Election day

(Tommaso Merlo) – Anche la seconda spallata di Salvini finisce contro un muro, quello della realtà. Al sud ormai prende più insulti che voti. La sua Lega patriottica esiste solo nelle sue perversioni sovraniste. Se Salvini continua così finirà per puntare ai pieni poteri del comune di Pontida e a quel punto potrà ricominciare ad insultare liberamente i meridionali. Anche la marcia su Roma della Meloni è stata rimandata a data da destinarsi, si dovrà accontentare di un’adunata ad Ancona ma il discorso dal balcone ci sarà. Quanto a Berlusconi ormai è un nemico silenzioso e invisibile, come il virus che lo ha graziato. Le destre han cominciato a bisticciare non appena calato il sipario sul teatrino elettorale. Come al solito, stanno insieme col poltronavil. Da una parte i sovranisti duri e puri, dall’altra chi vorrebbe una nuova destra moderata e magari perfino un partito conservatore unico all’anglosassone. Oh, yes. Del resto Salvini ha tentato di fingersi moderato in sta tornata, ma invece che conquistare i fortini rossi si è beccato un bel gesto dell’ombrello dai quei vecchi comunistacci della malora. Il Pd regge grazie al solito verminaio di liste e listerebbe capestro e di branchi di famelici transfughi ed incalliti parassiti che si aggirano nelle viscere locali del Belpaese. La classica bolgia che ha premiato i sempiterni poltronosauri coi loro seguiti. Davvero poco di cui essere fieri ma la testa calva di Zingaretti resta comunque al suo posto per il momento. I malpancisti intestini dovranno trattenere le loro flatulenze mentre ai militanti non resta che accendere ceri nella speranza si manifesti uno straccio di rinnovamento e magari pure d’idea che non sia l’ossessione mesianica. La vera notizia nella fu sinistra è che ormai Renzi non lo votano più nemmeno gli amici e i parenti più intimi. In parlamento ha un potere ricattatorio abnorme, ma nel paese sostanzialmente non esiste più. La sua strategia per farsi notare ha fallito. Vedremo se a questo punto si rassegnerà a vivere serenamente il suo irreversibile tramonto o il suo ego avrà ancora la meglio sul buonsenso. Un election day atipico. Mentre i vecchi partiti si son fatti l’ennesima scorpacciata di poltrone, il Movimento ha portato a casa un risultato storico nell’indifferenza generale. Ma più il Movimento cambia l’Italia, meno voti becca. Stampa da terzo mondo ma anche problemi strutturali suoi. Alle politiche sarà tutt’altro film. Si tireranno le somme di una legislatura in cui oggettivamente il Movimento è andato oltre le aspettative collezionando una serie notevole di risultati. Di sicuro il Movimento non potrà presentarsi alle urne in queste condizioni. Servono urgentemente sti benedetti stati generali. Servono nuove stelle da mettere sul piatto, una nuova leadership condivisa, nuova organizzazione e nuova linea. Un piatto ricco. Il bello degli stati generali sarà che la maggior parte dei partecipanti è al suo ultimo giro di giostra e finita la festa se ne tornerà a casa sua. Questo aiuterà a rendere ridicoli certi sterili protagonismi, a sedare litigi da condominio e rilanciare il progetto comune che è l’unica via per rimanere politicamente vivi e continuare a scrivere la storia. Per meriti propri e per demeriti altrui, il Movimento ha ancora molto da offrire al paese. Il lavoro da fare dopo decenni di malapolitca è ancora molto e il vecchio decrepito regime partitocratico è ancora tutto lì. Che il Movimento si allei con queste destre nel prossimo futuro è molto improbabile, che prenda il 51 pure. Cooperare con quello che rimane della fu sinistra sembra una strada obbligata per il momento, anche se il punto non è se, ma come, cooperare. Senza cioè svendere i propri valori, senza ammucchiate ma fungendo da stimolo al cambiamento. Pretendendo cioè dai propri compagni di viaggio di essere all’altezza perlomeno dei tempi. La seconda spallata di Salvini contro il muro della realtà rasserena quindi Giuseppe Conte. È lui il vero asso nella manica della maggioranza. C’è da spartire la mega torta del recovery. C’è da gestire la seconda ondata. Clima che premia l’unità e la prudenza. Se il governo manterrà la rotta la legislatura potrebbe durare e lo scenario con cui si tornerà alle urne potrà essere ancora più favorevole.

8 replies

  1. Questa continua, pervicace ossessione dei piddini per il MES proprio non la capisco.
    Alla luce dei (tanti) soldi che arriveranno dal recovery fund loro lo vogliono, lo desiderano, lo agognano.
    E’ l’unica cosa che sanno dire come un mantra, la loro direzione politica, la loro visione della sinistra italiana… e’ tutto qua?
    Questi sono gli orizzonti? Il MES?
    Un vero partito riformatore dovrebbe gia’ aver compiuto degli sforzi per proporre strategie di spesa, di stanziamento, investimenti volti ad una modernizzazione del Paese verso un futuro piu’ giusto, piu’ equo, piu’ attento alle grandi, contingenti questioni ambientali…ma loro no! Il MES…Il MES! E cosi’ SIA, spalancate gli occhi, piangete… a voi, cari signori, l’arrivo del MESSIA.

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    • @EnergiaQuieta
      La risposta al tuo rovello è tutt’altro che di immediata comprensione.
      Bisogna andarla a cercare nell’atto di nascita del PD, e spulciare i nomi dei genitori,
      quelli dei padrini (una pletora!) e cercare di ricostruire chi, quando, come e perché
      ha voluto che l’orrida creatura nascesse.
      I prodromi si ebbero gà con Prodi e Parisi alla metà degli anni novanta, quando nacque
      l’esigenza di “sterilizzare” ogni residua idea di sinistra, ogni residuo impulso a non far
      morire quegli ideali di giustizia sociale che, seppure in modo contraddittorio, avevano
      albergato nella mente degli elettori della vecchia quercia.
      Se metti insieme un secchio di acqua dolce con uno di acqua salata cosa otterrai?
      Due secchi di acqua salata.
      Così, con la spinta e la consulenza degli alfieri della Terza Via (Clinton e Blair in primis)
      e la benedizione del trionfante neoliberismo globalità,
      in Italia si misero insieme “il diavolo e l’acqua santa” con il preciso intento di avvelenare,
      giorno dopo giorno, il diavolo con dosi sempre crescenti di acqua santa.
      Operazione riuscita alla perfezione, visto che del povero diavolo rosso s’è perduta perfino
      la memoria.
      La quercia fu tagliata e bruciata e al suo posto crebbe l’olivo, albero molto più gradito a coloro
      che l’hanno piantato perchè dalle olive si può spremere fino all’ultima goccia di olio.
      Ma anche l’olivo cresceva troppo lentamente per l’impazienza della razza padrona che non
      ci pensò due volte a tagliare anche quello per sostituirlo con quella loro creatura, insaziabile
      e immorale, a cui imposero il beffardo nome di Partito Democratico.
      E’ il partito che porterà avanti le istanze di equità e giustizia dei lavoratori nel solco della
      tradizione socialista e comunista italiana, dissero, mentendo spudoratamente.
      In effetti l’unico solco che il PD ha sempre seguito è stato quello tracciato da un tal Bettino
      Craxi che della bandiera socialista aveva fatto uno strofinaccio da cucina.
      Questo è il PD.
      E allora come stupirsi se ciò che gli preme è la riconoscenza verso chi l’ha fatto venire alla luce?
      37 mld. di € da spartirsi con la scusa di ricostruire una Sanità che loro hanno contribuito a
      distruggere non sono bruscolini.
      Sono il segno che chi nasce tondo non può morire quadrato.

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    • A me sembra che ci sia ben poco da capire, cara Entropia Agitata (mi si perdoni lo scherzo). Il Pd un partito riformatore? Guarda che questo è Infosannio, mica La Sai L’ultima (che con questa battuta, la migliore dell’anno, rischieresti seriamente di vincere).

      La realtà è, a mio avviso, molto semplice: il Pd non è un partito, nè tanto meno riformatore (uahuahuah!), è solo un comitato d’affari, esattamente come la Coalizione di Centrodestra. Come tutti gli affaristi, hanno in testa una cosa sola: i soldi. Vedi come tutto torna?

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    • Hey Dio, dall’alto dei cieli o dal palco visto che prob. ti riferisci al cantante che, mi perdonerai, ritengo tra i piu’ irritanti della scena

      rock-metal, forse devi leggere meglio prima di commentare: io non ho scritto che il pd e’ un grande partito riformatore e tante altre

      cazzate, loro se lo dicono con auto-referenza e quindi io ho scritto tutta qua la vs. idea di sinistra riformatrice?

      E poi, guarda, riguardo al pd con me sfondi una porta aperta: lo ritengo peggio di Berlusconi perche’ almeno lui e’ come e’ e

      si porta appresso quelli come lui, il pd invece e’ come tutto il peggio del sistema con l’aggravante di prendere per il culo le

      persone perbene che lo votano in buona fede…tutto qua!

      Perdonami ancora per la mia considerazione sul Tuo Cantante Dio.

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      • Mi riferisco al cantante, ma va bene lo stesso dall’alto dei cieli, visto che Dio è morto. In ogni caso, preciso che l’ho sempre apprezzato, allo stesso modo di tanti altri, nè più nè meno; se il tuo giudizio è differente, ne hai pieno diritto e la cosa non mi riguarda, pertanto non c’è nulla da perdonare, trattandosi unicamente di questione di gusti.

        Comunque il concetto era chiaro: ormai se lo dicono tra di loro e basta. Una volta, almeno, avevano il buon gusto di buttare là qualche idea almeno per salvare la faccia (naturalmente, quando si è trattato di tradurle in pratica, neanche a parlarne); ora non si curano più nemmeno delle apparenze, tanto, se lo zoccolo duro del loro elettorato li ha sempre votati anche quando hanno proposto e, ahimè, anche applicato politiche smaccatamente di destra, questo dimostra una volta per tutte che lo stesso è composto da vecchi aficionados appartenenti ormai ad un’altra epoca, che non cambierebbero partito nemmeno se la prossima proposta fossero le leggi razziali (a patto di chiamarle con un altro nome, si capisce), per cui tanto vale non scervellarsi nemmeno nell’inventare proposte finte, basta la parola.
        Per questo ritengo che l’estinzione sarà ancora lunga e dolorosa, tocca aspettare la soluzione biologica.

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