La ricetta del generale prevede di arrivare alla proprietà diffusa. Ovviamente promette un taglio all’Irpef fino alla flat tax e stoppa ogni imposta patrimoniale

(di Walter Galbiati – repubblica.it) – Potremmo definirlo sovranismo economico venato di corporativismo e socializzazione, in stile Repubblica di Salò. Il generale Vannacci vuole uno Stato che indirizzi l’economia. Uno Stato che indirizzi i settori chiavi dall’energia alle infrastrutture, dal credito alle tecnologie. E che i lavoratori partecipino agli utili.
La cassetta degli strumenti è composta da un Fondo sovrano per la crescita nazionale, che quando serva, finanzi, compri e sostenga le aziende rilevanti per lo Stato, e dal Golden power da usare come clava se le minacce arrivano dall’esterno. Allo stesso scopo vorrebbe piegare l’operato di Cdp, Sace e Simest, bracci operativi per supportare la filiera italiana, soprattutto delle Pmi. Quel che dall’Italia invece è andato all’estero dovrebbe tornare, come i cervelli in fuga, attraverso il reshoring, favorito dagli incentivi fiscali. Di certo il credo economico è anti-europeista, senza se e senza ma. L’Italia deve «riconquistare spazi di sovranità economica» rispetto all’incombente presenza dell’Ue.
La prima mossa è non sottostare più al nuovo Patto di Stabilità e Crescita, ponendo rimedio alla «sciagurata firma da parte del Governo Meloni». La via per sfuggire alle maglie fiscali è il veto al prossimo bilancio pluriennale per perseguire con la revisione dei trattati su cui si basa la Ue. Libera dall’Unione, l’Italia potrebbe rapportarsi direttamente con gli Usa, importare gas dalla Russia e farsi motore di una nuova cooperazione europea tra Nazioni sovrane sulla stessa lunghezza d’onda come Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Polonia. La moneta unica è stata tutt’altro che un idillio. Vannacci non dice di abbandonare subito l’euro, ma di adottare una strategia che ci porti all’uscita con condizioni e tempi che tutelino l’interesse nazionale, le imprese, i posti di lavoro e le famiglie. Per socializzare l’economia, oggi sarebbe difficile procedere per decreto come fece il Duce nel 1944, attribuendo la gestione dei mezzi di produzione, appannaggio fino ad allora solo dei capitalisti, anche ai lavoratori pur senza toccarne la proprietà. Vannacci propone la proprietà diffusa, perché tutti possano essere proprietari, risparmiatori, imprenditori, professionisti e lavoratori partecipi dei risultati dell’attività economica. Come? Favorendo la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa e l’azionariato diffuso, mediante strumenti fiscali incentivanti. Il programma, ovviamente, è di ridurre le tasse, smussando il cuneo fiscale e appiattendo l’Irpef fino ad una aliquota unica (flat tax), pur tenendo conto del quoziente familiare: più figli hai, meno paghi. La nuova Europa dovrebbe favorire investimenti per la natalità, fattore centrale della sostenibilità economica, e non per il riarmo o il Green deal che ha azzoppato l’industria continentale. Vannacci è per tassare “le persone” e non “le cose” che non producono reddito. Per cui via ogni tipo di patrimoniale, compreso il bollo auto e moto e sulle seconde case, quelle ereditate dai nonni.
Vasto programma…( come rispose il gen. De Gaulle a chi gli gridò: ” a morte gli imbecilli”)
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Repubblica e le altre testate progressiste-neoliberiste farà volare Vannacci al 15%.
L’ho detto e lo ripeto, superati Lega e Forza Italia, Futuro Nazionale supererà anche il M5S. Inevitabile.
Stato che indirizzi l’economia.
Stato che indirizzi i settori chiavi dall’energia alle infrastrutture, dal credito alle tecnologie. E che i lavoratori partecipino agli utili.
Fondo sovrano per la crescita nazionale, che quando serva, finanzi, compri e sostenga le aziende rilevanti per lo Stato, e dal Golden power da usare come clava se le minacce arrivano dall’esterno.
Cdp…per supportare la filiera italiana, soprattutto delle Pmi.
Rientro dei cervelli in fuga, attraverso il reshoring, favorito dagli incentivi fiscali.
Credo economico è anti-europeista.
L’Italia deve «riconquistare spazi di sovranità economica» rispetto all’incombente presenza dell’Ue.
Prima mossa è non sottostare più al nuovo Patto di Stabilità e Crescita.
Importare gas dalla Russia.
Adottare una strategia che ci porti all’uscita con condizioni e tempi che tutelino l’interesse nazionale, le imprese, i posti di lavoro e le famiglie.
Proprietà diffusa, tutti proprietari, risparmiatori, imprenditori, professionisti e lavoratori partecipi dei risultati dell’attività economica. Favorendo la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa e l’azionariato diffuso.
Quoziente familiare: più figli hai, meno paghi.
Via ogni tipo di patrimoniale(unica pecca), compreso il bollo auto e moto e sulle seconde case, quelle ereditate dai nonni.
Dovrebbero essere le proposte del M5S, ma alleato col PD non si può. Vedi l’ultima uscita della Schlein sul Monte Paschi di Siena: “Decida il mercato”. Ancora il mercato? Neoliberisti infami.
Se non fosse che Vannacci porterà voti a Meloni, avrei buttato il voto su di lui visto che il M5S ha scelto il neoliberismo piddino (non basta uscirsene contro il woke e contro il neoliberismo se poi scendi a patti col PD). Ma io non mi turo il naso e quindi mi asterrò. Ma credo che tanti ex 5S o 5S attuali potrebbero farsi tentare da Vannacci e votarlo. E chi potrebbe biasimarli?
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@ Pagnotello
“Ma credo che tanti ex 5S o 5S attuali potrebbero farsi tentare da Vannacci e votarlo. E chi potrebbe biasimarli?”
Beh io li biasimerei senz’altro!
E comunque penso che senz’altro diversi dei “primi” M5S (quelli del 33%) voterebbero e voteranno (!) per Vannacci.
Non penso che Vannacci possa pero’ intaccare granche’ quelli che sono gli attuali votanti del M5S: troppe differenze (ma l’avete vista la truppa di Vannacci? Maddddddaaaaai!).
Visto che e’ stato fatto un elenco di possibile punti programmatici (che ad essere sincero non ho letto perche’ son di fretta) indico un punto che, per me, invece meriterebbe di essere valutato e magari pure indicato in programma (tanto perderemo lo stesso!):
le imposte sulla successione.
Per me ci si dovrebbe rifare all’art.53 della Costituzione circa la progressivita’ del carico fiscale…
Ergo:
chesso’… primo MILIONE (ereditato) ESENTASSE per ogni figlio ci sta… (2 miliardi di vecchie lire a testa son davvero cosi’ pochi?????).. e poi si iniziano ad applicare le imposte con aliquota via via crescente…
E se non si vuole guardare la Costituzione.. che allora si guardi come si comportano gli altri Stati del mondo Uccidentale.
Faccio un veloce copia-incolla di un altro mio vecchio post su questo tema:
Prima di parlare di patrimoniale io parlerei di successione.
Siamo (anche) in questo caso, il classico paese “da centroamerica”.
Buona parte dei nostri politici (non c’e’ bisogno di precisare quali) si riempono la bocca di liberta’, libero mercato, etc…
E’ il solito essere liberali (…bulicci diciamo a Zena) col “cubo” degli altri.
Vediamo un po’ cosa succede nella Repubblica Italiota e negli altri paesi liberali con l’imposta di successione (a partire da Francia, Germania, Stati Uniti e compagnia bella)?
Ecco qui…
La tabella di cui sopra (relativa agli altri Stati) e’ approssimativa, ma da un’idea di come funzionano le cose in paesi piu’ “normali”.
Volendo si potrebbe approfondire.
E magari si potrebbe pensare come si potrebbero redistribuire i circa 15 miliardi che incassa lo Stato francese (circa T-R-E-N-T-A VOLTE in piu’ dell’Italia) dall’iimposta di successione se anche da noi ci fosse un po’ piu’ di… libero mercato…
Se si volesse pensare ancora un po’ si potrebbe fare un confronto tra quanto hanno pagato i figli del Pregiudicato e quanto gli eredi del fondatore di Samsung in Corea…
https://www.repubblica.it/economia/2026/05/05/news/samsung_eredita_tassa_successione_record_8_miliardi-425324804/
A riguardo di quest’ultimo punto segnalo che mentre gli eredi della Samsung su un impero (ereditato) hanno pagato circa il 50% di imposte.. gli eredi del Pregiudicato nostrano (su un impero simile a quello del sud coreano) hanno pagato circa lo 0,38%.
La differenza sta tutta qui:
===> 50% e 0,38%:
una differenza ABISSALE:
la stessa che intercorre tra noi ed un paese normale!
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