(Dott. Paolo Caruso) – Alternative für Deutschland (AfD) e Fratelli d’Italia (il partito di Giorgia Meloni) rappresentano due modelli di destra profondamente diversi, distanti sia per collocazione geopolitica che per cultura istituzionale. Nonostante condividano una retorica conservatrice sul controllo dei flussi migratori e la tutela dell’identità nazionale, la loro postura in Europa e nel panorama internazionale ne evidenzia una netta separazione. Il recente trionfo dell’ AfD nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt ha riacceso i riflettori su queste divergenze. All’ interno del parlamento europeo Fratelli d’Italia fa parte dei Conservatori e Riformisti europei (ECR) e dialoga attivamente con il centro destra europeo mentre lo schieramento della destra estrema tedesca Alternative fur Deutschland (AfD) attualmente guida il gruppo radicale Europa delle Nazioni Sovrane. La destra meloniana è fermamente Atlantista e pro NATO, schierata a sostegno dell’ Ucraina in contrapposizione ai partiti come l’ AfD filo russi , ostili alla NATO e contrari agli aiuti militari a Kiev. La Meloni presentatasi all’ inizio de mandato come una destra critica nei confronti della burocrazia UE, oggi opera stabilmente dentro le istituzioni europee ed è ormai lontana dal famoso slogan elettorale “è finita la pacchia”. Una falsa rivoluzionaria in cerca di un posto al sole nel sistema politico europeo, pontiera mancata tra le due sponde dell’ oceano nonostante il suo impegno servile nei confronti di Trump. Fortemente euroscettica la AfD, ha accarezzato l’idea di una “Dexit” (uscita della Germania) dalla UE. Profilo Istituzionale e Partito di governo quello della Meloni è saldamente inserito nel centro-destra tradizionale. Al contrario AfD è una Forza considerata estremista e isolata da un cordone sanitario (Brandmauer). Geopolitica e Russia sono i nodi fondamentali di scontro tra le destre in Europa. Infatti la faglia più profonda è quella internazionale. Giorgia Meloni ha impostato la sua credibilità internazionale sulla fedeltà all’alleanza atlantica e sul pieno sostegno all’Ucraina, al contrario la AfD mantiene posizioni fortemente filo putiniane, si è opposta da sempre alle sanzioni alla Russia e contesta l’invio di armi occidentali all’ Ucraina. Stesso profilo radicale comune ad altre destre dell’est-Europa.Mentre Meloni ha scelto una strategia di negoziazione e pragmatismo istituzionale a Bruxelles per accreditarsi come interlocutrice della Commissione Europea, l’ AfD incarna una opposizione antisistema. La delegazione dell’ AfD è considerata troppo radicale persino da partiti come il Rassemblement National di Marine Le Pen, motivo per cui i tedeschi si trovano confinati in un gruppo parlamentare europeo ultra sovranista e minoritario. In Italia Fratelli d’Italia è il perno di una coalizione di centrodestra che esprime il governo nazionale la cui Premier è proprio quella Giorgia Meloni che doveva rovesciare tutto come un calzino ma che in effetti è entrata prepotentemente negli apparati delle establishment. La rivoluzionaria della Garbatella che ha mancato la rivoluzione. Cosa diversa in Germania per l’ AfD che anche di fronte a vittorie elettorali schiaccianti non riesce a trovare alleati moderati disposti a formare coalizioni di governo. Infatti tutti i principali partiti, dalla CDU di Friedrich Merz alla SPD, responsabili delle difficoltà economiche del Paese applicano una rigida Brandmauer cioè un muro di contenimento che impedisce a questa formazione dell’ ultra destra nazionalista di governare. La Storia si ripete con una democrazia malata che vuole cancellare il voto popolare non gradito ai poteri forti e alle lobby.