I vegani carnivori

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 30 APRILE 2020) – Dunque, ricapitolando.

1. Bobo Giachetti, renziano di stretta obbedienza radicale e noto mangiapreti, declama il Vangelo di San Matteo davanti a una chiesa vuota, opportunamente mascherinato, cavalcando la protesta dei vescovi più reazionari, ansiosi di celebrare messe e infettare un po’ di fedeli, scavalcando a destra Ruini e diventando più papista del Papa. Che infatti sconfessa tutti: Ruini, cardinali, vescovi e ateo-bigotti come Giachetti e le pagàno-beghine come la Bellanova. Prossima tappa: iscriversi al Ku Klux Klan e inneggiare ai neri e agli ebrei, o diventare nero o ebreo e inneggiare al Ku Klux Klan.

2. Il cardinal Angelo Bagnasco, poco prima della sconfessione papale, tuona contro il divieto di messa: “Musei aperti e messe vietate è una disparità di trattamento inaccettabile”, come se le messe non fossero dei riti collettivi, ma dei quadri attaccati al muro e visitabili dai turisti-fedeli uno alla volta. Prossima mossa: appendersi alla parete di un museo a piacere.

3. Lo Statista di Rignano e l’apposita Boschi al seguito, forse invidiosi per non essere riusciti quattro anni fa a saccheggiare la Costituzione repubblicana, se ne ergono a paladini e accusano il (loro) premier Conte di calpestarla (“scandalo costituzionale”) a suon di Dpcm, cioè di decreti del presidente del Consiglio, purtroppo per loro previsti dall’ordinamento costituzionale insieme ai decreti ministeriali per attuare in via amministrativa i principi contenuti in leggi e decreti. Forse i due paladini, e tutto il coro retrostante, hanno letto distrattamente l’art. 16 dell’amata Carta, che recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza…”. Prossima mossa: girare un film con Rocco Siffredi&Malena e chiedere l’abrogazione della pornografia.

4. Stefano Folli, assurto a editorialista principe della nuova Repubblica, dopo aver evocato e invocato per giorni un “uomo forte”, un “generale De Gaulle” purchessia che “gestisca” il “disastro” della “stagione drammatica” prossima ventura senza passare per i “canali tradizionali”, i “rituali tipici” e i “poteri riconosciuti” da quel ferrovecchio chiamato Costituzione, come si conviene alle “circostanze eccezionali” e cioè con un bel golpettino di larghe intese, tomo tomo cacchio cacchio riscopre i valori costituzionali citando Cassese e la retrostante Cartabia e accusando Conte di volere nientepopodimenoché i “pieni poteri” fuori dalla “cornice costituzionale”.

Prossima mossa: attaccare i notisti politici di Repubblica col riportino a nido di cinciallegra.

5. Fino a un mese fa i nemici del ministro Bonafede chiedevano le sue dimissioni e lo denunciavano per epidemia colposa perché non voleva scarcerare nessuno. Ora lo attaccano perché fa scarcerare i mafiosi, scambiandolo per un giudice di sorveglianza di Magistratura democratica. Ma sul Riformatorio, noto foglio umoristico edito da Alfredo Romeo, l’autorevole direttore Piero Sansonetti riesce a sostenere entrambe le tesi contemporaneamente: Bonafede ha nominato a capo del Dap l’ex pm Francesco Basentini che ha “confuso l’Italia per un paese civile” e ora mette a vicecapo del Dap l’ex pm Roberto Tartaglia che vuole tenere tutti dentro perché è un “travaglista vero” in quanto “antimafioso di professione”. Prossima mossa: proporre a capo del Dap un mafioso di professione, per la par condicio.

6. “Matteo Salvini rassicura i suoi: non crediamo ai sondaggi” (Corriere della Sera, 28.4). Faccia un po’ lui, ma se c’era uno che credeva ai sondaggi era lui, tant’è che quando giunse intorno al 40% fece cadere il governo di cui faceva parte. Oggi, al netto dei sondaggi, la Lega è al 17% e rotti delle elezioni politiche del 2018 e lui è il leader del terzo partito italiano. Prossima mossa: iscriversi al Burioni Fan Club e diventare No Vax.

7. I tre tenori della destra Feltri-Sallusti-Belpietro (e quelli dell’Huffington Post con la evve) che accusavano Conte di decisionismo, autoritarismo e ducismo, ora lo accusano di indecisionismo, incertezza e irresolutezza. Prossima mossa: diventare vegani e abboffarsi di trippa e abbacchio.

8. I tre tenori della destra Feltri-Sallusti-Belpietro hanno sempre giustamente attaccato le speculazioni che mandano alle stelle il prezzo delle mascherine nel silenzio complice del governo. Dunque ora attaccano Conte e il commissario Domenico Arcuri perché impongono il prezzo calmierato delle mascherine a 50 centesimi. Il Giornale: “Mascherine, caos sul prezzo: ‘Insostenibili i 50 centesimi’”, “Caos mascherine: per Arcuri è colpa dei liberali”. Libero: “Le mascherine a 5 cent soffocano le aziende. Schiaffo al made in Italy”. La Verità: “Arcuri fissa il prezzo delle mascherine e mette fuori gioco le imprese italiane”. Prossima mossa: fondare una Ong, noleggiare un cargo battente bandiera liberiana e andare a prendere una vagonata di migranti in Libia.

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13 replies

  1. Francesco Basentini del DAP ha dimostrato di essere – nella migliore delle ipotesi – un autentico incapace.

    A me non piace Giletti ma andatevi a vedere la puntata in cui ha intervistato il capo del DAP che mente, si nasconde dietro assurdi giri di parole.
    E Bonafede nel nominarlo ha fatto un pessimo servizio al Paese.
    Da quello che emerge Basentini ha inviato una circolare scritta coi piedi (fatta firmare dal suo addetto stampa, senza quindi assumersene la responsabilità in prima persona) in cui non faceva distinzione tra mafiosi al 41bis e delinquenti comuni. Non ha risposto ai magistrati di sorveglianza che, in applicazione della sua circolare, chiedevano di trasferire i boss nelle carceri in cui potevano essere curati adeguatamente… ma è troppo lungo l’elenco delle omissioni e degli errori e dei goffi tentativi di scaricare le responsabilità del DAP su altri.
    Ho sempre apprezzato Bonafede ma la sia difesa del DAP devo dire mi ha fatto un po’ schifo. Ora c’è un vice di qualità, una sorta di tutore, ma la scarcerazione di quei criminali è frutto di errori del Ministero e non dei magistrati di sorveglianza.
    La scarcerazione di tutti quei boss è uno schifo che dal M5S non mi sarei mai aspettato.
    Il DAP dipende dal Ministero della Giustizia.
    Bonafede sarebbe dovuto intervenire ben prima, lo poteva evitare e non l’ha fatto. Per non attaccare un funzionario del suo ministero, che andava preso a calci in culo, ha fatto la toppa peggiore del buco.

    Il decreto Cura Italia non c’entra nulla ma le responsabilità del ministro Bonafede non sono marginali.

    Salvini attribuiva erroneamente le colpe al decreto Cura Italia che non c’entra nulla, il Cazzaro non sa fare neanche opposizione. Le principali responsabilità sono del DAP, del ministero. Bonafede non ha vigilato.

    E Travaglio, sempre attento su questi temi, sembra abbia poco da dire al riguardo.

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  2. Difesa d’ufficio per il ministro Bonafede e i 5s: a parte il nostro ovvio comune sentire sull’argomento, dove è scritta la distinzione da considerare tra detenuti comuni e quelli in 41bis?

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    • Presto arriveranno, fare una ricerca su Google inserendo come parola chiave Infosannio per alcuni probabilmente è complicato 🙂

      Il sito è graficamente migliore a mio giudizio però dovrebbe mettere in evidenza il numero dei commenti ad ogni articolo per segnalare le discussioni calde.

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  3. Sei tu che non ti informi e fai propaganda come i soliti tifosi del cazzo.
    Che la scarcerazione dei boss non dipenda dal decreto Cura Italia lo hanno capito tutti, forse anche quella zappa di Salvini che non sa fare neanche opposizione.
    Il problema è l’assurda disposizione del DAP che non faceva alcuna distinzione tra criminali comuni e boss camorristi, ndranghetisti, mafiosi al 41 bis!
    Direttiva che il capo del DAP non ha firmato in prima persona, forse per non assumersene la responsabilità.
    E, come se non bastasse, non ha risposto ai giudici di sorveglianza che hanno insistentemente chiesto al DAP, senza ottenere risposta, la possibilità di trasferire i boss mafiosi in strutture carcerarie provviste di adeguate strutture sanitarie (Roma, Milano, Viterbo, Pisa…), come era accaduto a Provenzano e Riina quando al DAP non c’era questa testa di cazzo.
    Le richieste dei giudici al DAP sono scritte, carta canta! Della presunta replica del DAP non c’è traccia!
    Il DAP fa parte del Ministero della Giustizia.
    Prima di scrivere cazzate propagandistiche informati meglio.

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  4. Mi hanno cancellato la risposta. Non mi va di riscriverla per cui ti dico solo che le cazzate le scrivi te e forse ce le hai in testa. Stanchi pure con tutta questa aggressività per cui curati e non rompere necessariamente il caxxo

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    • FOS io avevo replicato a Guido che ti aveva dato del cazzaro (bufalaro) senza argomentare né rispondere alla tua legittima domanda.
      Il link che ha postato non spiega nulla, si limita a ripetere quello che oramai tutti sanno e cioè che la responsabilità di Bonafede non ha a che fare col decreto Cura Italia ma con le decisioni del DAP.

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      • Beh, effettivamente nella risposta che credevo di doverti indirizzare mi ero dilungato abbastanza e mi ha scocciato molto che non l’avessero fatta passare e quindi, forse pure per i molti, troppi, giorni passati in casa…scusami, se puoi

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  5. @EXANDREA

    Quale altra nefandezza deve fare Travaglio affinché i grillini la smettano di abbeverarsi alle labbra del “Vate” Marco? Come si fa a non vedere la disonestà intellettuale che trasuda da come Travaglio ha trattato il tema della liberazione dei mafiosi ( Vedasi. i vari articoli pubblicati in precedenza – es. https://infosannio.com/2020/04/28/virus-governo-ladro/ , prima manettaro ad oltranza e poi bastonando Giletti / Chirico perché evidenziano il casino che ha fatto il suo ministro guardasigilli . Io non apprezzo Giletti quando fa la D’Urso dando un palcoscenico alla coppia Toni Colombo & Tina Rispoli oppure quando contrappone valenti medici a Panzironi (mettendoli sullo stesso piano), ma quel frammento di trasmissione di Giletti che tu hai postato dovrebbe essere proiettato in parlamento e in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e queste giravolte di Travaglio dovrebbero essere illustrate come condotte esecrabili nelle scuole di giornalismo.

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