Fratelli di Poltrona

(Tommaso Merlo) – La destra italiana si è spaccata anche sul Recovery Fund. Gli europarlamentari della Meloni e di Salvini si sono astenuti a Bruxelles. Se i soldi li avessero trovati loro avrebbero marciato su Roma per celebrare il trionfo, ma i soldi li ha trovati quel maledetto Conte reo tra le altre cose d’impedirgli di abbuffarsi di poltrone. Stando ai sondaggi la Meloni è quella che gode di migliore salute nella destra nostrana. Al punto che certi benpensanti hanno iniziato a spargere incenso nonostante la bolla meloniana si stia gonfiando più per demeriti altrui che altro. Berlusconi è in uno stato di decomposizione politica ormai avanzato mentre la renzite di Salvini peggiora a vista d’occhio. Se continua di questo passo il leader padano rischia di ritrovarsi sul prato di Pontida con la camicia verde e un elmo da vichingo in testa prima del previsto. Ma certi benpensanti non demordono e dipingono la Meloni come una novità nonostante faccia politica dalla notte dei tempi e tra le perle della sua biblica carriera spicchi quella come ministra di Berlusconi. Un governo che passerà alla storia come una delle pagine più aberranti della nostra democrazia. Ma c’è di più. La Meloni viene dipinta come più competente di Salvini solo perché leggiucchia qualcosina prima di aprire bocca e non gli dà fiato a vanvera come il suo alleato padano. Bella consolazione. A livello di stacanovismo sono invece considerati alla pari. Entrambi non si vedono in parlamento neanche col binocolo astronomico. Anche a livello di sensibilità legalitaria si equivalgono. Entrambi possono vantare una sterminata e variegata collezione di scandali. L’ultimo alle pendici dell’Etna. Come grazia e finezza vince nettamente Salvini in compenso la Meloni viene dipinta come più moderata del leader padano. Peccato che sia lei ad avere le radici nella destra dura e pura con camerati riciclati di ogni risma che ogni tanto rispuntano dalle ceneri fascistoidi. Chi con una divisa addosso, chi con qualche frase agghiacciante. La verità è che la Meloni ma pure Salvini devono tutto a Berlusconi che si sta trascinando il suo partito personale nella tomba e con esso quella che un tempo era la casa della destra moderata, liberale ed europeista nostrana. Una destra che esiste eccome nel nostro paese ma che da anni ormai non ha più né un leader né un partito di riferimento e quindi prima si è rifugiata da Salvini poi quando quello si è beccato la renzite ha ripiegato sulla Meloni. L’estenuante trapasso berlusconiano ha consentito ai sovranisti di avere campo libero e di lucrare comodamente sulle gravi crisi degli ultimi anni raggiungendo consensi impensabili. Un’ascesa che sembrava inarrestabile fino allo scoppio della pandemia e alla reazione storica dell’Europa che sta rendendo anacronistici i rigurgiti sovranisti e che sta strappando via il velo d’ipocrisia dietro cui la destra italiana si nasconde da troppo tempo. In Italia come in tutta Europa le destre sono almeno due come conferma la vicenda del Recovery Fund. Una sovranista che da noi ha addirittura due versioni e due leader destinati prima o poi a scornarsi a vicenda. Ed una seconda destra moderata che da noi vagabondeggia miseramente. A tenere insieme le destre italiane è la fame di potere e la colla del nemico comune. Dei veri Fratelli di Poltrona che vanno d’amore e d’accordo soprattutto sotto elezioni ma che prima o poi dovranno fare i conti coi nodi politici che li dividono. La Meloni è quella che gode di migliore salute al momento, ma la sua bolla si sta gonfiando per demeriti altrui checché ne dicano certi benpensanti. La Meloni è sovranista e per storia personale ed indole non sarà mai il leader di quella destra moderata, liberale ed europeista vittima di Berlusconi e che prima o poi anche in Italia risorgerà.

6 replies

  1. “…destra moderata, liberale, europeista…” forse Tommaso avrebbe bisogno di un ripassino di Storia patria.
    Nel nostro Paese non è MAI esistita, nemmeno ai tempi immediatamente successivi all’Unità d’Italia.
    O è stata una destra totalmente assoggettata alla borghesia mercantilistica con sfacciate obbedienze massoniche,
    o è stata clericalista nel modo più retrivo e oscurantista, o ha ceduto a tentazioni dittatoriali venate di
    imperialismo straccione, o tutte e tre le cose insieme.
    Una destra decente in Italia non s’è mai vista e quindi gli scappati di casa che oggi pretendono di rappresentarla
    non hanno mai avuto nemmeno un modello cui ispirarsi.

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    • L’unico che vagheggiava una destra liberale ma che la riteneva assolutamente minoritaria era Montanelli.
      E forse, azzardo troppo, l’unico che pensa di essere in grado (non che lui lo sia veramente, è solo un opportunista) di coagulare una destra “presentabile” è Renzi.

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