Ecobonus 110%: il bazooka è già in vigore, ma senza i decreti

(di Patrizia De Rubertis – Il Fatto Quotidiano) – Il primo luglio è entrato in vigore l’attesissima super detrazione del 110% per le ristrutturazioni, il sisma bonus e l’efficienza energetica che consente alle famiglie di intervenire “a costo zero”, grazie al sostegno dello Stato. Restano però molti punti ancora da chiarire per una misura che riattiverà uno dei settori trainanti dell’economia italiana messo in ginocchio dalla crisi (l’edilizia pesa per il 22% del Pil e dà lavoro a 3 milioni di persone) e che renderà il patrimonio immobiliare più sicuro e meno energivoro. Iniziare ora a fare i lavori per i più sarebbe un azzardo, almeno burocratico. Il decreto Rilancio, che introduce il superbonus, va convertito entro il 18 . E nel frattempo la misura ha subito modifiche: la detrazione per le spese sostenute da luglio 2020 al 31 dicembre 2021 è stata estesa anche alle seconde case, comprese le villette a schiera incluse (ma escluse le case di lusso), nonché alle demolizioni e ricostruzioni. Resta la stessa la complicata chiave per accedervi: danno il via libera alla detrazione il rifacimento del cappotto termico, la sostituzione degli impianti invernali con impianti centralizzati di riscaldamento ad alta efficienza, gli interventi di messa in sicurezza nelle zone sismiche e l’installazione degli impianti fotovoltaici (48mila euro). E, dopo almeno uno degli interventi, l’immobile deve acquisire una certificazione energetica di almeno due classi superiore a quella precedente.

Al momento, però, mancano i decreti attuativi, anche quelli legati ai limiti di spesa che sono stati rivisti al ribasso. Per l’efficientamento energetico il tetto ora è 50mila per le villette a schiera; 40mila per gli immobili da due a 8 unità abitative e 30 mila sopra le 8 unità. Per le caldaie il tetto scende a 20mila euro per immobile. Non c’è neanche la circolare dell’Agenzia delle Entrate su come potrà essere ceduto il credito d’imposta. Meccanismo che consentirà di non sborsare un euro per fare i lavori, sempre che le imprese riescano a trovare banche, assicurazioni o finanziarie che accettino di accollarsi la spesa. Insomma, per i detrattori l’accusa è chiara: così si rischia di rallentare ancora di più il settore perché anche chi aveva già deciso, prima del lockdown, di fare i lavori potendo scaricare somme inferiori, ora dice di bloccare tutto perché vuole rientrare nel bonus del 110%. Servirà solo tempo in più per aspettare che il bazooka dell’edilizia smetta di sparare a salve.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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1 reply

  1. Un’altra bella cazzata di questo governo e a dirlo sono proprio gli operatori del settore, quelli che dovrebbero essere agevolati da questa iperdetrazione!
    Sembra che fanno le leggi senza informarsi. Che sciatteria.

    "Mi piace"

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