Perché quell’orrore ci tocca da vicino

(di Marcello Veneziani) – Da giorni distolgo lo sguardo con orrore dalle immagini, le facce, i fatti, di quell’atroce storia accaduta a Colleferro. Vorrei scansarla, non parlarne, limitarmi a provare muta pietà, e infinita, per quel ragazzo, Willy, massacrato perché voleva soccorrere un suo amico. Vorrei considerarla un’irruzione della bestialità nell’umanità, l’interruzione momentanea ed eccezionale della vita di tutti i giorni; qualcosa di estraneo, che non ci riguarda, non fa parte della vita comune. Ma un episodio del genere non si riduce al gesto isolato di una bestia invasata, o forse di due, perché poi vedi che ci sono gruppi complici, sciami ronzanti, branchi che tumultuano intorno e condividono la stessa atmosfera di violenza; e situazioni del genere succedono un po’ ovunque, in ritrovi, discoteche, luoghi affollati. Lo stesso clima maligno, la stessa bestialità nell’aria, nelle facce, nei corpi, anche se per fortuna di rado si arriva alla ferocia finale. Ma una sera o l’altra può succedere, può sfociare in tragedie del genere. Allora ti accorgi di vivere sull’orlo protetto di un mondo fragile; ma dentro, sotto, a fianco, brulica, si agita, vomita umori e violenze un popolato universo parallelo o sottostante. Certo, quel mondo brutto e cattivo non è il mondo intero, e non è nemmeno l’universo dei ragazzi, ma è solo una fetta d’inferi che ci vive accanto o si sporge dal piano inferiore. Però è esteso il male, arriva in luoghi che conosciamo, tocca ambienti che frequentano persone a noi care, figli, nipoti. E allora sei costretto a rivolgere lo sguardo a quel buco nero e chiederti: ma cosa ti sgomenta in modo particolare?

Conosci l’odio ideologico, politico, razziale; conosci il fanatismo religioso e bellicoso, conosci la violenza per fame come accade agli animali e trovi una ragione perfino alla crudeltà di delinquenti che per derubare uccidono le loro vittime, o a persone che improvvisamente cedono alla follia e ammazzano.

Ma uccidere un ragazzo per sport, per esuberanza muscolare, per dimostrare la propria potenza, per esercitare il proprio potere di vita e di morte, è il gradino più basso della ferocia, quella senza motivo. E trovo grottesco disquisire se l’omicidio sia intenzionale o no. Quando riduci un uomo, un tuo simile, a una cosa, quando ormai è a terra, a pezzi, e non può più nulla, e tu lo tratti peggio di un tappetino e lo schiacci, lo prendi a calci in faccia, gli salti sul torace, non ha più senso chiedersi se è intenzionale o premeditato. Anche perché le intenzioni, la meditazione presuppongono una traccia di umanità, di umano discernimento. Qui no, siamo in una sfera dove bestiale o satanico sono solo metafore per dire che è ancora peggio, perché le belve più feroci di solito attaccano per fame, per difendere i loro cuccioli, il loro spazio vitale. Qui siamo oltre, nel Male allo stato puro, cioè impuro, e demente.

Da dove viene questa ferocia? Meschini voi che cercate di dare un nome a voi comodo, una classificazione parapolitica, un indirizzo di palestra, perfino un’ideologia, o addirittura come dice qualcuno, una cultura (“cultura fascista” dice la Ferragni, che di cultura e di storia ne capisce tanto) confondendo cultura e culturismo. Ma come fate a utilizzare categorie che appartengono a popoli, storie, culture, idee, fedi politiche davanti all’irruzione della ferocia allo stato sub-animale? Via, non siate partigiani accecati anche in questo caso; non usate l’irruzione del Male e della Bestia per colpire i vostri antipatizzanti, che odiate. Non siate così miserabili davanti a un massacro raccapricciante, che tocca la nostra umanità, non le convinzioni politiche. Se razzismo c’è in quel massacro, riguarda la razza umana.

Se dovessi cercare il clima, l’humus che alleva e favorisce questa riduzione fecale dell’umanità, lo cercherei nel narcisismo malato della nostra società, nella perdita della realtà e del mondo, ridotti solo a sfondo per il proprio io, le sue pulsioni e i desideri; proiezioni del display, emoticon, videogame. Lo cercherei nel deserto di principi, nella caduta di ogni senso del limite, la vita esaurita negli istinti e negli istanti, lo faccio perché mi fa stare bene, mi va di farlo.

Tutto meno che fascismo o comunismo, niente visioni del mondo o ideologie del passato. Tutto meno che civiltà, religione, tradizione, comunità. Certo, c’erano crudeltà anche in quei mondi, lo sappiamo; ma erano di genere diverso, rispondevano a uno scopo, anche se infame o assurdo.

Quel che accade a Colleferro o altrove è il succedaneo subumano di quel che gli uomini chiamavano nichilismo: quando il nichilismo arriva alle masse, si nutre d’ignoranza e arroganza, si inietta nei corpi intra-muscolo, produce questi escrementi; va oltre l’ultimo uomo, si ritrova nell’ultima bestia. Poi, non abbiamo ancora certezze, dobbiamo essere prudenti prima di giudicare dalle immagini, le battute o le prime testimonianze; magari le stesse bestie nutrivano scampoli d’umanità, avevano perfino oasi di tenerezza. Ma l’irruzione del bestiale al di sotto delle bestie ci sgomenta.

Non sarei però sincero se non dicessi che c’è anche un’altra cosa che rimuoviamo, e non vogliamo ammettere. Se ci fossimo trovati lì, in quel frangente, avremmo fatto qualcosa per impedirlo? Facile deprecare la gente intorno che non faceva nulla, ma tu cosa avresti fatto, sapendo che saresti stato massacrato come Willy? Ecco, la confessione di questa impotenza, di questa viltà, ci fa stare male. Sentirsi vermi, inermi, inerti. Certo, a una violenza scatenata e feroce come questa, è da opporre una forza organizzata e schiacciante come quella dello Stato e dell’Ordine pubblico e poi la certezza di una pena radicale, terribile, esemplare. Ma ciò non cancella il tumulto della nostra coscienza.

La sensazione che ci lascia è che siamo rimasti a terra pure noi, colpiti sì dalla violenza più feroce, gratuita e dallo spettacolo atroce di un ragazzo massacrato, ma atterrati pure dalla nostra incapacità di fare qualcosa. L’umanità ferita, l’umanità impotente.

La Verità 11 settembre 2020

15 replies

  1. Concordo quasi in toto con quanto affermato da Veneziani: una tale bestialità non ha colore politico. Però mi permetta di dubitare che quegli assassini possano provenire dai pur talvolta discutibili centri sociali: non mi stupirei affatto, invece, a vedere qualche loro fotografia mentre fanno il saluto romano, o a sentirli declamare ‘eja, eja, alalà’.

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    • Scusi, il mi piace è una svista.
      Non per sminuire quanto scrive ma perché non mi trovo d’accordo.
      Non mi pare che Veneziani abbia tirato in ballo i centri sociali.
      Per una volta sarebbe opportuno non schierarsi ed ammettere che certe forme di violenza sono scevre da ideologie e sono figlie di ignoranza e del vuoto pneumatico che permea questa nostra malata società.
      Una società dove apparire è tutto, dove avere è più importante di essere e dove i canoni estetici sono il vero scopo della vita.

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  2. Va bene tutto,. Figuriamoci se non sono d:accordo.
    Solo un appunto, non si è disquisito su omicidio premeditato o meno.
    Si disquisisce sul fatto che non lo si può considerare omicidio preterintenzionale. Ho scritto subito in altra pagina che si doveva configurare immediatamente l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
    In prima battuta il PM non l’ha fatto,in seguito c’è stata un’invetsione di tendenza.
    Si è giustificato il tutto adducendo ulteriori indagini ed i risultati autoptici, che a mio avviso c’entrano poco.
    Diciamo che il Procuratore Capo è intervenuto pesantemente anche sull’onda del clamore mediatico della vicenda.
    Rischiavano uno sputtanamento colossale e probabilmente un’ispezione ministeriale.

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  3. qualcuno dica al filosofo del travoliere (dei miei stivali?) che quei debosciati e vili, capaci di massacrare fino ad ammazzare un ragazzino, il fascismo ce l’hanno tatuato, in tutta evidenza, sui loro stupidi muscoli, oltre che tatuato nel cervello da filosofi in malafede che guardano benigni e lusingati a regimi coloniali e razziali che hanno, loro si, “assassinato” un parlamento, l’opposizione, i sindacati, la democrazia e la giustizia per oltre un ventennio…!!!

    un regime vigliacco e con le pezze al cu… che si é schierato con (quelli che pensava fossero) i forti… dichiarando guerra ad una nazione già messa in ginocchio dalla ferocia nazista…!!!
    un regime che usava l’ovra per perseguire l’opposizione con gli stessi metodi e le stesse tecniche usate dai debosciati sopraddetti!!!

    il prezzo di quei danni, la nazione lo sta ancora pagando…!!!

    ma, un minimo di vergonga da parte di questo miserrimo filosofo…? no ehhh…!!!

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  4. Sono preoccupata, sono quasi d’accordo: questi del fascismo sanno che i treni arrivavano in orario.
    Che poi siano fascisti in senso lato è altra questione: fosse stato bianco lo avrebbero picchiato senza ammazzarlo.

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  5. Perchè dovete per forza etichettare l’ignoranza?
    è così importante per voi commentatori aggiungere ulteriori distinzioni?
    Mi viene da pensare che sotto sotto vi sentite ignoranti anche voi, ma di etichetta diversa.
    è colpa del tifo, ne sono quasi certo, vi abitua a schierarvi così non dovete fare la fatica di pensare.

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  6. Intervenire…..bella parola. Come? Gridando, sbraitando e prendendo un sacco di botte? Sfasciando loro in testa qualche sedia e poi andare a processo da aggressore? Non siamo in Francia, dove i ragazzi che hanno bloccato i terroristi sul treno sono stati premiati. Qui li avrebbero accusati di eccesso di legittima difesa. Purtroppo la legge italiana protegge i colpevoli ma lascia le vittime inermi, e sapere che dopo che sono stato ammazzato l’assassino avrà qualche anno di carcere non mi consola.

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  7. GARA PER LA COPPA DELLA BEOZIA

    L’uomo che ride – Vicor Hugo : i comprachicos del secolo diciassettesimo che sotto gli Stuardi venivano protetti dal re in quanto funzionali ad una logica di potere per eliminare potenziali eredi al trono; i comprachicos ( baschi, galiziani, italiani e tedeschi ) nomadi europei che vivevano dell’arte dei saltimbanco prendendo i bambini piccoli e forgiandoli a divenire Maschere viventi anche per le corti papali e per le corti reali fra cui eunuchi canterini; la suddetta Arte era stata sviluppata da persone che si facevano chiamare dottori che praticavano questa scienza, della trasformazione dei corpi, con arte sopraffina, utilizzando sia i fregi infuocati che tiranti al viso e al corpo con il paziente assolutamente incosciente al dolore e al ricordo dello stesso.
    Tale scienza ha origini cinesi.
    Il valore della maschera durante il Nazismo.
    Adesso Basta con tutte le mascherate che i carnevali sembrano i funerali delle stesse!

    Vice la coppa chi ha il coraggio di togliersi la maschera attaccata il viso per poter di nuovo piangere come un bambino?
    Vero genio Veneziani?
    – L’impazzimento dei geni ad opera della mezcla globale che sostiene l’economia globale.

    – Dalla mazcla genetica non si torna più indietro. Vero?

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  8. È imbarazzante leggere le intemerate di chi attribuisce una patente politica e “culturale” all’orrore di Colleferro. Eppure dovrebbero sapere che le 4 o 5 canaglie, i 4 o 5 mostri che hanno ucciso il povero Willy non avevano nemmeno un briciolo della “dignità” ( mi si passi la provocazione) dell’odio ideologico. Niente tatuaggi inneggianti alla Storia fascista, niente frequentazioni del mondo politicamente “nero”, solo un Super-Io trash e figlio della “non” cultura moderna, un’esaltazione del corpo e dell’immagine coniugato all’esplosione della forza come strumento della loro fame di primeggiare, della loro arroganza nel sentirsi invincibili. È solo la Sociologia che spiega questi bastardi non la Politica, il Nichilismo vuoto da riempire con gli ingredienti di una modernità orrenda: immagine e prepotenza stile Gomorra, culto della sopraffazione fisica come apoteosi di superiorità, vuoto pneumatico di contenuti culturali ( valgono solo per gli “sfigati”), esigenza di apparire a tutti i costi ( guardate uno dei fratelli Bianchi mentre simula un ingresso alla Uomini e Donne). Chi cerca interpretazioni alla Tonino b, vuole nascondere la verità e trovare la scorciatoia più comoda ( e più consona al suo odio ideologico) per non affrontare la drammatica emergenza di questo abisso figlio della modernità. Soprattutto mediatica.

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    • L’assenza di valori, di cultura, di intelligenza sicuramente c’è.
      L’adesione al fascismo pure.
      Le due cose non necessariamente si escludono.

      Che poi molti si dichiarano fascisti pur non sapendo nulla del fascismo poco conta. Anzi, è la dimostrazione che gli intellettuali che simpatizzano col ventennio fascista sono mezze pippe, altrimenti di fascismo si parlerebbe in altri termini. Se la maggior parte di chi si dichiara fascista lo è solo perché “con troppi galli a cantare non si fa mai giorno”, la colpa è anche dei Veneziani.
      Chi ambisce a prevaricare il prossimo simpatizza più facilmente per la cultura del “me ne frego”, se del fascismo conosce solo sta roba.

      Soluzioni? Facile:
      1) REPRESSIONE, leggi severe e carcere duro a chi si macchia di violente aggressioni
      2) CULTURA, una scuola che funzioni meglio
      3) SOTTRARRE i figli a quelle famiglie che non sono in grado di educarli. 100.000 volte meglio un bel collegio che una pessima famiglia, sia per i potenziali delinquenti che per la società.

      Piace a 1 persona

      • @Paolo,
        proprio non ti riesce di liberarti di una ideologia criminale che tanti danni ha fatto in italia e nel mondo…???
        l'”abisso della modernità” é figlio di quel fascismo trasformatosi, metamorficamente, in fascioliberismo…!!!
        un “fascioliberismo debole coi forti e forte coi deboli…! questa é descrizione della realtà… non odio ideologico…!!!
        salvini, meloni, tajani, berlusconi, santanché, larussa, bonino e altri di certa destra ideologica stracciona, non provocano odio… ma disgusto…!!!
        ma, la tua predisposizione ideologica a tifare per una destra stracciona, non sono sicuro ti faccia comprenderne la differenza che passa tra “odio per gli straccioni” e “disgusto per il parassitismo elevato a sistema politico…”!!!

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  9. Non vorrei disilludere nessuno ma la richiesta dei beltomi di essere sottoposti a regime carcerario protetto, mi appare strumentale e finalizzata ad operare un distinguo rispetto alla criminalità organizzata e comune.
    È qualcosa che su suggerimento dei legali tende ad alleggerire la responsabilità dei soggetti.
    Se sono a rischio ritorsioni vuol dire che non sono criminali abituali in carriera,questo sarebbe il teorema posto in essere.
    Ora, chi conosce un minimo le logiche che regolano la vita nelle carceri, sa benissimo che la tipologia del reato in questione, non viene considerato particolarmente abietto dai detenuti.
    Diverso sarebbe nel caso la vittima fosse stato un bambino o nel caso di pedofilia.
    L’uccisione volontaria o meno, in un contesto di rissa o scontro di un adulto per giunta non italiano, lascerebbe il tempo che trova.
    Oltretutto i soggetti sono in odore di criminalità organizzata e godrebbero del “rispetto” dovuto a chi milita anche saltuariamente in una organizzazione.
    Mi sembra una furbata leguleia per far credere quello che non è ed eventualmente attenuare i

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