Lega”, la trasmissione condotta da Riccardo Iacona prova a spiegare come siano stati spesi in questi anni i soldi affluiti sui conti del partito, anzi dei partiti, Lega Nord e Lega Salvini Premier.

È proprio partendo dalle casse della nuova creatura salviniana che si arriva alla villa situata di Cugnana, Comune di Olbia, a pochi chilometri da Porto Rotondo. Una villa immersa nella macchia mediterranea, che porta dritto a Di Rubba e Manzoni, i due commercialisti arrestati lo scorso 10 settembre su richiesta della Procura di Milano per peculato e turbata libertà nella scelta del contraente, nell’ambito dell’inchiesta sulla Lombardia Film Commission. La villa in Costa Smeralda non è citata dai magistrati milanesi tra i motivi degli arresti, ma la ricostruzione di Presa Diretta svela un altro pezzo della gestione finanziaria della Lega negli ultimi anni. Quelli in cui il tesoro padano è stato disperso in mille rivoli, con il risultato che quando la Guardia di finanza è andata a sequestrarlo (dopo la sentenza del Tribunale di Genova) ha trovato solo 3 dei 49 milioni di euro che dovrebbero tornare allo Stato.

La storia della villa inizia nell’estate del 2018, quando Salvini è al governo. Il 31 agosto Lega Salvini Premier effettua un bonifico da 311 mila euro verso Barachetti Service Srl, società che fa capo all’elettricista Francesco Barachetti, indagato nell’inchiesta su Lombardia Film Commission per concorso in peculato e diventato negli ultimi anni uno dei fornitori preferiti dai salviniani. Tre giorni prima del versamento a Barachetti, Lega Salvini Premier aveva incassato dallo Stato italiano quasi 1,5 milioni di euro, frutto delle donazioni che ogni contribuente può fare a ogni partito attraverso il 2×1000 della dichiarazione dei redditi.

La Lega gira quindi una parte dei soldi appena incassata a Barachetti. E cosa fa l’imprenditore con questo denaro? Compra la villa sarda da Marzio Carrara (non indagato), altro fornitore di punta della Lega, che con Di Rubba negli anni ha condiviso parecchi affari. Il rogito viene firmato il 27 dicembre del 2018 davanti al notaio Marco Tucci, anche lui bergamasco come Di Rubba, Manzoni e Carrara. Quel giorno Carrara vende alla Barachetti Service, per 338 mila euro, una società che si chiama Immobiliare Mediterranea Srl. Nell’atto notarile viene specificato che i soldi sono passati di mano prima del rogito, non si sa bene quando.Dietro le sigle societarie, potrebbe esserci l’affare della villa. Immobiliare Mediterranea è infatti proprietaria di un unico bene. Quale? L’immobile in Costa Smeralda.Ricapitoliamo. Lega Salvini Premier versa 311 mila euro a Barachetti, il quale li usa (aggiungendo 27mila euro) per comprare la villa sarda da Carrara. Carrara gira un terzo del denaro della compravendita a una società di Di Rubba e Manzoni. A raccontarlo è un documento della Uif di Banca d’Italia, secondo cui, una società di Carrara (la Cpz Spa), poco dopo la vendita della villa a Barachetti, versa 134.200 euro allo Studio Dea Consulting. Bonifici motivati come acconto e saldo di una fattura. Lo Studio Dea Consulting all’epoca era di proprietà unica di Di Rubba, che fino a poco tempo prima aveva condiviso le quote con il collega Manzoni. Che c’entra la Lega in tutto questo? A parte il fatto che i soldi usati per acquistare la villa sarda e finiti poi sui conti della società dei commercialisti sarebbero del partito, c’è un altro fatto che collega la vicenda alle alte sfere salviniane. Lo dicono gli atti dell’inchiesta sulla Lombardia Film Commission. Tra i depositari delle scritture contabili della Immobiliare Mediterranea c’è la Mdr Stp Srl. È la società partecipata, oltre che da Di Rubba e Manzoni, anche dal senatore Stefano Borghesi e dal deputato e tesoriere Giulio Centemero. Due fedelissimi di Salvini hanno dunque avuto sotto il naso i conti della società protagonista della compravendita immobiliare fatta con i soldi del partito. Ma, evidentemente, non si sono accorti di nulla.

5 replies

  1. Cmq state tranquilli i leghisti sono abituati a questo.
    Salvini verrà esautorato solo se perderà ancora non è con gli scadali finanziari che lo si metterà in difficoltà con i suoi sostenitori.
    Anzi il fatto che sia riuscito a nascondere i 49 milioni, agli occhi dei leghisti è un grande merito.

    Piace a 4 people

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