Autostrade minaccia causa al governo

Il gruppo dei Benetton tratta per la garanzia pubblica su 2 miliardi di prestiti: “Non possiamo più finanziarci, usiamo 900 milioni”. Parola ai legali.

(di Carlo Di Foggia – Il Fatto Quotidiano) – La guerra tra il governo e i Benetton si arricchisce di un’altra tappa. Stavolta siamo alle minacce esplicite. Ieri Atlantia, la holding controllata dalla famiglia di Ponzano Veneto, che a sua volta controlla Autostrade per l’Italia, ha riunito un consiglio di amministrazione straordinario per prendere alcune decisioni, e minacciarne altre. Tra le prime c’è lo stop agli investimenti, con soldi che verranno usati solo per le manutenzioni. Tra le seconde l’avviso di unabattaglia legale per la questione delle concessione.

La situazione sta diventando surreale. Dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova (43 morti) di agosto 2018 il governo minaccia di revocare la generosa concessione di Autostrade, che negli anni l’hanno trasformata in un vero bancomat in grado di arricchire i Benetton con pochi eguali nel mondo, anche a scapito del freno tirato su investimenti e manutenzioni. Eppure in quasi due anni non è stato fatto nessun passo avanti significativo sulla procedura.

La partita è resa quasi grottesca dall’intenzione di Atlantia di ricorre alle garanzie pubbliche sui debiti bancari stabilite dal decreto liquidità, alle quali, a rigor di legge, avrebbe diritto. La scelta – che spiega il nervosismo ed è alla base della mossa di ieri – riguarda garanzie elargite dalla pubblica Sace su due miliardi di prestiti, destinati per 1,2 miliardi alla sola Aspi e gli altri alle controllate Aeroporti di Roma, Telepass e Pavimental. A far scattare Altantia è stata l’uscita di ieri del viceministro allo Sviluppo Stefano Buffagni, che auspica il rigetto della richiesta.

La realtà è che al ministero dell’Economia -che deve autorizzare l’aiuto – la trattativa è già partita. Giovedì ci sono state le prime riunioni tra gli emissari dei Benetton e lo staff del ministro Roberto Gualtieri. Se fosse concessa, la garanzia pubblica porterebbe a una situazione incredibile: da un lato lo Stato minaccia di togliere la concessione ad Autostrade, dall’altro gli garantisce i debiti, che ovviamente si troverà a pagare in caso di revoca visto che Aspi non sopravviverebbe senza la concessione.

La garanzia pubblica permetterebbe ad Atlantia di abbassare i costi di finanziamento. Il gruppo dei Benetton accusa lo Stato di avergli reso impossibile ricorrere al mercato del credito dopo che il decreto “Milleproroghe” di dicembre 2019 ha tagliato il maxi indennizzo previsto dalla concessione anche in caso di revoca per colpa grave (come sarebbe il caso del Morandi). Eppure Atlantia ha tirato via dalla sua controllata Autostrade dividendi per 8 miliardi negli ultimi 10 anni.

Nella nota diffusa ieri, viene spiegato che il cda ha dato mandato ad Aspi di usare i 900 milioni di linea di credito concessa, bontà sua, da Atlantia destinandola alle manutenzioni e rinviando gli altri investimenti. La concessione dà sei mesi di tempo ad Autostrade per fare causa in seguito a modifiche contrattuali, com’è il caso del Milleproroghe, che scadono a fine giugno. E per questo ieri Atlantia ha “dato mandato ai legali di valutare tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo, visti i gravi danni”.

La nota sostiene che non è ancora pervenuta alcuna risposta all’offerta inviata al ministero delle Infrastrutture il 5 marzo per chiudere la ferita aperta dal Morandi: un’offerta considerata dal governo quasi offensiva per la sua inconsistenza. Nel frattempo, però, il dossier resta bloccato. Il ministro Paola De Micheli ha consegnato a Palazzo Chigi il rapporto finale sulle inadempienze di Aspi a partire dal Morandi. La revoca è presa in considerazione, ma il governo non ha la forza di imboccare quella strada. L’alternativa ventilata nel dossier è l’uscita di scena di Atlantia, cioè dei Benetton, da Autostrade, con la vendita dell’intera quota. Ma la famiglia di Ponzano la valuta a prezzo pieno, intorno ai 7 miliardi. E così lo stallo continua. Mentre il Tesoro si prepara a concedere la garanzia. Rivolta di 5Stelle permettendo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

2 replies

  1. alle solite: promesse basate sulle parole (verba volant) accompagnate da minacce ad ambienti governativi, cambiato l’AD ma l’atteggiamento è lo stesso, vogliono fare il cxxo che vogliono e tengono per la paxxe il PD.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.