La maggioranza ascolterà attentamente il parere dei giuristi in commissione al Senato dopo il monito di La Russa sul rischio incostituzionalità

(di Serena Riformato – repubblica.it) – ROMA – Il messaggio in bottiglia il presidente del Senato Ignazio La Russa lo manda dall’Estate del principe a Viareggio: «Credo che la maggioranza debba riflettere sulla costituzionalità del disegno di legge presentato senza le preferenze». Per questo l’inizio delle audizioni sul Melonellum, oggi in prima commissione a Palazzo Madama, non sarà un passaggio banale. Il centrodestra è in ascolto. Le voci dei giuristi arrivano a due giorni dalla riunione in cui il vicepremier Antonio Tajani dovrà convincere i senatori riottosi di Forza Italia ad accettare l’emendamento per sbloccare le liste. Lo schema rimarrà lo stesso bocciato alla Camera: capolista bloccato e la possibilità di scegliere tre nomi su sei con le crocette. Gli sherpa della coalizione sono al lavoro su due correttivi per addolcire ulteriormente la norma. Il primo è noto: prevedere l’alternanza di genere anche per i candidati capilista (con la proporzione del 60/40). Il secondo può sembrare tecnico, ma ha una ratio molto semplice: ridurre ulteriormente il numero di candidati in balia delle preferenze. Ecco come: l’ipotesi è eliminare l’obbligo per i capilista di figurare anche nel listone del premio nazionale. Per il senatore Pd Dario Parrini, esperto di sistemi di voto, l’effetto “truffa” sarebbe evidente: “Le preferenze diventano ancor più finte e il listone a maggior rischio di incostituzionalità per inconoscibilità dei candidati”.
C’è un’altra norma rispetto alla quale la maggioranza attende e teme il parere dei costituzionalisti: è il codicillo inserito alla Camera per non conteggiare, nel totale della coalizione, i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% (fatta eccezione per il miglior perdente). Tra i meloniani c’è chi si dice aperto a rivedere la cifra al ribasso, magari al 2%. Il muro è di Forza Italia, che ha l’interesse maggiore a non perdere voti a favore dei partitini moderati. E in una fase così delicata – in cui la priorità di FdI è far digerire le preferenze agli alleati – difficilmente si correrà il rischio di scontentare i forzisti.
Il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea De Priamo ha condensato le ventisei audizioni in un programma denso: mercoledì saranno già concluse. Il giorno stesso dovrebbe essere resa nota la scadenza degli emendamenti. Per ora l’ipotesi prevalente è che il termine venga fissato per il 6 agosto. In mezzo, però, le variabili sono ancora tante. La prima: l’esito della riunione di Forza Italia mercoledì al Senato.