Sotto accusa per un appello pro Palestina di un anno fa. Ma la stessa petizione porta la firma della pm che ha chiesto il carcere per Siher

(di Serena Riformato – repubblica.it) – Roma – La macchina del fango si attiva in fretta. Prima i giornali di area, poi i parlamentari della maggioranza: «È una gip schierata politicamente che aveva sottoscritto un appello pubblico per Gaza», dice la deputata di FdI Sara Kelany. «Posso pensare che una magistrata ProPal non possa essere considerata super partes nei confronti di uno che, da questo punto di vista, pare che la pensi come lei?», rilancia il vicepremier Matteo Salvini. Il bastone mediatico della destra si avventa così su Tiziana Landoni, la giudice per le indagini preliminari che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo di Youssef Siher, creatore delle pagine social del Movimento 17 ottobre all’indomani delle violente proteste di Milano. La colpa? Aver firmato, a settembre 2025, insieme a tremila colleghi, un appello di “giuristi per Gaza” sulla rivista Giustizia Insieme. Così estremo da proporre di leggere «ogni giorno, nelle aule d’udienza e in quelle universitarie, il preambolo allo Statuto della Corte penale internazionale» per ricordare che «lo Stato italiano, per Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati, ha scelto la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali».
C’è poi un altro particolare che le accuse della maggioranza e del governo lasciano fuori dal racconto perché poco funzionale a sostenere la propria tesi: tra i firmatari dello stesso appello figura anche Francesca Crupi, la pm che ha chiesto il carcere per Siher, contestandogli l’aggravante di terrorismo e giudicandolo l’autore di un «progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi, con finalità eversive». Stessa petizione pubblica: eppure per la destra la gip che ha preso una decisione a loro sgradita è politicizzata, la pm aveva ragione.
È un metodo di linciaggio già messo in atto, tra gli altri, contro Iolanda Apostolico, la giudice di Catania finita nel mirino della Lega nel 2023 dopo aver negato la convalida del trattenimento di alcuni migranti. Salvini diffuse un video del 2018 che la ritraeva a una manifestazione per lo sbarco dei profughi dalla nave Diciotti, mettendone in dubbio l’imparzialità. Poco più di un anno dopo, Apostolico lasciò la magistratura.
Quando nun glie’ conviene fanno al lupo al lupo lo hanno fatto anche con il giudice designato per il ricorso di Ranucci poi quando il verdetto e’ stato a loro gradito tutti zitti e muti, il giudice ha lavorato bene.Qualcuno ieri ha consigliato a questa destra di guardarsi allo specchio dimenticando di dirgli di sputarci dentro🤔
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La PM che ha messo in prigione Yossef era tra i giuristi pro-Gaza.
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