(Giuseppe Giulietti – articolo21.org) – L’amicizia tra Sigfrido Ranucci e Walter Lavitola era nota dal novembre 2023, data della famigerata audizione, processo, farsa nella sede della commissione di vigilanza.

Fu anche la seduta del senatore inquisitore con la carota in mano e della manifestazione di tante associazioni a difesa di Sigfrido Ranucci, di report, della Costituzione.

In quella sede proprio Gasparri pose la domanda a Ranucci, vicino a lui sedeva Paolo Corsini, direttore di Rai 3.

Ranucci rispose e ricordò che Lavitola era ben noto a Gasparri, essendo stato candidato alle europee da Forza Italia.

Come mai la notizia non suscitò scalpore? Dove stavano i vertici di telemeloni e il loro comitato etico?

In quel momento dovevano ancora lasciar lavorare Lavitola?

Quanta spazzatura devono ancora raccogliere dai secchi della spazzatura?

Ieri vittima, oggi complice? Ieri molestatore oggi omofobo?

A quando la pedofilia?

Siamo certi che gli inquirenti troveranno il mandante del mandante, e non lo troveranno tra i bidoni della spazzatura, ma esaminando con attenzione le inchieste sulla strage di Bologna, sul nesso tra mafia, servizi deviati, fascisti, sull’assassinio di Piersanti Mattarella, su Falcone e Borsellino.

Già allora volevano la testa di Ranucci e di report, altro che Lavitola.

Già che ci siamo il cosiddetto comitato etico potrebbe farci sapere chi ha distrutto Rai3 e chi ha sfumato i fischi alla Meloni a Taranto?

Provateci non dovrebbe essere difficile…