Fidel Castro costituisce un riferimento impareggiabile per chi voglia mettersi seriamente sulla strada dell’alternativa

(Fabio Marcelli, Giurista internazionale – ilfattoquotidiano.it) – Viviamo indubbiamente tempi difficili e pericolosi. Vengono al pettine le tremende contraddizioni di capitalismo e imperialismo, che scatenano in tutto il globo veri e propri flagelli biblici e i quattro micidiali Cavalieri dell’Apocalisse e cioè guerra, carestia, malattia e morte.
Nella sua attuale fase di declino sempre più evidente, il sistema dominante rivela sempre più chiaramente la sua natura cancerogena, alimentando se stesso a scapito dell’umanità, della vita e della natura sulla Terra.
Un personaggio come Trump, che sembra uscito dalla penna di uno dei più fantasiosi scrittori distopici degli ultimi cento anni, ci tartassa ogni giorno con le più clamorose e ridicole bugie, mentre ricorre alla guerra come ultima garanzia del suo predominio vacillante, vibrando sanguinosi colpi di coda che a volte, come in Venezuela, gli riescono, a volte invece, come con l’Iran, non gli riescono affatto e anzi determinano forti contraccolpi contro il suo regime sempre più autoritario ed apertamente fascista.
Nell’epoca dei social media e dell’ analfabetismo dilagante, la menzogna propagandistica costituisce, insieme all’esercizio brutale della forza, l’ancora di salvezza dei governi occidentali sempre più in crisi. Non solo Trump, ma anche i suoi servitori europei, in prima fila Giorgia Meloni e la sua coorte di coadiutori incapaci, nascondono e mistificano la realtà con l’intento di far credere alle masse abbrutite che vivono in un mondo di sogno.
Eppure i fatti hanno la testa dura e la realtà bussa alle porte, gettando all’aria i castelli di carte affannosamente messi in piedi da lorsignori.
La crisi economica continua e si aggrava per effetto delle guerre e del saccheggio delle risorse umane, climatiche ed ambientali, determinando il catastrofico avvitamento su se stesso del sistema, che precipita come un aliante sorpreso da un’irresistibile turbolenza.
Come salvarsi da questa catastrofe incombente? La soluzione non è facile ma richiede coraggio fisico, onestà intellettuale, spirito di sacrificio, intelligenza strategica ed acume teorico. Tutte doti, queste, che non abbondano certo tra gli stralunati leader europei ed italiani, sia di governo che di opposizione, intenti più che altro a difendere le proprie cadreghine e prebende, ovvero ad acquisirne di nuove, ma senza per carità mettere in discussione i sacri fondamenti ideologici del sistema, scolpiti nella pietra del pensiero unico neoliberista, atlantista e sionista.
E però proprio questo che bisogna fare per salvare noi stessi, le future generazioni, l’Italia e l’Europa. Mettere cioè in discussione le basi del sistema capitalistico occidentale ed emanciparsene in via definitiva, uscendo dalla triste condizione di servi decerebrati cui siamo relegati da troppo tempo.
Al riguardo è d’uopo volgere altrove lo sguardo. Fidel Castro, del quale si è celebrato pochi giorni fa il centenario della nascita, costituisce un riferimento impareggiabile per chi voglia mettersi seriamente sulla strada dell’alternativa, senza rassegnarsi a fare da soprammobile, sia pure pregiato, nei salotti del capitalismo che certamente non è più illuminato, ammesso che tale sia stato.
Voglio riprendere a tale proposito tre tratti fondamentali del pensiero e dell’azione di Fidel: antimperialismo, sovranità e internazionalismo. Il quarto, immanente a ciascuno di essi e a tutta la sua opera, è poi la coerenza intransigente tra teoria e prassi.
Antimperialismo innanzitutto. E cioè la capacità di contrapporsi su tutti i piani possibili e necessari al moloch distruttore, che, sia pure in netta difficoltà, come insegna l’Iran, mantiene un’impressionante potenza distruttiva (vedi al riguardo le acute osservazioni di Pino Arlacchi sul Fatto Quotidiano). Tenendo ben presente che la pace è il fine ultimo, ma va imposta e non mendicata.
Secondo, sovranità, nelle due dimensioni, nazionale e popolare, tra loro strettamente interrelate e unificate nel segno dell’autodeterminazione dei popoli, principio fondamentale del diritto internazionale. Sovranità intesa quindi come capacità di promuovere uno sviluppo autonomo da imposizioni e condizionamenti, provengano essi da altri Stati ovvero da potentati privati.
Terzo, internazionalismo, ovvero consapevolezza della fondamentale unità dell’umanità nonostante le differenze di varia natura esistenti, e della conseguente necessità di promuovere senza alcuna riserva solidarietà ed amicizia tra i popoli e cooperazione su tutti i terreni fra gli Stati.
Principi fondamentali che Fidel ha promosso in teoria e in pratica combattendo l’imperialismo, organizzando la partecipazione popolare e venendo in soccorso degli altri popoli con le armi, come in Angola, o coi medici, come in decine e decine di situazioni, tra cui l’ingrata Italia.
I governanti cubani di oggi, come il presidente Miguel Diaz Canel, che ne hanno raccolto il testimone, sono oggi vittima di un attacco disumano da parte di Trump e Rubio e vanno difesi e aiutati in nome di Fidel e dell’umanità.
hasta la victoria siempre
"Mi piace"Piace a 2 people
Però un risultato positivo lo ha ottenuto: abbiamo salvato il prosecco e il parmigiano!
Ricordiamolo alle urne.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Fabio Marcelli 70 anni. E che non la potevi fare tu la rivoluzione durante tutti questi anni? Avresti avuto milioni di seguaci ( me compreso …quando ancora mi facevo le canne e avevo la cresta)… cosa hai aspettato?
È sempre uno spettacolo vedere pensionati ribelli e rivoluzionari convinti … che vogliono ribaltare il mondo con il kulo dei 20/30/40 enni.
ridere piangendo o piangere ridendo?🤔😂🫣
"Mi piace""Mi piace"
È curioso… passi dal ricordare quando avevi la cresta e fumavi canne al rimproverare chi, a 70 anni, continua ad avere una voce. Sembra quasi che la tua rivoluzione sia rimasta ferma proprio lì, in quegli anni… e che ora ti dia fastidio vedere qualcuno che non ha smesso.
Quanto al “perché non l’hai fatta prima”, di solito questa domanda la fanno quelli che non l’hanno fatta mai. È più comodo raccontare la propria gioventù come un’epoca gloriosa che ammettere di averla usata solo per fare aneddoti da commento.
Comunque grazie: è sempre istruttivo vedere come certe ribellioni, col tempo, si trasformano in ironie da salotto. La cresta forse è sparita, ma la supponenza è rimasta in ottima salute.
"Mi piace""Mi piace"
completo,poco piccante, da portar via. Se mi mette due tovaglioli in più nella borsa mi fa una cortesia.Graziemille!
è giusto nel mio (non voluto ma presente) percorso di purificazione spirituale …”lavare i piedi”anche ai più hoglioni del web( senza il minimo dubbio e con la massima serietà ).
un zeppelin (led) aereostatico egoico come me non ha nulla, e non avrà mai nulla da invidiare a Madre Teresa di Calcutta.
"Mi piace""Mi piace"