La Russia ha restituito all’Ucraina 261 corpi e ne ha ricevuti 24. A luglio 501 vittime ucraine contro 31 russe

(estr. di Cosimo Caridi – ilfattoquotidiano.it) – […] Quasi quattro mesi senza rotazione, dopo che il reparto precedente ne aveva già passati otto nella stessa posizione, sul fronte di Zaporizhia. Senza rifornimenti, né cibo, né acqua per giorni. Costretti a bere la propria urina. È la denuncia di un plotone della 121ª Brigata di Difesa Territoriale ucraina. Kiev è a corto di uomini, non sa dove trovare un reparto fresco da inviare in prima linea e ha sempre più difficoltà a rifornire le trincee con i beni di prima necessità.
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Il 9 agosto un gruppo di militari della 121esima Brigata ha diffuso un video-appello al comandante in capo delle Forze Armate ucraine, il generale Mykhailo Drapatiyi. Il comandante del plotone, il tenente Anatolii Syshchuk, racconta di essere arrivato quasi quattro mesi prima e di non essere più stato sostituito. Nel video si spiega che l’unità è rimasta fino a 12 giorni senza acqua potabile, con consegne di cibo ogni 3-7 giorni e, in alcuni casi, viveri avariati. I medicinali sarebbero arrivati in ritardo anche nelle emergenze. Prima del loro arrivo, altri militari avevano occupato quelle stesse posizioni per otto mesi consecutivi. Due giorni dopo la pubblicazione il comando della 121ª Brigata ha confermato l’autenticità del video, parlando di condizioni di combattimento difficili e di sforzi continui per garantire i rifornimenti. Il gruppo di forze “Sud” ha definito il filmato un “frammento isolato di una situazione più complessa”.
Secondo il comando, negli ultimi 30 giorni sono stati consegnati circa 240 chili di viveri e la rotazione sarà effettuata appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Non è il primo caso di soldati ucraini che lamentano la difficile situazione al fronte. Ad aprile militari della 14esima Brigata avevano denunciato difficoltà analoghe nel settore di Kharkiv. Il caso aveva portato l’allora comandante in capo, Oleksandr Syrskyi, a ordinare un limite di due mesi per la permanenza nelle posizioni avanzate, seguito da riposo e rotazione. La disposizione, tuttavia, presuppone la disponibilità di un reparto pronto a subentrare. Se il cambio non arriva, i militari già schierati continuano a combattere oltre il termine previsto. A complicare turnazione e vettovagliamento, oltre ai droni, c’è la potenza di fuoco dell’aeronautica di Mosca. A luglio la Russia ha sganciato 8.300 bombe aeree guidate, secondo i dati ucraini, il numero più alto registrato in un mese.
Le bombe russe sono diventate uno strumento centrale per colpire le posizioni ucraine senza avvicinare i propri aerei alla difesa antiaerea. La pressione sui reparti dipende così anche dalla frequenza degli attacchi e dalla difficoltà di rifornire e sostituire le unità esposte. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha definito la situazione al fronte “dura”, indicando tra i settori di maggiore attenzione Zaporizhia, Sloviansk e Kostiantynivka. Gli analisti militari descrivono un quadro più critico: avanzate russe alla periferia di diverse città e combattimenti difficili a Sloviansk, Druzhkivka, Dobropillia, Kostiantynivka, Zaporizhia e Sumy. Il presidente russo, Vladimir Putin, sostiene che le sue forze avanzino ogni giorno lungo la linea del fronte. Al contrario, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha detto a luglio che le avanzate russe erano diventate meno frequenti. Le valutazioni divergono, ma l’intensità degli attacchi e le difficoltà nella gestione dei reparti mostrano la pressione sulle unità ucraine al fronte.
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La guerra aerea, con il lancio quotidiano di centinaia di droni e decine di missili balistici, ha quasi completamente offuscato il racconto di cosa avviene sugli oltre mille chilometri di fronte. Il 13 agosto, nell’ultimo scambio tra le parti, la Russia ha restituito all’Ucraina 261 corpi e ne ha ricevuti 24. Il 16 luglio il rapporto era stato di 501 corpi restituiti a Kiev contro 31 consegnati a Mosca. La sproporzione nasce anche da chi controlla il terreno, dalla possibilità di recuperare i caduti.
Se non ci sono uomini per sostituire chi combatte al fronte, ce ne sono ancora meno per recuperare chi è morto.
e meno male che l’Ucraina sta vincendo…
Figuriamoci come starebbe se stesse perdendo!!!
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Ma chi ha mai detto che “sta vincendo”? Sei solo un tifosetto da curva calcistica.
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Qualcuno semmai ha detto ben quattro anni fa che la Russia aveva già vinto. Questo si.
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E le centinaia di miliardi di euro dollari?? Saranno per farsi le righe sulle strade..o i cessi diamantati un po’ rigati?
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