Max Bugani: “Un capo fuori dal governo, Di Battista è quello giusto”

Max Bugani – Il veterano M5S, ora a Roma con Raggi

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Invoca una sterzata: “Ora l’unica linea è la paura di andarsene a casa, ma così per il Movimento sarà solo un galleggiare stanco, dopo una storia straordinaria”. E per cambiare punta forte su un nome: “Alessandro Di Battista ha le carte in regola per diventare un protagonista della politica”. Max Bugani, veterano M5S, capo staff della sindaca di Roma Virginia Raggi, non usa giri di parole.

In queste ore si parla molto di un partito di Giuseppe Conte o di una sua possibile candidatura. Lei che ne pensa?

Stimo molto Conte, sta facendo il massimo in una situazione molto complicata. Lo considero il miglior premier degli ultimi 30 anni e non mi stupirei se stesse pensando di fare qualcosa del genere .

Per il Movimento potrebbe essere un enorme problema, no?

In questo momento il M5S è identificato con il governo. Ma è il segno della nostra debolezza negli ultimi due anni. Ormai a raccogliere consenso è Conte mentre il Movimento cala, innanzitutto perché manca il confronto con i nostri rappresentanti nelle regioni e nei comuni, con gli iscritti e gli attivisti.

Governare pesa: e il M5S cerca di darsi una struttura.

Lo ripeto, il collante in questo momento è solo il timore di non essere più al governo. Credo che quello attuale sia il miglior esecutivo possibile in questa fase, e va sostenuto. Ma bisogna anche stimolarlo sui temi, e per farlo il M5S deve trovare una sua collocazione.

Complicato per un partito alla prima esperienza nei Palazzi, no?

Per questo alla guida del M5S bisognerebbe avere qualcuno che non fa parte dell’esecutivo.

Cioè Di Battista e non Di Maio?

Il problema non può essere un singolo, non basta per spiegare come mai si è passati dal 33 per cento del 2018 al 15 per cento dei sondaggi attuali. Gli Stati generali, il nostro congresso, andavano convocati il giorno dopo le Europee, per capire dove avevamo sbagliato. Invece si è voluto continuare pensando solo al governo. Avevo suggerito di fermarci e ragionare prima delle Regionali in Emilia-Romagna dello scorso gennaio: se hai davanti un burrone è inutile continuare a correre con una benda sugli occhi. Invece si è tirato dritto. E ora assistiamo a un’emorragia nei territori e negli enti locali.

Dopo le aperture al Ponte sullo Stretto lei ha detto: “Rischiamo di diventare l’Ncd”.

Se non stai più in strada e non ti confronti più con la gente smarrisci le tue priorità.

Anche Conte non ha chiuso la porta all’opera.

Il premier fa un grande lavoro di mediazione nella maggioranza, ma il Movimento deve farsi sentire.

Lei sostiene la ricandidatura di Virginia Raggi. Quindi la cancellazione del vincolo dei due mandati.

Non sono il più indicato a parlarne, visto che io potrei fare un altro mandato. Però mi sono esposto su Virginia Raggi, perché ritengo che debba ricandidarsi per dare seguito all’enorme lavoro fatto in questi anni.

Si parla di un comitato costituente in vista degli Stati generali.

Non so. Di certo a costruirlo non potrebbe essere un capo politico ad interim (Vito Crimi, ndr). Un comitato che tenga insieme tutti, senza avere posizioni chiare, magari è una prospettiva che non dispiace a chi ha in mente un M5S al 7-8 per cento, pronto a fare la stampella di destra o sinistra a seconda delle esigenze.

Lei vuole Di Battista leader, è evidente.

Ha tutte le carte in regola per essere un protagonista. Ma ha anche dimostrato di non essere interessato a poltrone e ruoli, ed è la sua forza.

Nel M5S molti sospettano che da capo Di Battista farebbe cadere subito Conte. Hanno torto?

È una scemenza messa in giro da chi ha paura di perdere qualche millimetro del proprio potere.

Ma non è che nel M5S si rischia una scissione?

Dobbiamo ritrovare dei comuni denominatori: se parli di Ponte sullo Stretto e non sei chiaro sulla revoca ad Autostrade disorienti la tua base. Bisogna rilanciare sui temi, dalla cultura all’ambiente: altrimenti rischiamo di arrivare a fine corsa.

3 replies

  1. Ecco… la chiarezza prima di tutto!
    Sulla questione TAV si è stati sufficientemente chiari: il Mov è contro, senza se e senza ma, e ha dovuto cedere SOLO perché un
    voto del Parlamento glie lo ha imposto.
    Nessuno, dopo quel voto, ha inseguito i vertici del Mov con randelli e forconi, perchè è stata riconosciuta la buona fede e l’aver fatto tutto il possibile per evitarlo.
    Ma se cominciano strani giri di valzer sia sulla richiesta di adire al Mes che sul fantasma resuscitato del Ponte sullo Stretto, allora
    credo proprio che randelli e forconi verrano tirati fuori e chi s’é messo a danzare su quelle note stonate sarà chiamato a renderne conto.

    "Mi piace"

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