La Vardera si scontra con il “suo” sindaco e invoca le dimissioni del vice che ha una casa costruita illegalmente. E che oggi forse uscirà dalla giunta. In crisi il movimento che cresce in Sicilia e guarda a Conte

(di Emanuele Lauria – repubblica.it) – La crepa del “modello Agrigento”, che ha rilanciato la sinistra nella terra dei cacicchi, si è aperta inevitabilmente intorno a una casa abusiva. Il proprietario, a sorpresa, è il vicesindaco della nouvelle vague rivoluzionaria di Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente e presidente del Progetto civico di Alessandro Onorato, l’incursore siciliano che sta terremotando il campo largo mettendo in ambasce anche Schlein. E che, in questo angolo di Sicilia, si è imposto di recente contro «i dinosauri che hanno oppresso per anni la città con pratiche illegali». Ma una pratica illegale, La Vardera, se l’è trovata improvvisamente sotto il naso, messa in atto da uno dei simboli del successo degli antisistema che dai Templi vuole esportare nei palazzi della Regione Siciliana.

Il protagonista meno noto di questa storia si chiama Giovanni Crosta. È l’avvocato che il nuovo sindaco Michele Sodano, ex grillino e alfiere del deputato, ha scelto come vice. Crosta ha ereditato dal padre un’abitazione con cubatura fuorilegge. Quando la notizia è spuntata su un sito locale, Crosta ha minacciato querele e lo stesso La Vardera l’ha difeso: «Non esiste l’abusivismo per eredità». Però la questione si è fatta un po’ più grossa nello scorso week-end, proprio nei giorni in cui La Vardera, ad Agrigento, celebrava gli stati generali dei civici, con Onorato ma pure con gli interventi di Conte, Fratoianni, Bonelli, Gualtieri e Manfredi, da tempo incuriositi da un movimento che un sondaggio in Sicilia dà al 20 per cento. E però La Vardera, su quella ribalta luminosa, si è trovato a fronteggiare l’assalto dei giornalisti. Nel momento in cui pure quelli delle Iene, trasmissione per cui il deputato ha fatto per anni l’inviato, si sono presentati per fare luce sulla magagna, il capo di Controcorrente non ci ha visto più. Ha tirato fuori mail con richieste di chiarimento ai suoi inviate precedentemente, e ha chiesto pubblicamente le dimissioni del vicesindaco. Trovando però l’opposizione di Sodano: «Non c’è alcuna indagine», la risposta del primo cittadino, preso da inossidabile garantismo. In questo braccio di ferro, l’ipermediatico La Vardera ha deciso di scoprire tutti gli altarini: «Crosta afferma di aver solo ereditato questa casa abusiva, afferma che è disabitata. E invece ci hanno fatto di recente feste, grigliate e serata danzanti. Hanno avviato lavori di ristrutturazione!».
Va da sé che la vicenda non poteva risolversi con la semplice restituzione della delega alla polizia municipale da parte di Crosta. Ora La Vardera chiede ai probiviri del movimento l’espulsione del vicesindaco e con Sodano non parla più: «Prima ritorni in sé». Sostiene che è un fatto di trasparenza, che non si «può usare la verga con gli altri e la bambagia con il proprio partito: sennò faremmo come Meloni con il caso Senese o come Vannacci con Pozzolo».
Tutto fermo, ma questa crisi finisce ovviamente per far sogghignare i tanti nemici del deputato, probabile ago della bilancio alle prossime elezioni. Nel centrodestra, anzitutto, già beffato nel 2017 da una candidatura per finta al Comune di Palermo (lui corse solo per fare un film ma Meloni e Salvini lo appoggiarono con liste vere) e adesso bersaglio di attacchi social quotidiani, fra cui quelli sfociati nel commissariamento antimafia dello storico lido di Mondello. Ma lo scandalo non dispiace tanto al Pd, che critica la candidatura solitaria di La Vardera alla Regione. Anche perché l’instancabile produttore di reel, nel frattempo, flirta con Conte: «Il mio presidente senza se e senza ma». E nel Pd si sospetta un inconfessabile scambio: il sostegno di Controcorrente al leader dei 5S, per le primarie, in cambio di un appoggio a La Vardera alla presidenza della Regione. Trame ad ampio raggio si dipanano da Agrigento. Dietro il caso di una scomoda eredità, con il contorno di grigliate e serate danzanti, c’è un pezzettino di futuro del campo largo.
altra occasione per parlare male di Conte!
Avanti un’altro!
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