Mentre Conte rilancia il reddito di cittadinanza, sul sito del partito di Renzi campeggia ancora la petizione per stroncarlo

(di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Nome, cognome, indirizzo email, cellulare, città, cap, “do il consenso”, sottoscrivi, clic. È ancora tutto disponibile online e bastano pochi secondi per completare tutti i passaggi. Mentre il centrosinistra si affanna a organizzare tavoli sul programma, sul sito di uno dei partiti della coalizione si può ancora comodamente firmare una petizione contro una delle misure simbolo di questa alleanza, almeno sulla carta. La dicitura è chiara: “Per un referendum contro il reddito di cittadinanza”. Il sito, neanche a dirlo, è quello di Italia Viva.
Il cortocircuito ricorda come, fino a pochi anni fa, Matteo Renzi fosse molto più vicino alla destra che al centrosinistra, con battaglie politiche durissime contro la misura introdotta dai 5Stelle e rilanciata in questi giorni da Giuseppe Conte, anche per il programma del campo progressista che verrà.
La petizione è ancora lì, anche se il partito ha avuto l’accortezza di toglierla dalla sezione “petizioni” raggiungibile dalla home page. Poco cambia, visto che comunque la raccolta firme è accessibile dai motori di ricerca o dai numerosi link sui social. Erano gli anni, quelli del Terzo Polo tra il 2021 e il 2023, in cui Renzi teorizzava che “la gente deve soffrire, rischiare, provare, correre, giocarsela”. Il concetto ritorna nel testo della petizione: “L’idea che si parte dalla certezza di un reddito in quanto cittadini e questo permetta di rifiutare la fatica dell’impegno in nome della pigrizia del sussidio è insopportabile”. Seimiladuecento firme, non proprio un successone. Da allora Iv si è riposizionata, non certo esaltando il reddito di cittadinanza, ma accogliendo senza problemi la proposta di Conte di inserirlo nel programma di coalizione: “Siamo disponibili a discutere – ha detto l’altro giorno a Repubblica la capogruppo in Senato Raffaella Paita – ovviamente parlando anche di eventuali correttivi per evitare truffe e malfunzionamenti”. Nulla di caustico, insomma, o che faccia rima con una petizione per demonizzare la norma.
Quella contro il reddito di cittadinanza non è l’unica leccornia a disposizione sul sito di Italia Viva. Oltre ad alcune richieste di dimissioni degli attuali ministri, da Matteo Salvini a Francesco Lollobrigida, c’è un nostalgico “Sì al Mes senza Ma e senza Se” (13 mila firme). La sigla era di moda qualche anno fa, quando i centristi chiedevano a ogni costo di accedere al prestito europeo per la Sanità, nonostante clausole molto rigide che fecero desistere persino Mario Draghi, non certo un anti-europeista. L’obiettivo della petizione è pacifico: “Dire di No al Mes significa fare del male all’Italia, non all’Europa. Vogliamo 37 miliardi per la nostra sanità, vogliamo il Mes”.
Altra raccolta firme ancora in bella vista è invece sul sistema istituzionale: “Eleggiamo il sindaco d’Italia”. Una riedizione dell’Italicum che va persino oltre il Melonellum, surrogato del premierato appena approvato dalla maggioranza.
Il testo dell’appello sembra scritto dal centrodestra a inizio legislatura: “C’è solo un modello istituzionale che piace alla grande maggioranza degli italiani e che consente di governare per cinque anni dopo la vittoria elettorale: è il modello delle amministrazioni locali”. Con queste premesse, cosa mai potrà andare storto al tavolo sul programma?
ma escludiamoli….sono il “cavallo di troia” dei destrorsi-destrorsi…!!! fora dai ball……anche se la Paita ha detto si’….
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Il gran figlio di… buona donna, comincia già fin da ora, prima ancora di essere ufficialmente ammesso al camposanto, a tradire! Ce l’ha nel sangue la tendenza a pugnalare alle spalle chiunque si frapponga ai suoi meschini progetti di far capitolare qualsiasi progetto che dice di voler sostenere. Aveva fatto capire di non disdegnare l’ingresso nel cdx, ma quelli, furbi, si sono fermamente opposti alla richiesta. Mica scemi, come i centrosinistri!
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Ho chiesto all’intelligenza artificiale come si fa a fare un “Pirlo”. Per risposta, mi ha passato il curriculum di Renzi: il becchino del camposanto.
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