
(Tommaso Merlo) – I sionisti non vogliono smettere di sterminare palestinesi, vogliono che si smetta di parlarne. Per questo hanno ammazzato centinaia di giornalisti a Gaza, e per questo impediscono alla stampa internazionale di entrare nella Striscia e nei decenni hanno corrotto i principali media mainstream occidentali. Per controllare la narrazione, per spacciare l’apartheid genocida come democrazia modello e scaricare le colpe sulle loro vittime. Tutto inutile grazie ad internet e alle vittime palestinesi che hanno mostrato in diretta social il proprio sterminio, ma la sostanza è questa. Potenti che non avendo nessuna intenzione di fare passi indietro o cambiare, censurano o ricorrono alla propaganda in modo che non emerga la verità ma una narrazione di comodo che gli permette di continuare le loro malefatte in santa pace. Quello che sta succedendo a Report. Una trasmissione che i potenti perseguitavano da anni perché capace di fare breccia nel muro di ipocrisia ed omertà tipico dei palazzi di paesi moribondi come il nostro. Da noi fare vero giornalismo ormai è eroico. Perché vieni ghettizzato e perché dare fastidio ai potenti è pericoloso e se vuoi fare carriera ti devi accodare a qualche cordata economica o ideologica, vendere l’anima al diavolo e abbassare la testa. Il risultato è drammaticamente noto. Redazioni talmente screditate da venire mantenute dai loro padroni o dallo stato invece che da telespettatori e lettori che da anni sono in fuga verso fonti più attendibili o verso l’indifferenza che è sempre meglio che venire presi per i fondelli. Propaganda permanente spacciata come giornalismo e depravazione conformista a gogò. Nei paesi civili trasmissioni come Report sono normalità, sono il modo in cui si fa giornalismo. E questo perché i potenti hanno l’obbligo della trasparenza totale verso i cittadini e non devono esistere dubbi e zone d’ombra per nessuna ragione. Non dovrebbero esistere nemmeno i segreti di stato, figuriamoci i segretucci meschini di qualche poltronaro impenitente. Una vera e totale libertà di stampa è un diritto sacrosanto in una democrazia sana, un pilastro del sistema perché se manipoli la narrazione pubblica impedisci ai cittadini di conoscere la verità su quanto succede nel loro paese e su chi siano davvero i potenti di turno, e quindi gli impedisce anche di votare in modo consapevole. È una questione politica sostanziale, non marginale. Se certi personaggi indegni raggiungono i vertici dello stato e si godono carriere decennali nonostante la loro inettitudine, è proprio perché il dibattito pubblico è profondamente inquinato da un fasullo giornalismo che in realtà è faziosa e perenne propaganda politica a favore di cani e porci. Una cagnara perenne che impedisce alla verità dei fatti di emergere e quindi alla storia di fare il suo corso. Da una informazione seria e professionale, siamo passati alla continuazione della campagna elettorale anche durante tutta la legislatura, con una manipolazione costante del dibattuto pubblico. Uno scempio mediatico. A livello di libertà di stampa l’Italia è dietro a molti paesi africani e mediorientali eppure i potenti di turno non fanno nulla e questo perché non gli conviene. Ai potenti conviene la propaganda o presunti giornalisti che non osano mai farla fuori dal vasino per non perdere il loro posticino al sole. Una mafia culturale che infesta anche il mondo dell’informazione con redazioni che fungono da capi tifosi delle rispettive squadre partitiche. Esaltano i loro e infangano i nemici mentre la verità diventa un dettaglio per ingenui idealisti. Col risultato che in assenza di una stampa cane da guardia, la qualità della politica è gravemente peggiorata perché libera di dare il peggio di sé e non risponderne mai. Col risultato che gran parte dei cittadini non vota e non segue più perché disgustata da un sistema sempre più anche moralmente marcio e non all’altezza né dei tempi né delle loro consapevolezze. Col risultato che l’Italia è un paese moribondo che si scaglia contro l’unica oasi di giornalismo con un minimo di denti come Report colpevole di non permettere ai potenti di spacciare il marciume come normalità e di farsi i propri sporchi comodi in pace. Giornalisti che diventano spioni infami e fastidiosi intrusi da fermare altrimenti crollano i sondaggi e lorsignori rischiano immagine e poltrona e quindi quanto di più caro hanno al mondo. Classi delinquenti che non vogliono solo il privilegio dell’impunità ma anche della opacità. In questa Italia moribonda come a Gaza. Potenti che non avendo nessuna intenzione di fare passi indietro o cambiare, censurano o ricorrono alla propaganda in modo che non emerga la verità ma una narrazione di comodo che gli permetta di continuare le loro malefatte in santa pace.
Segnalo:
https://www.musicletter.it/home/2026/08/29/autistici-inventati-sanzioni-usa/
"Mi piace""Mi piace"