
(estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] Si stanno facendo accertamenti, tecnici e giuridici, sull’incidente aereo occorso a un velivolo italiano, precipitato a Brcko, con quattro italiani a bordo, facente parte della Eufor Althea, missione militare iniziata nel 2004 dall’Unione europea che ha l’obiettivo di mantenere la pace nel paese dopo la guerra degli anni Novanta.
[…] Com’è noto la Jugoslavia si frantumò come Stato dopo la morte di Tito che, come prima di lui aveva fatto l’Impero austro-ungarico, era riuscito nel miracolo di tenere insieme popolazioni diversissime, croati, serbi, musulmani che su quel territorio avevano convissuto detestandosi. A quel punto la Croazia chiese di essere riconosciuta come Stato indipendente dalla Comunità internazionale che, dopo un breve scontro fra quel che rimaneva dell’esercito jugoslavo e gli indipendentisti croati, glielo concesse. Fu allora la Serbia a chiedere a sua volta l’indipendenza o quantomeno la riunione alla madre patria. Ma ciò che era stato concesso alla Croazia cattolica, con la spinta decisiva del Vaticano di Giovanni Paolo II e della Germania, fu negato alla Serbia di religione ortodossa e sostanzialmente socialista. Sul terreno lo scontro fu soprattutto fra croati e serbi, che potevano appoggiarsi alle rispettive madri patrie, mentre la componente islamica riceveva solo sporadici aiuti dall’Iran.
Sul terreno la guerra era stata vinta dai serbi che, a detta di chi se ne intende, sono i migliori combattenti del mondo (l’Isis era di là da venire). Ma gli americani decisero che i serbi avevano perso quella guerra che invece avevano vinto. Venne creato così uno Stato inesistente e mai esistito: la Bosnia, fino ad allora nota solo per i suoi boschi prediletti da Tito per le sue avventure di caccia. Oggi abbiamo quindi uno Stato diviso in tre parti. Uno a guida musulmana che ne ha la presidenza, ma non la forza per tenere insieme le altre due componenti, quella serba e quella croata. Insomma l’attuale Bosnia è uno Stato fantasma tenuto insieme con lo sputo e grazie all’appoggio di quella forza internazionale chiamata KFOR (Kosovo Force) a cui, come si deduce anche dall’incidente, partecipiamo anche noi italiani. Non si tratta quindi di tenere insieme a forza popolazioni che si sono sempre detestate, ma di permettere che croati, serbi, musulmani e bosniaci possano autodeterminarsi secondo la propria storia, i proprio costumi, le proprie tradizioni, come stabiliscono gli accordi di Helsinki firmati da quasi tutti gli Stati del mondo. La Storia va avanti, ma ci sono casi in cui è meglio tornare indietro e ricominciare da capo.
La Jugoslavia fu una creazione del primo dopoguerra mondiale per consentire la convivenza tra i popoli di quel territorio dove il primo conflitto mondiale era stato iniziato con l’ uccisione dell’ arciduca d’Austria. È storia non fantascienza e quello stato fu uno di quelli che vinsero il nazismo oltre a riuscire nell’impresa di mantenere la pace tra quelle genti al suo interno. Chi ha rotto il giocattolo ? Noi occidentali,come al solito, soffiando sul fuoco delle differenze etniche e religiose e oggi quei luoghi sono di nuovo una polveriera.
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“serbi che, a detta di chi se ne intende, sono i migliori combattenti del mondo”
Come darti torto Caro Max…
Per esperienza personale durante vagabondaggi solitari giovanili/e anche più maturi… fuori dai patrii confini…nn mi sono mai cag@to addosso come in Serbia …in seguito ad incontri ravvicinati con polizia militare e con civili poco simpatici…altro che Gangs latinos o black della east Los Angeles.
Confrontati con i serbi, i russi sono compagnoni pizza sole e mandolino.
Se un nuovo Adolfo nascesse a Belgrado sarebbero uccelli per diabetici per Europa e nn solo… i vecchi crucchi mezzeseghe a confronto.
In una lunga discussione in un ostello abbastanza degradato(15anni fa) con dei ragazzi/e serbi, inglese fluente quasi madrelingua e super colti(speriamo siano tra quelli che hanno mandato a casa Vukic) ,
venni a scoprire,tra altre cose,che i mentecatti e i disabili vengono confinati nascosti e segregati in strutture ai margini della società per nn peggiorare l’immagine forte e sana della nazione serba. Una sorta di pulizia etnica su loro stessi.
Proprio bella gente affettuosa…
Infatti mi sorpresi girovagando per le strade di Belgrado di imbattermi solo in marcantoni fisicati di 2 metri e Ragazze superFike fatte meglio che con l’intelligenza artificiale… mentre non incontrai mai nessun Sparvierovic.
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Quindi se i nostri militari sono in Bosnia è perchè lì c’è ancora una guerra? Mai finita dal 2004! hahahha .. e l’Italia ripudia la guerra……ecc….ecc….e un peso sulla coscenza dei nostri politiici patrioti no?
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