Il leader del Carroccio attacca FdI e FI che hanno messo in discussione l’utilizzo del fondo per l’uscita anticipata a 64 anni con 36 di contributi. “Se serve le banche pagheranno ancora”

(di Giuseppe Colombo – repubblica.it) – ROMA – Si può fare di più. Anzi si deve. Dopo giorni di mugugni e sfoghi con i suoi, Matteo Salvini esce allo scoperto. Lamenta di non essere stato messo al corrente di alcune misure finite nella manovra. Punta i piedi. Chiede correzioni. Tira una stoccata agli alleati, accusati di non rispettare le priorità della Lega. Ecco l’affondo: “Dico agli amici della maggioranza, col totale rispetto per tutti gli interventi che ci sono in manovra, dal taglio dell’Irpef all’aumento della flat tax per le partite Iva, che il fondo per l’uscita in anticipo rispetto a quanto previsto dalla Fornero è un fondo per arrivare a quota 64”.
L’uscita anticipata a 64 anni
In affanno perché nella legge di bilancio non c’è un riferimento al cavallo di battaglia leghista – l’uscita anticipata con 64 anni di età e 36 di contributi – Salvini prova a blindare la destinazione dello stanziamento di 2,5 miliardi (850 milioni all’anno, dal 2027 al 2029) che nel testo è riservato a un fondo per il supporto in uscita dal mercato del lavoro, da riempire l’anno prossimo con un decreto attuativo. Facendo leva anche sui dettagli dei destinatari che compaiono nella norma – “specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali” – Fratelli d’Italia e FI tengono aperta la partita sull’utilizzo del fondo.
Ecco perché Salvini insiste sul punto. “Siccome leggo cose varie ed eventuali, l’uscita anticipata a 64 anni è una scelta per chi vorrà, non è un obbligo: il fondo per la previdenza – chiosa – è stato disegnato per quello, non per altro”. Poi reitera il messaggio ai partiti della coalizione: “Come io rispetto gli altri, conto che tutti rispettino quella che è la priorità della Lega, che è il superamento della legge Fornero, cioè quota 64 a partire già dal 2027”.
Lo schema dei leghisti, anticipato da Repubblica, punta anche a chiedere 1,5 miliardi più per il fondo pensionistico, portando la dotazione complessiva a 4 miliardi. Le risorse aggiuntive verrebbero spalmate sul 2028 e il 2029.
Le altre richieste
Ma il partito di via Bellerio vuole ancora di più. Punta ad attenuare la stretta sulla scuola. “Sicuramente – dice Salvini – il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”. Un impegno condito dall’irritazione. Dei tagli – annota – “io non sapevo nulla”.
L’arrembaggio del Carroccio alla Finanziaria non può essere però a costo zero. Per le correzioni servono soldi. Si torna perciò a bussare alla porta delle banche, che insieme alle assicurazioni sono state chiamate dal governo a versare un contributo di circa 5,5 miliardi per le coperture della manovra. “Se ci fosse la necessità di avere anche qualcosa in più per andare a intervenire in quei settori più delicati, come scuola, salute e pensioni, noi non avremo problemi a proporlo”, dice il leader della Lega.
I conti, però, vanno fatti con palazzo Chigi. Negli scorsi giorni, proprio a ridosso del via libera del Consiglio dei ministri alla manovra, la premier Giorgia Meloni aveva avvisato gli alleati. Così: “Abbiamo accontentato tutti, ora niente errori in Parlamento”. Tradotto: niente modifiche extra large, barra dritta e conti da mantenere in sicurezza. E invece neppure il tempo di avviare l’iter alla Camera, che la Finanziaria si ritrova già sommersa di richieste.
Possibile che nella Lega non c’è nessun altro un po meno deficiente di questo deficiente?
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mi fa’ scompisciare dalle risate…..: “tutto a sua insaputa” ecco la versione ufficiale per i boccaloni che lo seguono…!!! bla…bla…bla
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