(Tommaso Merlo) – Continua la carneficina palestinese nell’indifferenza delle classi delinquenti occidentali, siamo del resto sotto elezioni anche a Tel Aviv e da quelle parti più ammazzi palestinesi e rubi terre, più ti votano. Pare che quell’abominio di Netanyahu non se la passi bene nei sondaggi nonostante stia portando avanti ben due genocidi ed ha bombardato anche in Siria di recente. Quei geni degli israeliani gli contestato anni di sangue senza nessun vero risultato e come soluzione vogliono più sangue. E’ infatti in testa un certo Eisenkot nientepopodimeno che l’ex comandante in capo dell’Idf, più che un esercito un’organizzazione terroristica che si è macchiata di crimini atroci contro l’umanità e la prova di come i deliri ideologici possano generare immonde brutalità oggi come allora. Poi c’è un certo Bennett che promette un pugno ancora più di ferro contro i palestinesi e la guerra con la Turchia che considera peggio dell’Iran. E manco a dirlo, tutti e tre i candidati sono categoricamente contro la nascita dello stato palestinese. A conferma di come l’unica soluzione in Medioriente sia la sconfitta storica e lo sradicamento dell’ideologia sionista e di come lo stato ebraico sia un progetto nato male e gestito ancora peggio che deragliato nell’inciviltà non ha più senso di esistere. La Terra Santa è di tutti e va affidata ad uno stato realmente democratico e soprattutto laico che la renda il gioiello e non la vergogna dell’umanità. Il sionismo ha avuto la sua opportunità, l’ha fallita clamorosamente e si deve togliere dai piedi. A Gaza intanto il genocidio prosegue in sordina mentre nella West Bank stanno calcando la mano, il governo nazi sionista di Tel Aviv vuole portare ai loro elettori risultati last minute e cioè case e campi rubati e civili innocenti massacrati. Persecuzione fisica ma anche psicologica. L’obiettivo è concentrare i palestinesi in fazzoletti di terra sempre più esigui in modo da rendergli la vita impossibile e convincerli a fuggire altrove. O all’inferno o all’estero, basta che non tornino più. Musulmani o cristiani non importa, anche quella delle tradizioni giudaico-cristiane comuni erano solo moine manipolatorie. I cristiani in Palestina vengono perseguitati tanto quanto gli altri palestinesi al punto che la cristianità sta scomparendo da dove è nata nell’indifferenza delle classi delinquenti occidentali. Nel sud del Libano intanto stanno radendo al suolo villaggi, siti archeologici e foreste mentre quel ministro terrorista di Ben-Gvir vorrebbe almeno una quarantina di palestinesi sterminati al giorno in quanto non esseri umani e quindi indegni di vivere. Porcherie immonde che gli hanno inculcato da bambino in famiglia e poi a scuola e poi in società e poi nell’onnipresente esercito e poi in un regime politico che lo ha convinto di appartenere ad un popolo superiore che ha diritto di rubare una terra non sua e di ammazzare qualunque infedele che osi mettersi di mezzo perché così vogliono i testi sacri e quindi il divino. Nessuna pace, nessun compromesso, nessuna soluzione alternativa alla violenza bruta per imporre la propria supremazia etnica e religiosa e la propria volontà politica di dominio anche calpestando ogni legge e istituzione. Idee criminali dimostrate da ottant’anni di fatti criminali. E menomale che i terroristi violenti ed incivili erano i palestinesi e egli arabi in generale con cui non è possibile convivere e scendere a patti. È proprio vero che più scendi negli inferi dell’umanità, più ogni accusa è in realtà una ammissione di colpa. Il sionismo mira alla pulizia etnica del popolo palestinese da quando è sbarcato in Terra Santa e noi coglioni occidentali sponsorizziamo il tutto e gli garantiamo pure un posto privilegiato nel mondo civile. Davvero penoso ma anche inutile. Il sionismo sul campo di battaglia si è rivelato un disastro totale, nonostante una supremazia economica e militare enorme, non ha concluso strategicamente nulla. È ancora lì che bastona anziane tra gli ulivi e prova ad occupare brandelli di Libano per la centesima volta mentre la Grande Israele ogni giorno che passa diventa più che altro una barzelletta anche per le nuove alleanze regionali. L’unico vero successo del sionismo è stato propagandistico, è stata la manipolazione di massa e l’infiltrazione mafiosa del sistema politico e mediatico occidentale grazie al quale ha ottenuto immense risorse e soprattutto protezione e quindi impunità. Ma illudendosi di essere oramai invincibile, a Gaza il sionismo ha commesso l’errore fatale di esagerare al punto che il suo sistema propagandistico non è riuscito a censurare il genocidio e a contenere il dilagare di un’indignazione profonda e mondiale che di fatto ne ha segnato politicamente la fine. Sono ancora lì perché lo sono anche i loro complici occidentali ma è solo questione di tempo. Perfino la loro roccaforte statunitense sta cedendo e senza Washington il progetto coloniale sionista è spacciato. Sono disperati e per questo stanno facendo di tutto per rilanciare il conflitto con l’Iran e in Siria bombardano i turchi. Dei geni, come soluzione vogliono più sangue ma il mondo ha finalmente capito la verità. L’unica soluzione in Medioriente è la sconfitta storica e lo sradicamento dell’ideologia sionista. La Terra Santa è di tutti e va affidata ad uno stato realmente democratico e laico che la renda il gioiello e non la vergogna dell’umanità.